Prime impressioni sulla nuova serie A dopo la quinta (ancora parziale) giornata

5 giornate sono pochissime per trarre ogni bilancio ma alzi la mano chi si sarebbe aspettato una classifica simile della serie A a questo punto del campionato.

INTER 15 – cinque partite su cinque vinte, un enplain che ha sparigliato le carte davanti, sgombrando dubbi sul reale valore della rosa che, innegabilmente, è molto buono. Da scudetto? Prematuro appunto dirlo, ma in fondo anche la prima Juve di Conte come mission aveva quella di tornare quantomeno competitiva in tempi brevi. Forse approfittando delle defaillances altrui, l’Inter di Mancini potrebbe sorprendere, magari migliorando nel gioco che finora latita, in favore però di un cinismo niente male.

FIORENTINA 12 – la pre-season era stata incoraggiante ma da qui a vederli come credibile seconda forza ne passava. Eppure la Viola, ben allenata da Sousa, gioca bene e maschera quelle che sono ancora delle lacune in alcune zone del campo. Difficile però pronosticare di volta in volta la formazione che scenderà in campo. Non c’è una formazione base, tanti doppioni che più o meno si equivalgono. Una risorsa o a lungo andare un limite? Nel frattempo godono i tifosi, un po’ meno chi deve schierare giocatori della Fiorentina al Fantacalcio!

SASSUOLO 11 – Un ruolino di marcia mica da ridere quello dei neroverdi allenati da Di Francesco. Al terzo anno consecutivo in A, gli emiliani sono sempre più sicuri dei loro mezzi, convincenti in campo, spesso sorprendenti e con una qualità media elevata. Stupiscono in particolare le tante soluzioni offensive, il fatto che tutti i numerosi attaccanti in rosa riescano a dare il loro efficace contributo. Non ci inoltriamo in previsioni ma almeno si può evitare di tirare in ballo la quota salvezza?

CHIEVO 10 – La prima rivelazione stagionale è la squadra della Diga veronese, che a dispetto della tanta esperienza ormai accumulata in A fa sempre specie quando inanella risultati simili. Il manico è lo stesso, gran parte della rosa pure, e allora in pratica si sta giocando sulla continuità del convincente finale di stagione scorso. Poi, se Paloschi e Meggiorini sono da Nazionale, Birsa attualmente uno dei fantasisti che più incidono, Castro e Rigoni due autentiche rivelazioni, forse può essere l’anno giusto per puntare a qualcosa di più dell’ennesima permanenza nella massima serie.

TORINO 10 – I granata sono tornati a far sognare i propri tifosi. Al di là dell’enorme tradizione e della gloriosa storia della squadra, il Toro si può accomunare al Chievo in questo inizio di stagione. Non fosse che qui certi interpreti sono cambiati e alla ribalta stanno salendo altri possibili nomi vincenti del calcio italiano, vedi Baselli.

SAMPDORIA 10 – Ottimo avvio di stagione per la squadra ligure che non godeva di grossi favori della critica ai nastri di partenza. Per via di una rosa molto rinnovata e in teoria indebolita negli interpreti e anche per un allenatore da troppo tempo lontano da certe ribalte. Invece la nuova Samp di Zenga, soprattutto tra le mura amiche, sprigiona una forza incredibile, trascinata da un super Eder.

MILAN 9 – Qualcosa ancora da perfezionare per il Diavolo, ma la sensazione è che Mihajlovic abbia trovato la strada giusta. Chiaro, non è la compagine bistrattata delle ultime due stagioni, ma nemmeno una carrozzata. Traguardi prestigiosi al momento sembrano preclusi ma si può tracciare un solido cammino. Ottimo l’impatto di Bacca, così così quello degli strapagati Bertolacci e Romagnoli (quest’ultimo comunque in ascesa), ma in compenso può emergere Calabria e continuare a crescere Balotelli.

LAZIO 9 – Squadra camaleontica, con un rendimento esterno choccante, ma dalle indubbie qualità tecniche. Sarà difficile ripetere il clamoroso torneo scorso, tuttavia gli uomini di Pioli hanno talento ed esperienza per mettere in difficoltà chiunque. nonostante cominci a pesare l’assenza di un grande bomber.

