I primi frutti di tanto lavoro: dopo il convegno a Firenze sulla musica indipendente, domenica 4 presenterò al MEI di Faenza il mio quarto libro “Rock’n Words”

Mi rendo conto che è da un bel po’ di tempo che non scrivo di “cose personali” in questo blog, utilizzandolo (tra l’altro con una frequenza molto ridotta rispetto agli anni precedenti) tutt’al più per condividere alcuni miei articoli che pubblico on line su vari siti o eventi ai quali ho partecipato. Non è stata una scelta “a tavolino” la mia: semplicemente il tempo da potervi dedicare si era come compresso nell’ultimo periodo. Il lavoro in struttura mi impegna molto, e anche le altre attività extra che nel tempo si sono – come dire – moltiplicate. Si scrive di più, insomma,anzichè no, ma lo si fa in altre circostanze, per riviste, siti, o cercando il più possibile di procedere con la realizzazione di manoscritti, i quali poi si spera potranno diventare veri e propri libri.

Nel 2015 ho in pratica raccolto un po’ i frutti, o forse sto iniziando a farlo ora, di quanto seminato nel biennio precedente. A livello letterario, quindi, sono molto impegnato con le mie due ultime, ravvicinate (oltre che correlate) pubblicazioni, entrambe di saggistica musicale: “Revolution 90” e “Rock ‘n Words”, usciti come i miei due precedenti “Verrà il tempo per noi” (romanzo di narrativa) e “Pinguini di carta” (raccolta di testi) per “Nulla die Edizioni” di Massimiliano e Salvatore Giordano. rispettivamente nel 2014 e a giugno 2015.

Ho terminato da un po’ anche un saggio sulla mia “vera” materia, il calcio, una raccolta di ritratti di atleti di questo sport (di varie epoche e nazionalità) che, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a mantenere le grosse aspettative che c’erano su di loro.  Ho preso spunto per questo mio nuovo lavoro da una fortunata rubrica che tenni per qualche tempo sul “Guerin Sportivo”, testata per cui collaboro, chiamata “Stelle Comete”.

Quindi, ho rimesso mano alle schede e alle minibiografie già pubblicate, eventualmente riattualizzandole, integrando il tutto con molte altre storie, cercando così di dare un quadro più esaustivo e ricco dell’argomento preso in esame. Penso di aver scritto un buon lavoro, senz’altro ricercato e di un qualche interesse almeno per gli appassionati sportivi… pertanto, la mia “attesa scrittevole” è riposta qui al momento.

Ho in cantiere poi due progetti diversi: riprendere in mano un soggetto per un nuovo romanzo (ammetto che avrei voglia di cimentarmi con una nuova storia di narrativa, sperando di mettere a frutto quel po’ di esperienza maturata nel frattempo in questi anni, e data inoltre da moltissime letture) e dedicarmi a una nuova opera di saggistica, in questo caso però legata all’attualità.

Proprio per questo mi sa che dovrei riordinare le priorità e mettermi al lavoro per raccogliere materiale in tal senso, perchè sarebbe il momento giusto: scrivere di questi artisti – che per mantenere un po’ di suspence non nominerò –  oltretutto considerando che sono persone che stimo molto e che ho avuto modo di conoscere benissimo negli anni; quindi di informazioni anche “esclusive” o comunque inedite ne avrei, proprio per conoscenza diretta. Vedremo! Il problema è il solito, il tempo! Però, solitamente quando mi ci metto, poi divento molto “vorace” di parole, e lo scrivere fluisce quasi da sè. Con 4 libri pubblicati in 4 anni e uno già terminato credo di essere stato sin troppo prolifico in fondo 🙂

Poi si fa ogni cosa con passione, si scrive perchè si ha un bisogno, un’esigenza, un’urgenza, che poi genera irrimediabilmente altra urgenza, cioè quella di comunicare ciò che hai scritto. Nel mio caso non è più una questione “narcisistica” (e se lo è stata in parte, lo è stata solo inevitabilmente all’inizio, quando è innegabile faccia un certo effetto vedere il proprio nome e cognome stampato su una copertina e il proprio lavoro in uno scaffale di una libreria), anzi, forse in questo senso non me la sono mai “goduta” fino in fondo, e quando raggiungo un risultato che mi ero prefissato, mi vien naturale pensare al prossimo step. E’ una questione caratteriale, non è che sono uno scontento cronico… sono sicuramente soddisfatto di quanto fatto finora ma sono una persona che ambisce sempre a qualcos’altro, che cerca di arrivare altrove, dove ancora non è arrivato.

Più che le vendite che, se paragonate ai bestsellers sono veramente risibili, ma in fondo lo sono ugualmente, se si considera che per arrivare a camparci bisogna proprio fare il botto o mille altre attività collaterali, a inorgoglirmi e a incitarmi a proseguire sono le occasioni di incontro con persone che ti stimano per quello che scrivi, o ancora meglio, per quello che sei. Nel mio caso mi fa molto piacere quando mi dicono che il mio stile è riconoscibile, non lo vedo assolutamente come un limite, e se ci penso è strano perchè avendo scritto un romanzo, una silloge, un saggio romanzato e un saggio con interviste e approfondimenti – quindi opere profondamente differenti –  è un fatto direi inusuale. Anche nella vita però sono così, non riesco a fare una cosa sola, perchè io per primo sono “tante cose”, abbastanza mutevole o forse più semplicemente “un curioso” per natura. Ciò mi incita a continuare, a voler sempre progredire, conoscere, sapere, per provare a migliorarsi.

