Lega Pro: festeggiano Pro Vercelli e Frosinone. Infranti i sogni di Lecce (per la seconda volta consecutiva in finale playoff) e Sud Tirol

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Si sono infranti sul più bello i sogni promozione di Lecce e Alto Adige, che sono usciti sconfitte nell’impegno decisivo dei playoff rispettivamente contro Frosinone e Pro Vercelli. Onore ai vincitori, niente da eccepire sulla loro affermazione. I laziali per gran parte del torneo hanno messo in mostra grandi doti, tecniche ma anche agonistiche e uno spirito di gruppo imperniato anche su molti giocatori fatti in casa, protagonisti negli ultimi anni di exploit veri a livello giovanile, con vittorie nel campionato Beretti. Tecnico dei giovani frusinati era proprio Stellone, ex punta di valore, che centrando una storica promozione in serie B, è entrato di diritto tra i grandi del club. Ne ha fatto le spese il più titolato Lecce, che per il secondo anno consecutivo (dopo lo stesso epilogo patito contro il Carpi), deve cedere l’onore delle armi a una matricola. La squadra di patron Tesoro, capitanata in campo dall’enfant du pays, Fabrizio Miccoli, giunto nel suo Salento dopo il brusco allontanamento – più o meno volontario dal mondo del calcio ad alti livelli – seguito alle sue infauste dichiarazioni contro Falcone, nonostante un indubbio tasso qualitativo della sua rosa, non è riuscita a imporre blasone, esperienza e ambizione sui rivali. Nel girone A, ammetto di aver seguito con particolare trepidazione gli esiti di questi playoff, non nascondendo la mia simpatia per i biancorossi altoatesini. La Pro Vercelli però non ha rubato proprio nulla, anzi, ha mantenuto inalterato il gap già evidenziato in campionato non solo con il Sud Tirol, ma pure con le altre compagini, se è vero che la promozione diretta in serie B è sfumata proprio sul filo di lana, anche se a mio avviso era stata più che altro l’Entella a rischiare di buttare una promozione che sembrava quasi acquisita con grande anticipo.

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La Pro torna in B dopo soli due campionati, con un parco giocatori rinnovato ma composto anche da alcune pedine già presenti nella trionfale cavalcata precedente. Vedremo se la permanenza in categoria sarà obiettivo fattibile: gli ingredienti ci sono tutti per stabilizzarsi nel calcio che conta e per far sì che non si tratti di una felice parentesi, di un episodio isolato come accaduto un paio di stagioni fa. Dell’Alto Adige rimarrà comunque impresso nella memoria il formidabile cammino percorso nel girone di ritorno e più in generale un convinto pensiero che si rafforza di anno in anno, al pari di una crescita tecnica e societaria sotto gli occhi di tutti. La squadra altoatesina, con sede a Bressanone, ma emanazione di tutta un’area fino a pochi anni fa incontaminata (anche) a livello calcistico, e non solo naturalistico, è ormai una solida realtà, credibile a questi livelli, e pare che dopo aver raggiunto i playoff, consolidarsi in Lega Pro e, anzi, tentare il grande salto, con ulteriore salto di qualità, possa diventare obiettivo concreto. Quest’anno la rosa allestita per mister Rastelli era di grande qualità, composta com’era in un giusto mix tra “vecchi” (il capitano Hannes Fink, bolzanino doc e Alex Pederzoli, l’ex talento di casa Juve, tornato dopo l’oblio del calcio scommesse es subito leader riconosciuto in mezzo al campo), giocatori “di categoria” (Tagliani, Turchetta, Martin, Bassoli, Iacoponi) e giovani emergenti di sicuro avvenire (da Minesso, grande innesto di gennaio, all’ex palermitano Vassallo, dal difensore Cappelletti al bomber Corazza, una delle rivelazioni dell’intero campionato). Ciò non è bastato per sovvertire i pronostici, che vedevano partire avvantaggiata nel doppio confronto la corazzata Pro Vercelli, ma ha dato il là a un futuro ancora più radioso per la squadra di Bolzano.

Terminati i campionati in Lega PRO e serie D: gli ultimi verdetti! Fanno grande festa Entella, prima volta in B e il Perugia. E in D fa rumore la clamorosa vittoria (ininfluente per la classifica) della Cavese sul Licata: 19 a 5!

