Primi bilanci sul mio ultimo libro “Stelle comete nel mondo del calcio”, disponibile sia in Ebook che in versione cartacea

Allora, cari amici del blog, è una vita che non scrivo, ma ciò non significa che non tenga a questo mio spazio. Anzi, dovendo riflettere su una questione che mi sta particolarmente a cuore, mi è venuto più che naturale farlo tramite questo personalissimo mezzo che non altrove.

Da aprile ho iniziato un nuovo lavoro, sempre nell’ambito socio-sanitario ma non più solo con mansioni di educatore-formatore ma proprio di referente educativo (tra l’altro di una struttura molto grande). Non mi era mai capitato, per dire, di possedere un telefonino aziendale e di ricevere in teoria chiamate a qualsiasi ora del giorno.

Molta più responsabilità, che se da una parte a questo punto del mio percorso lavorativo, era quello che potevo pure auspicarmi, dall’altra ha finito per ridurre sensibilmente lo spazio (vitale) che era destinato a collaborazioni, scrittura e altri progetti.

Tuttavia, da settembre, provando a cercare il giusto equilibrio tra dovere e piacere, dovrei riprendere a scrivere (almeno) di musica, mentre in merito al calcio – materia principe che mi ha portato negli anni a scrivere per testate nazionali come Il Nuovo Calcio e il Guerin Sportivo – sono piuttosto fermo.

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Eppure l’ultima mia pubblicazione ufficiale riguarda proprio un testo a sfondo sportivo, quel saggio dal titolo emblematico “Stelle comete nel mondo del calcio”, per il quale volutamente mi sono affidato al selfpublishing.

Ho spiegato in un precedente post le mie ragioni, dopo 4 libri editi da Nulla die, una piccola ma molto seria casa editrice diretta da Massimiliano e Salvatore Giordano. E vertevano sul fatto che per un libro simile, molto tecnico ma allo stesso tempo ad ampio respiro e attualissimo, avrei ambito a una pubblicazione con editori specializzati in saggistica di questo tipo. Non mi andava di uscire con una sigla che non fosse Nulla die, ma di quella portata. Nel senso che una casa editrice, media o piccola che sia, che si occupa specialmente di narrativa, ad esempio, difficilmente sarebbe andata a valorizzare un manoscritto sulle storie di quei calciatori che, pur baciati da immenso talento, non sono riusciti a far carriera.

Il mio è stato un esperimento, forte del fatto che sono sicuro che l’argomento sia tutt’altro che di nicchia – risposta al più data dai “colossi” dell’editoria (sì, proprio quelli, anche dopo aver iniziato con uno la fase di editing), interessati ma pronti a ribadirmi come in questo preciso momento storico gli unici libri di calcio ad essere venduti sono in pratica gli instant book o le autobiografie “camuffate”.

Qualche contatto nel mondo dello sport ce l’avevo, alcuni ben saldi, e insomma ho fatto da me e, lo dico sottovoce, per ora sono soddisfatto.

Ho sperimentato la doppia versione per la pubblicazione, ebook e cartaceo, per ovviare a quelle che potevano essere facili obiezioni del potenziale lettore interessato (il prezzo di copertina troppo alto!). Sono riuscito con i “tipi” di Youcanprint (banalizzo, ma in realtà ho trovato tanta passione, precisione e professionalità nelle persone con cui mi sono di volta in volta interfacciato, che molte case editrice piccole se le sognano) a concordarmi sul prezzo del cartaceo, tenendolo abbordabile, considerato il numero di pagine (meno di 13 euro) e, curioso, ho voluto provare la pubblicazione digitale, anche perchè io per primo, irriducibile nostalgico della carta stampata, di ebook sono diventato un divoratore.

In molti mi hanno chiesto se sono in previsione delle presentazioni in giro per l’Italia… ad agosto ho voluto sorvolare, ma forse in inverno qualcosa riuscirò ad organizzare,visto che dall’interesse qualcosa si sta muovendo.

