I primi frutti di tanto lavoro: dopo il convegno a Firenze sulla musica indipendente, domenica 4 presenterò al MEI di Faenza il mio quarto libro “Rock’n Words”

Mi rendo conto che è da un bel po’ di tempo che non scrivo di “cose personali” in questo blog, utilizzandolo (tra l’altro con una frequenza molto ridotta rispetto agli anni precedenti) tutt’al più per condividere alcuni miei articoli che pubblico on line su vari siti o eventi ai quali ho partecipato. Non è stata una scelta “a tavolino” la mia: semplicemente il tempo da potervi dedicare si era come compresso nell’ultimo periodo. Il lavoro in struttura mi impegna molto, e anche le altre attività extra che nel tempo si sono – come dire – moltiplicate. Si scrive di più, insomma,anzichè no, ma lo si fa in altre circostanze, per riviste, siti, o cercando il più possibile di procedere con la realizzazione di manoscritti, i quali poi si spera potranno diventare veri e propri libri.

Nel 2015 ho in pratica raccolto un po’ i frutti, o forse sto iniziando a farlo ora, di quanto seminato nel biennio precedente. A livello letterario, quindi, sono molto impegnato con le mie due ultime, ravvicinate (oltre che correlate) pubblicazioni, entrambe di saggistica musicale: “Revolution 90” e “Rock ‘n Words”, usciti come i miei due precedenti “Verrà il tempo per noi” (romanzo di narrativa) e “Pinguini di carta” (raccolta di testi) per “Nulla die Edizioni” di Massimiliano e Salvatore Giordano. rispettivamente nel 2014 e a giugno 2015.

Ho terminato da un po’ anche un saggio sulla mia “vera” materia, il calcio, una raccolta di ritratti di atleti di questo sport (di varie epoche e nazionalità) che, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a mantenere le grosse aspettative che c’erano su di loro.  Ho preso spunto per questo mio nuovo lavoro da una fortunata rubrica che tenni per qualche tempo sul “Guerin Sportivo”, testata per cui collaboro, chiamata “Stelle Comete”.

Quindi, ho rimesso mano alle schede e alle minibiografie già pubblicate, eventualmente riattualizzandole, integrando il tutto con molte altre storie, cercando così di dare un quadro più esaustivo e ricco dell’argomento preso in esame. Penso di aver scritto un buon lavoro, senz’altro ricercato e di un qualche interesse almeno per gli appassionati sportivi… pertanto, la mia “attesa scrittevole” è riposta qui al momento.

Ho in cantiere poi due progetti diversi: riprendere in mano un soggetto per un nuovo romanzo (ammetto che avrei voglia di cimentarmi con una nuova storia di narrativa, sperando di mettere a frutto quel po’ di esperienza maturata nel frattempo in questi anni, e data inoltre da moltissime letture) e dedicarmi a una nuova opera di saggistica, in questo caso però legata all’attualità.

Proprio per questo mi sa che dovrei riordinare le priorità e mettermi al lavoro per raccogliere materiale in tal senso, perchè sarebbe il momento giusto: scrivere di questi artisti – che per mantenere un po’ di suspence non nominerò –  oltretutto considerando che sono persone che stimo molto e che ho avuto modo di conoscere benissimo negli anni; quindi di informazioni anche “esclusive” o comunque inedite ne avrei, proprio per conoscenza diretta. Vedremo! Il problema è il solito, il tempo! Però, solitamente quando mi ci metto, poi divento molto “vorace” di parole, e lo scrivere fluisce quasi da sè. Con 4 libri pubblicati in 4 anni e uno già terminato credo di essere stato sin troppo prolifico in fondo 🙂

Poi si fa ogni cosa con passione, si scrive perchè si ha un bisogno, un’esigenza, un’urgenza, che poi genera irrimediabilmente altra urgenza, cioè quella di comunicare ciò che hai scritto. Nel mio caso non è più una questione “narcisistica” (e se lo è stata in parte, lo è stata solo inevitabilmente all’inizio, quando è innegabile faccia un certo effetto vedere il proprio nome e cognome stampato su una copertina e il proprio lavoro in uno scaffale di una libreria), anzi, forse in questo senso non me la sono mai “goduta” fino in fondo, e quando raggiungo un risultato che mi ero prefissato, mi vien naturale pensare al prossimo step. E’ una questione caratteriale, non è che sono uno scontento cronico… sono sicuramente soddisfatto di quanto fatto finora ma sono una persona che ambisce sempre a qualcos’altro, che cerca di arrivare altrove, dove ancora non è arrivato.