Finalmente sono stati emessi i verdetti della stagione della LEGA PRO, una stagione destinata a rimanere nella storia, perchè – come più volte rimarcato – la formula era davvero anomala, atta a far tramutare il prossimo campionato in un’unica grande Lega Pro, sulla scia della vecchia serie C. Quindi, in Prima Divisione, non erano previste retrocessioni, mentre in Seconda è stata grande bagarre fino alla fine per potersi garantire giungendo nella prima metà della graduatoria (con postilla di quelli che si preannunceranno come combattutissimi play out che garantirà un ultimo posto promozione), la permanenza in categoria, che diventa di fatto una promozione in terza serie. Di conseguenza anche in D è stata dura lotta: troppo allettante per le squadre impegnate tra i dilettanti la possibilità in pratica di ritrovarsi in due anni addirittura in cadetteria (e vista la “statura” di alcune di queste promosse, come Ancona, Pistoiese, Lucchese o Savoia, direi che le prospettive ci sono tutte).

Verdetti quasi scontati, almeno sulla carta, anche se quella che sarà una matricola assoluta l’anno prossimo in B, l’Entella di Chiavari, prima nel Girone A, ce l’ha messa tutta per incasinarsi la vita, perdendo 7 giorni fa lo scontro diretto contro una rediviva Pro Vercelli, ora favorita per la corsa promozione ai play off, i quali, a dire il vero, nascondono sempre delle insidie. L’Entella che nel complesso ha ampiamente meritato la promozione, ieri battendo una rassegnata Cremonese che nonostante i soliti sforzi di patron Arvedi nemmeno quest’anno è riuscita a centrare il bersaglio grosso della promozione, anche se i nomi ci sono e le possibilità concrete di accedere in cadetteria tramite gli spareggi è reale. Un ostacolo potrebbe essere rappresentato dal Vicenza, partito in sordina, probabilmente scottato dall’amara retrocessione dello scorso anno, ma che rosa alla mano ha una rosa di tutto rispetto, così come il Sud Tirol, in fortissima ascesa. Società sana, squadra forte in tutti i reparti, ambiente splendido, gli altoatesini potrebbero davvero rappresentare la vera mina vagante dei play off, fermo restando  che ormai sono degli habituè della categoria.

Nel girone B, la sorte aveva messo di fronte all’ultima giornata le prime due della classe, ma tutto pendeva dalla parte del Perugia, primo in classifica, che si presentava davanti al proprio pubblico per la grande sfida. Un successo, al di là della vittoria di misura, mai messo seriamente in discussione, nonostante l’indubbia forza del Frosinone che però ha pagato una scarsa vena di risultati nell’ultimo mese. La sensazione è che dovrà vedersela soprattutto con il Lecce per la promozione ma i valori sono molto equilibrati.

In seconda divisione i giochi erano quasi fatti ma non sono mancate le sorprese, una in negativo, una in positivo, nella rincorsa ai posti promozione o quanto meno ai salvifichi play out. Non ce l’ha fatta il Rimini di Osio, anche ieri espulso, poi duramente contestato dai propri sostenitori. E pensare che a tratti la squadra romagnola aveva forse manifestato il miglior calcio, a livello qualitativo dell’intera categoria ma nel girone di ritorno si è assistiti a un vero tracollo dei biancorossi. Promossi invece le storiche Mantova e Spal, ma che fatica! Non ce l’ha fatta invece la Virtus nonostante un ottimo girone d’andata e in generale un bottino ragguardevole per una neopromossa assoluta tra i professionisti. Il futuro pare tuttavia roseo, anche se si dovrà ripartire, ripescaggi eventuali, necessariamente dai dilettanti. Agguanta i play out invece dopo lunga rincorsa il Delta Porto Tolle.

Nel B erano già sicure della promozione le corazzate Cosenza, Casertana, Messina, Foggia e Teramo, l’impresa playoff è riuscita all’Arzanese che sembrava davvero spacciata a metà stagione ma che ha inanellato una serie di risultati prodigiosi nel ritorno (ben 33 sui suoi 43 totali!), fino allo “spareggio” di ieri contro l’Aprilia, strapazzata e mestamente retrocessa, così come il Martina, nonostante avesse allestito sulla carta una buona squadra.