Youcanprint ti dà modo di verificare quasi in tempo reale lo stato di vendita del tuo libro, non solo dal sito in questione, ma da tutte le piattaforme o librerie fisiche sparse per l’Italia e l’estero e, con un po’ di stupore, sto notando come in realtà la gente sia ancora legata o attratta dal cartaceo. Tuttavia, è con l’ebook che sto raccogliendo le maggiori soddisfazioni, col picco massimo del 7° posto raggiunto nella classifica di Amazon per la sezione Sport.

Ora le cose si sono un po’ assestate in tal senso, però siamo all’inizio e mi fa piacere che ci siano persone che mi contattano per chiedermi informazioni su come acquistarlo.

Beh, in teoria è molto semplice: si può ordinare il libro cartaceo nei principali bookstore digitali (ibs, amazon, laFeltrinelli, Mondadori e tanti altri), oltre che nelle vostre librerie di fiducia; l’ebook invece offre ancora più possibilità, a soli 3,99 di acquisto, anche leggendo l’anteprima.

Perciò, amici di PELLEeCALAMAIO, che da anni, nonostante le mie periodiche assenze, mi seguite con passione, se volete saperne di più o avete curiosità e voglia di leggermi, fatevi avanti! 🙂

Le idee in materia di saggistica sono sempre tante, ma probabilmente dopo diversi anni ormai e tre pubblicazioni, mi concederò una pausa dal genere per concentrarmi su una nuova avventura: l’idea che dovrebbe trasformarsi in un nuovo romanzo, a 5 anni di distanza dal mio esordio letterario “Verrà il tempo per noi”.

Ma in questo caso tutto è ancora prematuro, e la promessa è quella di tenervi aggiornati di più!

Un forte abbraccio!!!

(Gianni Gardon)

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Finalmente è uscito il mio quinto libro “Stelle comete nel mondo del calcio”

E’ uscito da pochissimo – in pratica da due giorni –  il mio nuovo libro, il quinto, intitolato “Stelle Comete nel mondo del calcio”.

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Come avrete capito, per la prima volta mi sono cimentato in un saggio che trattasse tematiche sportive, legate al calcio nello specifico, e in un certo senso è stato un percorso naturale, visto che da tanti anni mi ritrovo a scriverne.

La mia avventura giornalistica è iniziata ormai tantissimi anni fa, all’incirca nel 1996, quando entrai in contatto con l’allora direttore del mensile “Calcio dilettante” Andrea Nocini. Per un paio d’anni vi collaborai, trattando già al tempo storie di calciatori (della mia provincia o regione, quindi Veneto, visto che vengo da Verona) che si erano affacciati ai piani alti del professionismo, per poi rientrare nei ranghi.

Pur intraprendendo altre strade professionali, tra collaborazioni con radio e in altri ambiti, soprattutto musicali, non mi sono mai staccato dall’idea di scrivere di calcio. E dopo una prima pubblicazione ufficiale con un romanzo di narrativa (“Verrà il tempo per noi”, Nulla die Edizioni), sono poi usciti altri tre miei lavori che rispecchiavano un po’ di più la mia inclinazione al raccontare, approfondire, mettere in ordine.

Ma un libro di questo tenore sul calcio non l’avevo mai realizzato, e visto che sul sito del Guerin Sportivo (storica rivista per cui scrivo a fasi alterne dal 2010) e sul magazine sportivo Il Nuovo Calcio, avevo già dedicato tanto spazio alle vicende di calciatori che per un motivo o per l’altro non erano riusciti a brillare in tutto il loro talento (rimanendo delle “Stelle comete”), ho pensato bene di ampliare quell’argomento (dal mio punto di vista affascinante e intrigante), ricavandone un manoscritto corposo.