Dicevo delle occasioni di incontri…  proprio lo scorso weekend, accompagnato dalla mia splendida moglie Mary (che mi asseconda seguendo la mia inclinazione, a volte faticando a starmi dietro, con tutto ciò che mi frulla per la testa e relativi progetti), sono stato a Firenze, nella splendida cornice di Villa Strozzi. L’occasione era ghiotta, una “due giorni” interamente dedicata alla musica e alla cultura indipendente della scena toscana, e fiorentina in particolare. Ero inserito in cartellone per presentare il mio “Rock ‘n Words” nel quale ho intervistato tantissimi esponenti della scena rock italiana tout court. Ho avuto modo di conoscere persone davvero influenti della musica italiana recente, membri storici di band come Litfiba, C.S.I., produttori, manager, editori, giornalisti, soprattutto tanti appassionati della musica che amo. E’ stato bellissimo stare in mezzo a loro, e poter intervenire a mia volta al convegno per presentare la mia opera. Tra le varie persone mi ha fatto immenso piacere conoscere finalmente di persona Giordano Sangiorgi, patron del MEI, bellissima manifestazione ventennale che si tiene a Faenza sul mondo della musica indipendente italiana (che ho intervistato fra gli altri proprio nel mio libro, e che in pratica mi ha messo in contatto con quelli dell’organizzazione qui a Firenze) e Bruno Casini, il primo storico manager dei Litfiba, i migliori, quelli della storica prima formazione. Bruno è stato il promotore della manifestazione fiorentina e si è mostrato una persona affabilissima, disponibile, con l’entusiasmo di un ragazzino, nonostante sia da decenni che opera in questo mondo.

E domenica 4 ottobre, quindi fra 3 giorni, avrò modo di presentare il mio libro proprio al MEI di Faenza, e per me sarà un’emozione davvero particolare. Al MEI ci sono stato in molte occasioni, era per me un po’ come andare al luna park, con tutta quella musica live, quei dischi spesso introvabili (delle etichette indipendenti, la cui rassegna è in pratica interamente dedicata), quei libri, le biografie, i saggi, i gadget, le bancarelle, i convegni, i molteplici incontri, le scoperte!

E’ vero che quest’anno avevo in mano la carta giusta e così ho provato a giocarmela dal momento in cui avevo, come detto, intervistato anche il patron Sangiorgi. Poi nel libro avevo fatto intervenire anche Federico Guglielmi, uno dei massimi critici di musica rock in Italia, lo stesso che poi,con mia grandissima soddisfazione, mi aveva coinvolto come giurato per l’assegnazione del PIMI 2015, targa speciale che va consegnata nei giorni del MEI (1-4 ottobre quest’anno) al miglior disco indipendente italiano dell’anno. Insomma, c’erano i presupposti per essere inserito nel programmone degli eventi, e così è andata. E se comunque il grande Guglielmi, impegnatissimo in simultanea con altri incontri, mi ha detto che gradirebbe intervenire sul palco per dire due parole, nel momento in cui mi è stato chiesto di indicare un nome di giornalista come possibile mio interlocutore, non c’ho pensato un attimo!

Ho subito fatto il nome di Riccardo Cavrioli, uno dei miei migliori amici, con cui in 20 anni ho condiviso un numero ormai non più quantificabile di eventi, concerti, momenti da ricordare. Una persona che non solo è di diritto tra quelle che contano nella mia vita – è stato anche fra i miei testimoni di nozze 🙂 – , ma anche un grandissimo esperto di musica, con una competenza incredibile. In pratica iniziammo insieme, in una radio locale, ma un po’ di strada evidentemente l’abbiamo fatta da allora, senza perdere di vista la nostra realtà quotidiana, senza voli pindarici, ma sempre procedendo a piccoli passi.

E quindi mi emoziona sapere che, proprio noi che per tanti anni ci ritrovavamo a girare come trottole impazzite tra i padiglioni e i gli spazi del MEI ad assistere a premiazioni, presentazioni ecc, ora saremo “dall’altra parte”: lui come giornalista a intervistare me come autore! Anche per questo, comunque vada, so già che per me “sarà un successo”, e un momento che rimarrà impresso… uno di quei motivi per cui dico che vale ancora la pena scrivere e raccontare.

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Tanti progetti stanno vedendo la luce. E’ un periodo per me di grande positività e produttività

Mi rendo conto che è da un po’ che non uso questo blog a mo’ di diario. A pensarci bene forse non l’ho mai utilizzato davvero così, eccezion fatta per quando mi sono ritrovato in pessime condizioni di salute e allora diveniva quasi una valvola di sfogo condividere le paure ma soprattutto le mie speranze con i lettori.

Ultimamente però il tempo si era ridotto anche solo per aggiornarlo come si deve e, se da una parte mi fa piacere che le visualizzazioni si attestino comunque sulle mie medie, non subendo bruschi ridimensionamenti nei periodi di mia prolungata assenza, dall’altra avrei voglia di riprendere questo strumento e postare con cadenza più frequente.

Il fatto, ne parlavo proprio ieri con un mio amico, è che in questo periodo di ritrovata salute (tocco ferro ma ormai è da un anno che, con le cure giuste, non ho più avuto problemi) oltre ad aver ripreso sempre a miglior ritmo il mio lavoro principale, quello di educatore in una struttura per disabili, ho ripreso a scrivere molto e fare altro, ampliando così il numero delle mie collaborazioni.

E tra poco le cose aumenteranno ancora, per questo ho voluto fare un sunto e scriverne qui, per mettere un po’ d’ordine, promettendomi però di non abbandonare questo spazio, che in fin dei conti è mio e solo mio. Qui in teoria non devo render conto a nessuno, se non ai miei lettori, per i quali nutrirò sempre rispetto, visto che probabilmente qualcosa da me giustamente si aspettano!

Parto dal lavoro, che ormai da tanti anni svolgo, pur avendo cambiato diversi ambiti, nel settore socio-sanitario e didattico, da quando mi sono laureato nel lontano (ahimè) 2002! Ho quasi 38 anni e, nonostante gli inevitabili momenti di stanca, perchè è indubbio che lavorare sempre a stretto contatto con realtà “difficili” se da una parte ti gratifica e ti rinforza, dall’altra anche un po’ ti toglie in termini di energia, finendo per logorarti.