ROMA 8 – Non ci siamo… con una Juventus in evidente ritardo di classifica, i primi a giovarsene sarebbero dovuto essere i giallorossi. Invece la squadra manca del colpo da ko definitivo, di cinismo. Ma forse è questione di tempo… tradotto: che Dzeko si ambienti in fretta e diventi riferimento per il reparto.

PALERMO 7 – Partenza ottima, punti messi in saccoccia ma un trend negativo che pone dei dubbi sull’effettivo valore della rosa, soprattutto negli interpreti difensivi, forse non tutti all’altezza della serie A. In avanti poi, Gilardino non sta facendo il “Toni”, l’attaccante esperto ancora in grado di fare la differenza.

NAPOLI 6 – Qual è il vero Napoli? Fosse quello che ha asfaltato la Lazio, staremmo a parlare di squadra in grado di vincere il campionato ma la realtà è che la squadra deve ancora assimilare i dettami di Sarri. Probabile che trovato un 11 stabile, con alcune scelte forse nella testa del mister già compiute, il Napoli possa ingranare definitivamente.

ATALANTA 5- L’obiettivo reale (e realistico, vista la non eccelsa qualità del gioco finora espresso) è quello della salvezza. I mezzi ci sono, ma qualche variante si dovrebbe trovare nella ricerca del gol, soprattutto con un Denis in fase calante e un Pinilla purtroppo non esente da infortuni. Piacevoli le scoperte del mastino De Roon e del giovane del vivaio Grassi.

JUVENTUS 5 – Nessuno si sarebbe immaginato di trovare una Juventus così poco a fuoco, raramente concreta e fragile in diverse zone del campo. L’alibi della rosa largamente rinnovata è convincente, ma allora come si spiegherebbe di contro la stupenda affermazione in Champions in casa del City? Mancanza di stimoli in campionato e sguardo rivolto ai palcoscenici europei? Può essere, e sarebbe pure legittimo, vista la Finale della scorsa stagione, ma per consolidarsi bisogna arrivare come minimo tra le prime 3… e se l’andazzo è questo, che gli diciamo ad Allegri?

EMPOLI 4 – Considerando che nel momento in cui sto scrivendo, deve ancora recuperare la gara interna con l’Atalanta, direi che l’Empoli sta sorprendendo gli scettici (come me) che credevano che senza la guida Sarri e gente come Valdifiori, Vecino, Rugani e Hysaj avrebbe faticato non poco a salvarsi. Invece Giampaolo ha fatto un po’ come il primo Allegri juventino: non ha stravolto la squadra, impostandola sul suo abituale 4-4-2 e mantenendo l’impianto di gioco precedente, sta esaltando di nuovo un collettivo che, nonostante le perdite di cui sopra, può continuare a stupire, grazie soprattutto a Saponara, un autentico fuoriclasse.

VERONA 3 – Inizio in salita per la squadra veronese, specie sul fronte infortuni (il lanciatissimo Hallfredsson, il riscoperto Rafa Marquez, il recidivo Romulo e non ultimi i totem Toni e Pazzini). Ci sarà da sudare per conquistare una salvezza che comunque pare alla portata.

GENOA 3 – Difficile etichettare il nuovo Genoa, che a tratti ancora ha dimostrato l’impronta di Gasperini (nel modo di aggredire il gioco, di cercare diverse soluzioni offensive…) ma che sembra più fragile e inesperto. Magari col tempo l’inserimento dei nuovi sarà agevolato, e torneranno protagonisti attesi come Perin (peraltro ben sostituito da Lamanna), Pavoletti e l’involuto Perotti. Insomma, c’è moderata fiducia (anche se i dati parlano di peggior inizio di stagione dalla risalita in serie A).

UDINESE 3- Folgorante l’avvio, con quella bella vittoria in casa della Juventus, non corroborato però da un adeguato prosieguo. Da allora solo sconfitte, ben 4, anche se il secondo tempo contro il Milan dell’altro ieri, induce all’ottimismo.