In D infine mancavano pochi verdetti almeno per quanto concerne l’obiettivo grosso, quello dell’allettante promozione, visto appunto il nuovo regolamento che consentirà alle promosse di poter ambire alla serie B fra soli 12 mesi. L’ultima giornata ha però regalato forti emozioni nei gironi che dovevano ancora sancire le loro regine. Dopo aver intrapreso un formidabile testa a testa per tutta la stagione a passare in LEGA PRO tra Marano e Pordenone sono quest’ultimi, ieri vincitori, a differenza dei pur fortissimi rivali vicentini, fermati da un pari. Ancora più da cuori forti il finale nel girone tosco/emiliano, con le due contendenti, staccate  di pochissimo, a scontrarsi fra loro nell’ultimissima giornata. Lucchese e Correggese, una big assoluta e una matricola emanazione di una florida realtà di provincia, nel Reggiano, danno vita a una vita spettacolare, vinta dai rossoneri toscani nei minuti di recuperi: una vittoria che ha consentito alla squadra di Lucca di superare in extremis i colleghi di Correggio.

Infine è stato appassionante anche il duello tra Matera e Taranto, con i lucani che arrivavano favoriti per via della classifica: alla fine i pronostici sono stati confermati ma la squadra pugliese sembra pronta per tornare presto nel calcio che conta.

Un’ultima nota non si può proprio non dedicare alle tantissime goleade viste ieri. Si sa, quando i giochi sono fatti, vengono inevitabilmente le motivazioni, senza considerare che mai quest’anno, tanti gironi sono stati falcidiati da squalifiche, radiazioni, sospensioni di squadre, inserimenti di giovani per sopperire a carenze economiche. Però, tra vari 6 a 0, addirittura qualche 8 a 1 0 8 a 3, quello che è successo a Cava de’ Tirreni ha davvero dell’incredibile, in una gara che veramente non aveva nulla da offrire, né treni da agganciare per la salvezza, giacchè il Licata da tempo era retrocesso, né da ridiscutere la differenza reti, tale da”giustificare” un così clamoroso numero di realizzazioni! Alla fine tra Cavese e Licata la partita è terminata…. 19 a 5! Sono state ben 9 le reti del centravanti De Rosa, capace così di chiudere la stagione con ben 30 gol tondi tondi!

 

Focus Lega Pro! Prima Girone A: Crollo Cremonese, risale la Pro Vercelli che aggancia l’Entella. Girone B: ammucchiata in vetta, ma si rialzano le quotazioni del Lecce. In seconda continua il sogno della matricola Real Vicenza, ma occhio al Bassano; nel B conservano i pronostici le big Cosenza, Teramo e Casertana.

Come ogni anno sto seguendo con interesse e attenzione le vicende della Lega Pro, la terza e la quarta serie italiana. Un anno particolare, di transizione, ma altresì fondamentale per ridefinire certe gerarchie nel sistema calcio, ma soprattutto per stabilire un po’ di ordine in mezzo a crisi economiche che investono ogni anno decine di squadre, che vedono così vanificate spesso nei tribunali i risultati ottenuti sul campo. Inutile elencare i tanti casi di fallimenti visti negli anni: era inevitabile una riforma, a questo punto epocale, perché dall’anno prossimo come risaputo verrà soppressa una categoria, in pratica, con l’accorpamento in un’unica grande Lega Pro, che tornerà ad essere come la vecchia serie C. In Lega Pro prima divisione quindi torneo anomalo, privo di retrocessioni e con la prima metà delle classificate tutte potenzialmente in lizza per la promozione tra i cadetti, dopo i play off (solo la prima classificata dei due gironi andrà direttamente in B). Per rendere comunque appetibile il torneo per la seconda metà delle classificate ci saranno incentivi legate alla posizione in classifica e all’utilizzo dei giovani.

Entella, prima in classifica in LEGA PRO prima divisione Gir. A

Entella, prima in classifica in LEGA PRO prima divisione Gir. A

Più complesso il discorso relativo alla Seconda Divisione, categoria come detto destinata a scomparire. Qui le prime 8 rimarranno in serie C, le altre retrocederanno tutte in D, quindi sarà vera battaglia, anche se dalla nona alla dodicesima classificata verranno disputati i playoff e una di queste rimarrà in terza serie.

