…. e Gianni si sposa!!! :-)

Torno a scrivere dopo un po’ di tempo di argomenti strettamente personali… ogni tanto mi fa ancora piacere condividere con chi mi legge le mie emozioni e i miei stati d’animo. E’ stato così quando i momenti erano brutti – vedi il lungo periodo della malattia, dei ricoveri e quello della ripresa post-ospedaliera (in quei momenti ognuno di voi mi ha dato tanta forza), è così anche e specialmente nei momenti belli, e quello cui vado incontro domani è da annoverare certamente fra questi!

L’anno scorso, più o meno esattamente in queste settimane, i medici giunsero alla conclusione di operarmi per rimuovere un’infezione cerebrale e improntare la cura, una volta scoperto il battere agente. Quella notizia, oltre a preoccuparmi non poco – perchè l’intervento non era certo di quelli ordinari – significava in ogni caso andare incontro a mesi di terapie, riabilitazione e cure, cosicchè fu doloroso – sebbene a quel punto scontato – per me e Mary giungere alla realistica conclusione di rinviare la data delle nostre nozze previste per il 14 settembre di quell’anno.

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Una mossa dicevo difficile, che mi ha causato anche parecchia sofferenza, perchè inconsciamente mi sentivo in colpa, nonostante fossi stato investito da qualcosa di più grande di me.

Io e la mia compagna siamo sempre stati forti, uniti più che mai e anche grazie all’amore della mia famiglia, all’affetto di tante persone che ci tengono a noi siamo andati avanti, recuperando un po’ per volta il tempo perduto.

Ora a distanza di circa un anno sono qui a condividere con voi la lieta notizia: proprio domani, SABATO 5 LUGLIO, mi sposerò 🙂

Lo so, per molti non è un fatto di primaria importanza, e io sono una persona che da sempre rispetta gli altri e le loro opinioni, poosizioni… però per me e Mary è il momento giusto ed è quello che più vogliamo, lo consideriamo un coronamento, un punto di arrivo ma anche e soprattutto di partenza, nella speranza, se Dio lo vorrà, di diventare una famiglia più allargata 🙂

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Non è una questione di età o momenti, e se guardiamo bene, non si potrà mai sapere quando si è davvero pronti per compiere determinate scelte, fare certi passi ma nella vita bisogna anche rischiare. Sento che è la persona giusta, me lo ha dimostrato negli anni e io con lei sono molto felice, sento di aver trovato un giusto equilibrio.

Per questo, non volendo dilungarmi ulteriormente e preferendo non virare troppo sul melenso e sul romantico, ma soprattutto perchè sto bene, sono felice e sereno, volevo dedicare queste righe a lei e gioire di questo evento con tutti voi che mi seguite qui con costanza. Poi ci aspetterà qualche giorno di sano relax perchè… quando ci vuole, ci vuole! 🙂

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Un bilancio personale dell’anno che va concludendosi ma soprattutto… Buon 2014 a tutti!

E così anche il mio, il nostro, 2013 va a concludersi. Un anno che, sembra (ma ovviamente, per fortuna, ci sono eccezioni positive) non essere stato particolarmente felice per la maggior parte di noi, degli italiani. Tanti problemi assortiti, e in generale un clima sempre più proteso alla sfiducia.

Io tendenzialmente non sarei così: chi mi conosce nella realtà di tutti i giorni, ma penso pure coloro che più o meno abitualmente mi leggono tra queste pagine del blog, sanno che difficilmente mi lascio abbattere e contagiare dal pessimismo, finanche quello più dilagante.

Venivo da un anno estremamente pesante a livello personale, con un 2012 trascorso all’insegna della scoperta e poi della miracolosa guarigione della sindrome rara di Lyell, una gravissima malattia della pelle, di cui avevo dato ampia testimonianza anche su PELLEeCALAMAIO, proprio per dare in qualche modo aiuto e supporto a chi si trovava nelle mie stesse condizioni.

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Il periodico controllo annuale svolto pochi giorni fa ha confermato i buoni esiti di tutto questo 2013, e cioè che ne sono definitivamente uscito indenne, sebbene la brava dottoressa specialista che mi ha seguito e tuttora mi ha in cura mi abbia ribadito che se non avessi incrociato per la mia strada un dermatologo ci avrei lasciato le penne.

Il 2013 avrebbe dovuto rappresentare – e i presupposti c’erano tutti – l’anno della vera rinascita, della svolta, con tanto di progetti stupendi e concreti. Ho raccontato per bene la mia nuova vicenda legata alla salute, e non sto qui a riscriverla nei particolari. Comunque, purtroppo, non si potrà mai stabilire con esattezza se le due malattie sono correlate direttamente o una avesse spianato la strada all’altra, fatto sta che a maggio sono stato ricoverato dapprima per un problema renale, poi scopertosi – dopo lungo iter diagnostico – derivare in realtà da una rara malattia autoimmune, il LES, o lupus.