Ho in pratica recuperato molte schede di calciatori che già erano state pubblicate nel corso della rubrica “Stelle comete”, riaggiornandole, visto che alcune le avevo scritto 3 campionati fa, e integrandole con altre del tutto inedite, anche pescando da campionati esteri o dal passato di questo sport.

Insomma, materiale ne avevo parecchio, lo stesso che periodicamente mi veniva richiesto da alcuni miei lettori affezionati della rubrica, che confidavano in una ripresa della stessa. Ho pensato in effetti che avrei potuto proporre un seguito sul sito, ma poi anche certe linee editoriali sono cambiate con la nuova direzione. In second’ordine, di fatto ho stipulato col mio editore un contratto che prevede una prelazione di Nulla die su tutte le mie opere future.

Ho un buonissimo rapporto con Salvatore Giordano, deus ex machina della casa editrice, e già un paio d’anni fa, mi diede ulteriore fiducia, pubblicando due miei volumi di saggistica musicale, nonostante in catalogo mancasse una collana dedicata alla musica.

Un azzardo che credo di essere riuscito a contenere e a giustificare, visto che con Revolution 90 e Rock’n Words sono giunti dei riscontri e diverse partecipazioni a contesti musicali nazionali.

Tuttavia, mi sono reso conto che la pubblicazione di un libro molto tecnico sul calcio, per un argomento di nicchia, sarebbe stata difficile per il mio editore che, in modo molto sincero, mi aveva profilato da subito l’eventualità che non ci fossero le condizioni per dargli uno sbocco editoriale.

Ho provato a proporlo in giro, a tre case editrici medio grande, che apprezzo e leggo molto, che si occupano di saggistica sportiva o che hanno comunque in catalogo libri a tema calcistico.

Senza far nomi, una di queste – il cui editore mi conosceva e apprezzava per ciò che scrivo di calcio – mi ha molto concretamente detto che il distributore per primo lo aveva ampiamente scoraggiato in merito a una cospicua resa economica di un libro simile, aggiungendo tra l’altro che un manuale stupendo che aveva anni prima pubblicato – e che io conservo gelosamente- non era stato acquistato nemmeno dalle famiglie dei giovani calciatori di cui si era tracciato un profilo. Questo per dire che lo ritenevano un investimento a perdere.

Stessa frase sentita da un altro editore che stimo, che da anni a quanto pare aveva sospeso le pubblicazioni di questo genere.

Ammetto – e solo pochissime persone della mia cerchia ne erano al corrente- di essere stato in stretto contatto con un editor influente di una grossa casa editrice, il quale sosteneva la mia “causa”, avendone apprezzato la tematica, ma alla fine non se n’è fatto nulla, perchè nel frattempo erano cambiate mooolte cose in seno a quel marchio.

Mi sarebbe piaciuto – come penso a tutti – alla soglia dei 40 anni e con 4 pubblicazioni ufficiali e “free” alle spalle (chi conosce il gergo editoriale sa di cosa parlo) provare l’esperienza di una pubblicazione con una big, ma realisticamente devo anche prendere atto di un mercato che sembra poco rischiare, specie in merito a temi, sì di calcio, ma magari lontani da come viene inteso oggidì.

Sono consapevole di aver fatto del mio meglio e mi spiaceva lasciare tutto nel cassetto, e allora ho voluto mettermi in gioco, optando per l’autopubblicazione, e affidandomi nella fattispecie alla piattaforma Youcanprint, che reputo la migliore in assoluto in questo campo.

Non mi sento per nulla penalizzato finora, per come abbiamo lavorato al libro, con un buon feedback da parte dei collaboratori di YCP, rispetto a una pubblicazione “normale”.

Anche perchè, e questo è facile constatarlo, in effetti da un anno a questa parte, tutti i libri usciti che trattassero di calcio (e io ne leggo tanti) sono in pratica biografie o autobiografie camuffate (che spesso non sono altro che interviste lunghe realizzate da un giornalista) del grosso nome in voga, ma che poco solleticano il palato di chi si attende di scoprire qualcosa, di trovare curiosità o di conoscere storie poco note di questo sfavillante mondo.