Un bel colpo tra l’altro sarà rappresentato dalle vincenti dei gironi di serie D, visto che in pratica le promosse faranno una sorta di doppio salto, arrivando a un passo dalla cadetteria. Insomma, una stagione che rimarrà unica e che sta dando indicazioni importanti, anche se siamo all’inizio in fondo e anche chi era partito malissimo, come la corazzata Lecce, ancora scossa psicologicamente dopo la sconfitta ai playoff quest’estate contro il Carpi, può rientrare nel giro promozione grazie a questo meccanismo. Una riforma che viene in un momento storico comunque particolare, dove davvero molti giocatori realisticamente preferiscono accasarsi in una D dignitosa ma salda da un punto di vista economico, piuttosto che fare il professionista in una società di C in difficoltà, visto poi come a fine anno – o nel peggiore dei casi, anche durante la stagione stessa, visti i casi passati di penalizzazioni o addirittura ritiri in corso – i nodi vengono sempre al pettine. Ne ho intervistati diversi di giocatori impegnati nelle categorie dilettantistiche che mi hanno confermato una verità ormai lampante: la differenza tecnica o di visibilità tra una buona serie D e una Lega Pro è davvero ridotta ai minimi termini, forse solo legata ad un’ottica di un professionismo che in D non è reale, ma in pratica è come lo fosse, considerando che è risaputo che i giocatori percepiscano qualcosa in più di un semplice simbolico “rimborso spese”, pur essendoci ovviamente differenze tra caso e caso.

Il blasonato Pisa, dopo il playoff perso l'anno scorso contro il Latina, ci riprova con una squadra largamente rinnovata e ringiovanita

Il blasonato Pisa, dopo il playoff perso l’anno scorso contro il Latina, ci riprova con una squadra largamente rinnovata e ringiovanita

Nel girone A della Lega Pro Prima Divisione, la super favorita (ma lo è da almeno tre stagioni ormai) Cremonese è entrata ufficialmente in crisi dopo la nuova sconfitta; ora la distanza che la separa dalle capolista Entella e Pro Vercelli comincia ad essere cospicua. Se l’Entella sta confermando i buoni pronostici estivi, e sta proseguendo il suo imperioso percorso di crescita iniziato due stagioni fa, la squadra di Vercelli, retrocessa mestamente pochi mesi fa dalla B di gara in gara sta ritrovando entusiasmo e rinnovata voglia di stupire. Io tuttavia se dovessi scommettere qualche euro, lo punterei sul gruppo dei giovani dell’Albinoleffe che, sul lungo cammino, credo abbia le qualità tecniche per tornare in B, dopo la rovinosa caduta e lo scandalo delle scommesse, che ha visto coinvolti molti giocatori passati di qua negli anni. L’opera di de purificazione iniziata l’anno scorso potrebbe continuare quest’anno con un grande exploit. Credo che pure il Vicenza e il Sud Tirol abbiano i mezzi per risalire in classifica e inserirsi tra le prime 8 in modo da disputare i playoff promozione. Più equilibrato e sinceramente ricco di interpreti di valore il girone B. A parte la rivelazione Pontedera, che ormai quasi non fa più notizia, davanti l’ammucchiata è interessante e vede coinvolta squadroni come Pisa, Frosinone  – a mio avviso sulla carta la compagine più forte e completa in tutti i reparti, con elementi esperti e giovani ben mixati da un tecnico di sicuro avvenire come l’ex bomber di Napoli e Torino Stellone – L’Aquila, con potenziali inserimenti di altre corazzate come Catanzaro, Perugia e il più attardato Lecce in grande spolvero nelle ultime due partite.

In Seconda Divisione grande duello nel girone A tra la nobile decaduta Monza, attrezzatissima per un campionato di vertice e la sorpresissima Real Vicenza, matricola assoluta della categoria, che vuole in qualche modo ribaltare le gerarchie cittadine. Di gara in gara, di risultato in risultato, è tutto un susseguirsi in classifica e un gioco al rialzo, col quotato Bassano minaccioso e vicinissimo in classifica. Nel B, occhio ai grandi nomi ritrovati, come il Cosenza, grande favorito della vigilia, deciso a ritornare in categorie più consone alla sua storia, dopo un decennio davvero nefasto, al cospetto invece degli anni ’80 e ’90 quando i rossoblu con il mitico Marulla facevano faville in serie B, arrivando a un passo dalla massima serie.