Questa, a differenza della Lyell, è una malattia – magari meno invalidante – ma di fatto cronica e pertanto il difficile è semmai trovare la cura adatta, mirata, dosata al punto giusto-

Sto facendo dei bei passi in avanti (dopotutto, sono stato ricoverato in ospedali vari per 4 mesi, ai quali hanno fatto seguito quasi 80 giorni di convalescenza), i valori stanno ben rientrando nei parametri e soprattutto sono seguito da medici specialisti tra i migliori della zona. Hanno approntato una cura più specifica, un po’ per volta, sempre sotto stretto controllo (analisi periodiche, controlli ecc) e quello che mi dicevano è vero.. ci vuole tempo per trovare la terapia “ideale”: ogni corpo reagisce a modo suo, in fondo. Tuttavia, devo far sì che i momenti di ansia e paura non prendano il sopravvento sulle tante cose positive che sto riscontrando. Sto tornando alla mia “normalità”, a una quotidianità fatta di lavoro (ho ripreso, seppur da poco e per il momento in forma un po’ ridimensionata, dopo una batosta simile), progetti e sogni. Sogni che, ben inteso, erano vicinissimi alla realizzazione e che, senza i proclami dell’anno scorso (un po’ di scaramanzia non  guasta…), sono stati – come dire – posticipati. Avrei dovuto essermi già sposato con la mia Mary ma la data stabilita (da moltissimo tempo!) era troppo vicina a quella delle mie dimissioni definitive dall’ospedale, appena una settimana successiva e, francamente e con tanta amarezza, ma pure con sano realismo, non ero proprio in condizioni fisiche per il “grande passo”, per una giornata speciale, di gioia e di amore, quella che attendavamo da così tanto tempo. Purtroppo, quando a luglio, contrassi un’infezione cerebrale dovuta alla stessa cura che stavo seguendo in fase acuta per la comparsa del lupus (insomma, le mie difese immunitarie si erano abbassate troppo, indebolendo il mio organismo), i medici subito mi dissero che la guarigione sarebbe stata possibile (in un primo momento non fu facile nemmeno con le biospie stabilire che tipo di battere avessi contratto) ma comunque molto lunga. Fu necessario addirittura un delicato intervento neuro chirurgico in stereotassi per stabilire cosa avessi: dovettero in pratica prelevare del liquido dal cervello, in soldoni… Tutto è bene quel che finisce bene, alla fine si è individuato il germe attivo e lo si è curato efficacemente. Grandissimi i medici, e grande la Provvidenza, grande, Immenso, l’AMORE delle persone che mi sono state vicine in quei momenti. Per questo, se ho superato tutto questo, non mi farò spaventare ora da qualche normale intoppo sulla terapia, da qualche inevitabile effetto indesiderato. Non sapevo di essere così forte, me lo hanno fatto capire tante persone, a iniziare dagli stessi medici, fino ai compagni di stanza – con alcuni di loro si sono creati dei legami di amicizia (sì, Daniele, Mauro, Sante.. sto parlando di voi e vi ringrazierò sempre!), per finire alle persone che mi amano, che  sono sempre state presenti in quel lungo periodo di incertezza. Grazie! Grazie! Grazie!

Mi vedevano scrivere, buttare giù idee per il romanzo, bozze di articoli per le riviste (sono riuscito a completare due lunghi articoli poi usciti sul Guerin Sportivo in condizioni quasi proibitive, se ci penso!), ho portato avanti il progetto del saggio musicale che con l’anno nuovo vedrà la luce in libreria.. ormai siamo alle fasi conclusive! Riprenderò pure le trasmissioni a yastaradio.com!

Insomma, io non mollo, sono tanto acciaccato, devo controllarmi e seguire la terapia, ma ho 36 anni, il peggio è passato: e come scrivevo nel mio primo romanzo, prendendo proprio spunto dal mio titolo, credo che mai come nel 2014… “Verrà il tempo per noi”, per me e te Mary, visto che ormai non ci fermerà nessuno, e verrà il tempo di riprendere in mano tante belle iniziative, tanti bei discorsi lasciati giocoforza a metà.. verrà il tempo di riprendere una condizione accettabile.. non dico che tornerò a “scalare le mie adorate montagne dell’Alto Adige” ma voglio rimettermi in forma.. anche l’occhio vuole la sua parte e io sono pure vanitoso, eh? Mi sa che lo avevo già scritto da qualche parte 😉

Ora chiudo, augurando davvero di cuore a tutti gli amici più cari, ai tanti che pure in silenzio mi hanno aiutato, supportato e incitato, ai lettori, a chi viene ogni tanto a sbirciare, a chi invece è un affezionato.. insomma, a tutti, che sia un 2014 all’insegna di un ritrovato sorriso, uno sguardo che vada oltre la realtà quotidiana pesante da affrontare. Chiudete gli occhi, esprimete qualche desiderio, prefiggetevi degli obiettivi e tentate in tutti i modi di raggiungerli.. diamoci degli scopi, coloriamo le nostre vite e sapremo controbattere tanta negatività e tanto pessimismo. La mia non vuole essere una facile cifra demagogica, ma davvero, quando si passano momenti difficili, viene più semplice e naturale dare valore a certe cose e capirne la reale importanza.