Dicevo, a parte la stanchezza fisiologica che può far capolino a periodi,  mi rendo conto di avere tantissime motivazioni! Amo il mio lavoro, non potrei farne a meno e cerco sempre di metterci il massimo. Lo so, è importante trovare nuovi stimoli, non fossilizzarsi, in primis proprio per senso etico nei confronti di chi dobbiamo assistere, ma anche per noi stessi, per non perdere di vista il senso del nostro operare, per non spegnersi.

Da parte mia, con tutti i difetti (e ne ho molti!) che posso avere, di certo posso affermare che sono sempre sorretto da tanto sano, genuino entusiasmo, lo stesso che mi ha aiutato notevolmente anche nei periodi di grossa difficoltà, quando sono stato a lungo in ospedale.

Riguardo alla scrittura, beh, anche lì ciò che mi muove è principalmente la passione!

Inutile negarlo: se dovesse progredire al punto di doverle giocoforza dedicarle più tempo a scapito di altro, vorrò dire che avrò preso una piega magari voluta ma certo inaspettata.

Non lo dico per falsa modestia, ma voglio essere realista. Scrivere prima di tutto mi piace, mi fa stare bene e finchè non avrò il cosiddetto “blocco dello scrittore” credo andrò avanti a buttare su carta (immagine ormai metaforica!) le mie storie.

Già, le storie! Mi piacerebbe di fatto tornare a scriverne una, ad ampio respiro, come piace a me. come era successo quando ebbi l’intuizione, tanti anni fa, di provare ad allargare l’idea che mi balenava in mente e che ruotava attorno a un gruppo di adolescenti di provincia che sognavano in grande per il loro futuro, sorretti dall’amore per la musica.

Quel sogno è diventato per me “Verrà il tempo per noi”, il mio primo romanzo, che a 4 anni dall’uscita avrò modo e occasione di presentare nuovamente in pubblico grazie all’interesse e alla disponibilità di un’Associazione Culturale lombarda, guidata da Ivano Mingotti. Grazie davvero, ci vediamo ad Arese l’8 Aprile, ormai ci siamo!

Quello per ora è rimasto un episodio isolato della mia esperienza da autore, perchè nonostante avessi quasi subito un altro soggetto di narrativa da sviluppare, un tema portante dal quale partire, un po’ gli eventi mi hanno portato altrove. Già il successivo “Pinguini di carta” era un progetto anomalo, una raccolta di miei testi poi trasformati in un reading teatrale/musicale che ho avuto modo di portare in scena con mia grande soddisfazione.

Subentrata poi la malattia, e superata, mI rendo conto che questa ha finito inconsapevolmente per “condizionare” le mie scelte future, perchè riflettendo su molte cose, ha dato il via ai miei successivi due libri.

Ho sempre amato la musica, fin da piccolo, e poi ho avuto modo di iniziare a lavorare in una radio locale all’università con il mio migliore amico Riccardo, lui sì un espertissimo delle sette note. La faccio breve ma di strada ne abbiamo fatta e ho voluto condensare (anche) quell’esperienza esaltante, di crescita umana e professionale, di formazione e di vita, in “Revolution 90”, un saggio musicale “sui generis”, più che altro si tratta di un viaggio a ritroso negli anni belli e spensierati, pieni di dubbi  e di slanci emotivi, dell’adolescenza.

I riscontri che il libro, uscito come i precedenti per “Nulla die” edizioni, sta ottenendo mi stanno un po’ spiazzando, lo ammetto! Non si parla di grossi numeri, che comunque allo stato attuale non conosco, ma del feedback di tanti appassionati  che un po’ si sono riconosciuti nelle descrizioni di un’epoca segnata da certi dischi e certe canzoni, e che hanno finito così per condividere le mie emozioni. Stanno uscendo anche diverse recensioni e segnalazioni, anche da parte di riviste nazionali di un certo “peso”, le stesse che da lettore consumavo, sfogliavo avidamente alla ricerca di qualche nome nuovo, di qualche disco da ascoltare.

La cosa che più mi fa piacere è che i vari recensori abbiano per lo più compreso il significato del mio lavoro, ciò che volevo comunicare, al di là dei giudizi sulle schede degli album che possono essere condivisibili oppure no, perchè quando compi una scelta come la mia, di inserire 101 dischi significativi di un decennio,rischi sempre di scontentare qualcuno. Ma in linea di massima appunto le critiche finora sono per lo più positive e di questo ringrazio ovviamente coloro che mi hanno dato fiducia.

Grazie ai lettori soprattutto! Tra poco con grande piacere annuncerò l’uscita del suo volume gemello:“Rock ‘n Words”, in cui ho proseguito il mio lavoro di recupero di un’epoca mitica, che io ho avuto l’opportunità di vivere in prima persona, sia come ascoltatore che, nel mio piccolo, come addetto ai lavori. Ho intervistato veramente tanti esponenti della miglior musica (rock e dintorni) italiana: non solo artisti e musicisti, ma anche autorevoli giornalisti, discografici, addetti come organizzatori di eventi, produttori e fotografi.

Non vedo l’ora che sia in libreria! Poi ho terminato un progetto che mi auguro avrà anch’esso uno sbocco editoriale, molto ambizioso. Ho tenuto per un po’ di tempo per il sito del Guerin Sportivo (storica rivista con la quale, con mia grande soddisfazione, collaboro da quasi 5 anni) una rubrica chiamata “Stelle Comete” in cui tratteggiavo ritratti di giocatori che per i motivi più svariati hanno brillato solo per poco tempo, non mantenendo appieno le promesse. Sollecitato da alcuni lettori che mi chiedevano se mai ci sarebbe stato un seguito, ho pensato bene alcuni mesi fa di “andare oltre”, integrando quelle schede, nel frattempo aggiornate, con dei testi inediti. Così facendo ne è uscito un quadro molto composito, visto che ho provato a spaziare tra le varie epoche storiche, mettendoci tutta la mia passione e anche la mia competenza.

Da diversi mesi, rimanendo in campi calcistici, ho avviato anche una rubrica con il mensile “Il Nuovo Calcio”, dove ripercorro in ogni numero la storia delle squadre che hanno rivoluzionato questo sport, spesso segnando un’epoca. Sono argomenti che adoro, che sento nelle mie corde e ringrazio davvero il direttore Ferretto per la fiducia e l’opportunità di cimentarmi da giornalista con un tema così vasto e importante.