Più che le vendite che, se paragonate ai bestsellers sono veramente risibili, ma in fondo lo sono ugualmente, se si considera che per arrivare a camparci bisogna proprio fare il botto o mille altre attività collaterali, a inorgoglirmi e a incitarmi a proseguire sono le occasioni di incontro con persone che ti stimano per quello che scrivi, o ancora meglio, per quello che sei. Nel mio caso mi fa molto piacere quando mi dicono che il mio stile è riconoscibile, non lo vedo assolutamente come un limite, e se ci penso è strano perchè avendo scritto un romanzo, una silloge, un saggio romanzato e un saggio con interviste e approfondimenti – quindi opere profondamente differenti –  è un fatto direi inusuale. Anche nella vita però sono così, non riesco a fare una cosa sola, perchè io per primo sono “tante cose”, abbastanza mutevole o forse più semplicemente “un curioso” per natura. Ciò mi incita a continuare, a voler sempre progredire, conoscere, sapere, per provare a migliorarsi.

Dicevo delle occasioni di incontri…  proprio lo scorso weekend, accompagnato dalla mia splendida moglie Mary (che mi asseconda seguendo la mia inclinazione, a volte faticando a starmi dietro, con tutto ciò che mi frulla per la testa e relativi progetti), sono stato a Firenze, nella splendida cornice di Villa Strozzi. L’occasione era ghiotta, una “due giorni” interamente dedicata alla musica e alla cultura indipendente della scena toscana, e fiorentina in particolare. Ero inserito in cartellone per presentare il mio “Rock ‘n Words” nel quale ho intervistato tantissimi esponenti della scena rock italiana tout court. Ho avuto modo di conoscere persone davvero influenti della musica italiana recente, membri storici di band come Litfiba, C.S.I., produttori, manager, editori, giornalisti, soprattutto tanti appassionati della musica che amo. E’ stato bellissimo stare in mezzo a loro, e poter intervenire a mia volta al convegno per presentare la mia opera. Tra le varie persone mi ha fatto immenso piacere conoscere finalmente di persona Giordano Sangiorgi, patron del MEI, bellissima manifestazione ventennale che si tiene a Faenza sul mondo della musica indipendente italiana (che ho intervistato fra gli altri proprio nel mio libro, e che in pratica mi ha messo in contatto con quelli dell’organizzazione qui a Firenze) e Bruno Casini, il primo storico manager dei Litfiba, i migliori, quelli della storica prima formazione. Bruno è stato il promotore della manifestazione fiorentina e si è mostrato una persona affabilissima, disponibile, con l’entusiasmo di un ragazzino, nonostante sia da decenni che opera in questo mondo.

E domenica 4 ottobre, quindi fra 3 giorni, avrò modo di presentare il mio libro proprio al MEI di Faenza, e per me sarà un’emozione davvero particolare. Al MEI ci sono stato in molte occasioni, era per me un po’ come andare al luna park, con tutta quella musica live, quei dischi spesso introvabili (delle etichette indipendenti, la cui rassegna è in pratica interamente dedicata), quei libri, le biografie, i saggi, i gadget, le bancarelle, i convegni, i molteplici incontri, le scoperte!

E’ vero che quest’anno avevo in mano la carta giusta e così ho provato a giocarmela dal momento in cui avevo, come detto, intervistato anche il patron Sangiorgi. Poi nel libro avevo fatto intervenire anche Federico Guglielmi, uno dei massimi critici di musica rock in Italia, lo stesso che poi,con mia grandissima soddisfazione, mi aveva coinvolto come giurato per l’assegnazione del PIMI 2015, targa speciale che va consegnata nei giorni del MEI (1-4 ottobre quest’anno) al miglior disco indipendente italiano dell’anno. Insomma, c’erano i presupposti per essere inserito nel programmone degli eventi, e così è andata. E se comunque il grande Guglielmi, impegnatissimo in simultanea con altri incontri, mi ha detto che gradirebbe intervenire sul palco per dire due parole, nel momento in cui mi è stato chiesto di indicare un nome di giornalista come possibile mio interlocutore, non c’ho pensato un attimo!