E così, per una volta.. niente classifiche, niente graduatorie consuete.. niente “i migliori libri, i migliori film, i migliori dischi del 2013” ma un invito a guardare avanti al futuro con rinnovata fiducia.. come faccio io, come voglio fare io…

un abbraccio forte a tutti… ora mi godrò qualche giorno di relax in montagna con la mia morosa e una coppia di cari amici: i primi giorni di “vacanza” dopo tanti mesi, un po’ di stacco fino al 2 gennaio, poi si riparte appunto… 🙂

a presto e… voi che potete… mangiate pure TUTTO quello che volete (ormai è un mio tormentone ma… non appena mi sarò ristabilito del tutto tornerò ai miei cibi preferiti!!!)

Lettera aperta a chi ha sempre creduto in me: un modo per dirvi GRAZIE e chiudere un capitolo doloroso della mia vita e aprirne (o meglio, riprenderne) un altro che si profila fantastico

Ho riflettuto a lungo prima di rendere pubblico questo post, un po’ per pudore, ma – lo ammetto – soprattutto per scaramanzia. Chi mi legge abitualmente sul blog, o chi mi segue con costanza e vicinanza su Facebook, sa che ne ho passate di cotte e di  crude quest’estate per problemi di salute. Problemi che a un certo punto parevano potersi rivelare più gravi del previsto. In ogni caso, senza ripetermi o entrare nei dettagli di questi che sono stati i tre mesi più impegnativi della mia vita, ci tenevo a dare una bella notizia.

io, all'interno del castello di Malcesine, sullo sfondo lo splendido lago di Garda, una delle mete che porto nel cuore

io, all’interno del castello di Malcesine, sullo sfondo lo splendido lago di Garda, una delle mete che porto nel cuore

Finalmente è arrivato l’esito della risonanza magnetica, non dico fosse quella decisiva, ma sicuramente significativa al fine di comprendere meglio se la cura mirata antibatterica a cui ero stato sottoposto stesse davvero debellando questo battere che mi aveva causato un’infezione cerebrale, o meglio un ascesso cerebrale – e per giungere a questa diagnosi purtroppo è stato inevitabile un procedimento delicato, una biopsia  stereotassica per asportare l’ascesso stesso, perché da risonanze semplici e da tac non se ne veniva a capo, pur scongiurando comunque “cose” incurabili-

Giunti a una diagnosi certa, l’equipe medica si è da subito dimostrata risoluta (primo, perché non c’era oggettivamente ulteriore tempo da perdere, poi perché individuato il battere agente li ho visti molto tranquilli nell’affermarmi che esistono cure efficaci e che già una precedente terapia antibatterica ad ampio spettro, generale diciamo così, aveva ben contribuito a sfiammare l’ascesso) e affidabile.

Si parlava comunque di una cura mirata che poteva durare dalle 4 alle 6 settimane. Ammetto di essere migliorato sensibilmente, soprattutto con l’abbassamento di certe dosi di cortisone e altri medicinali (oltre il fatto che tutti  i valori ematici erano buoni e che non ho mai più avuto i sintomi che mi avevano accompagnato durante la fase acuta: mal di testa insopportabile e febbre alta): insomma, i sintomi, per così dire, erano buoni e promettenti.

C’ è sempre stato un senso di ottimismo da parte dei medici  che riuscivano a trasmettermelo nel migliore dei modi, e poi mi sentivo realmente meglio. Tuttavia, ero già stato scottato altre volte durante l’estate, con lettere di dimissioni già in mano, saluti da parte di tutta l’equipe e infermieri e buona vita; poi capitava qualche imprevisto o effetto collaterale, tanto che  la stessa infezione è stata causata da un mio crollo delle difese immunitarie in seguito alla cura che stavo facendo con successo per tenere bloccata, ferma, la malattia autoimmune da cui deriva tutto ciò, nel mio caso, il les o lupus che dir si voglia.