E poi, ultimo ma non in ordine di importanza, da qualche settimana ho iniziato una collaborazione con il sito musicale di Troublezine. Da anni ci scrive (ma non solo, fa molto di più) il già citato amico Riccardo, il quale ha pensato bene un giorno di coinvolgermi in questa bella avventura. Sapeva che il mio tempo è un po’ limitato per i miei molti impegni ma il cuore mi ha spinto ad accettare al volo! Ricky non solo è un amico, è una persona speciale a cui voglio bene, con cui ho condiviso una fetta importante della mia vita e, senza esagerare, alcuni dei momenti più belli. Mi è sempre stato vicino, anche nel giorno più importante, quando mi sono sposato con la mia stupenda Mary e lui era uno dei miei testimoni di nozze! Aver l’opportunità di scrivere assieme, di collaborare al suo progetto, di parlare della musica che più amo mi ha convinto a impegnarmi anche su questo fronte. E finora ci stiamo proprio divertendo! E poi Riccardo ho voluto anche coinvolgerlo in “Revolution 90”, dove oltre a comparire in vari “amarcord”, quelle sezioni personali in cui raccontavo degli aneddoti legati ad alcuni particolari dischi, gli ho affidato pure la prefazione. Il risultato, come immaginavo, è stato molto apprezzato!

E per non farci mancare niente, tra un mese circa tornerò anche al mio primo amore, quello per la radio, visto che riprenderò i programmi a Yastaradio, grazie al mitico amico Dalse! Continuerò con la mia trasmissione “Out of Time”, dove ho piena libertà di azione ma ho in mente anche altre idee, magari di realizzare un programma a tema, vedremo!

La radio mi dà modo di esprimermi attraverso la musica che sento più mia, ma mi piace mantenere lo spirito delle “radio libere”, parlando con l’interlocutore, affrontando talvolta argomenti extramusicali, senza pretese nozionistiche ma giusto per condividere qualcosa  che reputo importante. Anche fosse “semplicemente” musica, mi piace condire i pezzi con informazioni curiose, divertenti o anche solo ripassandone la storia, l’origine.

E’ in cantiere (ma è un’idea piuttosto concreta, conoscendo la natura operativa del fondatore) il progetto da parte di una persona che conosco da relativamente poco ma che già mi ha contagiato col suo spirito, di aprire una nuova webradio. Sapendo della mia esperienza in questo campo, mi ha chiesto un “aiuto”. Ovviamente sono stato molto sincero con lui, dicendogli che, se a livello tecnico mi reputo “un cane”, parlo proprio di mixer, software ecc, come spaker, autore o organizzatore invece avrei potuto dare una mano. Quindi, prepariamoci per una nuova avventura!

A volte mi dicono che dovrei fermarmi, specie alla luce dei due anni trascorsi tra problemi di salute e quant’altro, ma è anche vero che proprio in quei momenti difficili, oltre all’innegabile, incommensurabile, amore della mia famiglia e di quella magnifica ragazza che sarebbe diventata mia moglie, è stata proprio la mia compulsività, la mia voglia di continuare a scrivere, di sentirmi in sostanza vivo ad aiutarmi a uscire da quella situazione e a riprendermi con tutta la forza possibile!

Quindi vedrò di condensare tutte queste cose belle e di cercare il giusto equilibrio per stare bene e vivere in serenità, facendo le attività che più mi piacciono. Lo devo a tante persone che mi seguono e mi vogliono bene, ma lo devo soprattutto a me stesso.

Un abbraccio forte! A prestissimo!

Gianni

Sabato 8 Novembre presentazione del mio ultimo libro “Revolution ’90” alla Feltrinelli di Verona

Sabato 8 novembre finalmente presenterò per la prima volta il mio ultimo lavoro letterario: “Revolution ’90” (edito da Nulla die), un saggio sulla musica e la società italiana degli anni ’90. Anche nelle mie precedenti uscite avevo sempre scritto con la musica al centro di tutto. In “Verrà il tempo per noi”, è  proprio la passione per le sette note e tutte le emozioni che queste possono riservarci, a guidare le gesta, le scelte e la vita stessa dei miei giovani protagonisti. La musica vista come possibilità, come miraggio, come obiettivo, come valore. In “Pinguini di carta” erano tutti testi miei, poesie alcuni li hanno definite, ma io per primo ho sempre ridimensionato il tutto, anche se in quelle parole ci credo fermamente, mi rispecchiano al 100% e il progetto poi ho voluto declinarlo ulteriormente, coinvolgendo degli amici ma soprattutto persone a vario titolo accomunate dalla forte tensione verso le forme artistiche. Così, assieme al pianista e maestro di musica Martino Fedini, all’attrice e performer Cristiana Dalla Fina e al grandissimo attore e regista dialettale veneto Terenzio Mirandola, è nato un reading teatrale musicale, interamente da me scritto ma interpretato sul palco assieme a loro, in una bella commistione di generi. Una cosa fatta e vissuta in maniera molto artigianale, anche ingenua, se vogliamo, dove mi sono messo alla prova, mi sono buttato. Poi in un momento particolare della mia vita, alle prese con una lunga malattia e il conseguente ricovero ospedaliero durato mesi e mesi, girando per gli ospedali di Verona e provincia, è nata l’idea di un’opera interamente legata agli aspetti musicali. Da tempo covavo l’idea di scrivere una sorta di saggio sulla musica rock italiana del decennio dei ’90, un’epoca che ho interamente attraversato nella mia fase cruciale, che dall’adolescenza mi ha portato alla vita adulta, dal Liceo all’Università. Un periodo in cui, partendo molto dal basso e per la pura gioia di farlo, ho pure conosciuto meglio quella fetta di mondo, con le prime esperienze radiofoniche e le tante serate al seguito di gruppi più o meno noti, con i quali avrei poi  in alcuni casi avuto occasione di fraternizzare, anche grazie all’importante e decisiva mediazione di Riccardo Cavrioli, già mio fraterno amico tra i banchi universitari ma in special modo persona con cui ho potuto finalmente sviluppare le mie istanze più profonde legate a un certo modo unico di vivere la musica, le canzoni.