BOLOGNA 3- Sorretto da notevole entusiasmo per il pronto ritorno nella massima serie, ora si deve però fare i conti con una realtà non al passo con le aspettative. La squadra però è intrigante nel suo mix tra giovani (Masina e Ferrari dal vivaio, e poi Diawara, Pulgar, Crisetig, Donsah), vecchi (Brienza, Gastaldello). A fare la differenza però devono essere Mounier (ottimo il suo esordio da titolare) e Destro, ancora desideroso di rilanciarsi.

CARPI 2- Arranca come previsto il Carpi,  che però non ci sta a fare la vittima designata, come testimoniano soprattutto le gare perse contro Inter e Fiorentina e i due pareggi. Promette di ripetersi anche in A la punta Mbakogu e, se così fosse, potrebbe fungere da elemento chiave, più ancora di Borriello, nella complicata corsa alla salvezza.

FROSINONE 1- Un solo punticino, ma importantissimo – conquistato allo Juventus Stadium – per il morale e per rompere il ghiaccio, muovendo finalmente la classifica. La rosa latita tremendamente in qualità.. si dovrà puntare sull’agonismo e sulla voglia di Stellone e i suoi di mettersi in mostra e stupire.

 

Kondogbia al Monaco: sfuma il sogno di rivedere lui e il “gemello” Pogba di nuovo insieme a centrocampo. Ma la Juve rimane la più forte: ecco un primo bilancio dopo la prima giornata di serie A

Da grande appassionato di calcio giovanile, devo ammettere che un po’ ci avevo fatto l’acquolina in bocca: rivedere fianco a fianco in mediana i due assi che hanno trascinato la Francia Under20 al titolo di campione del Mondo di categoria. Ma in fondo qui non si tratta di essere solo dei cultori del calcio giovanile, perchè sia Kondogbia che il ben più noto – dalle nostre parti -Paul Pogba, asso della Juventus di Conte, sono ormai delle realtà solide, e tra le più fulgide del calcio mondiale.

i due assi Kondogbia e Pogba trascinatori della Francia vincitrice dei recenti Mondiali Under 20

i due assi Kondogbia e Pogba trascinatori della Francia vincitrice dei recenti Mondiali Under 20

E invece il francese ormai ex Siviglia, cui a un certo punto la Juventus, forse con ritardo e con la fretta di dover momentaneamente sostituire un intoccabile come Marchisio, attualmente infortunato, non è riuscito a intavolare una trattativa soddisfacente (si parlava di prenderlo in prestito con diritto di riscatto) e a quel punto sono intervenuti i freschi soldi del magnate patron del Monaco, uomo che ha portato Falcao e molti altri ai biancorossi, consentendo alla squadra del Principato di potersi contendere da “anomala” neopromossa lo scettro per campione della Ligue 1 di Ibra e Cavani.

Poco male, li rivedremo presto nella Nazionale francese, dove i due sono destinati a segnare un’epoca; d’altronde è dall’Under 16 che si frequentano, che “rivaleggiano” in talento, seppur diversi tatticamente: di Pogba abbiamo imparato a conoscere tutta la forza fisica, abbinata a una personalità, una tecnica, una duttilità e un eclettismo davvero difficile da miscelare così sapientemente in un solo atleta.  Presentato in principio come possibile erede di Pirlo sta dimostrando che può invero asssumere tutti i ruoli del centrocampo, ed è puro dotato di talento puro e istinto in fase conclusiva.

Kondogbia, classe ’93, è invece più un mediano classico, se vogliamo, un frangiflutti ma dai piedi finissimi, paragonato in patria da molti a un Desailly, ma in realtà più propenso anch’egli, come il “gemello” Pogba (curiosa tra l’altro l’assonanza dei loro nomi!) al gioco di squadra, fatto anche di tecnica e inserimenti, e non solo eccelso sul piano del contenimento dell’avversario.

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Intendiamoci, non che la Juventus – tolto appunto il “contrattempo” legato all’infortunio del nazionale azzurro Marchisio – sia messo male in mediana, anzi, è il reparto che sin da ora le dà più ampie garanzie, tra l’infinito Pirlo, il polivalente Vidal, il fisico Asamoah, il genio Pogba , oltre a Liechsteiner, laterale che copre tutta la fascia come pochi, un ritrovato Isla e un Pepe suila via del recupero, però il “rammarico” di non vedere assieme i due “ragazzotti” francesi un po’ mi è rimasto.