In ogni caso, stamane i medici mi hanno dato la notizia che aspettavo da tempo: l’infezione è sterile, non agisce più, dalla risonanza tecnicamente si vede solo un puntino di minuscole dimensioni, solo perché non si smagnetizza subito nello schermo. Quindi, non ci potevo credere e, difatti, ho voluto conferme delle parole pronunciate. Sì,sono guarito dall’infezione, ora resterò un’altra settimana o qualche giorno ricoverato per ultimare l’iter della cura, ma coi tempi  ci siamo dentro alla grande, soprattutto perché ora che l’infezione non agisce più sull’ organismo, il reumatologo/immunologo potrà finalmente apportare delle modifiche e concentrarsi sulla mia vera malattia cronica, il les. Metaforicamente potrei dire che la “guerra” col nemico è stata vinta, ora avrò una più lunga e duratura battaglia con la malattia cronica ma lì le armi saranno meno affilate. Non lasceremo più che si manifesti in fase acuta, tra controlli periodici, supporto medico e terapia adeguata, eventualmente modificabile in base ai risultati appunto degli esami periodici. Mi è stato detto che può rimanere “dormiente” per mesi o anni, consentendomi una vita il più normale possibile, sempre considerando che so di essere con difese immunitarie davvero basse rispetto alla norma, quindi dovrò necessariamente stare attento ad alcune cose ma lo farò… mentre riguardo il cibo, anche qui i valori  so che torneranno nella norma con l’infezione ormai passata e  di conseguenza potrò finalmente riprendere a mangiare qualcosa di un po’ più “commestibile” o quanto meno gustoso.

Sul lupus (les)  ormai mi ero già pienamente informato nel corso dei primi mesi di degenza (ero stato in un buon reparto di nefrologia in un primo momento a Sanbonifacio), ma è logico che anche tra Borgo Trento  e Borgo Roma, i due poli di Verona, mi hanno dato ulteriore delucidazioni in merito. E’ una malattia che riguarda il malfunzionamento di certi anticorpi negativi che si auto generano nell’organismo, causando danni anche gravi se non presi in tempo. Gli organi colpiti sono i reni, il cuore, il cervello e i polmoni. Nel mio caso aveva gravato dapprima sui reni, la cura stava andando bene ma appunto era “pesante”, essendo il les in fase acuta e questo mi ha causato l’infezione cerebrale che ha davvero scombussolato i piani e stavolta seriamente mi sono preoccupato. Tutti, medici ,infermieri, ma soprattutto la cerchia di amici (sapevo che mi volevate bene, ma è nelle difficoltà che lo si percepisce meglio e voi, anche semplicemente facendomi svagare, ridere, parlare delle nostre cose lo avete dimostrato ancora una volta!) e ovviamente la mia splendida famiglia, la mia ragazza che mi è sempre stata vicina , i suoceri, cognati e cognate (qui veramente fatico a trovare le parole, ho una famiglia splendida e la fortuna di averne conosciuta un’altra altrettanta fantastica, dai grandi valori, quella della mia futura sposa Mary) mi hanno fatto coraggio, elogiandomi più volte per come sono riuscito ad affrontare le fasi più toste del percorso, in pratica senza perdere il mio ottimismo, la mia battuta pronta, il mio sorriso, il mio modo di vedere la vita in pratica, nonostante mi sia resa conto di tante dolorose rinunce necessariamente fatte, anche se per fortuna ho il tempo per recuperare tutto.

Ma ammetto che nei momenti di incertezza, quando passavano le settimane e nonostante biopsie, analisi e risonanze non si capiva che germe o fungo avessi contratto, l’ansia era davvero palpabile e crescente.

Una volta scoperto il germe, l’ascesso,  sono stato trasferito (terzo ospedale estivo, potrei compilare una guida Michelin della sanità pubblica veronese!) in un centro più specializzato e da lì è ripartita speranzosa la mia battaglia.

Ora, di sera, da solo, non voglio passare da un senso di gioia genuino per lasciare spazio alla paura di una nuova ricaduta. Va bene tutto, ma non ci sono proprio i presupposti stavolta, devo stare tranquillo e basta. Sono guarito da sta cazzo di infezione, vaffanculo!!!

E la settimana prossima poserò il mio culo sul divano, mi guarderò le partite su Sky o i miei amati programmi musicali, indosserò abiti decenti, finalmente proverò due paia di scarpe nuove di zecca che mi ero concesso come “regalo”, ma soprattutto tornerò a “respirare” aria buona, ad assaporare quelle piccole cose quotidiane che nella dimensione di piena salute paiono scontate, specie se si ha 36 anni, ma invece ci si rende conto quanto invece siano appunto “vitali” per una buona e felice esistenza. Non devo essere iperattivo e voler fare tutto subito, d’altronde anche un certo Vasco Rossi o una certa Venus Williams, colpiti da betteri  simili al mio, ce ne hanno messo prima di riprendersi del tutto.