Oltre ai calabresi, stanno disputando un grande campionato anche un ritrovato Teramo, ancora imbattuto dopo 10 turni (5 vittorie e 5 pareggi) e la Casertana, altra società stanca di rincorrere categorie e decisa a tornare a grandi livelli, come la sua storica tifoseria meriterebbe.

Un gran bel serbatoio quello della Lega Pro, da salvaguardare e pensiamo che, seppur dolorosa, la soppressione di una categoria sia inevitabile per garantire ancora maggiore coesione e competitività. E’ tuttavia un crudele specchio dei tempi, di una crisi economica che invade anche le sfere del calcio, con un impoverimento generale, che dal campo (già il trend delle ultime stagioni della serie A testimonia come il tempo del “campionato più bello del mondo” sia un ricordo ormai lontano, con i migliori campioni che facevano la fila per venire a giocare da noi) si sposta inevitabilmente anche nelle scrivanie e negli uffici delle società di calcio. Se pensate che c’è stato un tempo non lontano (fino alla stagione ‘90/’91)che vedeva impegnati ben due gironi di C/1 e quattro (!) di C/2 capirete che qualcosa, molto è cambiato anche nel “dorato” mondo pallonaro.

Lega Pro: il Sud Tirol non vuole smettere di stupire!

Mai come quest’anno il Sud Tirol/Alto Adige si trova davanti alla possibilità reale, concreta di approdare nel calcio che conta: in serie B. Dopo diverse ottime stagioni, condite dapprima con la storica promozione nella vecchia C/1 e culminate con lo storico sesto posto della passata stagione, sotto la guida di un giovane tecnico molto preparato come Giovannino Stroppa (poi passato addirittura in Serie A per la sfortunata parentesi di Pescara), la squadra allenata da Stefano Vecchi sembra davvero possedere le carte in regola per dire la propria fino all’ultima giornata contro compagini alla vigilia molto più accreditate, come la corazzata Lecce o il Trapani e la Cremonese.

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Invece gli altoatesini si stanno mantenendo sugli standard degli ultimi 12 mesi, migliorano anzi il proprio cammino, come si evince dalla splendida vittoria esterna proprio contro la capolista Lecce, ormai distanziata di un solo punto, e con lei il Carpi, altra bella realtà di provincia.

Quali sono le componenti che hanno fatto sì che un’emanazione di un’intera zona, quella di Bolzano, non molto abituata a certi palcoscenici nel calcio, possa giungere a mettere in difficoltà squadre blasonate e con nomi altisonanti fino a insidiare concretamente i sogni promozione di queste?

Innanzitutto una società seria, solida che attraverso il calcio giocato vuole rilanciare una volta di più tutto l’Alto Adige nel panorama nazionale, di solito considerato per gli spettacolari scenari invernali ma non solo.

Poi una rosa composta da un mix perfetto fi giovani promesse e calciatori più affermati ma ancora affamati di risultati, poi ma non ultima in ordine di importanza, la mentalità vincente infondata alla squadra, la certezza di poter mettere in difficoltà chiunque avversario con la qualità corale del gioco, il migliore della Lega Pro prima divisione. Infine, una realtà che ti consente di lavorare serenamente, senza pressione, la stessa che ha portato negli anni al fiorire di splendide squadre come Chievo Verona, Albinoleffe (finchè è durata) e Cittadella, tanto per citare i casi più recenti.

Tra i giocatori comunque mi piace citare alcuni che garantiscono solide sicurezze, come i talentuosi Simone Branca, Alessandro Furlan, le punte Bocalon, Thiam, i giovani ma già esperti Uliano, Martin, Iacoponi o Campo, a cui già avevo dedicato tempo addietro un lungo articolo. In mezzo giocatori che da giovani sembravano destinati a carriere diverse, più prestigiose come Tagliani, eclettico difensore che dal Brescia passò alla Fiorentina per un pacco di soldi, Maritato, che a lungo ha frequentato le rappresentative azzurre partendo dalla Juventus o l’ex bolognese Pasi, attaccante molto tecnico e fantasioso. Ma ci sono anche i tanti giocatori transitati da qui e che stanno facendo fortuna altrove, oppure gli autoctoni che rappresentano l’anima della squadra: gente come Hannes Fink, per esempio, dal rendimento assicurato.

