Torna il mio programma Out of Time, giunto alla quinta edizione, in onda il giovedì dalle 17 alle 19 su www.yastaradio.com

Riprende Out Of Time, il mio programma in onda su http://www.yastaradio.com, splendida realtà diretta e ideata da quel genio dell’amico Dalse, nel quale in piena libertà, ho la possibilità di passarvi amabilmente la musica che amo, ma non solo.

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Una parte importante del nostro appuntamento radiofonico – giunto alla sua quinta edizione – riguarda infatti l’approfondimento, senza andare a discapito di quella “leggerezza” nel trattare vari temi che da sempre ci contraddistingue.

Non canzoni banali, però, quelle mai, ma piuttosto legate ad attualità, così come al passato o addirittura con un orecchio rivolto al futuro, con le scommesse sui nomi più accreditati.

E poi monografie e puntate speciali legate a particolari eventi e quant’altro.

Un po’ come è successo con l’episodio zero di questa edizione, andato in onda giovedì scorso e che potrete comodamente ascoltare in replica, da pc, smartphone o tablet che sia, già domani dalle 15 alle 17. Avrete così modo di ascoltare tante canzoni che hanno composto la griglia di “papabili” per le prestigiose Targhe Tenco, da cui sono poi scaturiti i nomi dei vincitori (ormai appannaggio di tutti), e già premiati nella giusta sede sanremese, all’Ariston la settimana scorsa (evento che mi ha coinvolto direttamente, visto che ero presente in sala, in quanto giurato della rassegna, in rappresentanza tra gli altri proprio di yastaradio)!

Non solo però Niccolò Fabi, Motta, Peppe Voltarelli, Claudia Crabuzza o Di Giacomo/Elio, vincitori rispettivamente delle Targhe per il miglior disco dell’anno,miglior esordio, miglior album di interpreti, miglior album in dialetto e miglior canzone, ma anche altri che a mio avviso si erano messi in luce, al punto da ottenere fra le altre, la mia preferenza.

Importante però rispetto a tutte le edizioni precedenti, è che la messa in onda sarà nella giornata di giovedì dalle 17 alle 19 (con replica appunto il venerdì dalle 15 alle 17).

Non mi resta che augurarvi buon ascolto, con la speranza che siate numerosi e che possiate apprezzare lo sforzo e la passione nel passarvi musica di qualità e in grado di prevaricare i confini, passando dal classic rock all’indie, dai cantautori alla canzone pop, dagli italiani alla musica estera, del passato fino ai giorni nostri.

vi aspetto!!!!

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Tanti progetti stanno vedendo la luce. E’ un periodo per me di grande positività e produttività

Mi rendo conto che è da un po’ che non uso questo blog a mo’ di diario. A pensarci bene forse non l’ho mai utilizzato davvero così, eccezion fatta per quando mi sono ritrovato in pessime condizioni di salute e allora diveniva quasi una valvola di sfogo condividere le paure ma soprattutto le mie speranze con i lettori.

Ultimamente però il tempo si era ridotto anche solo per aggiornarlo come si deve e, se da una parte mi fa piacere che le visualizzazioni si attestino comunque sulle mie medie, non subendo bruschi ridimensionamenti nei periodi di mia prolungata assenza, dall’altra avrei voglia di riprendere questo strumento e postare con cadenza più frequente.

Il fatto, ne parlavo proprio ieri con un mio amico, è che in questo periodo di ritrovata salute (tocco ferro ma ormai è da un anno che, con le cure giuste, non ho più avuto problemi) oltre ad aver ripreso sempre a miglior ritmo il mio lavoro principale, quello di educatore in una struttura per disabili, ho ripreso a scrivere molto e fare altro, ampliando così il numero delle mie collaborazioni.

E tra poco le cose aumenteranno ancora, per questo ho voluto fare un sunto e scriverne qui, per mettere un po’ d’ordine, promettendomi però di non abbandonare questo spazio, che in fin dei conti è mio e solo mio. Qui in teoria non devo render conto a nessuno, se non ai miei lettori, per i quali nutrirò sempre rispetto, visto che probabilmente qualcosa da me giustamente si aspettano!

Parto dal lavoro, che ormai da tanti anni svolgo, pur avendo cambiato diversi ambiti, nel settore socio-sanitario e didattico, da quando mi sono laureato nel lontano (ahimè) 2002! Ho quasi 38 anni e, nonostante gli inevitabili momenti di stanca, perchè è indubbio che lavorare sempre a stretto contatto con realtà “difficili” se da una parte ti gratifica e ti rinforza, dall’altra anche un po’ ti toglie in termini di energia, finendo per logorarti.

Dicevo, a parte la stanchezza fisiologica che può far capolino a periodi,  mi rendo conto di avere tantissime motivazioni! Amo il mio lavoro, non potrei farne a meno e cerco sempre di metterci il massimo. Lo so, è importante trovare nuovi stimoli, non fossilizzarsi, in primis proprio per senso etico nei confronti di chi dobbiamo assistere, ma anche per noi stessi, per non perdere di vista il senso del nostro operare, per non spegnersi.

Da parte mia, con tutti i difetti (e ne ho molti!) che posso avere, di certo posso affermare che sono sempre sorretto da tanto sano, genuino entusiasmo, lo stesso che mi ha aiutato notevolmente anche nei periodi di grossa difficoltà, quando sono stato a lungo in ospedale.