Quindi, voglio e devo passare questi ulteriori giorni che mi separano dal recupero della mia “normalità” (poi so che avrò bisogno di un periodo più o meno di convalescenza, soprattutto per riprendermi a livello fisico) all’insegna della fiducia, dell’ottimismo, senza paura che mi succeda qualcosa. D’altronde, ok, so già che per tutta la vita dovrò attenermi a delle precauzioni, ma nemmeno vivere sotto una campana di vetro. Ho così tanti progetti, alcuni stoicamente portati avanti anche da una stanza d’ospedale con pc da una parte e sacche di sangue o flebo nelle braccia (così ho concepito uno dei miei migliori articoli poi pubblicati nella mitica rivista “Il Guerin Sportivo”, così in queste ultime due settimane, senza febbre, mal di testa o altri sintomi, ho avuto un’impennata per quanto riguarda il prosieguo del mio saggio, ben 150 pagine di word in 15 giorni!). Ma c’erano altri grandi progetti che potrò riprendere, la commedia teatrale da portare in scena con i “miei” ragazzi del centro dove lavoro come educatore, la tappa alla Fiera del Salone di Torino, dove quest’anno sarei stato protagonista di una tavola rotonda assieme al mio editore Massimiliano Giordano di Nulla die edizioni e tantissimi colleghi/amici di etichetta. E poi finalmente, slittando di soli pochi mesi, perché il resto è tutto pronto, potrò finalmente convolare a nozze con la mia amata Mary.

Senza contare tutte le cene a cui sono stato invitato da tanti amici… farò tutto, ricambierò nel migliore dei modi il vostro affetto, il vostro commovente calore, la vostra vicinanza, reale o virtuale, perché ho scoperto che anche dal mondo web si possono costruire rapporti importanti e in particolare tre persone mi hanno praticamente scritto tutti i giorni, aiutandomi e non poco, anche perché alcuni avevano vissute situazioni analoghe alle mie. Senza fare torti a nessuno, ci tengo a citare almeno Giuseppe Cagnato, autore Nulla die, ormai amico a tutti gli effetti, Carlo Calabrò, con cui prima al limite passavamo tempo a parlare del Festival di Sanremo o di calcio, e Daniele Parolini, ex compagno di stanza nel primo ricovero di maggio, una persona solare, piena di positività che mi ha concretamente dimostrato come si possa convivere con una malattia cronica, senza farsi condizionare la vita, mantenendo un atteggiamento positivo, oltre che una disciplina comportamentale per quanto riguarda le indicazioni dei medici. Ecco, ora già mi sento in colpa nei confronti degli altri che non ho nominato, cioè amici, colleghi, ex compagni di scuola, artisti, e ovviamente infermieri e medici dai quali sono stato quasi adottato. Grazie a tutti!!!

Ovviamente, la ripresa, il ripristino di tutto questo lo dovrò fare, tenendo buono il mio impulso, devo prima ritornare gradualmente al mio mondo, senza bruciare le tappe, anche perché l’inverno è vicino e il mio fisico dovrà davvero rimettersi in riga. Ma qui rischiamo di tornare nuovamente nelle sabbie mobili della paranoia e non mi pare il caso. Ho già sofferto tanto, e con me le persone che mi vogliono bene, quindi per una volta davvero voglio solo gridare di felicità, ringraziare tutti coloro che hanno pregato per me- L’ho fatto io stesso, tanto e  la preghiera mi ha aiutato molto, lo dico sinceramente, dalle parole di Papa Francesco, alla frequentazione quotidiana nella cappellina dell’ospedale, e non certo per un fatto scaramantico, ma proprio perché in qualche modo lì mi sentivo “protetto” e , se questa guarigione non è stata un vero miracolo, come quello dell’anno scorso dopo la malattia della sindrome di Lyell, poco ci manca!

Vi voglio bene, ma ora con questo post, o meglio letterona gigante con cui vi ho aperto il cuore, voglio davvero averla finita con questo genere di notizie…

Spero che d’ora in poi nel mio blog leggerete nuovamente o esclusivamente delle mie passioni: la musica, il calcio, l’arte, la letteratura.

Mettiamola così, è stata un’esperienza di vita, dura e faticosa, e che mi ha forse fatto capire di possedere più forza d’animo e maggiore forza interiore di quanto potessi immaginare.

Una tappa, ma è ora di riprendersi la vita “vera”.

Un abbraccio!!!

GIANNI GARDON

Tutto è bene quel che finisce bene: si riparte di slancio con tanti nuovi progetti

Eh, sì, lo dico bene nel titolo del post. Con la consapevolezza di star vivendo un momento particolare della mia vita, vista la lunga degenza ospedaliera a cui sono stato costretto (penso di cavarmela a fine settimana, dopo di chè ci sarà un periodo di convalescenza, prima della piena ripresa), sono riuscito a mettere a fuoco delle buone idee che diverranno utili per l’immediato futuro.

Pur debilitato sono riuscito a portare a termine due racconti che usciranno in un paio di antologie. Non posso dire molto di più, sarà una bella sorpresa e ringrazio l’editore che mi ha coinvolto per l’opportunità perchè i temi proposti erano quanto di più inclini alle mie corde. Spero di aver fatto del mio meglio, c’ho messo il cuore, come faccio sempre quando mi imbatto in progetti.

