Primi bilanci sul mio ultimo libro “Stelle comete nel mondo del calcio”, disponibile sia in Ebook che in versione cartacea

Allora, cari amici del blog, è una vita che non scrivo, ma ciò non significa che non tenga a questo mio spazio. Anzi, dovendo riflettere su una questione che mi sta particolarmente a cuore, mi è venuto più che naturale farlo tramite questo personalissimo mezzo che non altrove.

Da aprile ho iniziato un nuovo lavoro, sempre nell’ambito socio-sanitario ma non più solo con mansioni di educatore-formatore ma proprio di referente educativo (tra l’altro di una struttura molto grande). Non mi era mai capitato, per dire, di possedere un telefonino aziendale e di ricevere in teoria chiamate a qualsiasi ora del giorno.

Molta più responsabilità, che se da una parte a questo punto del mio percorso lavorativo, era quello che potevo pure auspicarmi, dall’altra ha finito per ridurre sensibilmente lo spazio (vitale) che era destinato a collaborazioni, scrittura e altri progetti.

Tuttavia, da settembre, provando a cercare il giusto equilibrio tra dovere e piacere, dovrei riprendere a scrivere (almeno) di musica, mentre in merito al calcio – materia principe che mi ha portato negli anni a scrivere per testate nazionali come Il Nuovo Calcio e il Guerin Sportivo – sono piuttosto fermo.

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Eppure l’ultima mia pubblicazione ufficiale riguarda proprio un testo a sfondo sportivo, quel saggio dal titolo emblematico “Stelle comete nel mondo del calcio”, per il quale volutamente mi sono affidato al selfpublishing.

Ho spiegato in un precedente post le mie ragioni, dopo 4 libri editi da Nulla die, una piccola ma molto seria casa editrice diretta da Massimiliano e Salvatore Giordano. E vertevano sul fatto che per un libro simile, molto tecnico ma allo stesso tempo ad ampio respiro e attualissimo, avrei ambito a una pubblicazione con editori specializzati in saggistica di questo tipo. Non mi andava di uscire con una sigla che non fosse Nulla die, ma di quella portata. Nel senso che una casa editrice, media o piccola che sia, che si occupa specialmente di narrativa, ad esempio, difficilmente sarebbe andata a valorizzare un manoscritto sulle storie di quei calciatori che, pur baciati da immenso talento, non sono riusciti a far carriera.

Il mio è stato un esperimento, forte del fatto che sono sicuro che l’argomento sia tutt’altro che di nicchia – risposta al più data dai “colossi” dell’editoria (sì, proprio quelli, anche dopo aver iniziato con uno la fase di editing), interessati ma pronti a ribadirmi come in questo preciso momento storico gli unici libri di calcio ad essere venduti sono in pratica gli instant book o le autobiografie “camuffate”.

Qualche contatto nel mondo dello sport ce l’avevo, alcuni ben saldi, e insomma ho fatto da me e, lo dico sottovoce, per ora sono soddisfatto.

Ho sperimentato la doppia versione per la pubblicazione, ebook e cartaceo, per ovviare a quelle che potevano essere facili obiezioni del potenziale lettore interessato (il prezzo di copertina troppo alto!). Sono riuscito con i “tipi” di Youcanprint (banalizzo, ma in realtà ho trovato tanta passione, precisione e professionalità nelle persone con cui mi sono di volta in volta interfacciato, che molte case editrice piccole se le sognano) a concordarmi sul prezzo del cartaceo, tenendolo abbordabile, considerato il numero di pagine (meno di 13 euro) e, curioso, ho voluto provare la pubblicazione digitale, anche perchè io per primo, irriducibile nostalgico della carta stampata, di ebook sono diventato un divoratore.

In molti mi hanno chiesto se sono in previsione delle presentazioni in giro per l’Italia… ad agosto ho voluto sorvolare, ma forse in inverno qualcosa riuscirò ad organizzare,visto che dall’interesse qualcosa si sta muovendo.

Youcanprint ti dà modo di verificare quasi in tempo reale lo stato di vendita del tuo libro, non solo dal sito in questione, ma da tutte le piattaforme o librerie fisiche sparse per l’Italia e l’estero e, con un po’ di stupore, sto notando come in realtà la gente sia ancora legata o attratta dal cartaceo. Tuttavia, è con l’ebook che sto raccogliendo le maggiori soddisfazioni, col picco massimo del 7° posto raggiunto nella classifica di Amazon per la sezione Sport.

Ora le cose si sono un po’ assestate in tal senso, però siamo all’inizio e mi fa piacere che ci siano persone che mi contattano per chiedermi informazioni su come acquistarlo.

