In serie B il Carpi vola a +12 sulla seconda: mai come quest’anno c’è una squadra che merita fortemente la promozione

Sto leggendo da più parti in questi giorni se la promozione (ormai quasi sancita aritmeticamente) del Carpi in serie A possa rappresentare una svolta nel campionato italiano, in contrapposizione con un “sistema Lotito” che ai piani alti sembrerebbe essere preferito.  Io ovviamente sono per il Carpi, sono per queste “piccole” realtà che rappresentano per me ancora il senso più genuino del calcio. Non è mia intenzione vedere tutto rosa nella splendida cavalcata della squadra modenese, ormai a +12 lunghezze sul diretto rivale, il colosso Bologna. Già accostare una cittadina di provincia con il capoluogo emiliano fa un po’ specie, eppure è da un po’ che da quelle parti il calcio sta facendo assurgere a vette di popolarità e visibilità realtà più piccole. Basti pensare all’altro miracolo recente, quel Sassuolo che da due anni sta ben figurando nella massima serie. I detrattori al solito diranno che le finanze dei neroverdi sono più floride di quelle di tanti blasonati club. Vero, per carità, ma qui come altrove si è prima di tutto iniziato tanti anni fa un percorso vincente, ragionato, organizzato, che ha fatto salire passo per passo tutti i gradini del calcio professionistico. Sassuolo e ora Carpi, là dove invece il capoluogo di provincia Modena è da tempo impelagato in una situazione di classifica cadetta piuttosto modesta. Programmazione che ha consentito ormai da molti anni a costituire il primo miracolo del calcio moderno, quel Chievo che, al pari del Carpi di Castori non sarà (più, ai tempi di Malesani e Delneri lo era eccome!) spettacolare ma assai redditizio, quello sì!

grande festa al terzo gol siglato nel bgi match contro il Bologna da parte di Lollo

grande festa al terzo gol siglato nel bgi match contro il Bologna da parte di Lollo

Sia chiaro, è indubbio che le grandi piazze attirino maggiormente l’interesse del calcio nazionale, basti pensare all’entusiasmo che ha sorretto il Perugia nella prima parte della stagione, cosa che, unita a una rosa di elevata qualità nel gioco dei singoli, mi aveva azzardato a ipotizzarla fra le favorite del torneo, con lo stadio sempre pieno al Curi. Anche a me piacerebbe che certi club vivessero ancora annate da protagonisti, penso a quelli cancellati dai debiti, a quelli che stanno faticosamente risorgendo dalle proprie ceneri, come il Padova o il Mantova, per rimanere a Nord, al Siena, spostandoci al centro, e alla Salernitana, il Foggia, il Messina (ma l’elenco potrebbe continuare) scendendo verso sud. Però il calcio deve essere prima di tutto uno sport meritocratico e anche il più possibile deve attenersi a certe regole burocratiche. Se poi per primi sono gli squadroni metropolitani europei spesso e volentieri a non assecondare certi parametri imposti, beh, quello è solo lo specchio di uno sport che ancora presenta forti lacune e che fa quando gli conviene numerosi sconti ai suoi protagonisti.

Giusto che in un quadro generale di incertezza a imporsi siano quindi modelli sani, quasi sempre legati alla provincia. Magari saranno effimere ma un pezzettino di storia del calcio lo andranno a comporre. Tralasciando il Chievo, ormai dal 2001 in pianta stabile (con l’eccezione di una retrocessione, immediatamente compensata l’anno successivo) in serie A, furono a mio avviso significative anche le esperienze del Piacenza (un’altra delle squadre che ora si ritrovano un po’ ai margini, addirittura con un secondo club cittadino nel frattempo arrivato meritatamente in Lega Pro, laddove la rinata società storica versa ancora in serie D), del Novara, serissimo candidato a tornare in cadetteria, Bassano e Alessandria permettendo, del Cesena che, tra alti e bassi, splendide annate in A sin dagli anni ’80, e precipitose discese in terza serie, è anch’essa una bellissima realtà del nostro calcio tricolore. Il Carpi si muove nel novero di queste squadre, cui aggiungerei l’Albinoleffe, caduto un po’ in disgrazia nell’immaginario collettivo a seguito di alcune note vicende legate al calcioscommesse.