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Poi però sul letto d’ospedale qualcosa è cambiato, e la narrazione convulsa, l’analisi dettagliata di tanti dischi – anche dimenticati e quindi riesumati nella mia memoria – si sono fatte raggiungere e poi sopraffare da qualcos’altro di più profondo, di più personale, qualcosa legato alla sfera cosiddetta “affettiva”. Nei momenti difficili mi è venuto di ulteriore conforto, oltre a quello ineguagliabile dettato dall’amore dei miei cari, il ricordo di certe atmosfere, vicende legate a quegli anni, quei dischi, quelle canzoni, quelle facce. Così “Revolution ’90”, che in un primo momento doveva affiancare a una parte prettamente tecnica, saggistica anche tutta una serie di interviste ad esterni, di interventi di persone addette ai lavori, pure molto noti, è divenuto il libro che ora molti di voi già, con mia somma gioia e soddisfazione, tenete tra le mani. Un libro vero, sincero, autentico, dentro il quale ho riversato tantissimo di me e della mia esperienza. La parte relativa ai prestigiosi contributi esterni è stata solo relativamente accantonata per confluire in un progetto nuovo, del quale ho già inviato la bozza al mio editore. Tempo permettendo dovrebbe uscire entro l’anno e farebbe da completamento al saggio. Saggio che appunto già in diverse persone, nemmeno tanto erroneamente, hanno definito romanzo musicale, o saggio romanzato, proprio perchè è facile trovare riferimenti a una sfera più intima, senza – questo mi sento di dirlo – andare a inficiare l’essenza di un libro di questo genere, e cioè l’attendibilità delle fonti, dei numeri, dei titoli e delle citazioni. Sono però scelte che spaziano, non solo il rock e affini che ascoltavo in prevalenza e che sentivo più mio, ma anche tanti artisti anche commerciali che hanno in qualche modo segnato la mia crescita in quegli anni, quando la musica italiana era davvero competitiva su più fronti. In “Revolution ’90” ho voluto raccontare come ho vissuto io, che all’epoca avevo tra i 14 e i 22 anni, tanti cambiamenti in atto nella nostra società, nel nostro costume, attraverso l’inclusione di determinati dischi. Sarà un immenso piacere per me poter condividere tutto questo con gli spettatori presenti in sala. Poi il 29 replicherò alla libreria Giunti di Legnago, che mi ha già ospitato anche in occasione delle presentazioni dei miei libri precedenti, un luogo dove torno sempre con grande piacere. In entrambe queste presentazioni novembrine, a farmi da relatore sarà il già nominato Riccardo che nel frattempo è divenuto non solo uno tra i più validi giornalisti musicali di settore (collabora stabilmente con uno storico mensile, Rockerilla, ed è una delle colonne del sito Troublezine) ma anche mio recente testimone di nozze! Inoltre sarà possibile, per chi abitasse lontano, seguire la diretta dei due eventi, grazie alla partecipazione del mitico Dalse, l’uomo che ormai quasi 8 anni fa ha dato vita a quella splendida realtà indipendente che risponde al nome di yastaradio.com.

Finalmente on line il video completo del mio reading teatrale/musicale tratto dalla silloge “Pinguini di carta”

Carissimi amici che mi seguite sul blog, oggi ho finalmente il piacere di condividere con voi la prima del mio reading “Pinguini e… altre storie”, ispirato dal mio secondo libro “Pinguini di carta”. Un progetto dove mi sono messo a nudo, cercando di comunicare il più possibile me mie emozioni, buttandomi nella sfida di poter unire poesia, teatro, musica.

Come scritto dettagliatamente anche in un lungo post sulla mia pagina di facebook, per me, al di là della resa in sè (sicuramente tutti hanno profuso il massimo dell’impegno e della passione per raggiungere un obiettivo comune) veder realizzare uno dei miei sogni è stata sicuramente una cosa che mi ha fatto bene al cuore e all’anima.

ecco quanto riportato sul famoso social:

finalmente on line la prima del reading tratto dal mio secondo libro “Pinguini di Carta”, pubblicato da Nulla die Edizioni. Una prima, andata in scena presso l’auditorium della libreria Ferrarin Mondadori di Legnago (VR) – per la quale colgo l’occasione per ringraziare il titolare e tutto lo staff, in particolare Antonio e Zeudi per il supporto – rimasta unica, visti poi i miei sopraggiunti  problemi di salute che hanno negato future rappresentazioni in contesti come teatri o scuole.

In ogni caso, difetti inevitabili a parte, soprattutto essendo una prima, e con difficoltà logistiche nel provare più volte, per me si è trattata di un’esperienza unica, a cui tenevo particolarmente. Provare, nel mio piccolo, a unire poesia, monologhi, musica, perfomance è stata una bella sfida e rivedendo il video provo molta emozione, lo ammetto, perchè c’è tutto me stesso lì dentro.

Ho curato tutti i testi, ci sono le mie poesie, la musica scelta assieme al pianista d’eccezione Martino Fedini, un grande artista! Con lui ho condiviso il percorso quasi da subito, poi mi sono avvalso della splendida attrice Cristiana Dalla Fina e in ultima fase di un’istituzione del teatro, soprattutto dialettale veronese, vale a dire Terenzio Mirandola che con grande umiltà e professionalità si è buttato subito con grande entusiasmo.

Poi un grande grazie va al filmaker, collega educatore Giovanni Corso che ha girato e montato questo video, a Damiano “Cinema” Negri che ha aiutato Giovanni con le riprese, al mitico Dalse, il signor “Yastaradio”, che ha mandato in diretta radiofonica l’evento, alla famiglia Zingaro per lo splendido rinfresco, e in ultimo, ma non certo per importanza, a Marco Ferrighi per le numerose e salvifiche “consulenze” tecniche, anche perchè altrimenti avrei fatto molta fatica a rendere condivisibile con tante persone che non hanno avuto modo di esserci questo video.