E poi, molto più semplicemente, il mio libro è già facilmente ordinabile nelle principali piattaforme digitali, nei più noti bookstore, tra l’altro in versione sia cartacea che in ebook (e anche questa è una novità rilevante e che mi stuzzica, visto che dei miei precedenti libri non esiste una versione digitale) e quindi se uno vuole, il modo di acquistarlo e leggerlo lo trova!

Anche il discorso della promozione è relativo e cambiato molto negli anni: a meno che non si pubblichi con Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, Einaudi o pochi altri nomi, essere fisicamente presenti negli scaffali delle librerie è molto difficile, a meno che non si instauri un rapporto fiduciario con alcune di esse, magari finendo in qualche grossa catena o viceversa in qualche libreria indipendente (alcuni eroi esistono e resistono ancora). Il discorso si allargherebbe giocoforza alla distribuzione, ma qui teniamo valido quanto accennato qualche riga più su in merito al parere di uno di loro sull’effettiva vendibilità di un’opera come quella che ho proposto.

Quindi, a maggior ragione, vedrò di mettermi in gioco e darmi da fare!

Se siete arrivati fino a qui significa che la cosa vi ha interessato, e tutta questa premessa non era per giustificare un mio momentaneo passaggio al selfpublishing, ma anzi è stata fatta perchè credo molto nel mio libro, nelle motivazioni che mi hanno indotto a realizzarlo e al suo significato: cioè di assegnare valore anche a molti calciatori che avrebbero potuto segnare un’epoca ma che per motivi diversi non lo hanno fatto. E’ una sorta di what if, di slinding doors – visto che racconto, anche intrecciandole, vicende di giocatori emersi nello stesso periodo e momento, in cui uno poi diventa campione e l’altro no.

Sono molti nomi, alcuni notissimi, come Adriano, Coco, Morfeo, Deisler, Van der Meyde, Meroni, Vendrame, altri sicuramente meno conosciuti e appartenenti al rango di promesse giovanili non mantenute come gli ex Palloni d’Oro Under 20 Lamptey, Adiyiah, Caio o gente le cui storie sono significative come Freddy Adu, Foquinha, Macina, Chiumiento, Montano, Mannari, o gli ex cesenati Bernacci e Comandini.

Insomma, sarebbero da citare tutti e io ho preferito soltanto dirvene una minimissima parte di tutti quelli che potete trovare raccontati in “Stelle comete nel mondo del calcio”.

Qui sotto vi lascio i link per accedere ai principali vari siti, in cui è possibile acquistarlo.

http://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=risultati_ricerca_generale&Itemid=95

http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=gianni+gardon+libri

http://www.ibs.it/libri/GARDON+GIANNI/libri+di+GARDON+GIANNI.html

Rock italiano anni ’90: C.O.D.

I C.O.D., band trentina capitanata da Emanuele Lapiana, furono tra coloro che, seppur brevemente – come una stella cometa – illuminarono le sorti del nascente rock alternativo italiano degli anni  ’90. Avevo anticipato la mia volontà di dedicare spazio nel mio blog a quegli artisti che, per una serie di ragioni, non avevano trovato spazio all’interno del mio volume sulla musica italiana, “Revolution ‘90”, da poco pubblicato da Nulla die edizioni e già disponibile nei vari bookstore.