Sono sicuro che il Sud Tirol continuerà a stupire anche da qui alla fine del campionato e chissà che i playoff – a questo punto davvero alla portata del club – non possano portare ulteriori sorprese!

Alessandro Campo, ex giovanili granata, talento sprecato per la Lega Pro

La Lega Pro negli ultimi anni, complice anche un regolamento per certi versi discutibile, sta diventando una fucina di talenti. Se andiamo a scorrere alcuni casi recenti, due tra i più quotati difensori dell’attuale serie A non molte stagioni fa militavano e si facevano le ossa qui (alludo ad Astori e Acerbi) ma dall’ex serie C sono transitati campioni come Diamanti, Cossu, persino Pippo Inzaghi, protagonista da giovanissimo con il Leffe di Bortolo Mutti.

Anche quest’anno sono molti gli elementi da tenere assolutamente d’occhio, come il regista ex primavera della Roma, Ciciretti o il già citato Baccarin, finito tuttavia addirittura in quarta serie.

Eppure la tanto nominata gavetta non sempre porta a risultati soddisfacenti, se si considera che molte autentiche promesse del calcio italiano vi rimangono poi impelagate, fino a rassegnarsi all’evidenza. Non molto tempo fa intervistai al proposito l’ex promessa delle giovanili dell’Inter Mario Rebecchi, e potrei citare pure il caso di Alessandro Tuia, da molti considerato l’erede di Sandro Nesta ai tempi delle giovanili laziali e ormai da 4 stagioni immalinconito in Lega Pro, tra Monza e Foligno, senza mai davvero aver dato l’idea di poter sfondare ad alto livello.

E c’è pure il caso di un giocatore che all’epoca delle giovanili granata seguii con molto interesse: Alessandro Campo, trequartista classe 1984.

Esordio precoce a 17 anni nel Prato e poi il passaggio al Torino dove ci mise davvero poco a divenire leader offensivo di una compagine in grado di schierare talenti poi inespressi come Omolade ma pure alcuni che invece stupirono tutti con una carriera da grande attaccante, come Fabio Quagliarella.

Alessandro era il classico numero 10, numero che portava con naturalezza, forte di un ruolo e di una tecnica che parlavano da soli. Mancino, potente, strutturato (è alto 1,83), con grande visione di gioco e colpi da campione, Campo riuscì a impressionare addirittura Marcello Lippi, il quale da allenatore bianconero, assistette a un derby Toro – Juve valido per il campionato primavera. In un’intervista rilasciata al tempo a Tuttosport, lodò proprio le doti del giovane fantasista granata per il quale le porte del grande clacio sembravano davvero spalancate.

Il primo anno da professionista lo trascorre bene a Gualdo, che fino ai primi anni del duemila, rappresentava spesso un’isola felice per i tanti giovani alle prese col difficile salto tra i grandi. Poi inizio per Alessandro Campo l’epopea al Cittadella. Spesso frenato da infortuni e noie muscolari, solo a sprazzi è riuscito nel rassicurante ambiente veneto a mostrare le sue doti, ma quando questo succedeva era una delizia vederlo all’opera per i tifosi e per gli stessi compagni. In quegli anni passarono dal Cittadella elementi come la punta Fofana, giovane del vivaio, Riccardo Meggiorini, già all’epoca satanasso delle difese avversarie, il centravanti Altinier, e il difensore Cherubin, da diverse stagioni in A con il Bologna e prima con la Reggina.

Campo giocava prevalentemente largo sulla fascia sinistra, in un 4-2-3-1 che ne metteva in pieno risalto le qualità di fantasia e velocità. Tuttavia, dopo aver centrato una bellissima promozione in serie B nel 2007/08, mentre per alcuni compagni, come i già citati Meggiorini e Cherubin si aprivano scenari sempre più interessanti, lui non fu confermato e dopo una sola presenza poco significativa tra i cadetti, scese addirittura di due categorie per accasarsi al Sud Tirol, squadra dalle buoni ambizioni, come testimoniato dalla bella promozione in serie C/1 conquistata con Alex protagonista nel 2009/10.