Riguardo alla scrittura, beh, anche lì ciò che mi muove è principalmente la passione!

Inutile negarlo: se dovesse progredire al punto di doverle giocoforza dedicarle più tempo a scapito di altro, vorrò dire che avrò preso una piega magari voluta ma certo inaspettata.

Non lo dico per falsa modestia, ma voglio essere realista. Scrivere prima di tutto mi piace, mi fa stare bene e finchè non avrò il cosiddetto “blocco dello scrittore” credo andrò avanti a buttare su carta (immagine ormai metaforica!) le mie storie.

Già, le storie! Mi piacerebbe di fatto tornare a scriverne una, ad ampio respiro, come piace a me. come era successo quando ebbi l’intuizione, tanti anni fa, di provare ad allargare l’idea che mi balenava in mente e che ruotava attorno a un gruppo di adolescenti di provincia che sognavano in grande per il loro futuro, sorretti dall’amore per la musica.

Quel sogno è diventato per me “Verrà il tempo per noi”, il mio primo romanzo, che a 4 anni dall’uscita avrò modo e occasione di presentare nuovamente in pubblico grazie all’interesse e alla disponibilità di un’Associazione Culturale lombarda, guidata da Ivano Mingotti. Grazie davvero, ci vediamo ad Arese l’8 Aprile, ormai ci siamo!

Quello per ora è rimasto un episodio isolato della mia esperienza da autore, perchè nonostante avessi quasi subito un altro soggetto di narrativa da sviluppare, un tema portante dal quale partire, un po’ gli eventi mi hanno portato altrove. Già il successivo “Pinguini di carta” era un progetto anomalo, una raccolta di miei testi poi trasformati in un reading teatrale/musicale che ho avuto modo di portare in scena con mia grande soddisfazione.

Subentrata poi la malattia, e superata, mI rendo conto che questa ha finito inconsapevolmente per “condizionare” le mie scelte future, perchè riflettendo su molte cose, ha dato il via ai miei successivi due libri.

Ho sempre amato la musica, fin da piccolo, e poi ho avuto modo di iniziare a lavorare in una radio locale all’università con il mio migliore amico Riccardo, lui sì un espertissimo delle sette note. La faccio breve ma di strada ne abbiamo fatta e ho voluto condensare (anche) quell’esperienza esaltante, di crescita umana e professionale, di formazione e di vita, in “Revolution 90”, un saggio musicale “sui generis”, più che altro si tratta di un viaggio a ritroso negli anni belli e spensierati, pieni di dubbi  e di slanci emotivi, dell’adolescenza.

I riscontri che il libro, uscito come i precedenti per “Nulla die” edizioni, sta ottenendo mi stanno un po’ spiazzando, lo ammetto! Non si parla di grossi numeri, che comunque allo stato attuale non conosco, ma del feedback di tanti appassionati  che un po’ si sono riconosciuti nelle descrizioni di un’epoca segnata da certi dischi e certe canzoni, e che hanno finito così per condividere le mie emozioni. Stanno uscendo anche diverse recensioni e segnalazioni, anche da parte di riviste nazionali di un certo “peso”, le stesse che da lettore consumavo, sfogliavo avidamente alla ricerca di qualche nome nuovo, di qualche disco da ascoltare.

La cosa che più mi fa piacere è che i vari recensori abbiano per lo più compreso il significato del mio lavoro, ciò che volevo comunicare, al di là dei giudizi sulle schede degli album che possono essere condivisibili oppure no, perchè quando compi una scelta come la mia, di inserire 101 dischi significativi di un decennio,rischi sempre di scontentare qualcuno. Ma in linea di massima appunto le critiche finora sono per lo più positive e di questo ringrazio ovviamente coloro che mi hanno dato fiducia.

Grazie ai lettori soprattutto! Tra poco con grande piacere annuncerò l’uscita del suo volume gemello:“Rock ‘n Words”, in cui ho proseguito il mio lavoro di recupero di un’epoca mitica, che io ho avuto l’opportunità di vivere in prima persona, sia come ascoltatore che, nel mio piccolo, come addetto ai lavori. Ho intervistato veramente tanti esponenti della miglior musica (rock e dintorni) italiana: non solo artisti e musicisti, ma anche autorevoli giornalisti, discografici, addetti come organizzatori di eventi, produttori e fotografi.

Non vedo l’ora che sia in libreria! Poi ho terminato un progetto che mi auguro avrà anch’esso uno sbocco editoriale, molto ambizioso. Ho tenuto per un po’ di tempo per il sito del Guerin Sportivo (storica rivista con la quale, con mia grande soddisfazione, collaboro da quasi 5 anni) una rubrica chiamata “Stelle Comete” in cui tratteggiavo ritratti di giocatori che per i motivi più svariati hanno brillato solo per poco tempo, non mantenendo appieno le promesse. Sollecitato da alcuni lettori che mi chiedevano se mai ci sarebbe stato un seguito, ho pensato bene alcuni mesi fa di “andare oltre”, integrando quelle schede, nel frattempo aggiornate, con dei testi inediti. Così facendo ne è uscito un quadro molto composito, visto che ho provato a spaziare tra le varie epoche storiche, mettendoci tutta la mia passione e anche la mia competenza.