Improbabile fare già un primo bilancio sul campionato appena iniziato, ma è parsa evidente, sin dalle prime competizioni ufficiali, quanto la squadra di Conte appaia avanti alle altre . se non altro perchè il gruppo è bene rodato e a questi si è aggiunto un Tevez che pare già ben integrato, a differenza di Llorente che probabilmente avrà bisogno di sbloccarsi con un gol per scalare una gerarchia che lo vede già in seconda fila dopo un redivivo Vucinic.

In ogni caso vedo bene anche il Napoli, con un Benitez che sta dando con tempistiche assai brevi, una nuova identità tattica alla squadra, sfruttando sul talento puro di nuovi acquisti quali il bomber Higuain o l’esterno offensivo Callejon, sottoutilizzato a Madrid, dove onestamente la concorrenza dalla trequarti in su era, ed è, davvero spietata.

Credo la Fiorentina si riconfermerà, potendo fare da “terzo incomodo”; la Roma su cui nutrivo dei dubbi, a fronte delle numerose eccellenti cessioni, ha comunque rimpiazzato bene l’astro nascente Lamela con l’altrettanto talentuoso Ljaijc sul quale però bisognerà capire se è cresciuto in continuità o se rimarrà uomo da grandi ma isolati exploit.

L’inter può solo migliorare e Mazzarri è il masimo per tirare fuori dai suoi le potenzialità ancora inespresse e rendere al meglio tutti gli atleti a sua disposizione… mi rimangono invece delle perplessità sulla Lazio, incapace di mantenere ritmi alti tutta la stagione, forse per la relativa tecnica dei “panchinari” rispetto ai titolari o forse perchè semplicemente la cosiddetta coperta è effettivamente sin troppo corta. Il Milan, onestamente, mi pare indietro, certo ha riacciuffato con merito la qualificazione in Champions battendo agevolmente i bambini prodigio (che però a San Siro hanno scioperato!) ma penso che alla fine faranno un po’ il percorso come l’anno scorso, una faticosa rincorsa alle prime, ma mai in lizza per gareggiare per il titolo.

Poi, è un po’ più difficile azzardare pronostici, il Livorno mi parrebbe la squadra meno attrezzata – ma con un grande tecnico emergente come Nicola – tuttavia non credo farà la squadra cuscinetto; il Verona ha esordito bene e pare la più rinforzata tra le neopromosse ma già dalla prossima si aspetta un impegno ben probante fuori casa contro la Roma; le due genovesi sono incognite, della serie “vorrei ma non posso”: potenzialità, dirigenza, tifo caldo, bacino d’utenza sono dalla loro parte ma da troppi anni qualcosa non va. Il Catania e l’Udinese, seppur ridimensionate, si candidano come sempre allo scomodo ruolo di out siders, capaci di poter mettere in difficoltà chiunque. Il Cagliari, ormai habituè della serie A è rimasto sostanzialmente lo stesso, mentre Atalanta, Parma e Chievo come sempre partono a fari spenti, salvezza e se viene in anticipo tanto meglio, ma almeno i ducali con un Cassano in canna, e forse all’ultima chance della carriera (ma quante volte lo abbiamo detto!) avrebbero il dovere di provare a puntare all’Europa, posto che poi non interessa a nessuno giocarci. Vedo involuto il Bologna, seppur consideri Bianchi all’altezza di chi lo ha preceduto, almeno in termine di potenziale offensivo, se non di talento puro. Il Torino è partito è partito col piede giustissimo, e con un Cerci già in forma, dopo l’abulica esperienza personale in Confederations Cup, e la squadra, con modulo nuovo e ringiovanita (occhio ai talenti Maksimovic in difesa e ai centrocampisti dai piedi buoni El Kaddouri e Bellomo, entrambi alla prima stagione in serie A, se si escludono gli assaggi che Mazzarri ha concesso al marocchino ex Brescia nello scorso campionato. Molta curiosità nei confronti del Sassuolo che si è mossa bene nel mercato e ha una solida dirigenza e un allenatore in gamba dietro un progetto tecnico preciso che potrebbe seguire le orme del primo storico Chievo di Gigi Delneri.