Da due stagioni quindi Campo calca i palchi della terza serie, mostrando nelle giornate di vena tutta la sua stoffa, con giocate da campione e l’esperienza maturata lo stanno trasformando in un valido uomo squadra. Nella stagione appena conclusa, agli ordini di Stroppa, la compagine alto atesina per un soffio non ha conquistato l’accesso ai playoff e per questo sembrano legittime le speranze dei tifosi locali di riprovarci quest’anno (e per la piccola società di Bressanone sarebbe un traguardo storico). Con Campo al 100% e desideroso di mostrare ancora sprazzi del suo talento, non è detto che il pronostico non si possa davvero realizzare.

Tempo di vacanze: valle Aurina, Riva di Tures. Alla scoperta di posti magnifici!

Quest’estate sono riuscito a trascorrere qualche giorno in pieno relax in una zona che particolarmente mi sta a cuore ma da cui mancavo da un bel po’ di anni: la valle Aurina in Alto Adige, proprio ai confini con l’Austria.

Conoscevo già la zona di Campo Tures, Predoi, Casere per esserci stato in più occasioni quando ero più giovane, ma solitamente per le nostre tappe in alta montagna, io e Mary optiamo per l’altra parte, quella vicina a Merano, spingendosi addirittura fino alle splendide Glorenza e Resia.

Ma sapevo che tornare in Valle Aurina avrebbe comportato molti benefici e soprattutto la possibilità di ammirare una delle vallate più belle, incontaminate e verdi d’Italia.

Mary non è stata delusa, anzi, per entrambi è stata un’occasione quasi per metterci alla prova: abbiamo camminato tantissimo! 🙂

Siamo stati a Riva di Tures, ai piedi del Collalto, cima che supera abbondantemente i 3000 mt d’altezza! Riva è un paesino che sorge a 10 km dal comune Campo Tures, certamente più accessibile e turistico.  A Riva pare davvero di essere fuori dal mondo, in senso buono, si intende… Paese di poche anime, come si evince dal cimitero, di gente nata e cresciuta in montagna, senza fronzoli, o particolari velleità. Mi veniva da pensare, essendo in vacanza, che gli abitanti del luogo nemmeno si preoccupassero o si rendessero conto del caro benzina, dell’afa opprimente che si respira qualche centinaio di km più giù. Divago, evidentemente, ma è proprio il contesto che pare rendere tutto idilliaco. Venivo da una grave malattia, ne ho parlato anche qui. Solo sei mesi fa stavo su un letto d’ospedale, non sapendo nemmeno se ne sarei uscito e in che condizioni. Invece, grazie al cielo, è andato tutto bene e sono riuscito a concedermi insieme alla mia fidanzata questa mini vacanza a cui tenevo tanto. Era da tempo che non camminavo per così tante ore, in salita, al di là dei problemi di ipertensione, di pressione alta o correlati al virus che ho ufficialmente debellato.

Abbiamo girato in lungo e in largo la zona, puntando al rifugio Roma che i più allenati sbrigano come pratica di 2 ore! Noi invece, ne abbiamo messo il doppio di ore, ma ci siamo goduti il panorama mozzafiato, assaporando odori, suggestioni e quant’altro. La temperatura era l’ideale per me, che avrei voluto nascere in Irlanda o a Londra 🙂

15 gradi durante il giorno, si scendeva a 10 la sera (e difatti in albergo in dotazione c’erano i piumoni!), la pioggerellina faceva spesso capolino, nell’ambito di giornate terse e spettacolari. Immancabile inoltre la visita al castello di Campo Tures, peccato non aver visto la presunta stanza in cui – narra la classica leggenda – una ragazza di notte si mette a piangere, spaventando chiunque! In compenso Mary ha provato l’ebbrezza della stanza delle torture, sollecitata dalla giovane guida/interprete.

Stupendi posti, davvero! Occorre ritornarci al più presto: si mangia benissimo, ci si rilassa, si respira aria buona, la gente non è esattamente caciarona ma molto rispettosa del prossimo.

Insomma, viva l’Alto Adige!!!

ps… poco televideo, pochi canali satellitari, Gazzetta a sprazzi, per nostalgia calcistica, in pieno trip calciomercato, ho optato per un mensile sportivo tedesco.. l’hanno presa davvero male l’eliminazione dagli Europei contro gli Azzurri 😉

 

allego volentieri un link suggerito da un amico del luogo.. per saperne di più su questa splendida terra

http://www.valle-tures-aurina.com/