Da diversi mesi, rimanendo in campi calcistici, ho avviato anche una rubrica con il mensile “Il Nuovo Calcio”, dove ripercorro in ogni numero la storia delle squadre che hanno rivoluzionato questo sport, spesso segnando un’epoca. Sono argomenti che adoro, che sento nelle mie corde e ringrazio davvero il direttore Ferretto per la fiducia e l’opportunità di cimentarmi da giornalista con un tema così vasto e importante.

E poi, ultimo ma non in ordine di importanza, da qualche settimana ho iniziato una collaborazione con il sito musicale di Troublezine. Da anni ci scrive (ma non solo, fa molto di più) il già citato amico Riccardo, il quale ha pensato bene un giorno di coinvolgermi in questa bella avventura. Sapeva che il mio tempo è un po’ limitato per i miei molti impegni ma il cuore mi ha spinto ad accettare al volo! Ricky non solo è un amico, è una persona speciale a cui voglio bene, con cui ho condiviso una fetta importante della mia vita e, senza esagerare, alcuni dei momenti più belli. Mi è sempre stato vicino, anche nel giorno più importante, quando mi sono sposato con la mia stupenda Mary e lui era uno dei miei testimoni di nozze! Aver l’opportunità di scrivere assieme, di collaborare al suo progetto, di parlare della musica che più amo mi ha convinto a impegnarmi anche su questo fronte. E finora ci stiamo proprio divertendo! E poi Riccardo ho voluto anche coinvolgerlo in “Revolution 90”, dove oltre a comparire in vari “amarcord”, quelle sezioni personali in cui raccontavo degli aneddoti legati ad alcuni particolari dischi, gli ho affidato pure la prefazione. Il risultato, come immaginavo, è stato molto apprezzato!

E per non farci mancare niente, tra un mese circa tornerò anche al mio primo amore, quello per la radio, visto che riprenderò i programmi a Yastaradio, grazie al mitico amico Dalse! Continuerò con la mia trasmissione “Out of Time”, dove ho piena libertà di azione ma ho in mente anche altre idee, magari di realizzare un programma a tema, vedremo!

La radio mi dà modo di esprimermi attraverso la musica che sento più mia, ma mi piace mantenere lo spirito delle “radio libere”, parlando con l’interlocutore, affrontando talvolta argomenti extramusicali, senza pretese nozionistiche ma giusto per condividere qualcosa  che reputo importante. Anche fosse “semplicemente” musica, mi piace condire i pezzi con informazioni curiose, divertenti o anche solo ripassandone la storia, l’origine.

E’ in cantiere (ma è un’idea piuttosto concreta, conoscendo la natura operativa del fondatore) il progetto da parte di una persona che conosco da relativamente poco ma che già mi ha contagiato col suo spirito, di aprire una nuova webradio. Sapendo della mia esperienza in questo campo, mi ha chiesto un “aiuto”. Ovviamente sono stato molto sincero con lui, dicendogli che, se a livello tecnico mi reputo “un cane”, parlo proprio di mixer, software ecc, come spaker, autore o organizzatore invece avrei potuto dare una mano. Quindi, prepariamoci per una nuova avventura!

A volte mi dicono che dovrei fermarmi, specie alla luce dei due anni trascorsi tra problemi di salute e quant’altro, ma è anche vero che proprio in quei momenti difficili, oltre all’innegabile, incommensurabile, amore della mia famiglia e di quella magnifica ragazza che sarebbe diventata mia moglie, è stata proprio la mia compulsività, la mia voglia di continuare a scrivere, di sentirmi in sostanza vivo ad aiutarmi a uscire da quella situazione e a riprendermi con tutta la forza possibile!

Quindi vedrò di condensare tutte queste cose belle e di cercare il giusto equilibrio per stare bene e vivere in serenità, facendo le attività che più mi piacciono. Lo devo a tante persone che mi seguono e mi vogliono bene, ma lo devo soprattutto a me stesso.

Un abbraccio forte! A prestissimo!

Gianni

Venerdì 18 alle 21 torno in onda con il mio programma radio “Out of time” su Yastaradio!

 

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Sono molto emozionato nel ricordare che venerdì alle 21 tornerò in pista a Yastaradio.com con il mio programma “Out of Time”. Lo faccio dopo mesi di forzata attesa, visto che il 2013 l’ho passato alle prese con problemi vari di salute che hanno compromesso lì per lì diversi progetti che stavo ben portando avanti. Ora, visto che tutto va via risolvendosi, di conseguenza anche i vari progetti, professionali e di vita, hanno ripreso a marciare. Posso così dedicare ancora del tempo prezioso a un progetto che ritengo altrettanto prezioso, quello della radio, che 12 mesi fa, mi vide protagonista per alcuni episodi, anche dello storico programma “Monophono”: all’epoca contribuii con monografie su Marlene Kuntz, Smashing Pumpkins, R.E.M. e Radiohead, ma erano previste altre puntate che probabilmente andranno messe in onda. Ora che sto meglio, l’energia positiva è alle stelle, e di pari passo il mio entusiasmo che – a onor del vero – non è mai mancato, nemmeno nei momenti più bui della malattia che mi aveva colpito. Innanzitutto però riprendiamo da Out of Time che da settembre 2012 mi vide protagonista a Yastaradio per una quindicina di settimane, in cui passavo senza filtri la musica che amo, spaziando dai generi, pur privilegiando certe influenze indie rock, o folk, e andando dai classici a brani nuovi di zecca, considerata anche l’imponente mole di lavori, autoprodotti, indipendenti o meno, che mi arrivano da più parti. Mettere al primo posto la qualità della proposta musicale è da sempre mio impegno, magari condendo le puntate con spunti, aneddoti, con toni in ogni caso divulgativi – perché quella è la radio a cui in qualche modo mi ispiro, a me piace quando posso ancora “scoprire” qualcosa ascoltando una trasmissione! – ma mai “didascalici”, piuttosto mi piace essere scanzonato, leggero, non nel senso “becero” del termine: insomma, chi già mi segue dalla precedente edizione ormai avrà imparato a conoscere il mio stile.