Nel loro caso non si è trattato di demeriti artistici, anzi, il gruppo seppe imprimere nella memoria collettiva un sound davvero unico, originale e poco declinato su ciò che andava per la maggiore dalle nostri parti. Niente rock aggressivo, rimasugli grunge o tentativi di flirtare con la canzone d’autore ma piuttosto la ricerca ponderata di un equilibrio tra forma e sostanza, tra leggerezza e intensità, dosate alla perfezione tra testi trasognanti, disillusi e tormentati  e arrangiamenti particolari, che strizzavano l’occhio al pop rock elettronico, quello “vero”, non infarcito di suoni smaccatamente commerciali. La forza di canzoni come “Fiore” o “Polaroid” stava nell’impatto melodico, nella profondità di fondo, ben compensate da testi comunque comprensibili, senza velleità intellettualistiche. E’ addirittura improprio scrivere di loro come band “indie”, sebbene nell’attitudine lo fossero ben più di altri che si ergevano a paladini di una certa purezza d’intenzioni. Il fatto che, appena messo fuori il naso dal Trentino, avessero cominciato a far incetta di premi importanti, come “Enzimi” o il “Pim” ha senz’altro condizionato i loro destini, facendo loro firmare con il colosso Virgin.

All’epoca il rock italiano sembrava davvero sul punto di deflagrare (e alcuni indizi erano più che sufficienti a farne delle prove, vedi le affermazioni su vasta scala di C.S.I., Subsonica o Marlene Kuntz) ma comunque era un fatto insolito che una multinazionale mettesse sotto contratto degli esordienti assoluti. Proliferavano le etichette indipendenti che, proprio grazie al loro acume e fiuto per i talenti, fronteggiavano quasi alla pari sul piano della visibilità queste grosse case discografiche. L’effetto boomerang nel caso dei C.O.D. fu lampante. Un album eccezionale come “La velocità della luce”, prodotto da un nome allora molto in auge, Luca Rossi, artefice dei successi degli interessanti Ustmamo, non ebbe tutto il risalto che avrebbe meritato, nonostante gli echi di R.E.M., Smiths e altre suggestioni fossero ben presenti. Forse in Virgin ragionavano per grandi numeri, fatto sta che iniziò un momento di crisi per il gruppo, in particolare per il leader che, col senno di poi, ha ammesso che forse non erano pronti, nonostante il tanto entusiasmo e il talento autentico, a fare della musica una professione, anziché viverla con la passione degli esordi. Cambiarono i vertici in società, forse qualcuno non credeva più in loro, o semplicemente non era avvezzo a una proposta così all’avanguardia e poco consona alle classifiche, a ciò che tirava in ambito rock italiano. Cambiò pure la formazione, creando disagio in Lapiana che, pur riconoscendo il valore dei nuovi compagni, non vi si trovava in piena sintonia. Sciolto il pesante contratto con la major, passarono ben 6 lunghissimi anni per dare un seguito a quella fulgida opera prima. Quando nel 2005 venne dato alle stampe il seguito, sotto marchio Fosbury Records, distribuito da Audioglobe, già il titolo era programmatico del tema dell’album. “Preparatevi per la fine” era annuncio imminente di ciò che sarebbe successo, con la sigla sociale ormai congelata. Un album oltremodo diverso dal primo, ma con spunti interessanti che poi Lapiana riuscì magistralmente a far confluire nel suo album solista, uscito sotto pseudonimo N.A.N.O. , in cui l’elettronica “da cameretta” si sposa alla perfezione col pop più sofisticato. Negli anni ho avuto modo di conoscere Emanuele, tramite amici comuni, e l’impressione è quella di un giovane uomo in pace con sé stesso, realizzato in altri settori ma sempre col pallino della musica nel cuore. Un talento straordinario che avrebbe meritato maggior risalto, indubbiamente!

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Si torna a parlare di “Verrà il tempo per noi”

In queste ultime settimane sono stato molto preso su più fronti, personali (con una vacanza programmata da tempo e finalmente espletata) e professionali (con l’uscita del mio terzo libro e i primi frenetici giorni relativi alla promozione). Di conseguenza ho letto in ritardo l’invito da parte del mio editore, rivolto a tutti gli autori, di partecipare a un concorso interno. Una bella idea, con la possibilità che l’autore del libro più votato potesse risultasse il vincitore. Scongiurati nel mio caso i favoritismi del tipo “io ho votato il tuo libro, tu mi ricambi?” (metodo che comunque non avrei mai adottato!), visto che non ho appunto partecipato, mi ha fatto molto piacere leggere che tra i finalisti c’è pure il mio primo titolo “Verrà il tempo per noi”.