il cannoniere Mbakogu, classe 93, pronto ad esplodere in serie A

il cannoniere Mbakogu, classe 93, pronto ad esplodere in serie A

Gli emiliani di Castori, tecnico che in ogni categoria ha fatto ben parlare di sè, e che personalmente associo a una splendida stagione alla guida del Cesena (dove con gli uomini giusti a disposizione aveva proposto un calcio iper offensivo, alla faccia di chi sostiene sia uno che pensi per primo a non prenderle), non faranno la gioia degli esteti ma stanno di fatto dominando, con assoluta sicurezza, con rarissime cadute di tono, senza aver mai perso la bussola del proprio torneo, nemmeno quando sul più bello hanno dovuto giocoforza rinunciare a uno dei propri giocatori simbolo, quel Concas fermato dopo un controllo antidoping. Neanche quando si era infortunato il top della squadra, il cannoniere d’ebano Jerry Mbakogu, da tempo segnalato dal sottoscritto come uno dei migliori prospetti del calcio italiano, da quando giovanissimo vestiva con successo la maglia degli Allievi del Padova, prima di completare l’iter delle giovanili nel Palermo, con cui da protagonista andrà a vincere uno storico scudetto di categoria. E’ vero, non lo nego, le partite del Carpi sembrano quelle che si giocano a scacchi, ma spesso ti tramortisce con due semplici mosse. E’ successo in maniera praticamente identica nelle due gare chiave della stagione, quelle che hanno confermato – ce ne fosse stato ancora bisogno – quanto la corsa alla promozione diretta sia come minimo giustificata. Alludo alle vittoriose gare contro le principali avversarie di questo scorcio di stagione, Vicenza e Bologna. Il redivivo Vicenza, ripescato a inizio campionato e sistemato alla bisogna, nel corso del campionato ha ritrovato, grazie alla sapientissima mano di un rilanciato Pasquale Marino, compattezza, qualità e soprattutto ha puntellato la rosa strada facendo, fino a presentare un roster di tutto rispetto. In ogni caso mai mi sarei aspettato di trovarmi la squadra in grado di fare un filotto di risultati utili così lungo, al punto di scavalcare quasi tutte le pretendenti ai playoff, che si chiamassero Livorno, Avellino o Frosinone. Se dovessi indicare a uno spettatore occasionale della serie B un campo dove fosse assicurato assistere al bel calcio, allora non esiterei nel nominare il “Menti”. Il Lanerossi Vicenza infatti, imperniando il proprio gioco nei piedi del miglior regista della B, Di Gennaro, uno che di occasioni per imporsi nella massima serie ne ha avute molte, è sempre propositivo e alla ricerca della vittoria, che spesso è giunta grazie ai gol dell’attaccante sardo Cocco, che da anni non era così prolifico ed efficace. Eppure, pur giocando al solito molto bene, contro il muro del Carpi non c’è stato niente da fare, e gli emiliani in modo quasi irrisorio hanno mandato al tappeto in pochi minuti ben due volte i rivali con la rivelazione Kevin Lasagna, uno che la gavetta l’ha consumata, assoluto mattatore. Stessa cosa nel big match contro il Bologna. In quel caso risultato ancora più sorprendente, un 3 a 0 netto che non lascia scampo ai detrattori, con protagonisti affidabili “operai del pallone” come Pasciuti, Di Gaudio e Lollo, che mai come quest’anno si stanno esibendo con un rendimento costante sopra la media.

L'allenatore Castori, vero artefice del miracolo Carpi: sarà lui il nuovo Sarri?

L’allenatore Castori, vero artefice del miracolo Carpi: sarà lui il nuovo Sarri?