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Non è mia consuetudine ma per il mio rientro mi va pure di condividere in anteprima la scaletta della puntata, ma sarà solo per questa ripresa, poi vi aspetteranno sempre delle sorprese che avrò in serbo in voi.  Vi aspetto numerosi allora venerdì 18 alle 21 su www.yastaradio.com e in replica il lunedì successivo alle 15 con il mio programma “Out of Time”… BASTA UN CLICK!

Sigla apertura: – R.E.M. “Shiny happy people”

–          Kings of Leon “Supersoaker”

–          Eleanor Friedberger “Stare at the sun”

–          Anna Calvi “Desire”

–          Bob Dylan “I want you”

–          The Doors “Touch me”

–          Virginiana Miller “Tutti i santi giorni”

–          His Clancyness “Machines”

–          Rufus Wainwright “Across the Universe”

–          Bruce Springsteen “I’m on fire”

–          Jeff Buckley “So real”

–          Caparezza “Non me lo posso permettere”

–          Daniele Ronda “La rivoluzione”

–          Loreena McKennitt “Skellig”

–          Franz Ferdinand “Eleanor put your boots on”

–          Sick Tamburo “La mia mano sola”

–          Tinariwen “Imidiwan Ahi Sigdim”

–          Boards of Canada “Reach for the dead (from Tomorrow’s Harvest)

 

Torna il mio programma radio OUT OF TIME, tutti i venerdì su Yastaradio

Dopo la pausa doverosa in concomitanza con le festività Natalizie, stasera al consueto orario (21 – 22,15) ritornerà puntale la mia trasmissione radiofonica OUT OF TIME, in onda sulle frequenze web di Yastaradio.com.

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Si tratta già della dodicesima puntata, un grande traguardo, su cui posso abbozzare un primo bilancio.

La trasmissione procede bene, con possibilità per gli ascoltatori di potermi sentire pure in replica, ad un orario in cui molti sono in ufficio per lavoro o in auto, dalle ore 15 alle 16.15 circa). Per alcuni fedeli sostenitori l’appuntamento preferito è il venerdì, prima di approntare la serata, per altri appunto il martedì pomeriggio.

La piena libertà artistica mi ha consentito, nell’arco di questi primi 3 mesi (come vola il tempo!) di sperimentare, proponendo la musica che essenzialmente prediligo. Ma siccome non sono legato a un genere in particolare, la natura del mio programma è spesso ondivaga, anche se molto spazio è stato dato al movimento del rock tricolore, visto che difficilmente alcuni brani, o alcuni artisti vengono passati nelle radio tradizionali. Il bello di una webradio, e di Yastaradio, nello specifico, è il clima da “radio libera” che si respira, la possibilità di spaziare, di non incasinarsi in scalette o dettami commerciali. Questo non a scapito della pura improvvisazione o della scarsa professionalità, in certe cose il Dalse, il boss della radio, è fermo e sempre “perfetto”.

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Ma c’è una libertà di espressione, di avvallare idee, di proporre brani dimenticati, di lanciare alcuni nomi nuovi, di trattare argomenti tematici, non solo a livello musicale… a me è successo con alcune puntate in particolare, una dedicata all’editoria italiana, un’altra con la descrizione e l’analisi di due film antitetici che avevo visto in sequenza.

Nella puntata del rientro dalle “vacanze” metterò in onda una monografia, dopo quella sui Modena City Ramblers. Stavolta però parlerò di due gruppi, e della loro storica rivalità che aveva toccato vette nel periodo d’oro del Britpop, quando andò in scena la famosa “Battle of the bands”, quella disputata tra Blur e Oasis.

Nostalgici del pop inglese anni ’90, quindi, mi rivolgo direttamente a voi… stasera, collegatevi con Yastaradio e vi ritroverete scaraventati nuovamente nei mitici anni ’90, quando sembrava che Damon Albarn e Liam  Gallagher fossero i nuovi dominatori del rock mondiale.