Con il mio editore ho provato a delineare meglio la probabile consegna del nuovo manoscritto. Ero già a buonissimo punto, fino all’insorgere del problema di salute, ma in ogni caso da un paio di settimane qui, dal reparto, ho ripreso e anzi, sto dando un connotato leggermente diverso, pur trattando il tema iniziale. Ma ora se possibile lo sento ancora più mio, se alcuni di voi mi leggeranno in futuro se ne renderanno conto, la struttura rimane quella di un saggio, ma verterà  non solo su tematiche strettamente musicali del decennio dei 90, ma farò una panoramica generale, con gli occhi dell’adolescente e giovane qual’ero. Il confronto tra sogno, illusione e ingenuità tipica di quell’età e la deriva odierna sarà trattata, ora con ironia, ora con velata malinconia, ora con nuovo slancio. Mi fermo qui, con la musica che farà da richiamo a ogni capitolo, con i 100 artisti che più mi hanno emozionato, colpito e segnato in quel periodo che ha coinciso con la fase cruciale della mia esistenza, quella che ti fa oltrepassare la linea dall’adolescenza, dal mondo dei ragazzi a quello della consapevolezza, della presa di coscienza, in poche parole, la vita vera, quella degli adulti.

Infine, ho prontissima l’idea per un libriccino umoristico, proverò a uscire dai binari, ma ho voglia di proporre questa cosa al mio editore.  Ne ho parlato al telefono, ormai sanno che sono un vulcano e che difficilmente mi fermo quando parto. Esco in questo caso dai miei binari, ma mi si è accesa una lampadina, spazio alla fantasia 🙂

Poi la collaborazione col Guerin continua, nel prossimo numero uscirà un mio accorato articolo. Per me, l’ho sempre detto, è un grande onore essere in questa squadra, la migliore d’ Italia in quanto a giornalisti sportivi, e non lo dico certo per piaggeria.

In mezzo a tutto ciò, davvero, mi auguro che il periodo peggiore sia alle spalle. Non sai mai quando possa capitarti la malattia nella vita… sei giovane, hai 35 anni, tanti progetti, lavori a tempo pieno, credi nel tuo lavoro (sono educatore, a fine maggio con i ragazzi disabili del centro avrei dovuto presentare la prima di un progetto teatrale sul quale lavoravo da un anno), hai una grande occasione (ero invitato con i colleghi della casa editrice Nulla die a una tavola rotonda organizzata dal mio editore al Salone di Torino il 20 maggio, avrei incontrato tanta gente, parlato dei miei libri, vissuto un bel momento), soprattutto la data di nozze si avvicina e vorresti giustamente essere presente nei momenti cruciali, dopo che è più di un anno che attendi con il tuo amore questo giorno, che ti organizzi, che pensi, immagini, sogni. Invece al top, ti ritrovi a soggiornare due mesi in ospedale, tra nefrologia e immunologia. Tutto è bene quel che finisce bene, si riparte di slancio… certo, con cautela ma anche con rinnovata fiducia.

E grazie anche a voi che ci siete sempre, che seguite il mio blog, che mi contattate anche privatamente… una carissima persona si è mossa persino da Bergamo per venirmi a trovare e a sostenermi, e lo sta concretamente facendo dall’anno scorso, da quando sconfissi un’altra brutta bestia, la sindrome di Lyell. Grazie Gualtiero, e grazie a tutti voi che continuate a leggermi

un abbraccio

Gianni G.

Sono tornato!!!

E’ da tanto che non aggiorno il mio blog, e il tutto è dovuto ai miei problemi di salute. Per questo mi pare doveroso, per tutti i miei lettori, per coloro che mi hanno atteso, scritto, incoraggiato, darvi un piccolo aggiornamento.

Sono nel mezzo di una “tempesta”, mi hanno riscontrato un’insufficienza renale cronica, ancora tuttavia da accertare definitivamente a livello diagnostico. Tradotto: sto facendo una cura da cavallo e probabilmente occorrerà un nuovo breve ricovero. Comunque sono seguito da specialisti bravi, giovani e che hanno preso a cuore il mio caso. Devo solo avere pazienza, curarmi, stare all’erta ma poco per volta voglio pure riprendere a fare la mia vita. Già che dopo un mese finalmente riesca a scrivere queste poche e sentite righe è un bel segno, significa che la mia “barchetta” sta in piedi in mezzo alla burrasca!

Aggiungerò un paio di post calcistici per riprendere fiato, poi mi attenderà il “lavoro”, qualche articolo da consegnare, e testi da portare avanti, visto che progetti da riprendere ne ho diversi.

Un grazie a voi che ci siete sempre, col cuore e con la mente!