Ho subito fatto il nome di Riccardo Cavrioli, uno dei miei migliori amici, con cui in 20 anni ho condiviso un numero ormai non più quantificabile di eventi, concerti, momenti da ricordare. Una persona che non solo è di diritto tra quelle che contano nella mia vita – è stato anche fra i miei testimoni di nozze 🙂 – , ma anche un grandissimo esperto di musica, con una competenza incredibile. In pratica iniziammo insieme, in una radio locale, ma un po’ di strada evidentemente l’abbiamo fatta da allora, senza perdere di vista la nostra realtà quotidiana, senza voli pindarici, ma sempre procedendo a piccoli passi.

E quindi mi emoziona sapere che, proprio noi che per tanti anni ci ritrovavamo a girare come trottole impazzite tra i padiglioni e i gli spazi del MEI ad assistere a premiazioni, presentazioni ecc, ora saremo “dall’altra parte”: lui come giornalista a intervistare me come autore! Anche per questo, comunque vada, so già che per me “sarà un successo”, e un momento che rimarrà impresso… uno di quei motivi per cui dico che vale ancora la pena scrivere e raccontare.

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Report della presentazione del mio libro “Revolution ’90” alla libreria Feltrinelli di Verona

Sabato pomeriggio per la prima volta ho presentato un mio libro al circuito Feltrinelli, precisamente a Verona. Ci tenevo che tutto andasse bene, perchè in fondo si tratta della mia città e perchè è sempre emozionante incontrare persone, poche o tante che siano, giunte apposta per sentirti, incontrarti, conoscerti, stringerti la mano. E’ stata una festa, in mezzo a diversi amici, alcuni giunti per l’occasione anche da molto lontano (Trento, Milano, dalla bassa provincia), parenti stretti (immancabili e non smetterò mai di ringraziarli per il continuo sostegno e apporto) e a facce nuove ma già conosciute e che ho accolto con particolare piacere. Con la diretta dalla webradio yastaradio, con la quale ho modo di collaborare, curata dal grande Dalse, sempre impeccabile, e presentato dall’immenso Riccardo, valente giornalista di Rockerilla e Troublezine, ma soprattutto amico e compagno di tante avventure, alcune delle quali narrate pure nel libro, tutto è filato liscio, in piena serenità e in un clima rilassato e divertito. “Revolution ’90” è stato ben introdotto dall’organizzatrice dell’evento, Silvia Franceschini, e spiegato tra il serio e il faceto da me e Ricky, abile come sempre a pungolarmi con domande molto pertinenti e interessanti. Tra noi c’è piena sintonia, ci conosciamo da ben 18 anni e abbiamo condiviso molte esperienze insieme, legate alla musica. Tra gli sguardi divertiti dei presenti, di mia moglie in primis, è stata snocciolata l’essenza di questo mio saggio “sui generis”, edito da Nulla die, che per la terza volta mi ha rinnovato fiducia, portandomi alla pubblicazione. Un libro che non è solo una raccolta di dischi significativi dell’epoca dei ’90, ma soprattutto un viaggio a ritroso nella società e cultura dell’epoca, con tanti aneddoti personali legati a determinati gruppi, artisti, dischi, canzoni, alle emozioni che hanno saputo regalarmi e che ancora, a distanza di tanti anni, mi suscitano all’ascolto. Sabato 29 novembre replicherò a Legnago, in provincia di Verona, dove davvero sarò nel mio ambiente e molto probabilmente circondato da tante persone, molte delle quali più facilitati a partecipare. Mi voglio godere queste giornate, frutto del tanto impegno speso a seguire questa mia grande passione, quella di scrivere, di comunicare. Grazie a tutti quelle persone che mi hanno dato fiducia e che, leggendomi, continuano ad alimentarmi il Sogno! 🙂

Vi lascio con alcune foto dell’evento di sabato sera in libreria a Verona

il mio libro ben esposto in Feltrinelli

il mio libro ben esposto in Feltrinelli

 

chissà che aneddoto stavo raccontando a Riccardo

chissà che aneddoto stavo raccontando a Riccardo

 

un po' di foto del pubblico accorso

un po’ di foto del pubblico accorso

 

panoramica sul pubblico

panoramica sul pubblico

Sabato 8 Novembre presentazione del mio ultimo libro “Revolution ’90” alla Feltrinelli di Verona