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E così posso anche annunciarvi che, al termine delle 15 puntate di OUT OF TIME, non lascerò la conduzione “tout court” visto che sarò impegnato proprio con una serie di puntate monografiche dedicate a singoli artisti. Senza pretese di insegnare chissà che, però mi piace l’idea di una radio che possa ancora fare informazione musicale, perchè non dobbiamo dare per scontato che l’ascoltatore sia sempre ferrato in tutti gli argomenti musicali, o al contrario che consideri la radio solo come pure intrattenimento. A quanto pare, gli ascoltatori di Yastaradio sono fedeli, appassionati e anche curiosi, competenti. E io spero con Out of Time di garantire brillantezza nella conduzione, così come professionalità e un pizzico di allegria.

Bilancio di Fine anno e propositi per il futuro!Finalmente arriva il 2013!

E così, mentre colgo l’occasione di fare gli auguri ai tanti Stefano che conosco per la festa del 26 dicembre, ci siamo già lasciati alle spalle anche il Natale. Non attenderò Capodanno per i classici bilanci di fine anno, preferendo parlarne qui ora.

Lo sapete, almeno mi rivolgo a chi mi legge abitualmente, che il 2012 è stato un anno particolarmente difficile per me, soprattutto nella sua prima parte, quando mi sono ritrovato su un letto d’ospedale per combattere contro qualcosa di più grande di me, la sindrome di Lyell che, prima di gennaio, manco sapevo cosa fosse. Un’infezione potenzialmente mortale, contratta da un banale mix di farmaci per curare la classica influenza stagionale. 4 mesi di convalescenza, quando potevano essere molti di più – o molti di meno, se le cose fossero andate tanto tanto male!!! – e una debilitazione generale del mio organismo. Tutto è andato bene, soprattutto da un punto di vista psicologico ho subito svoltato, tornando nel possibile a fare la vita di prima, pur tra mille precauzioni.

La malattia non c’è più, è oltretutto rara e sarebbe ancora più improbabile che la contraessi di nuovo, ma devo stare attento a quali farmaci usare, per ogni cosa, da una semplice anestesia se devo togliermi un dente, al collirio se devo curare una normale congiuntivite ecc. Insomma, devo tenere conto dei composti del farmaco, in modo da non imbattermi negli stessi che mi hanno causato la reazione allergica. Fisicamente è stata più dura, molti esercizi di riabilitazione, ginnastica, precauzioni varie – come evitare le esposizioni solari, i tessuti particolari, i prodotti per l’igiene che potessero in qualche modo irritare la pelle. Ora sto bene, a dire il vero, da quando ho ripreso a lavorare, a fare le cose di tutti i giorni, non ho più vissuto con lo spettro della paura addosso. Ho sempre ringraziato dapprima i medici, poi la Provvidenza ma soprattutto la mia famiglia, la mia splendida mamma e gli affetti più cari, oltre alla miriade di persone che mi sono state vicine, preoccupandosi di me nei momenti pesanti.

Inevitabile però che la seconda parte dell’anno fosse all’insegna del pieno recupero anche a livello di attività, nonostante i medici mi avessero consigliato un po’ di riposo! Il fatto che scrivere non lo vedo certo  come una fonte di stress, anzi, è un’ulteriore ancora di salvezza. Stando a casa forzatamente per 4 mesi ho avuto modo di aggiornare costantemente il blog PELLEeCALAMAIO, con il risultato di avere ottenuto spontaneamente attenzione da parte di uno zoccolo duro di lettori e sostenitori. Vi ringrazio di cuore, calciofili che mi leggete sul Guerin, lettori dei miei romanzi, ascoltatori del mio programma radiofonico o semplicemente curiosi internauti magari capitati per caso su queste pagine! Il vostro sostegno è uno sprono maggiore ad andare avanti.

Tornando alla quotidianità, il rientro al lavoro è stato difficile per quanto concerne il dover riabituarsi a certi ritmi, ma pure semplcie considerando il fatto che sia i colleghi, la direzione ma soprattutto gli ospiti del centro, i “ragazzi” mi hanno accolto benissimo, facendomi capire di non avermi mai dimenticato. Sono ripartito alla grande, con tanti progetti, su tutti quello relativo all’attività teatrale, che confluirà nel 2013 nella terza rappresentazione da me curata, scritta e diretta e interpretata sul palco da attori con disabilità psichiche insieme sul palco con attori normali, in un’alternanza che non dà spazio in nessun modo a pregiudizi e stigmatizzazioni.

La collaborazione con la storica rivista “Guerin Sportivo” diretta da Matteo Marani (la miglior rivista di settore su piazza) si è invece consolidata, e la cosa ovviamente mi fa piacere, perchè sin da subito ho percepito la grande fiducia del direttore nei miei confronti, oltre che una stima sincera. Ho cercato sempre di ripagare nel migliore dei modi questa grande opportunità di crescere, scrivendo di argomenti che amo. Il mio articolo cult rimane il dossier sui migliori giovani calciatori italiani, uscito nel primo numero dell’anno, quello con Messi in copertina, ma buon successo hanno riscosso – almeno lo percepisco dai messaggi, privati e non, giunti nel corso dei mesi – gli articoli di approfondimento relativi alle squadre partecipanti alla Champions League scorsa o sugli Europei svolti quest’estate. Molto altro bolle nel calderone e spero che già dal prossimo numero possa essere pubblicato un altro mio dossier.