Beh, in teoria è molto semplice: si può ordinare il libro cartaceo nei principali bookstore digitali (ibs, amazon, laFeltrinelli, Mondadori e tanti altri), oltre che nelle vostre librerie di fiducia; l’ebook invece offre ancora più possibilità, a soli 3,99 di acquisto, anche leggendo l’anteprima.

Perciò, amici di PELLEeCALAMAIO, che da anni, nonostante le mie periodiche assenze, mi seguite con passione, se volete saperne di più o avete curiosità e voglia di leggermi, fatevi avanti! 🙂

Le idee in materia di saggistica sono sempre tante, ma probabilmente dopo diversi anni ormai e tre pubblicazioni, mi concederò una pausa dal genere per concentrarmi su una nuova avventura: l’idea che dovrebbe trasformarsi in un nuovo romanzo, a 5 anni di distanza dal mio esordio letterario “Verrà il tempo per noi”.

Ma in questo caso tutto è ancora prematuro, e la promessa è quella di tenervi aggiornati di più!

Un forte abbraccio!!!

(Gianni Gardon)

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Finalmente è uscito il mio quinto libro “Stelle comete nel mondo del calcio”

E’ uscito da pochissimo – in pratica da due giorni –  il mio nuovo libro, il quinto, intitolato “Stelle Comete nel mondo del calcio”.

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Come avrete capito, per la prima volta mi sono cimentato in un saggio che trattasse tematiche sportive, legate al calcio nello specifico, e in un certo senso è stato un percorso naturale, visto che da tanti anni mi ritrovo a scriverne.

La mia avventura giornalistica è iniziata ormai tantissimi anni fa, all’incirca nel 1996, quando entrai in contatto con l’allora direttore del mensile “Calcio dilettante” Andrea Nocini. Per un paio d’anni vi collaborai, trattando già al tempo storie di calciatori (della mia provincia o regione, quindi Veneto, visto che vengo da Verona) che si erano affacciati ai piani alti del professionismo, per poi rientrare nei ranghi.

Pur intraprendendo altre strade professionali, tra collaborazioni con radio e in altri ambiti, soprattutto musicali, non mi sono mai staccato dall’idea di scrivere di calcio. E dopo una prima pubblicazione ufficiale con un romanzo di narrativa (“Verrà il tempo per noi”, Nulla die Edizioni), sono poi usciti altri tre miei lavori che rispecchiavano un po’ di più la mia inclinazione al raccontare, approfondire, mettere in ordine.

Ma un libro di questo tenore sul calcio non l’avevo mai realizzato, e visto che sul sito del Guerin Sportivo (storica rivista per cui scrivo a fasi alterne dal 2010) e sul magazine sportivo Il Nuovo Calcio, avevo già dedicato tanto spazio alle vicende di calciatori che per un motivo o per l’altro non erano riusciti a brillare in tutto il loro talento (rimanendo delle “Stelle comete”), ho pensato bene di ampliare quell’argomento (dal mio punto di vista affascinante e intrigante), ricavandone un manoscritto corposo.

Ho in pratica recuperato molte schede di calciatori che già erano state pubblicate nel corso della rubrica “Stelle comete”, riaggiornandole, visto che alcune le avevo scritto 3 campionati fa, e integrandole con altre del tutto inedite, anche pescando da campionati esteri o dal passato di questo sport.

Insomma, materiale ne avevo parecchio, lo stesso che periodicamente mi veniva richiesto da alcuni miei lettori affezionati della rubrica, che confidavano in una ripresa della stessa. Ho pensato in effetti che avrei potuto proporre un seguito sul sito, ma poi anche certe linee editoriali sono cambiate con la nuova direzione. In second’ordine, di fatto ho stipulato col mio editore un contratto che prevede una prelazione di Nulla die su tutte le mie opere future.

Ho un buonissimo rapporto con Salvatore Giordano, deus ex machina della casa editrice, e già un paio d’anni fa, mi diede ulteriore fiducia, pubblicando due miei volumi di saggistica musicale, nonostante in catalogo mancasse una collana dedicata alla musica.

Un azzardo che credo di essere riuscito a contenere e a giustificare, visto che con Revolution 90 e Rock’n Words sono giunti dei riscontri e diverse partecipazioni a contesti musicali nazionali.

Tuttavia, mi sono reso conto che la pubblicazione di un libro molto tecnico sul calcio, per un argomento di nicchia, sarebbe stata difficile per il mio editore che, in modo molto sincero, mi aveva profilato da subito l’eventualità che non ci fossero le condizioni per dargli uno sbocco editoriale.

Ho provato a proporlo in giro, a tre case editrici medio grande, che apprezzo e leggo molto, che si occupano di saggistica sportiva o che hanno comunque in catalogo libri a tema calcistico.