MA SOPRATTUTTO GRAZIE AI NUMEROSI PRESENTI: sala gremita, tanto affetto tangibiile e un sostegno iniziato dapprima che “Pinguini e… altre storie” diventasse realtà, vale a dire la mia splendida famiglia, sempre vicina, la mia stupenda fidanzata Mary, la sua famiglia e i tanti, tanti amici, alcuni partiti da molto lontano per essere presenti.

E per tutti coloro che volevano esserci ma per mille motivi non hanno potuto assistere, finalmente ho il piacere che, almeno in parte, anche voi possiate percepire tutta la passione che ho sprigionato, liberato su quel  palco.

Sulla resa si poteva ovviamente fare di più: rivedendosi si presta attenzione a tante cose e magari nelle prossime date (che stavo raccogliendo, visto che ero stato contattato al termine dello spettacolo da diverse persone interessate a proporlo nelle scuole o in qualche teatro) avremmo sicuramente lavorato più sui dettagli. Ci sono anche delle imperfezioni tecniche audio, ma la colpa non è certo nostra in quel caso. Dal vivo i microfoni erano perfetti, anche nel caso delle letture di Tierenzio che per evitare sovrapposizioni o echi non ne ha usufruito (il pubblico comunque ha sentito perfettamente le sue parole, avendo lui il vocione giusto!) mentre in fase di registrazione si avverte che a lui mancava il microfono.

Ma veramente, quello che mi porto nel cuore di questa serata è tutto il carico di emozioni che ho provato e che spero di essere riuscito a trasmettere. Mi sono denudato, a volte con ironia, a volte con temi diversi, cercando nel possibile di alternare le atmosfere. Di sicuro c’ho messo tutto me stesso, è stata una bella sfida. Ok, dai, basta parole, e nel mio caso so che è difficile frenarmi

buona visione a tutti

Gianni

Emozioni sprigionate dopo il mio reading “Pinguini e… altre storie” e la presentazione di “Verrà il tempo per noi” a Zevio

Non sono certo tra coloro che usano il proprio blog a mò di diario – cosa tra l’altro rispettabilissima – io preferisco curare questo spazio per includervi interviste, recensioni, argomenti che riguardano in qualche modo la mia sfera di competenza, e quindi legata maggiormente alla musica o al calcio.

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Tuttavia PELLEeCALAMAIO sono io e allora ogni tanto mi va di condividere qualche emozione più nascosta, più personale, come quella che mi sta riversando addosso il successo dei miei libri. Chiaro, uso questa parola in modo errato, siamo lontanissimi dai best sellers o dalle classifiche di vendita. Ma per successo si intende anche la capacità di arrivare a un pubblico, emozionandolo e lasciandogli in dote delle belle suggestioni. Quello che ho cercato di fare in occasione di due eventi recenti legati alle mie pubblicazioni.

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Per “Pinguini di carta”, silloge edita da Nulla die e uscita a dicembre 2012, ho osato mettere in piedi un reading teatrale musicale, accorpando diverse soluzioni sul palco. Mi sono avvalso della collaborazione di gente fidata, che ci ha messo del suo, traducendo a meraviglia le mie indicazioni. Martino Fedini, insegnante di musica, diplomato al Conservatorio, ha colorito il tutto con brani di grande impatto, ora delicati, ora drammatici, ma sempre pienamente coerenti con quanto stavo interpretando sul palco. Una presenza misurata la sua, ma che si è fatta sentire. A leggere alcuni miei testi c’ha pensato Terenzio Mirandola che già avevo avuto modo di apprezzare, in quanto ha prestato in più occasione la sua faccia e il suo vocione al servizio di attività legate alla mia sfera lavorativa, in particolare collaborando in una serie di cortometraggi interpretati da soggetti con disagio psichico, diretti dal regista e amico Giovanni Corso. Terenzio ha una trentennale esperienza come regista e attore teatrale dialettale veneto e il suo apporto è stato grande. Infine Cristiana Dalla Fina ha interpretato con brevi e efficaci performance ciò che Terenzio stava leggendo. Sono fiero di questi testi! Ne abbiamo individuato uno per tipologia, in quanto la raccolta affronta in particolare 5 tematiche distinte, dall’infanzia e i ricordi, dall’amore nelle sue mille sfaccettature, dalla fiducia alla paura di perdersi, fino alla speranza e alle utopie. Io ho introdotto ogni tema con dei monologhi, soffermandomi alla fine di questi recitando a memoria una poesia di volta in volta più adatta al contesto.

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In pratica è stato un lavoro corale ma del quale ho diretto tutto, dai testi alle musiche, dai tempi al resto, pur confrontandomi perennemente con gli altri, visto che sapevano il fatto loro. Ne è uscito uno spettacolo semplice, ma ben fatto.. soprattutto onesto fino al midollo, sincero, vero. E mi fa piacere che tutto questo sia arrivato al numeroso pubblico presente in sala. Oltretutto si sono aperte delle prospettive di presentarlo nelle scuole o in altri teatri. Insomma, siamo pronti!

zevio

Diverso ma altrettanto interessante il contesto in cui ho presentato il mio romanzo d’esordio “Verrà il tempo per noi”. Ero stato contattato dall’Associazione Aldebaran di Zevio, gestita da ragazze davvero in gamba e che cercano di valorizzare il territorio con iniziative di tipo culturale. Conoscevo in particolare Eva per dei trascorsi universitari e il tutto si è svolto all’insegna di una piena sintonia, di una immediatezza e di un reciproco rapporto di stima. Mi porto nel cuore anche le parole del vice sindaco di Zevio, sig Penazzo, che ha introdotto la serata e poi si è interessato al dibattito, portando pure delle piccole testimonianze. Sono felice per questo rinnovato interesse nei confronti del mio primo libro. L’ho scritto un po’ di tempo fa e rileggendolo mi pare acerbo in alcuni punti ma credo sia inevitabile. Ma ciò che conta è che sia in grado di coinvolgere il pubblico, con la sua storia dedicata ai sogni degli adolescenti, alle loro difficoltà, al loro disagio, al loro sentirsi diversi, talvolta incompresi. E poi c’è la musica a fare da sfondo al tutto, a impreziosire la trama. Ora sulla scia di queste serate avrò modo di replicare a breve, essendo stato contattato dal comune di Castagnaro e di Casaleone. Piccoli passi, ma ai quali tengo, specie a Castagnaro, il mio paese d’origine.