Verso fine estate ho iniziato inoltre a condurre un programma radiofonico tutto mio, ideato insieme al responsabile di Yastaradio, il grande Roberto “Dalse” Dal Seno. La sua webradio è davvero interessante, già vi collaboravo da anni, ma solo come recensore o articolista. Da qualche mese sono passato dall’altra parte del microfono, a distanza di 14 anni dalle mie pionieristiche esperienze a Radio Popolare Verona quando, io giovanissimo studente universitario, dividevo un programma con due amici come Claudio Ricci e  Riccardo Cavrioli, poi passato a scrivere su Rockerilla e a collaborare con RadioPopolareNetwork con uno stupendo programma sulla musica inglese (tra l’altro riprendendo il titolo della nostra vecchia trasmissione del 98 “L’impaziente Inglese”).

Con “Out of time” ho ripreso un filo in fondo mai interrotto, giacchè la musica è molto più di una passione! Nel programma parlo e propongo la musica che ascolto, cercando di informare, di approfondire ma sempre col sorriso. Nonostante comporti un impegno notevole da parte mia, oltre alle 15 puntate previste, nel 2013 curerò anche un altro programma, basato però su un format già approvato con successo in radio. Condurrò delle puntate a sfondo monografico su gruppi e artisti significativi.

Infine, last but not the least, nel 2012 ho replicato, sempre uscendo sotto l’egida di Nulla die Edizioni, con un nuovo libro, intitolato “Pinguini di Carta”, a un anno esatto dal mio esordio, avvenuto con il romanzo di narrativa “Verrà il tempo per noi”.

Il primo libro è andato oltre le più rosee aspettative: con scarsa promozione e pochi mezzi, è riuscito a far parlare di sè, grazie a belle recensioni, segnalazioni su siti specializzati, interviste, una bellissima e affollata prima presentazione e l’arrivo tra i finalisti nel Premio Letterario “Angelo Musco” organizzato dal Comune di Milo e che ha visto aggiudicarsi il primo premio Nino Vetri, uscito per Sellerio, una grande case editrice.

Peccato aver dovuto giocoforza rinunciare, a causa dei suddetti problemi di salute, ad altri inviti da parte di associazioni culturali e di aver troncato un progetto con un paio di scuole superiori, dopo essere stato contattato da una docente interessata a far leggere e conoscere il mio romanzo – dalle preminenti tematiche giovanili – ai suoi studenti. Sarà per il prossimo anno!

In merito al mio secondo libro, da poco pubblicato, posso dire che si tratta di un’opera diversa, una raccolta di poesie e testi, in alcuni casi molto personali. Sto preparando un reading teatrale/letterario, verso febbraio dovremmo riuscire io e i miei collaboratori, coloro che mi aiuteranno a realizzarlo, a presentarlo in scena. Ci tengo tantissimo!

Sto ultimando un saggio musicale, ma forse la definizione è un po’ impropria, ne parlerò meglio quando sarà ultimato 🙂

Insomma, tanti progetti, tante idee, tante belle esperienze da condividere con la gente, tanta amicizia che riscontro, sia da persone storiche, da quelli cresciuti con me, sia da gente magari conosciuta da poco ma con la quale ho legato subito grazie a interessi e desideri comuni.

il 2013 sarà un anno importantissimo anche perchè… come accennato in un post un po’ datato, convolerò a nozze con la mia ragazza. Sono già emozionato, anzi, lo sono da un pezzo, ma io e Mary siamo pronti e ce la viviamo bene, e poi… come dicono tutti, gli ultimi mesi letteralmente voleranno e allora non mi resta che aprire le ali!

Buon Anno Nuovo a tutti e un augurio che il 2013 possa portarvi grande gioie e soddisfazioni, da ritrovare già dalle piccole cose quotidiani, dai gesti che segnano la vita di tutti i giorni.

Un forte abbraccio

 

Gianni G.

Out of Time: bilancio di ottobre!

E’ prestissimo per tracciare un primo bilancio sulla mia trasmissione radiofonica, eppure mi preme sin da ora scrivere questo post, sia per ringraziare le persone che mi ascoltano, sia per dichiarare ai quattro venti la mia soddisfazione nel poter liberamente trasmettere la musica che da sempre mi emoziona e mi accompagna. Devo dire che in questo è stato fondamentale il responsabile Roberto, meglio noto come “il” dalse, autentico factotum di questa interessante webradio che è Yastaradio.com.

L’emozione è stata vinta dopo la prima puntata, un po’ alla volta mi sto sciogliendo sempre più ma nel mio caso, a mancarmi non sono spirito d’avventura e ambizione a buttarmi nella mischia, nè mi si può tacciare di scarsa loquacità o timidezza. Amo comunicare le cose che per me sono importanti, che significano qualcosa e – perchè no? – magari spalancare le orecchie degli ascoltatori su artisti o gruppi meno convenzionali e meno noti al grande pubblico. Poi, da subito, il mio proclama è stato quello di ispirarmi alle prime radio libere, di valorizzare quindi in qualche modo anche i contenuti (e prova ne è stata la mia seconda puntata, quella dedicata all’editoria), senza tuttavia mai perdere di vista la vera missione della trasmissione, cioè passare buona musica.

