Il mio 2016 e i propositi per l’anno nuovo! Buon 2017 a tutti i miei lettori

Vado anch’io a scrivere per gli amici del blog e ovviamente per chiunque abbia piacere a leggermi, un sunto personale di questo 2016.

Dovrei dire che, allargando l’orizzonte e uscendo dal mio guscio, non si è trattato certo di una stagione facile o rassicurante. Una situazione sempre più instabile dal punto di vista sociale ed economico sta in qualche modo condizionando il nostro sentire quotidiano e soprattutto le aspettative per il futuro. Non si vede purtroppo una deriva al pericolo del terrorismo, e con esso la paura generalizzata si sta diffondendo, così come una certa ansia per il futuro.

Sono discorsi troppo grandi, io spero solo che la gente non smetta di perdere il sorriso e la fiducia, cercando sempre di andare avanti a testa alta, nonostante i tanti problemi.

Io nel mio piccolo voglio provare a farlo, come fatto per l’anno appena trascorso. Non posso definirlo a livello individuale un anno negativo, quello no, ma certamente intenso e complicato da gestire.

Mi sono successe molte cose, alcune le ho in qualche modo indirizzate, prendendomi dei seri rischi, però finora il mio bilancio è positivo. Ho cambiato lavoro dopo 8 anni e questo fatto è stato molto rilevante, perchè pur operando nel medesimo settore, questa mia scelta di cambiamento ha di fatto stravolto la mia esistenza, determinando la rinuncia ad abitudini consolidate, oltre che una sicurezza oramai acquisita per la lunga militanza.

Non è stato facile, ho lasciato il sorriso di tanti ragazzi ospitati nelle comunità, che ancora mi vogliono bene e mi chiamano, ho lasciato buoni colleghi e in alcuni casi veri amici.

Eppure sentivo che era il momento giusto per osare, per andarmene da un posto in cui, nel bene e nel male, ormai viaggiavo a occhi chiusi, e buttarmi in un’avventura stimolante ma che sapevo già in partenza avrebbe comportato un grande dispendio di energie, soprattutto mentali, con la presa in carico di un incarico (scusate il gioco di parole) di maggiore responsabilità.

Tutto si è tradotto in una ritrovata gratificazione e una giusta dose di soddisfazione dopo tanto aver seminato, ma è indubbio che sia andato a scapito di un periodo più stressante che mi ha assorbito molto, togliendo inevitabilmente spazio ad altri interessi o comunque limitandolo. In pratica ho scritto poco, e quella che era (ed è da sempre) una passione che si stava pure accompagnando a buoni riscontri, tra libri pubblicati e collaborazioni anche prestigiose con testate nazionali, è diventata ormai un’occupazione a latere, molto marginale purtroppo, sia per il poco tempo obbiettivamente a disposizione, sia per la stanchezza accumulata che mi ha impedito negli ultimi mesi di riprendere con regolarità le mie belle abitudini. So già che si tratta di un periodo di transizione. La voglia e la motivazione ancora mi guidano e non mi hanno abbandonato.

Era però necessario in questi primi 8 mesi dedicarmi in toto, anche più del dovuto, ma proprio perchè l’ho voluto io, nessuno me l’ha imposto, alla mia nuova realtà lavorativa. Io poi cerco sempre di operare secondo il mio stile… come dice qualcuno “educatori si nasce”, e anche se ora sono responsabile di unità operativa e referente di un’altra comunità, in un contesto molto più grande rispetto a dove avevo sempre lavorato, non ho smarrito le mie caratteristiche. Non riesco a percepire le mura in cui lavoro come “istituzionali”, mi piace sempre pensare che certe strutture che accolgono soggetti con le patologie più disparate, dall’autismo alla schizofrenia, dagli innesti psichiatrici alle turbe del comportamento, debbano rappresentare dei poli famigliari, degli approdi felici per persone in difficoltà.

E sono contento di averci sempre visto giusto, dacchè mi sono laureato ormai quasi 15 anni fa, scegliendo di lavorare con realtà attentissime da questo punto di vista, in cui non solo eticamente ci si comporta secondo coscienza, ma proprio si riversa qualcosa in più, direi quasi affetto, verso l’altro, se non fosse che potrei essere “accusato” di essere un inguaribile idealista romantico.

Non me ne vergogno, così fosse, e anzi, rivendico queste qualità; mi dispiace che anche nel 2016 siano saliti agli onori della cronaca tanti episodi incresciosi che riguardano il mondo socio-sanitario: per me è inaudito che soggetti simili a quelli che abbiamo conosciuto in tv possano anche solo rimettere piede nel luogo di lavoro. Ci vogliono misure drastiche, altrochè.