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Ringrazio gli assessori, gli insegnanti, chi gestisce associazioni, Pro Loco, i lettori ovviamente, i giornalisti che stanno dando un bel risalto a questa mia esperienza editoriale, appena iniziata. E per quanto la vita possa essere piena di ostacoli lungo il cammino, densa di pericoli, sacrifici ma pure di tante piccole gioie quotidiane, come l’amore sa dare, posso ben affermare che scrivere mi fa stare bene e che continuerò a farlo. Vi lascio pure qualche foto degli eventi, anticipando che sarà a breve disponibile un ricco video diretto dal grande Giovanni Corso, in collaborazione con Damiano Negri,  così da poter condividere con voi le emozioni della serata.

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Reading Teatrale/musicale “PINGUINI E ALTRE STORIE”, tratto dal mio ultimo libro “Pinguini di carta”

Con grande piacere condivido anche sul mio blog la notizia di un evento che mi riguarda assolutamente da vicino, in quanto si tratta di un reading teatrale/musicale tratto dal mio ultimo libro, “Pinguini di carta”, edizioni Nulla die, una raccolta di testi.

ecco il comunicato:

si tratta di un evento in cui mischiando sul palco POESIA, TEATRO, MUSICA E RECITAZIONE presenterò i testi del mio ultimo libro pubblicato PINGUINI DI CARTA – edizioni Nulla die

– PROTAGONISTI SUL PALCO:

GIANNI GARDON – testi, monologhi e poesie
MARTINO FEDINI – pianoforte, tastiere, suggestioni musicali
CRISTIANA DALLA FINA – espressione corporea, danza
TERENZIO MIRANDOLA – narratore, lettura di testi

COLLABORATORI:

DAMIANO NEGRI e GIOVANNI CORSO riprese video – audio
ROBERTO “DALSE” DAL SENO – diretta streaming su http://www.yastaradio. com

GRAZIE ALLO STAFF DELLA LIBRERIA MONDADORI FERRARIN DI LEGNAGO (VR), in particolare al titolare per la piena disponibilità e a ZEUDI e ANTONIO per tutto!

AL TERMINE DELLO SPETTACOLO CI SARA’ UN RICCO RINFRESCO “PUGLIESE” TUTTO A OPERA DELLA MIA RAGAZZA, MARY, E DELLA SUA FAMILY

VI ASPETTO NUMEROSI!!!! LO SPETTACOLO INIZIERA’ ALLE 18 MA VENITE PURE VERSO LE 17,30/17,45

SARA’ UNA SERATA DIVERSA DAL SOLITO, NON VE NE PENTIRETE!

GRAZIE SIN DA ORA

(COME DETTO, PER GLI AMICI “LONTANI” CI SARA’ LA POSSIBILITA’ DI ASCOLTARE IN DIRETTA IL READING SU YASTARADIO. COM DALLE ORE 18
entrate con browser esplorer in streaming gratuito su www.yastaradio.com

la locandina dell'evento

la locandina dell’evento

Bilancio di Fine anno e propositi per il futuro!Finalmente arriva il 2013!

E così, mentre colgo l’occasione di fare gli auguri ai tanti Stefano che conosco per la festa del 26 dicembre, ci siamo già lasciati alle spalle anche il Natale. Non attenderò Capodanno per i classici bilanci di fine anno, preferendo parlarne qui ora.

Lo sapete, almeno mi rivolgo a chi mi legge abitualmente, che il 2012 è stato un anno particolarmente difficile per me, soprattutto nella sua prima parte, quando mi sono ritrovato su un letto d’ospedale per combattere contro qualcosa di più grande di me, la sindrome di Lyell che, prima di gennaio, manco sapevo cosa fosse. Un’infezione potenzialmente mortale, contratta da un banale mix di farmaci per curare la classica influenza stagionale. 4 mesi di convalescenza, quando potevano essere molti di più – o molti di meno, se le cose fossero andate tanto tanto male!!! – e una debilitazione generale del mio organismo. Tutto è andato bene, soprattutto da un punto di vista psicologico ho subito svoltato, tornando nel possibile a fare la vita di prima, pur tra mille precauzioni.

La malattia non c’è più, è oltretutto rara e sarebbe ancora più improbabile che la contraessi di nuovo, ma devo stare attento a quali farmaci usare, per ogni cosa, da una semplice anestesia se devo togliermi un dente, al collirio se devo curare una normale congiuntivite ecc. Insomma, devo tenere conto dei composti del farmaco, in modo da non imbattermi negli stessi che mi hanno causato la reazione allergica. Fisicamente è stata più dura, molti esercizi di riabilitazione, ginnastica, precauzioni varie – come evitare le esposizioni solari, i tessuti particolari, i prodotti per l’igiene che potessero in qualche modo irritare la pelle. Ora sto bene, a dire il vero, da quando ho ripreso a lavorare, a fare le cose di tutti i giorni, non ho più vissuto con lo spettro della paura addosso. Ho sempre ringraziato dapprima i medici, poi la Provvidenza ma soprattutto la mia famiglia, la mia splendida mamma e gli affetti più cari, oltre alla miriade di persone che mi sono state vicine, preoccupandosi di me nei momenti pesanti.