Sabato 8 novembre finalmente presenterò per la prima volta il mio ultimo lavoro letterario: “Revolution ’90” (edito da Nulla die), un saggio sulla musica e la società italiana degli anni ’90. Anche nelle mie precedenti uscite avevo sempre scritto con la musica al centro di tutto. In “Verrà il tempo per noi”, è  proprio la passione per le sette note e tutte le emozioni che queste possono riservarci, a guidare le gesta, le scelte e la vita stessa dei miei giovani protagonisti. La musica vista come possibilità, come miraggio, come obiettivo, come valore. In “Pinguini di carta” erano tutti testi miei, poesie alcuni li hanno definite, ma io per primo ho sempre ridimensionato il tutto, anche se in quelle parole ci credo fermamente, mi rispecchiano al 100% e il progetto poi ho voluto declinarlo ulteriormente, coinvolgendo degli amici ma soprattutto persone a vario titolo accomunate dalla forte tensione verso le forme artistiche. Così, assieme al pianista e maestro di musica Martino Fedini, all’attrice e performer Cristiana Dalla Fina e al grandissimo attore e regista dialettale veneto Terenzio Mirandola, è nato un reading teatrale musicale, interamente da me scritto ma interpretato sul palco assieme a loro, in una bella commistione di generi. Una cosa fatta e vissuta in maniera molto artigianale, anche ingenua, se vogliamo, dove mi sono messo alla prova, mi sono buttato. Poi in un momento particolare della mia vita, alle prese con una lunga malattia e il conseguente ricovero ospedaliero durato mesi e mesi, girando per gli ospedali di Verona e provincia, è nata l’idea di un’opera interamente legata agli aspetti musicali. Da tempo covavo l’idea di scrivere una sorta di saggio sulla musica rock italiana del decennio dei ’90, un’epoca che ho interamente attraversato nella mia fase cruciale, che dall’adolescenza mi ha portato alla vita adulta, dal Liceo all’Università. Un periodo in cui, partendo molto dal basso e per la pura gioia di farlo, ho pure conosciuto meglio quella fetta di mondo, con le prime esperienze radiofoniche e le tante serate al seguito di gruppi più o meno noti, con i quali avrei poi  in alcuni casi avuto occasione di fraternizzare, anche grazie all’importante e decisiva mediazione di Riccardo Cavrioli, già mio fraterno amico tra i banchi universitari ma in special modo persona con cui ho potuto finalmente sviluppare le mie istanze più profonde legate a un certo modo unico di vivere la musica, le canzoni.

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Poi però sul letto d’ospedale qualcosa è cambiato, e la narrazione convulsa, l’analisi dettagliata di tanti dischi – anche dimenticati e quindi riesumati nella mia memoria – si sono fatte raggiungere e poi sopraffare da qualcos’altro di più profondo, di più personale, qualcosa legato alla sfera cosiddetta “affettiva”. Nei momenti difficili mi è venuto di ulteriore conforto, oltre a quello ineguagliabile dettato dall’amore dei miei cari, il ricordo di certe atmosfere, vicende legate a quegli anni, quei dischi, quelle canzoni, quelle facce. Così “Revolution ’90”, che in un primo momento doveva affiancare a una parte prettamente tecnica, saggistica anche tutta una serie di interviste ad esterni, di interventi di persone addette ai lavori, pure molto noti, è divenuto il libro che ora molti di voi già, con mia somma gioia e soddisfazione, tenete tra le mani. Un libro vero, sincero, autentico, dentro il quale ho riversato tantissimo di me e della mia esperienza. La parte relativa ai prestigiosi contributi esterni è stata solo relativamente accantonata per confluire in un progetto nuovo, del quale ho già inviato la bozza al mio editore. Tempo permettendo dovrebbe uscire entro l’anno e farebbe da completamento al saggio. Saggio che appunto già in diverse persone, nemmeno tanto erroneamente, hanno definito romanzo musicale, o saggio romanzato, proprio perchè è facile trovare riferimenti a una sfera più intima, senza – questo mi sento di dirlo – andare a inficiare l’essenza di un libro di questo genere, e cioè l’attendibilità delle fonti, dei numeri, dei titoli e delle citazioni. Sono però scelte che spaziano, non solo il rock e affini che ascoltavo in prevalenza e che sentivo più mio, ma anche tanti artisti anche commerciali che hanno in qualche modo segnato la mia crescita in quegli anni, quando la musica italiana era davvero competitiva su più fronti. In “Revolution ’90” ho voluto raccontare come ho vissuto io, che all’epoca avevo tra i 14 e i 22 anni, tanti cambiamenti in atto nella nostra società, nel nostro costume, attraverso l’inclusione di determinati dischi. Sarà un immenso piacere per me poter condividere tutto questo con gli spettatori presenti in sala. Poi il 29 replicherò alla libreria Giunti di Legnago, che mi ha già ospitato anche in occasione delle presentazioni dei miei libri precedenti, un luogo dove torno sempre con grande piacere. In entrambe queste presentazioni novembrine, a farmi da relatore sarà il già nominato Riccardo che nel frattempo è divenuto non solo uno tra i più validi giornalisti musicali di settore (collabora stabilmente con uno storico mensile, Rockerilla, ed è una delle colonne del sito Troublezine) ma anche mio recente testimone di nozze! Inoltre sarà possibile, per chi abitasse lontano, seguire la diretta dei due eventi, grazie alla partecipazione del mitico Dalse, l’uomo che ormai quasi 8 anni fa ha dato vita a quella splendida realtà indipendente che risponde al nome di yastaradio.com.