Va beh, poi non c’è stato solo il lavoro, ovvio… Proprio nel 2016 io e mia moglie ci siamo concessi due momenti di vacanza. Siamo tornati nella splendida Puglia (terra d’origine della mia dolce metà) e abbiamo soggiornato per la prima volta in una Polignano a Mare da sogno, per poi visitare tanti altri luoghi bellissimi. Eravamo a casa, così ci siamo sentiti, come sempre d’altronde quando scendiamo.

A novembre invece siamo stati a Roma e, per quanto se ne vogliano mettere in luce negli ultimi tempi solo brutture e disservizi, per noi resta sempre una città unica, la più bella del Mondo!

Tornando a questioni più personali, quest’anno nonostante appunto abbia “trascurato” la mia attività parallela di scrittore, ho avuto comunque buone soddisfazioni. Per la prima volta, dopo 4 libri pubblicati con una casa editrice “vera”, di quelle che vendono libri e ti corrispondono i diritti d’autore, ho deciso per un progetto particolare, di saggistica sportiva, di affidarmi ai servizi on demand, autopubblicandomi con la piattaforma Youcanprint. Devo dire che finora sono stato ripagato, visto che il libro sta vendendo regolarmente, che sono uscite recensioni anche su riviste nazionali e che in generale è stato apprezzato da chi lo ha letto o lo sta facendo. Il tutto senza avere avuto ancora la possibilità di presentarlo in maniera ufficiale.

Ho presentato poi in alcune circostanze i miei libri “vecchi”, addirittura in un’occasione sono stato invitato a parlare del mio primissimo libro, il romanzo Verrà il tempo per noi, edito da Nulla die ormai 5 anni fa! Mi ha fatto un enorme piacere, perchè è una storia che sento ancora molto vicino, seppure avessi iniziato a scriverla tanti anni fa, ben prima di proporla agli editori.

Anche Revolution 90 l’ho presentato di nuovo nel 2016, in una bellissima serata letteraria dalle mie parti, nel veronese. E’ stata una delle più riuscite degli ultimi anni, e sono felice di poterlo dire, grazie anche all’impegno dello storico e giornalista Francesco Occhi e delle sorelle Moira e Angelica Cappellari.

Poi su questo progetto sono stato intervistato in radio nazionali e, insomma, credo che con tutti i pregi e i difetti che possa aver avuto il mio saggio sulla musica italiana degli anni ’90, sia anche grazie ad esso che io sia arrivato ad aver la possibilità di figurare tra i giurati dell’ambito premio Tenco, dedicato ai migliori dischi ed esponenti della musica d’autore italiana.

Sono stato segnalato e accolto nel grande ma allo stesso tempo esclusivo Club e per me, che appunto non opero a tempo pieno in ambito musicale, è stato assolutamente un motivo di orgoglio. E’ stato bellissimo contribuire, con ascolti e giudizi, andare al Teatro Ariston a  Sanremo, assistere a uno spettacolo che meriterebbe maggiore esposizione mediatica, conoscere tante belle persone del settore, musicisti e non.

Anche per questo non voglio smettere di scrivere di musica, ma più in generale delle mie passioni. Ho una nuova storia che aspetta solo di essere tradotta in parole su carta (e come vedete, le parole… non mi mancano 🙂  ), e il momento è finalmente arrivato.

E’ un carburante per la mia esistenza, un’urgenza, qualcosa che mi piace accostare alla parte più razionale di me, al lavoro principale e agli impegni quotidiani. Lo stesso vale per il teatro, in cui per di più posso condividere il percorso con una persona speciale, mia moglie Maria Teresa (anche se chi mi legge la conosce meglio come Mary).

Proprio lei, Mary, assieme alla mia famiglia e agli amici più cari, rappresenta ciò che ho di più importante.

Mi sembrano lontanissimi, per fortuna, i periodi più bui della mia vita, quelli in cui ho letteralmente lottato per “rimanere”, nel 2012 e 2013. Ho superato due brutte malattie grazie al tanto amore ricevuto. Le medicine, le cure e infine l’operazione erano necessarie e i medici che mi hanno seguito non hanno sbagliato nulla, nemmeno nei momenti più delicati, ma fondamentale è stata anche la mia predisposizione d’animo, la mia forza interiore, come mi hanno sempre detto. E questa mi deriva solo dall’amore che ricevo nelle sue varie forme.

Rimango sempre all’erta… tradotto: faccio controlli periodici e resto coi piedi per terra ma di fatto, visto che di bilancio si tratta, il 2016 dal punto di vista della salute è filato liscio, e mi ha lasciato inoltre in dote per il 2017 una grandissima speranza che a un certo punto mi sono imposto (e con me mia moglie) non fosse del tutto spenta.

E ora davvero abbiamo un motivo in più, molto valido, per augurarci che il 2017 alle porte sia un buon anno.

Ed è quello che, dal profondo del mio cuore, voglio allargare a tutti voi… che sia un 2017 in grado di regalarvi gioia e tranquillità.

a presto

G.G.