E allora, in un quadro tecnico davvero rivolto verso il basso, dove di bel calcio se ne vede ben poco, di spettacolo puro ancora meno, di talenti cristallini già pronti per salire di gradino pochissimi, di giocate d’alta scuola da far spellare le mani praticamente mai, ben venga che una squadra come il Carpi sia meritatamente a un passo da una storica promozione in serie A.  Una squadra organizzata in ogni reparto, armoniosa, ben guidata in campo e ottimamente orchestrata da gente come Lollo, Porcari – già protagonista della memorabile cavalcata del Novara – l’ex juventino Bianco, gli esperti Pasciuti e Romagnoli, e rappresentata da autentici campioncini in sboccio come il portiere di proprietà del Milan Gabriel, il difensore Struna o il piccolo Drogba Mbakogu, che magari seguendo l’esempio di un altro club illuminato come l’Empoli (che però fa più leva sul proprio fortissimo vivaio per mantenersi), potrà mantenere questo spirito vincente anche il prossimo anno.

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Serie B: volano le neopromosse Avellino, Latina, Trapani e Carpi

Da appassionato della Lega Pro, l’anno scorso fui tra gli sbigottiti nel vedere sfumare la promozione della corazzata Lecce in favore di una piccola realtà di provincia come il Carpi, emanazione di un calcio, quello modenese, che solo poche settimane prima, aveva brindato a un’altra promozione storica, ancora più prestigiosa, quella del Sassuolo in serie A. Lecce che, partito a razzo, si era poi smarrito clamorosamente,  e quando nelle categorie inferiori, partendo da strafavorita, cominci a perdere la bussola, ecco che inevitabilmente il nome, il blasone e la storia finiscono col contare relativamente.

Si profilava quest’anno in B un roster di neopromosse particolare, con un ritrovato Avellino, la squadra con più esperienza di cadetteria e ben tre matricole assolute ai nastri di partenza: Latina, Trapani e, appunto, Carpi. Tradotto, tre incognite, anche se il recente caso del Lanciano, matricola l’anno prima e messosi in salvo al primo colpo in cadetteria lasciava ben sperare per le quattro compagni in questione, in quello che da sempre è considerato il torneo più imprevedibile e lungo del calcio italiano.

Pur con qualche inevitabile difficoltà, che ha portato ad esempio nel caso del Latina al precoce esonero del tecnico Auteri in favore di un lanciatissimo Breda, le quattro squadre si stanno dimostrando più che all’altezza, scambiandosi nell’immaginario degli sportivi, il ruolo di mina vagante, di outsider. Ruolo che, con l’allargamento della quota playoff, o meglio, la possibilità in base ai punteggi e alle relative distanze tra le posizioni in classifica, di accedere al treno giusto per la promozione, anche arrivando ottavi, potrebbe davvero essere appannaggio di una di loro, se non di più di una, visto l’attuale roulino di marcia.

L’Avellino, quella più blasonata, con molti tornei di A alle spalle, è a ridosso delle corazzate Empoli e Palermo, le vere favorite per la promozione diretta e della sorpresissima Lanciano. Squadra solida, concreta, forse poco spettacolare, quella allenata dal rampante Rastelli, ma capace di mettere in difficoltà chiunque, di impelagare nella sua tela tutte le squadre finora affrontate.

bomber Galabinov

bomber Galabinov

Galabinov e l’esperto Castaldo sono i terminali offensivi, nel contesto di una squadra solida e compatta, dove si stanno mettendo in luce, tra gli altri, il centrale difensivo Izzo e il mediano Arini, entrambi di scuola napoletana, che dopo anni di onorata gavetta, pur essendo ancora molto giovani, stanno dimostrando con i fatti di valere la cadetteria. Il fiore all’occhiello, già ammirato in Lega Pro e destinato a progredire ancora esponenzialmente è pero il terzino fluidificante Zappacosta, già perno della nuova Under 21 di Di Biagio. Corsa, personalità, grinta e buon piede le sue caratteristiche peculiari, ne sentiremo parlare presto ad alti livelli.