Esce oggi nelle librerie il mio terzo libro: “Revolution ’90”, edizioni Nulla die. Vai a suon di musica italiana anni 90

Era da tempo che tra le righe ne scrivevo ma ora finalmente è ufficiale l’uscita nelle librerie (fisiche e negli store on line) della mia terza fatica letteraria: “Revolution ‘90”. Sempre grazie ai gentili signori della casa editrice “Nulla die”, il giovanissimo Massimiliano e il padre Salvatore, direttore editoriale, sono giunto a questo traguardo, dopo un anno di lavoro.

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Un lavoro che si è protratto molto più a lungo rispetto ai miei precedenti libri, sia per la tipologia dell’opera, un saggio, sia per dei sopraggiunti problemi di salute che mi hanno tenuto letteralmente bloccato a lungo per quasi tutto il 2013 (inutile rivangare la storia, ormai è fortunatamente acqua passata e chi mi legge qui sa già a cosa mi riferisco). Ma ora, come detto, questo libro lo posso orgogliosamente presentare ai miei più fedeli lettori, come fosse una parte nascosta di me. Direte voi: “ma come, se si tratta di saggistica?”. In effetti, non avete tutti i torti, è un saggio vero, musicale per l’esattezza, ma proprio attraverso la descrizione di quei dischi, quelle canzoni, quegli artisti, che hanno segnato il periodo preso in esame (il decennio dei ’90) si dipana la mia storia, la mia crescita professionale e personale. Attraverso dolci ricordi, risate, anche eventi tristi, tutta la vasta gamma di emozioni che solo la musica riesce a regalare in ogni momento, segnandolo in modo indelebile nella nostra memoria. Ecco così che accanto a una parte propriamente tecnica, con più di 100 schede dedicate a quelli che soggettivamente ho ritenuto essere stati i dischi italiani più significativi, ve n’è un’altra fatta invece di piccoli racconti, storie che si intrecciano magicamente con quei dischi. Infine ho voluto, senza pretese scientifiche o accademiche (non ne avrei proprio le capacità) scrivere degli approfondimenti su alcuni aspetti caratterizzanti quella storica decade. Quindi, indicando alcuni avvenimenti sociali fondamentali, come l’avvento di Internet e la diffusione sempre più massiccia e in un certo senso invasiva della tecnologia, oppure la cadute della prima repubblica e la progressiva perdita di valori, dopo le prime illusioni, ma anche argomenti più frivoli legati al costume dell’epoca, le mode ecc. Non ho voluto farlo in modo pretenzioso ma solo chiudendo gli occhi e ributtandomi a capofitto in quegli anni, cruciali per me, visto che, essendo del ’77, aprivo il decennio con il primo anno di Liceo e lo chiudevo in prossimità della Laurea in Lettere e Filosofia che sarebbe arrivata a inizio del 2002. Insomma, dentro ci sta davvero tutto il corollario di tematiche che segnano il passaggio dall’adolescenza alla vita adulta. All’origine dello slittamento dell’uscita c’è pure una scelta editoriale, da me condivisa lungo il percorso, di dividere il volume originario in due parti. Quindi, la prima è confluita in “Revolution ’90”, la seconda invece è tuttora in fase di stesura e riguarda l’inserimento di tantissime testimonianze dirette da parte di artisti, musicisti, giornalisti, discografici, addetti ai lavori, organizzatori di eventi che nel corso dell’anno ho raccolto e assemblato (e che ancora sto finendo di fare, ma confido nei ritardatari, perchè ci terrei a fare uscire questo volume gemello, dal titolo provvisorio “Rock’n Words” entro il 2014).