Senza far nomi, una di queste – il cui editore mi conosceva e apprezzava per ciò che scrivo di calcio – mi ha molto concretamente detto che il distributore per primo lo aveva ampiamente scoraggiato in merito a una cospicua resa economica di un libro simile, aggiungendo tra l’altro che un manuale stupendo che aveva anni prima pubblicato – e che io conservo gelosamente- non era stato acquistato nemmeno dalle famiglie dei giovani calciatori di cui si era tracciato un profilo. Questo per dire che lo ritenevano un investimento a perdere.

Stessa frase sentita da un altro editore che stimo, che da anni a quanto pare aveva sospeso le pubblicazioni di questo genere.

Ammetto – e solo pochissime persone della mia cerchia ne erano al corrente- di essere stato in stretto contatto con un editor influente di una grossa casa editrice, il quale sosteneva la mia “causa”, avendone apprezzato la tematica, ma alla fine non se n’è fatto nulla, perchè nel frattempo erano cambiate mooolte cose in seno a quel marchio.

Mi sarebbe piaciuto – come penso a tutti – alla soglia dei 40 anni e con 4 pubblicazioni ufficiali e “free” alle spalle (chi conosce il gergo editoriale sa di cosa parlo) provare l’esperienza di una pubblicazione con una big, ma realisticamente devo anche prendere atto di un mercato che sembra poco rischiare, specie in merito a temi, sì di calcio, ma magari lontani da come viene inteso oggidì.

Sono consapevole di aver fatto del mio meglio e mi spiaceva lasciare tutto nel cassetto, e allora ho voluto mettermi in gioco, optando per l’autopubblicazione, e affidandomi nella fattispecie alla piattaforma Youcanprint, che reputo la migliore in assoluto in questo campo.

Non mi sento per nulla penalizzato finora, per come abbiamo lavorato al libro, con un buon feedback da parte dei collaboratori di YCP, rispetto a una pubblicazione “normale”.

Anche perchè, e questo è facile constatarlo, in effetti da un anno a questa parte, tutti i libri usciti che trattassero di calcio (e io ne leggo tanti) sono in pratica biografie o autobiografie camuffate (che spesso non sono altro che interviste lunghe realizzate da un giornalista) del grosso nome in voga, ma che poco solleticano il palato di chi si attende di scoprire qualcosa, di trovare curiosità o di conoscere storie poco note di questo sfavillante mondo.

E poi, molto più semplicemente, il mio libro è già facilmente ordinabile nelle principali piattaforme digitali, nei più noti bookstore, tra l’altro in versione sia cartacea che in ebook (e anche questa è una novità rilevante e che mi stuzzica, visto che dei miei precedenti libri non esiste una versione digitale) e quindi se uno vuole, il modo di acquistarlo e leggerlo lo trova!

Anche il discorso della promozione è relativo e cambiato molto negli anni: a meno che non si pubblichi con Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, Einaudi o pochi altri nomi, essere fisicamente presenti negli scaffali delle librerie è molto difficile, a meno che non si instauri un rapporto fiduciario con alcune di esse, magari finendo in qualche grossa catena o viceversa in qualche libreria indipendente (alcuni eroi esistono e resistono ancora). Il discorso si allargherebbe giocoforza alla distribuzione, ma qui teniamo valido quanto accennato qualche riga più su in merito al parere di uno di loro sull’effettiva vendibilità di un’opera come quella che ho proposto.

Quindi, a maggior ragione, vedrò di mettermi in gioco e darmi da fare!

Se siete arrivati fino a qui significa che la cosa vi ha interessato, e tutta questa premessa non era per giustificare un mio momentaneo passaggio al selfpublishing, ma anzi è stata fatta perchè credo molto nel mio libro, nelle motivazioni che mi hanno indotto a realizzarlo e al suo significato: cioè di assegnare valore anche a molti calciatori che avrebbero potuto segnare un’epoca ma che per motivi diversi non lo hanno fatto. E’ una sorta di what if, di slinding doors – visto che racconto, anche intrecciandole, vicende di giocatori emersi nello stesso periodo e momento, in cui uno poi diventa campione e l’altro no.

Sono molti nomi, alcuni notissimi, come Adriano, Coco, Morfeo, Deisler, Van der Meyde, Meroni, Vendrame, altri sicuramente meno conosciuti e appartenenti al rango di promesse giovanili non mantenute come gli ex Palloni d’Oro Under 20 Lamptey, Adiyiah, Caio o gente le cui storie sono significative come Freddy Adu, Foquinha, Macina, Chiumiento, Montano, Mannari, o gli ex cesenati Bernacci e Comandini.

Insomma, sarebbero da citare tutti e io ho preferito soltanto dirvene una minimissima parte di tutti quelli che potete trovare raccontati in “Stelle comete nel mondo del calcio”.