Ammetto che il rock italiano, al quale ho già dedicato una puntata e registrata un’altra che andrà in onda tra 2 giorni, ha avuto e avrà un gran peso, e non solo perchè sarà l’argomento di un mio saggio socio-musicale di prossima uscita (credo nei primi mesi del 2013) ma proprio perchè a mio avviso rappresenta un calderone notevole da cui attingere se si ricerca la qualità pura, e purtroppo spesso bistrattata, visto che quando si parla di rock si guarda quasi sempre principalmente all’estero, terreno certamente più fertili per i suoni costellati di chitarre elettriche.

In ogni caso ci sarà pure una puntata dedicata ai cantautori, una alle voci femminili e una al folk, probabilmente pure sulla Motown e sull’indie, come da più parti mi viene sollecitato… e a me l’interazione col pubblico stimola moltissimo, non vedo perchè non dovrei provare ad assecondare i gusti del pubblico, specie se in parte o in più parti, collimano con i miei.

a presto allora, anche se con ogni probabilità finirò le trasmissioni nel 2012, non perchè non abbia il benestare del direttore… anzi, il buon dalse sta “spingendo” perchè questa mia esperienza possa avere un seguito, ma il “problema” è che ho un libro in uscita, un altro da completare e gli articoli sportivi da scrivere… oltre al lavoro ovviamente, che da un punto di vista temporale ma anche prettamente psicologico, mi porta via un sacco di energie.

comunque, non intendo certo abbandonare il microfono e un paio di cuffie, ora che ci sto riprendendo gusto, a distanza di 12 anni dalle ultime mie esperienze in questo senso. Si cresce, si invecchia, si matura (che paroloni!!!) ma una cosa che rimane immutata è la grande passione musicale che mi caratterizza! e allora, continuiamo ancora per un bel po’ ad essere OUT OF TIME!!!

Intervista con Dalse, creatore di Yastaradio, un’interessante webradio dedita a far scoprire tutto ciò che è “underground”

Sono in compagnia di Roberto Dal Seno, ai più noto come Dalse, mente e factotum di un progetto iniziato diversi anni fa, un’idea decisamente intrigante e interessante: fondare una web radio! E’nata ed è quindi attiva in ogni parte del mondo Yastaradio.com

Chi mi conosce meglio sa che anch’io, seppur in modo sporadico (giacchè non ho possibilità di partecipare più attivamente, conducendo dei programmi) collaboro con Yastaradio. In cantiere c’è un progetto di cui ancora non svelo nulla, per il momento mi son sempre limitato (con grande piacere) ad ascoltare e recensire dischi, a postare articoli di attualità o relative ad artisti di nicchia, perché la proposta di Yasta è rivolta principalmente alle realtà alternative.

“Ciao Dalse, riavvolgiamo il nastro della memoria. Chi eri prima di diventare il titolare di una web radio e quando hai capito le potenzialità di un mezzo potente come il web per diffondere la musica che si ama. Quali sono stati i presupposti che ti hanno indotto a “buttarti” nella mischia?”

Ciao Gianni. E’ buffa questa inversione dei ruoli, di norma le domande le pongo io, e peraltro a pochi importano i dettagli che stanno dietro ad un lavoro come questo, quindi mi trovo raramente a parlarne. Cercherò di essere sintetico e, mi auguro, esaustivo.

Prima di questa avventura alternavo una borsa di studio di ricerca all’università (mi occupavo di zone umide e fitodepurazione) con piccoli contratti di collaborazione, sempre con l’università, che mi hanno portato alla realizzazione di videoclip pubblicitari a carattere ambientale e alla partecipazione alla produzione di un videogioco sul ciclo dell’acqua. In quel periodo non potevo permettermi un appartamento in affitto a Parma, dove lavoravo, e quindi, acquistata per 500 euro una macchina a metano, percorrevo il centinaio di km che separava casa dei miei (coi quali, bamboccione, ero tornato a vivere) pressocchè giornalmente. Talvolta mi fermavo ospite di un amico, biologo pure lui, che gli strani percorsi della vita avevano portato ad essere uno dei riferimenti italiani nell’ambito dello streaming e così (eravamo tra il 2001 e il 2004) mentre cucinavamo qualche piatto assassino o mentre distillavamo grappa (per uso personale), iniziammo a parlare della possibilità di utilizzo di queste tecnologie per divulgare musiche e concetti di cui avvertivamo una pesante carenza a livello di mainstream. Dal lato tecnico, grazie alle competenze del “Campione” , eravamo a posto; io mi sono occupato della parte burocratica e strutturale.

“Quant’è difficile, nonostante il massimo impegno, la competenza e la validità delle proposte, mantenere viva una radio digitale?”

Esistono varie difficoltà, su diversi livelli di competenza, che intervengono regolarmente. Non entro nel dettaglio per non sbilanciare troppo questa chiacchierata, comunque ti cito problemi di natura gestionale (che riguardano la possibilità di fornire contenuti a livello radiofonico o di sito), burocratica (di fatto non esiste una categoria, riconosciuta anche dal punto di vista fiscale, che comprenda gli operatori web-radiofonici), culturale (è palese che mediaticamente le proposte -non solo musicali- siano per lo più indirizzate alla soddisfazione di appetiti immediati e superficiali, perennemente uguali a loro stessi. Ciò ha creato negli anni una situazione di deficienza culturale che impedisce un accesso critico ai -pochi- mezzi di divulgazione liberi ed economicamente disinteressati). Paradossalmente comunque l’attuale crisi non ha accentuato i problemi: era dura prima ed è dura adesso.