Ultima nota ma se acquistate il libro avrete modo di leggerli con calma… mai come in questa occasione, ho sentito l’esigenza di ringraziare tanta gente, la stessa che mi è stata a lungo vicina durante le fasi di stesura del libro, finchè ero ricoverato in ospedale. La mia famiglia in primis, la Mary, quella che sarebbe diventata di lì a poco mia moglie e le tantissime persone che mi hanno contattato in quei mesi, non facendomi mai sentire solo. Un ringraziamento anche all’amico Riccardo Cavrioli, giornalista della storica testata musicale Rockerilla (ma anche… uno dei miei testimoni di nozze!) che mi ha scritto una bellissima prefazione; grazie anche a Dalse, il direttore della webradio per cui da anni collaboro (yastaradio) che ha partecipato al libro, scrivendo un capitolo bellissimo, uno sguardo su ciò che in contemporanea in quegli anni accadeva nel mondo in ambiti musicali. E poi grazie a mio fratello Jonathan per la copertina che reputo bellissima (ha reso ottimamente una mia idea) e a Claudia Branzan che ha dipinto il soggetto. Basta così, il resto lo troverete tra le pagine del libro.

Buona lettura, sperando siate in molti incuriositi a leggermi. Un abbraccio forte a tutti voi.

Cosa bolle in pentola?

Mi lascio alle spalle il Ferragosto più piovoso della mia vita e ne approfitto, in questo sabato mattina che mi pare domenica, per riprendere a scrivere su questo blog, ultimamente un po’ trascurato, ma solo per motivi contingenti. Negli ultimi mesi… mi sono sposato, ho fatto una piccola ma salutare vacanza, ho continuato a scrivere altrove – per fortuna – e ripreso il lavoro piuttosto velocemente e a buon ritmo.
Da settembre in poi si dovranno concretizzare un bel po’ di cosette. Innanzitutto con agosto terminerò la mia fortunata rubrica sul sito del Guerin Sportivo (“Stelle Comete”). Era stato un esperimento, una proposta fatta ormai diversi mesi fa al direttore Matteo Marani e alla redazione, un modo per omaggiare non solo quei campioni conclamati per i quali i gol e le carriere parlano da sé, ma anche coloro che magari per un breve ma intenso lasso di tempo hanno fatto comunque sognare i loro tifosi. E allora, via via, ho presentato le storie di Morfeo, Massimo Orlando, De Franceschi, Pirri, Meghni, Paro, Martinez, Dell’Anno, Iannuzzi, Cipriani, Bernacci, Oshadogan, Coco, Baronio, Ventola e altri ancora. All’appello ne mancano due, che verranno nelle prossime conclusive settimane del mese. Poi, mi auguro, riprenderò a scrivere sulla rivista, dopo aver dato il mio buon contributo nel numero speciale del Guerin sui Mondiali Brasiliani. Avevo scritto di Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria e alla fine è stata proprio quest’ultima, la meno accreditata alla vigilia, a fare la miglior figura. Con l’autunno riprenderò la collaborazione anche con “Il Nuovo Calcio”, iniziata quest’anno, e probabilmente anche il programma radio su yastaradio.com dopo le 10 puntate andate in onda fino all’estate. Ma soprattutto finalmente sarà la volta di “Revolution 90”, il mio terzo lavoro letterario. Devo dire la verità, pensavo onestamente che a quest’ora il libro, che verrà pubblicato da Nulla die Edizioni, sarebbe già stato presente in libreria, ma purtroppo i tempi si sono allungati. Dapprima la decisione, concordata con l’editore Salvatore Giordano e condivida pienamente dal sottoscritto, di dividere il volume in due parti, vista la mole dell’opera: un saggio vero e proprio con schede di dischi e rubriche e una parte dedicata all’approfondimento, con interviste esclusive e tanti contributi di addetti ai lavori (artisti/musicisti, giornalisti, discografici, organizzatori di eventi). Alla fine quindi per la prima settimana di settembre uscirà il saggio, sul quale ho riversato tutto me stesso, mentre confido entro anno possa essere disponibile anche il suo “gemello”, per il quale sto assemblando al meglio tutto il materiale inedito finora raccolto. E’ stata una vera sfida, finora avevo pubblicato un romanzo e una raccolta di testi, mi ero cimentato in opere teatrali ma coltivo da sempre una passione per la saggistica di vario genere. Ne leggo in quantità industriale, negli anni ho scritto tanti articoli e brevi saggi, quindi ormai più di un anno fa ho deciso di provarci. E devo dire che la fatica è stata, non dico più grande, ma sicuramente “diversa” rispetto a quella per scrivere un’opera di narrativa. Laddove infatti reputo difficile articolare la storia e renderla al meglio, una volta identificata una buona trama, in un saggio contano elementi di veridicità, di verifica delle fonti, di attendibilità e di obiettività: niente deve essere lasciato al caso, anche se a fare la differenza può essere lo stile personale dell’autore, almeno per me (da lettore) è sempre stato così. Mentre per l’altro libro in lavorazione la soddisfazione è ancora maggiore, perché la quasi totalità della gente interpellata – che non svelo solo per non togliere “suspence” ai miei potenziali lettori – mi ha dato da subito piena disponibilità a far parte del progetto, concedendomi fiducia e in molti casi arricchendolo notevolmente l’opera dall’alto delle loro esperienze dirette in materia. In realtà sto ancora attendendo due contributi, di persone che stimo profondamente, ma – ahimè – ho dovuto/voluto darmi anch’io ormai un termine per la consegna della bozza definitiva, in quanto temo altrimenti di slittare troppo in avanti col tutto, considerando che alcune interviste le ho realizzate quasi un anno fa, e pur essendo l’argomento del libro circoscritto a un’epoca precisa (la musica italiana emersa negli anni ’90), è chiaro che nelle risposte ci entri sempre anche l’attualità del momento in cui si scrive. Per questo quindi vorrei davvero che il libro uscisse al limite entro il 2014, non oltre. Ma direi che ormai sono a buon punto. Pertanto, visto che un po’ di cose bollono in pentola, speriamo che dal calderone si possa estrarre qualcosa di veramente significativo, fermo restando che sto già covando nuovi progetti per l’anno venturo… non riesco proprio a stare con le mani in mano. Spero di ritrovarvi numerosi al mio fianco lungo questo cammino che ho intrapreso, pressappoco nel periodo in cui ho aperto questo blog, che grazie a tutti voi – che crescete di settimana in settimana – continua ad alimentarsi, seppur con i miei tempi. Ps.. in mezzo a tanto lavoro però mi aspetta anche il vero viaggio di nozze nella seconda metà di settembre. anche Mary sta tirando tantissimo in questo periodo. Un abbraccio. Gianni G.