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E’ una soddisfazione perché il libro era uscito nel 2011 e nel frattempo la famiglia Nulla die si è di molto allargata, proponendo davvero una vasta gamma di scelte letterarie, libri di ogni genere.

Resterò per sempre legato al mio romanzo d’esordio, nonostante proprio in queste settimane appunto la mia mente e il mio impegno siano quasi esclusivamente rivolti a “Revolution ‘90”, un saggio musicale per il quale ho lavorato e investito molto di me, a livello emozionale. E sto pure ultimando il suo volume gemello che conto di consegnare per fine ottobre.

Ma proprio di recente ho pensato di rilanciare il romanzo in vista di un’interessante iniziativa che si terrà a Macherio, in Brianza. Avrò modo di presentare una mia opera e la scelta, considerando il contesto, è caduta proprio su “Verrà il tempo per noi”, che per me significa tanto. Sono sicuro che il romanzo abbia ancora delle potenzialità e in fondo essendo un esordio è chiaro che non sia molto conosciuto su larga scala. Per questo  con molto piacere ad aprile 2015 in una bella cornice lo ripresenterò più che volentieri. In fondo da lì per me è partito tutto e la storia che avevo proposto la sento tanto mia nel profondo.

 

Esce oggi nelle librerie il mio terzo libro: “Revolution ’90”, edizioni Nulla die. Vai a suon di musica italiana anni 90

Era da tempo che tra le righe ne scrivevo ma ora finalmente è ufficiale l’uscita nelle librerie (fisiche e negli store on line) della mia terza fatica letteraria: “Revolution ‘90”. Sempre grazie ai gentili signori della casa editrice “Nulla die”, il giovanissimo Massimiliano e il padre Salvatore, direttore editoriale, sono giunto a questo traguardo, dopo un anno di lavoro.

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Un lavoro che si è protratto molto più a lungo rispetto ai miei precedenti libri, sia per la tipologia dell’opera, un saggio, sia per dei sopraggiunti problemi di salute che mi hanno tenuto letteralmente bloccato a lungo per quasi tutto il 2013 (inutile rivangare la storia, ormai è fortunatamente acqua passata e chi mi legge qui sa già a cosa mi riferisco). Ma ora, come detto, questo libro lo posso orgogliosamente presentare ai miei più fedeli lettori, come fosse una parte nascosta di me. Direte voi: “ma come, se si tratta di saggistica?”. In effetti, non avete tutti i torti, è un saggio vero, musicale per l’esattezza, ma proprio attraverso la descrizione di quei dischi, quelle canzoni, quegli artisti, che hanno segnato il periodo preso in esame (il decennio dei ’90) si dipana la mia storia, la mia crescita professionale e personale. Attraverso dolci ricordi, risate, anche eventi tristi, tutta la vasta gamma di emozioni che solo la musica riesce a regalare in ogni momento, segnandolo in modo indelebile nella nostra memoria. Ecco così che accanto a una parte propriamente tecnica, con più di 100 schede dedicate a quelli che soggettivamente ho ritenuto essere stati i dischi italiani più significativi, ve n’è un’altra fatta invece di piccoli racconti, storie che si intrecciano magicamente con quei dischi. Infine ho voluto, senza pretese scientifiche o accademiche (non ne avrei proprio le capacità) scrivere degli approfondimenti su alcuni aspetti caratterizzanti quella storica decade. Quindi, indicando alcuni avvenimenti sociali fondamentali, come l’avvento di Internet e la diffusione sempre più massiccia e in un certo senso invasiva della tecnologia, oppure la cadute della prima repubblica e la progressiva perdita di valori, dopo le prime illusioni, ma anche argomenti più frivoli legati al costume dell’epoca, le mode ecc. Non ho voluto farlo in modo pretenzioso ma solo chiudendo gli occhi e ributtandomi a capofitto in quegli anni, cruciali per me, visto che, essendo del ’77, aprivo il decennio con il primo anno di Liceo e lo chiudevo in prossimità della Laurea in Lettere e Filosofia che sarebbe arrivata a inizio del 2002. Insomma, dentro ci sta davvero tutto il corollario di tematiche che segnano il passaggio dall’adolescenza alla vita adulta. All’origine dello slittamento dell’uscita c’è pure una scelta editoriale, da me condivisa lungo il percorso, di dividere il volume originario in due parti. Quindi, la prima è confluita in “Revolution ’90”, la seconda invece è tuttora in fase di stesura e riguarda l’inserimento di tantissime testimonianze dirette da parte di artisti, musicisti, giornalisti, discografici, addetti ai lavori, organizzatori di eventi che nel corso dell’anno ho raccolto e assemblato (e che ancora sto finendo di fare, ma confido nei ritardatari, perchè ci terrei a fare uscire questo volume gemello, dal titolo provvisorio “Rock’n Words” entro il 2014).