“Avessi avuto 20/25 anni negli anni’70, credi che ti saresti gettato con lo stesso entusiasmo nel mondo delle “radio libere”?

E’ difficile da immaginare. La radio libera è una realtà che mi frulla in testa fin dall’adolescenza (cercai al tempo di aprire una radio di quartiere), ma negli anni ’70 erano tali e tante le forze in movimento che non saprei dirti quale strada avrei percorso. Di certo avrei esibito con soddisfazione un bel paio di baffoni.

“Il mondo underground, che con la tua radio provvedi quotidianamente a diffondere e a valorizzare, perché è così boicottato dai media? Solo una mera questione economica, fatta di sponsor e potere delle grandi major oppure un tentativo di mantenere lo “status quo” delle cose?”

La conoscenza è consapevolezza, e la consapevolezza spaventa il potere, specialmente se il potere è intriso di mediocrità. Il mondo underground spesso bypassa logiche strettamente commerciali ed intellettualmente povere, quindi per poterlo proporre occorrerebbe fornire i mezzi per poterlo comprendere (ed eventualmente apprezzare), ma fornendo questi mezzi si alleverebbero dei cittadini critici, le cui possibilità di ragionamento potrebbero minare le solide basi della mediocrità, mettendo in pericolo le possibilità di molti  business man.

“Sei un amante del rock duro ma un attento ascoltatore di vari generi musicali. Qual è stato secondo te il momento topico per le sorti del rock? Quale evento musicale ti ha segnato di più nella tua crescita e nella tua consapevolezza di fruitore di musica?”

In realtà la mia formazione musicale è legata al cosiddetto “pop italiano” (con rimandi al progressive, al jazz, alla world music, talvolta), alla swinging london ed alle prime esperienze lo-fi statunitensi. Non credo che esista un momento topico nella storia del rock; la musica, come qualsiasi altra disciplina, attraversa varie fasi, momenti di culmine creativo tra momenti di ricerca, influenzando ed essendo influenzata dal momento storico in cui si produce. Sono perennemente estasiato da cose nuove che ho la fortuna di ascoltare, siano esse state prodotte cinquant’anni fa o l’altro ieri. Direi pertanto che l’evento che più mi ha segnato sarà il prossimo.

“Tocco un argomento “spinoso”: gli spazi dedicati a tutto ciò che ruota attorno alla musica indie. Per alcuni una sorta di isola felice, per altri un ghetto da cui è difficile uscire. In merito alla tua grande esperienza, pensi che siano ancora utili le fiere, gli stand, le manifestazioni che annualmente si tengono per la Penisola? L’esempio più eclatante mi viene dal MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti che fino a un anno fa aveva sede a Faenza e che noi abbiamo frequentato a lungo, cercando di ricavarne sempre qualcosa di buono”

E’ utile tutto ciò che può fornire degli stimoli culturali, a prescindere dai distinguo che possono essere fatti per ogni singolo evento. Quando però gli aspetti economici prevalgono sull’idea di divulgazione e condivisione l’evento stesso perde di significato e si accartoccia.

“Se non ci fosse stata la musica nella tua vita, in quale campo lavorativo ti saresti visto meglio? Non dirmi “il pilota d’aereo , il calciatore o l’astronauta”, mi raccomando!

Se non ci fosse la musica nella mia vita dovrei immaginare un mondo diverso, e tutte le possibilità sarebbero aperte. Credo che in un modo o nell’altro, con o senza yastaradio.com, sarei rimasto attorno all’ambiente musicale; in quel caso la professione sarebbe stata un compendio all’attività di roadie.

“Voglio chiudere questa intervista nel modo più banale possibile, ma in questo caso chiedere a un esperto come te i dischi meritevoli di ascolto, non mi sembra male, anzi. Indica ai miei lettori quali sono i tuoi dischi “del cuore” e quelli che reputi più interessanti tra gli emergenti”

Sono per ragioni di palato molto legato ad Astral Weeks di Van Morrison e Freak Out! di Frank Zappa, mentre, da quasi un anno a questa parte, non mi stanco di ascoltare Plains of the Purple Buffalo, degli *SHELS. Ovviamente dovrei perdere ore per scrivere ciò che ritengo fondamentale, quindi consiglierei un percorso che tenga in considerazione epoche ed aree geografiche. Da questo punto di vista le discografie seminali sono tantissime…e poi si può approfondire.

Anche di cose nuove ce ne sarebbero parecchie da citare: una su tutte il nuovo degli Ufomammut che uscirà in aprile (da prendere a scatola chiusa).

Il termine “emergente” è privo di significato a livello underground, quindi faccio un po’ fatica ad indicarti qualcosa di preciso: sono comunque stato piacevolmente intrigato dall’ultimo dei Movie Star Junkies , Son Of The Dust (proprio negli ultimi giorni) e, rimanendo in ambito italiano, direi di tenere d’occhio progetti e collaborazioni di Paolo Benvegnù, che proprio emergente non è ma che forse sfugge al grande pubblico.

E’ stato un piacere ospitarti qui su PELLEeCALAMAIO, e voi…

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