Stupenda recensione per il mio libro “Verrà il tempo per noi”

Segnalo il link dell’interessante blog della scrittrice Manuela Micheli, nel quale trova spazio una stupenda recensione del mio primo romanzo “Verrà il tempo per noi” che vi riporto volentieri qui 🙂

http://lafontecapricciosa.blogspot.it/2013/06/premetto-che-e-stata-una-piccola-sfida.html

VERRA’ IL TEMPO PER NOI (Gianni Gardon)

Premetto che è stata una piccola sfida per me, perché generalmente non mi approccio a libri di questo genere, e sono sincera quando dico che è stata anche una bella sorpresa.
La storia si incentra sulle vicende legate ad alcuni amici che usciti dalle scuole superiori si proiettano verso il futuro ognuno con un suo progetto personale e con il desiderio di realizzarlo il prima possibile. Viene aperto un pub con l’obiettivo di renderlo uno spaccato di vita irlandese, c’è chi si butta sulla musica e chi sullo sport; le loro storie si mescolano a quelle delle persone che li circondano dipingendo un quadro di vite connesse tra loro e allo stesso tempo molto diverse. Tutti saranno costretti a crescere e a lasciarsi alle spalle qualcosa, che sia un trauma subito o un sogno irrealizzato. L’ingresso nel mondo degli adulti è accompagnato da vicende familiari problematiche, relazioni destinate a durare o a spegnersi del tutto e da piccole e grandi delusioni che al termine dell’adolescenza sono necessarie per affrontare il futuro. Un giorno guardandosi indietro questi giovani, che si tratti di uomini o di donne, potranno dire che il loro tempo è finalmente arrivato.