Ultima nota ma se acquistate il libro avrete modo di leggerli con calma… mai come in questa occasione, ho sentito l’esigenza di ringraziare tanta gente, la stessa che mi è stata a lungo vicina durante le fasi di stesura del libro, finchè ero ricoverato in ospedale. La mia famiglia in primis, la Mary, quella che sarebbe diventata di lì a poco mia moglie e le tantissime persone che mi hanno contattato in quei mesi, non facendomi mai sentire solo. Un ringraziamento anche all’amico Riccardo Cavrioli, giornalista della storica testata musicale Rockerilla (ma anche… uno dei miei testimoni di nozze!) che mi ha scritto una bellissima prefazione; grazie anche a Dalse, il direttore della webradio per cui da anni collaboro (yastaradio) che ha partecipato al libro, scrivendo un capitolo bellissimo, uno sguardo su ciò che in contemporanea in quegli anni accadeva nel mondo in ambiti musicali. E poi grazie a mio fratello Jonathan per la copertina che reputo bellissima (ha reso ottimamente una mia idea) e a Claudia Branzan che ha dipinto il soggetto. Basta così, il resto lo troverete tra le pagine del libro.

Buona lettura, sperando siate in molti incuriositi a leggermi. Un abbraccio forte a tutti voi.

Recensione de “Gli imbecilli? Stanno tutti bene”, opera prima del trevigiano Giuseppe Cagnato. Un esordio davvero brillante e originale

Quando si dice “divertirsi mentre si legge un libro”! Mi è capitato spesso con le spassose opere di Benni, con qualcosa di Pennac e di Vitali, e lo stesso lo posso ben affermare nel caso di Giuseppe Cagnato, autore trevigiano giunto con “Gli imbecilli? Stanno tutti bene” (edito da Nulla die) al suo esordio letterario.

Chiarisco subito, a scanso di equivoci, che il fatto che entrambi siamo autori di questa casa editrice siciliana non incide minimamente col mio giudizio che, per quanto soggettivo, cerca sempre di mantenere le caratteristiche di una recensione, con tutti quei criteri che da sempre, si parli di musica, di cinema, di teatro o di letture, mi sono prefissato, e cioè prima di tutto l’onestà intellettuale nei confronti di chi mi legge, ma anche in fondo dell’artista stesso, si tratti pure di un vero amico, come nel caso di Giuseppe.