La mia nuova vita

Questo post sarà inevitabilmente diverso dagli altri, perchè parlerò di me stesso. Di una cosa successa e per fortuna passata. E’ un post “catartico”, perchè come mi hanno detto i medici, devo agire mentalmente, lasciarmi alle spalle per sempre la malattia da cui sono guarito e tornare a riappropiarmi di ciò che facevo prima. Ci vorrà del tempo e pazienza ma sono guarito e sono qui a parlarne.

Tutto è iniziato il 5 gennaio, lo ricordo bene, perchè stavo festeggiando un compleanno bellissimo, quello della mia amata fidanzata Mary. Una gran bella giornata, era contentissima, così come pure io. Si apriva un anno importante, il 2012, in cui davvero vogliamo gettare le basi per vivere insieme, sposarci. Abbiamo acquistato casa da un anno, un passo per volta ma costruire una vita insieme è quello che più vogliamo. Già da una decina di giorni prendo le gocce per la tosse, bronchite trascurata, io non faccio mai il vaccino per l’influenza (ma tanto non mi ammalo mai… mai dire una cosa del genere!).

Verso sera avverto un po’ di febbre! Poco male, c’è il ponte dell’Epifania, posso recuperare in calma. Due/tre giorni di antibiotico, tachipirina perchè la febbre non scende e lunedì mio fratello decide di chiamare l’ambulanza. Tremo all’impazzata, in modo incontrollato, la temperatura corporea è alle stelle, sento prurito sulla fronte, come tante punture d’insetto. Mi ricoverano ma la febbre non scende, anzi… 40,6… 41… mi bombardano di farmaci, mi diagnosticano assai frettolosamente dopo le analisi di rito il morbillo (!), che io avevo già passato da piccolo! Ho dei puntini rossi in effetti ma sento male in bocca, tremendo, sono pieno di vesciche, di ulcerette.

Dopo 3 giorni mia mamma si accorge che le macchie sono ora grosse bolle d’acqua! Mi mandano a fare una visita in un centro specializzato di Verona, uno dei migliori reparti in Italia. Il responso, da quella che doveva essere una semplice consulenza, è tremendo! A me non lo hanno detto in questi termini, la questione del morale è fondamentale, ma avevo contratto una rara e grave malattia, la sindrome di Lyell, che colpisce 60 persone in media all’anno in Italia.. uno su un milione in pratica (non era meglio che mettessi un “Gratta e Vinci”, magari?)

A mia mamma, Mary, i fratelli dicono che sono in pericolo di vita, che bisogna vedere come reagirà il mio corpo nelle prossime 48 ore. Mi tolgono ogni farmaco, sono debilitato, ma tranquillo, convinto di guarire. Passano i giorni, le bolle a poco a poco si sciolgono, e la cosa importante, direi fondamentale, è che l’infezione si ferma all’esterno (a parte le mucose e la bocca che mi fanno un male boia) senza andare agli organi interni. Mi fanno flebo di immunoglobina, mi idratano, perchè le bolle che scoppiano sono come piccole ustioni sulla pelle. Mi fanno trasfusioni per 3 giorni, due biopsie. Gli esami sono tutti negativi per fortuna. Sono debolissimo, ma le cose a fine settimana iniziano a migliorare. Grazie a dei lavaggi, a dei prodotti la pelle levata via cresce bella e sana, l’infezione sembra essersi bloccata, le trasfusioni mi hanno aiutato! Sono stato rasato, ho l’olio ovunque per ammortizzare la pelle e la stessa pelle si sta levando dal corpo… non sono un bello spettacolo, mia mamma un po’ si spaventa ma in realtà tra sabato e domenica gli infermieri più esperti mi dicono che sto guarendo, che la pelle nuova è perfetta, che non ho cicatrici. La febbre è a 38, di notte mi mettono i ghiacci e vi assicuro che è impossibile prendere sonno. Mi becco pure il terremoto una notte! Lunedì successivo il primario mi dice che se continuo a fare progressi così a fine settimana vado a casa! Mi si muove qualcosa dentro, ero sempre stato ottimista ma ero ancora debole, la pelle era ancora emaciata, non completamente rifatta. Le bolle non erano più comparse ma in bocca avevo ancora male. Per i miei è un sogno che si avvera. Quanta paura, preoccupazione, pianti! Eppure sono stati esemplari con me, mai un segno di cedimento alla mia vista! Vi amo, siete tutta la mia vita! Il mercoledì, il sabato e la domenica erano i giorni di visita! Il mio appuntamento col mondo! Arrivavano in decine di persone, amici, parenti, pur sapendo che il reparto di terapia intensiva non concedeva che 3 visite (uno alla volta). Ogni giorno, negli orari di telefonate, il mio telefono interno era sempre occupato. Chiamavano in 15/2o persone… gli infermieri non avevano mai assistito a una cosa del genere. Il calore e l’affetto della gente mi ha aiutato! Poi ho scoperto centinaia di messaggi in bacheca su facebook, su twitter, privati… Grazie, è stata la migliore delle medicine!