Al Trapani avevo già dedicato un post due stagioni fa, (https://giannivillegas.wordpress.com/2012/03/21/non-solo-barcellona-e-calcio-spettacolo-anche-quello-di-borussia-dortmund-swansea-e-trapani/ ) all’epoca della prima scintillante – e sfortunata, visto l’epilogo infausto, con sconfitta in extremis nella finale playoff, dopo aver condotto il girone da capolista per quasi tutta la stagione.

l'attaccante del Trapani Mancosu, uno dei migliori dell'intera cadetteria

l’attaccante del Trapani Mancosu, uno dei migliori dell’intera cadetteria

L’anno successivo però, con una forza e una determinazione encomiabile, i siciliani, guidati da Boscaglia, seppero reagire alla tremenda delusione, ripercorrendo le stesse tappe della precedente stagione, cambiando però in positivo l’epilogo, sospinti da un gioco favoloso e dai gol di un sorprendente Mancosu, giunto alla ribalta troppo tardi, dopo un lungo peregrinare nei campi infuocati del sud, a suon di gol. Il Trapani, a conti fatti, ha mantenuto l’ossatura delle ultime 3 stagioni vincenti, inserendo alcuni mirati elementi di categoria- come Iunco, o Terlizzi –  e buoni giocatori incontrati come avversari in questo biennio di Lega Pro, come il fantasista ex cremonese Nizzetto, che da tempo attendeva una chance dai piani superiori. Inserimenti che tuttavia non sono andati a minare l’equilibrio di una rosa dove gli interpreti si conoscono e giocano a memoria, e dove Mancosu si sta addirittura confermando bomber di razza e alla pari, come realizzazioni a cannonieri navigati come Tavano.  La squadra di Boscaglia anche in B non ha smarrito le sue qualità: manca di esperienza, talvolta ha pareggiato gare in cui aveva dominato ma ora il trend è tornato positivo e ci si aspetta un’ulteriore crescita.

il brasiliano Jonathas del Latina: coi suoi gol sta trascinando la squadra ai piani della classifica

il brasiliano Jonathas del Latina: coi suoi gol sta trascinando la squadra ai piani della classifica

Latina e Carpi francamente sono quelle che maggiormente mi hanno sorpreso, pur riaffermando quanto in B i valori siano davvero difficili da intravedere con certezza. Entrambe partite col freno a mano tirato, una volta partite, non si stanno più fermando. Emblematico il caso del Latina, che dopo l’avvicendamento in panchina tra Auteri e Breda – quest’ultimo reduce da una tristissima stagione al Vicenza, culminata con un’ignobile retrocessione – capace di stravincere addirittura contro il Palermo alla Favorita e di issarsi sempre più nei piani alti della classifica. Giocano benissimo i neroazzurri, sospinti dai gol stranieri di Jefferson e Jonathas, che dopo aver assaggiato la serie A si stanno rimettendo seriamente in gioco, a suon di gol, specie il bisonte ex Brescia e Torino.

Mbakogu del Carpi, attaccante da serie A

Mbakogu del Carpi, attaccante da serie A

E che dire del Carpi? Per molti critici, indicata come la squadra materasso del torneo, sta invece mostrando una forza e una maturità incredibile, una personalità – anche da parte di giocatori poco accreditati tecnicamente – fuori dal comune, in gente come Memushaj, Lollo, Concas, i giovani Letizia e Liviero, sorretti da gente di categoria già vincente come l’ex novarese Porcari o l’esperto difensore Pesoli. Su tutti, da qualche settimana è rientrato nei ranghi l’attaccante Mbakogu, uno con i mezzi da big. Ancora giovanissimo, classe ’92, ha tutte le carte in regola per sfondare ad alti livelli e confermare anche da professionista tutte le meraviglie mostrate da giovane, quando si era meritato l’epiteto di “piccolo Drogba”. Carpi allenato dal quarantaduenne Stefano Vecchi, per alcuni un azzardo alla vigilia, ma che dopo l’ottima stagione alla guida del Sud Tirol, si sta imponendo anche in B come uno degli allenatori più promettenti dell’intero panorama calcistico italiano.