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E allora, lasciati da parte i preamboli, occorre ammettere quanto la storia dei condomini, una vera “manica di imbecilli” sia davvero spassosa, realistica pur nei suoi paradossi e nei suoi estremismi che, lungi dal renderla grottesca, finisce invece per presentarcela sin troppo veritiera ai nostri occhi. Il condominio come specchio fedele della società attuale, con le sue nevrosi e i suoi picchi di aggressività, di volgarità, di volubilità, di pensiero e di azioni, al punto da non capire più con chi abbiamo a che fare.

Il condominio come metafora quindi, visto che potrebbe essere il nostro luogo di lavoro, un ritrovo con vecchi compagni di scuola, una cena con parenti che manco conosci: insomma, tutte quelle circostanze in cui ti ritrovi magari forzatamente a dover interagire con gente di tutti i tipi, di tutti i colori. Tratto saliente della penna dello scrittore trevigiano è senz’altro quello dell’ironia, del sarcasmo, che traspare sia nella descrizione delle azioni degli sciagurati personaggi, una galleria davvero variopinta dell’animo umano, sia nei pensieri del protagonista/narratore, l’insolito custode Umberto che, suo malgrado, si ritroverà in un vortice emotivo dal quale farà non poca fatica a districarsi.

Non svelo nulla della trama, soprattutto del finale a sorpresa, e invito caldamente tutti gli amanti delle buone letture ad accostarsi a questa gradevole, promettente opera prima di Cagnato.

“Revolution 90”, il mio saggio sugli artisti italiani che hanno contraddistinto quello splendido decennio sta arrivando… quasi terminata la prima stesura!

Solo un aggiornamento ma importante dal punto di vista editoriale… in queste settimane, pur essendo ancora ricoverato in ospedale, sto molto meglio, mi sto riprendendo soprattutto fisicamente, mentre dal punto di vista psicologico ho sempre cercato di mantenermi sulla soglia di un timido ma sincero ottimismo, considerato il parere dei medici, che mi seguono e mi danno ogni giorno garanzie sulla mia – ormai imminente guarigione – e ciò ha fatto sì che, dopo un periodo di stop (perchè fin quando sei nell’incertezza di certi esiti è davvero difficile concentrarsi) riprendessi in mano le redini del mio nuovo progetto scrittevole.

Parlavo di saggio musicale e difatti il mio libro, incentrato sugli artisti italiani degli anni ’90, lo è strutturalmente, ma col tempo ho deciso di connotarlo di un po’ di sana “umanità”… in fondo quel decennio per me, nel quale sono passato dai 14 ai 24 anni, oltre che formativo in ambito musicale – lì ero stato più precoce a dire il vero, visto le notevoli influenze “casalinghe” – lo è stato soprattutto a livello esistenziale e allora ad ogni disco e artista preso in considerazione ho voluto dare un contributo più intimo, associando di volta in volta un ricordo, un aneddoto. Credo di essere sulla strada giusta per raggiungere il mio obiettivo!

Scrivo quindi per dire che solo negli ultimi 15 giorni ho “bruciato” quasi 150 pagine di word per ultimare le schede, almeno “allo stato grezzo”, diciamo così per semplificare; ora in fondo si tratterà (ma sarà la parte più divertente) di integrare con le parti personali, che ho già tutte ben delineate nella mia testa, e ovviamente rivisitare e integrare con indici , fonti e robe simili.

Ho anche già in mente la copertina che vorrei, visto il positivo riscontro dei miei due precedenti libri pubblicati per Nulla die (il romanzo “VERRA’ IL TEMPO PER NOI” e la silloge “PINGUINI DI CARTA”, dal quale ho tratto un reading teatrale/musicale portato con successo in un’unica occasione – poi è subentrata la cattiva salute a interferire i piani promozionali e non solo quelli – ) se ne occupasse nuovamente Maria Teresa Zingaro, cioè la mia adorabile fidanzata, solo che stavolta le commissionerei il soggetto io stesso, visto che ho una precisa idea per un libro che si intitolerà REVOLUTION 90!!!!

alle prossime