Inevitabile però che la seconda parte dell’anno fosse all’insegna del pieno recupero anche a livello di attività, nonostante i medici mi avessero consigliato un po’ di riposo! Il fatto che scrivere non lo vedo certo  come una fonte di stress, anzi, è un’ulteriore ancora di salvezza. Stando a casa forzatamente per 4 mesi ho avuto modo di aggiornare costantemente il blog PELLEeCALAMAIO, con il risultato di avere ottenuto spontaneamente attenzione da parte di uno zoccolo duro di lettori e sostenitori. Vi ringrazio di cuore, calciofili che mi leggete sul Guerin, lettori dei miei romanzi, ascoltatori del mio programma radiofonico o semplicemente curiosi internauti magari capitati per caso su queste pagine! Il vostro sostegno è uno sprono maggiore ad andare avanti.

Tornando alla quotidianità, il rientro al lavoro è stato difficile per quanto concerne il dover riabituarsi a certi ritmi, ma pure semplcie considerando il fatto che sia i colleghi, la direzione ma soprattutto gli ospiti del centro, i “ragazzi” mi hanno accolto benissimo, facendomi capire di non avermi mai dimenticato. Sono ripartito alla grande, con tanti progetti, su tutti quello relativo all’attività teatrale, che confluirà nel 2013 nella terza rappresentazione da me curata, scritta e diretta e interpretata sul palco da attori con disabilità psichiche insieme sul palco con attori normali, in un’alternanza che non dà spazio in nessun modo a pregiudizi e stigmatizzazioni.

La collaborazione con la storica rivista “Guerin Sportivo” diretta da Matteo Marani (la miglior rivista di settore su piazza) si è invece consolidata, e la cosa ovviamente mi fa piacere, perchè sin da subito ho percepito la grande fiducia del direttore nei miei confronti, oltre che una stima sincera. Ho cercato sempre di ripagare nel migliore dei modi questa grande opportunità di crescere, scrivendo di argomenti che amo. Il mio articolo cult rimane il dossier sui migliori giovani calciatori italiani, uscito nel primo numero dell’anno, quello con Messi in copertina, ma buon successo hanno riscosso – almeno lo percepisco dai messaggi, privati e non, giunti nel corso dei mesi – gli articoli di approfondimento relativi alle squadre partecipanti alla Champions League scorsa o sugli Europei svolti quest’estate. Molto altro bolle nel calderone e spero che già dal prossimo numero possa essere pubblicato un altro mio dossier.

Verso fine estate ho iniziato inoltre a condurre un programma radiofonico tutto mio, ideato insieme al responsabile di Yastaradio, il grande Roberto “Dalse” Dal Seno. La sua webradio è davvero interessante, già vi collaboravo da anni, ma solo come recensore o articolista. Da qualche mese sono passato dall’altra parte del microfono, a distanza di 14 anni dalle mie pionieristiche esperienze a Radio Popolare Verona quando, io giovanissimo studente universitario, dividevo un programma con due amici come Claudio Ricci e  Riccardo Cavrioli, poi passato a scrivere su Rockerilla e a collaborare con RadioPopolareNetwork con uno stupendo programma sulla musica inglese (tra l’altro riprendendo il titolo della nostra vecchia trasmissione del 98 “L’impaziente Inglese”).

Con “Out of time” ho ripreso un filo in fondo mai interrotto, giacchè la musica è molto più di una passione! Nel programma parlo e propongo la musica che ascolto, cercando di informare, di approfondire ma sempre col sorriso. Nonostante comporti un impegno notevole da parte mia, oltre alle 15 puntate previste, nel 2013 curerò anche un altro programma, basato però su un format già approvato con successo in radio. Condurrò delle puntate a sfondo monografico su gruppi e artisti significativi.

Infine, last but not the least, nel 2012 ho replicato, sempre uscendo sotto l’egida di Nulla die Edizioni, con un nuovo libro, intitolato “Pinguini di Carta”, a un anno esatto dal mio esordio, avvenuto con il romanzo di narrativa “Verrà il tempo per noi”.

Il primo libro è andato oltre le più rosee aspettative: con scarsa promozione e pochi mezzi, è riuscito a far parlare di sè, grazie a belle recensioni, segnalazioni su siti specializzati, interviste, una bellissima e affollata prima presentazione e l’arrivo tra i finalisti nel Premio Letterario “Angelo Musco” organizzato dal Comune di Milo e che ha visto aggiudicarsi il primo premio Nino Vetri, uscito per Sellerio, una grande case editrice.

Peccato aver dovuto giocoforza rinunciare, a causa dei suddetti problemi di salute, ad altri inviti da parte di associazioni culturali e di aver troncato un progetto con un paio di scuole superiori, dopo essere stato contattato da una docente interessata a far leggere e conoscere il mio romanzo – dalle preminenti tematiche giovanili – ai suoi studenti. Sarà per il prossimo anno!

In merito al mio secondo libro, da poco pubblicato, posso dire che si tratta di un’opera diversa, una raccolta di poesie e testi, in alcuni casi molto personali. Sto preparando un reading teatrale/letterario, verso febbraio dovremmo riuscire io e i miei collaboratori, coloro che mi aiuteranno a realizzarlo, a presentarlo in scena. Ci tengo tantissimo!

Sto ultimando un saggio musicale, ma forse la definizione è un po’ impropria, ne parlerò meglio quando sarà ultimato 🙂

Insomma, tanti progetti, tante idee, tante belle esperienze da condividere con la gente, tanta amicizia che riscontro, sia da persone storiche, da quelli cresciuti con me, sia da gente magari conosciuta da poco ma con la quale ho legato subito grazie a interessi e desideri comuni.

il 2013 sarà un anno importantissimo anche perchè… come accennato in un post un po’ datato, convolerò a nozze con la mia ragazza. Sono già emozionato, anzi, lo sono da un pezzo, ma io e Mary siamo pronti e ce la viviamo bene, e poi… come dicono tutti, gli ultimi mesi letteralmente voleranno e allora non mi resta che aprire le ali!

Buon Anno Nuovo a tutti e un augurio che il 2013 possa portarvi grande gioie e soddisfazioni, da ritrovare già dalle piccole cose quotidiani, dai gesti che segnano la vita di tutti i giorni.

Un forte abbraccio

 

Gianni G.