Qui sotto vi lascio i link per accedere ai principali vari siti, in cui è possibile acquistarlo.

http://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=risultati_ricerca_generale&Itemid=95

http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=gianni+gardon+libri

http://www.ibs.it/libri/GARDON+GIANNI/libri+di+GARDON+GIANNI.html

Recensione del primo libro di Carlo Calabrò: “Sanremo all’inferno e ritorno”. Un interessante e ottimamente documentato viaggio nel tempo alla scoperta delle edizioni più contraddittorie della storia del Festival

Da molto tempo (purtroppo) non scrivevo su questo blog: d’altronde avevo previsto nei mesi scorsi un’impennata dei miei impegni, lavorativi e non, con il timore rivelato poi fondato che mi rimanessero briciole per tenere vivo questo mio spazio virtuale, che con soddisfazione riesce comunque a mantenere interesse nei lettori, almeno da quello che vedo in merito a statistiche su visualizzazioni e quant’altro.

L’occasione di oggi è ghiotta, perchè andrò a parlarvi di un libro che ho amato molto, trovandolo di grande interesse e utilità, essendo un saggio musicale; oltretutto l’ha scritto una persona che stimo e che negli anni ho avuto modo di conoscere meglio, tanto che nel suo caso, visto quanto anche ci confrontiamo pure su temi personali, non ho remore a definire “amico”: Carlo Calabrò, giornalista genovese.

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Carlo si è cimentato, anche dopo implicite o meno sollecitazioni da parte di persone che ben erano al corrente delle sue competenze in materia, in un excursus su quella che si può definire – come lui stesso ha ben sintetizzato – la fase più “oscura” del Festival di Sanremo, andando a ripercorrere nel dettaglio, non lesinando in informazioni e aneddoti riguardanti battaglie organizzative, comunali e liste di esclusi eccellenti, le edizioni che stavano quasi a sancire la fine di un lungo sogno: lo spettro della chiusura dell’intera manifestazione.

Stiamo parlando, come gli affezionati della rassegna musicale più famosa avranno facilmente capito, di quelle edizioni sanremesi che vanno dal 1973 al 1986, inserendo in questo spazio, come ci dice un azzeccato sottotitolo: “Gli anni più bui della rassegna e il luccicante rilancio”. Sì, perchè negli anni ’80, grazie soprattutto all’impegno e alla dedizione alla causa del compianto Gianni Ravera, il Festival pian piano tornerà a occupare posizioni di prestigio nell’esposizione mediatica nazionale, ridotta nei ’70 a un lumicino, con intere edizioni trasmesse a singhiozzo. Già primo un altro indimenticato autore e conduttore, Vittorio Salvetti, seppe tenere in vita la gara, pur non contando su grossi aiuti dall’esterno.

Il libro, pubblicato per il momento nella sola versione ebook ha un titolo programmatico: “Sanremo all’inferno e ritorno” , capace di accompagnarci quindi in un lungo viaggio, facendoci addentrare nei meccanismi, nei giochi di potere di quell’epoca, ma soprattutto di riconsegnarci alla memoria tanti artisti che si sono avvicendati in quegli anni, con alterne fortune.  Alcuni di loro sono stati in grado di segnare un’epoca, altri di “tirare la carretta” (e a questi l’autore sembra voler tributare un omaggio sentito, rimarcando più volte la loro importanza ai fini della sopravvivenza di Sanremo in periodi in cui vi era una sorta di “fuggi fuggi” o di ritrosia da parte dei nomi più gettonati), altri infine finiti nel dimenticatoio.

Insomma, un libro prezioso per molti appassionati di musica italiana, ma non solo: interessante anche per coloro che vogliano approfondire un argomento, sì musicale, ma che si intreccia necessariamente con fatti dell’epoca, divenendo quindi “di costume”.

Una nota a margine, di carattere prettamente “tecnico”: per pubblicare questo saggio, Calabrò ha usufruito di una piattaforma di self publishing – nella fattispecie Youcanprint, dal mio punto di vista la migliore – , forse volendo mantenere un profilo basso (che però non è andato assolutamente, come scritto, a scapito della qualità dell’Opera).

Beh, è innegabile vi siano talvolta dei pregiudizi nei confronti di un libro autopubblicato (anche giustificati in alcuni casi, visto che tali servizi rendono possibile ogni sorta di produzione letteraria, senza che vi sia la mediazione di un “vero” editore), ma nel caso del saggio in questione, non ho riscontrato imperfezioni formali, di scrittura, nè (a memoria) quei refusi nei quali possono incappare anche i grossi marchi editoriali. Quindi, davvero… bravo Carlo, con la consapevolezza che un libro simile avrebbe potuto trovare tranquillamente, pur al cospetto di una conclamata crisi nel settore, uno sbocco editoriale tradizionale.