Comunque i medici avevano ragione! I bagni nella vasca attrezzata hanno fatto sì che l’ultima pelle venisse via… sotto cresceva bene, come quella “di un culetto di un neonato”. Delicata, sto usando prodotti apposta, machissenefrega in fondo!

Poi mercoledì ho cominciato a camminare di più perchè da un paio di giorni mangiavo qualcosina (brodaglie, non riuscivo ancora a masticare ma faticosamente l’infezione in bocca stava migliorando), ad andare in bagno da solo. Quando stai male non pensi alla dignità… sei assuefatto e non ti curi se ti fanno il bidet o se devi pisciare in un contenitore detto “pappagallo”, perchè non hai la forza per alzarti dal letto. Ora stavo meglio, mercoledì è stato il primo giorno dopo quasi un mese senza febbre… e difatti la notte ho dormito!!! Anche guarendo si prospettavano mesi di ospedale, pazienza, pazienza, quello era il ritornello dei medici! Invece venerdì ho rivisto il primario e la sua equipe… “Vuoi andare a casa oggi o domani? Sei stato un leone, sei guarito e sei bellissimo, meglio di prima!”

Non credevo alle mie orecchie, ho trattenuto le lacrime (ne ho trattenute molte in quel periodo), hanno avvisato la mamma e Mary. Anche la loro vita si era fermata in queste 3 settimane! Sono corse quasi subito!

Mi hanno dimesso il 27 gennaio, ieri il primo controllo ha confermato che il virus è debellato del tutto! L’infezione in bocca guarita, d’altronde da quando sono a casa ho seguito tutte le indicazioni, iniziando gradualmente a mangiare. Non tutto, ma quasi… Ho ripreso da poco a masticare, ho mangiato pasta col ragù, la cioccolata! Avevo perso 10 chili, li sto riprendendo a poco a poco… Faccio tapie roulant, sono arrivato a un’ora di camminata. Il tono muscolare era quasi a zero, ora sto recuperando bene. Devo usare creme, prodotti per lavarmi ecc.. la pelle è delicatissima… Il tempo è tiranno, non posso uscire… sono debilitato, buscarmi un raffreddore o peggio un’influenza sarebbe alquanto deleterio, non potrei assumere farmaci, gli stessi che mi hanno provocato la malattia! STO ANDANDO BENE giorno per giorno! Ricevo visite continuamente, messaggi a decine, tanti attestati di stima! Ho dovuto rinunciare momentaneamente a presentare il mio romanzo a degli studenti ma mi aspettano a primavera, quando mi sarò ristabilito completamente! Starò a riposo precauzionale per circa 2 mesi, un periodo standard dopo una malattia del genere ma sono guarito… sono rasato ma mi sembra di stare bene… se lo dice la mia fidanzata ci credo 🙂

Ho ripreso a scrivere, il direttore del Guerin Sportivo mi aspetta, spero per il prossimo numero di contribuire. Su quello del centenario  ho fatto tempo a esserci, nello speciale 2012 c’è un mio articolo sulla prossima Champions! Ho già intervistato 4 artisti che stimo in questi giorni.. una è già pubblicata, la bravissima Evy Arnesano… non svelo gli altri nomi!

Mi hanno detto i medici di evitare siti sulla malattia! Tutti i miei amici e parenti hanno setacciato il web, persino il mio medico di base.. ma mi hanno sconsigliato di farlo! Devo lasciarmi tutto alle spalle, tornare quello di prima, come sto facendo! E’ vero, potrei raccontare ai malati la mia esperienza… a detta di tutti “prodigiosa”, è raro guarire in circa 20 giorni! Ma ce l’ho fatta! In ogni caso spero che alcune di queste persone possano giungere a questa pagina e trovare conforto! Si può guarire, ma il fisico deve essere sano, forte, giovane. Occorre tanta fortuna, occorre Credere! Io l’ho fatto! Ringrazio Dio, i medici, gli infermieri, i miei familiari stupendi, il mio Amore, gli amici, tutti! Ieri sono tornato in reparto, sono stati felicissimi di vedermi così in forma, uno nemmeno mi ha riconosciuto! Ho salutato la capo sala, gli infermieri in turno, gli inservienti, le cuoche… Mi hanno preso sotto la loro ala, mi hanno accudito, curato benissimo… che splendido reparto a Borgo Trento! E come promesso ho lasciato una copia con dedica del mio romanzo “Verrà il tempo per noi”.

Il mio tempo è tornato, voglio riprendere da qui! Rallentando, gustando ogni momento della mia vita!

Ora basta, non voglio compassione, assolutamente ma dovevo svuotarmi, liberarmi prima di svoltare. Ora l’ho fatto!

Si torna in pista!

A prestissimo amici del web!

Gianni