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Un romanzo talmente realistico da essere a tratti tragico (lacrimuccia e brivididabidi). E’ un pò la storia di tutti noi da quando inziamo a muoverci in mezzo ai “grandi” e vorremmo “spaccare il mondo” con i nostri sogni e le nostre ambizioni, ci sentiamo forti e pensiamo di poter raggiungere ogni obiettivo. Ci sono persone con i piedi più per terra, come il personaggio di Davide, che rimane in secondo piano tutto il tempo ma alla fine ti segna con la sua storia molto più di alcuni altri, e persone che invece vogliono volare in alto e che trovano lo slancio materiale per poterlo fare. Poi però tutti facciamo i conti con la realtà e allora qualcuno deve invertire la rotta e reinventarsi, altri invece per capacità o per altri motivi possono proseguire su quella strada che si sono segnati fin dall’inizio. Ecco a me il messaggio che è arrivato è questo e lo trovo meravigliosamente profondo e sensato.
Io sono seriamente innamorata del padre di Ricky, lo psicologo di Valeria, una figura salvifica che vorrebbe fare di più per la giovane ma non può.
Il realismo della storia viene accompagnato dalla semplicità della narrazione, senza troppi fronzoli, chiara e lineare. Il rimando continuo a brani musicali devo essere sincera mi ha un attimo spiazzata, perché molti non li conosco, è un limite mio che sono ignorante in materia, al contrario evidentemente di Gianni che invece sembra ferratissimo.

Ho impiegato in tutto sei ore a leggere questo romanzo, mi ha colpito proprio per questo, una volta iniziato avevo voglia di vedere cosa accadeva ai ragazzi e alle loro famiglie e non sono riuscita a metterlo da parte finché non ho risolto tutti i nodi.
Complimenti, è una storia coinvolgente, reale e in certi casi molto dolce.

 

Emozioni sprigionate dopo il mio reading “Pinguini e… altre storie” e la presentazione di “Verrà il tempo per noi” a Zevio

Non sono certo tra coloro che usano il proprio blog a mò di diario – cosa tra l’altro rispettabilissima – io preferisco curare questo spazio per includervi interviste, recensioni, argomenti che riguardano in qualche modo la mia sfera di competenza, e quindi legata maggiormente alla musica o al calcio.

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Tuttavia PELLEeCALAMAIO sono io e allora ogni tanto mi va di condividere qualche emozione più nascosta, più personale, come quella che mi sta riversando addosso il successo dei miei libri. Chiaro, uso questa parola in modo errato, siamo lontanissimi dai best sellers o dalle classifiche di vendita. Ma per successo si intende anche la capacità di arrivare a un pubblico, emozionandolo e lasciandogli in dote delle belle suggestioni. Quello che ho cercato di fare in occasione di due eventi recenti legati alle mie pubblicazioni.

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Per “Pinguini di carta”, silloge edita da Nulla die e uscita a dicembre 2012, ho osato mettere in piedi un reading teatrale musicale, accorpando diverse soluzioni sul palco. Mi sono avvalso della collaborazione di gente fidata, che ci ha messo del suo, traducendo a meraviglia le mie indicazioni. Martino Fedini, insegnante di musica, diplomato al Conservatorio, ha colorito il tutto con brani di grande impatto, ora delicati, ora drammatici, ma sempre pienamente coerenti con quanto stavo interpretando sul palco. Una presenza misurata la sua, ma che si è fatta sentire. A leggere alcuni miei testi c’ha pensato Terenzio Mirandola che già avevo avuto modo di apprezzare, in quanto ha prestato in più occasione la sua faccia e il suo vocione al servizio di attività legate alla mia sfera lavorativa, in particolare collaborando in una serie di cortometraggi interpretati da soggetti con disagio psichico, diretti dal regista e amico Giovanni Corso. Terenzio ha una trentennale esperienza come regista e attore teatrale dialettale veneto e il suo apporto è stato grande. Infine Cristiana Dalla Fina ha interpretato con brevi e efficaci performance ciò che Terenzio stava leggendo. Sono fiero di questi testi! Ne abbiamo individuato uno per tipologia, in quanto la raccolta affronta in particolare 5 tematiche distinte, dall’infanzia e i ricordi, dall’amore nelle sue mille sfaccettature, dalla fiducia alla paura di perdersi, fino alla speranza e alle utopie. Io ho introdotto ogni tema con dei monologhi, soffermandomi alla fine di questi recitando a memoria una poesia di volta in volta più adatta al contesto.

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In pratica è stato un lavoro corale ma del quale ho diretto tutto, dai testi alle musiche, dai tempi al resto, pur confrontandomi perennemente con gli altri, visto che sapevano il fatto loro. Ne è uscito uno spettacolo semplice, ma ben fatto.. soprattutto onesto fino al midollo, sincero, vero. E mi fa piacere che tutto questo sia arrivato al numeroso pubblico presente in sala. Oltretutto si sono aperte delle prospettive di presentarlo nelle scuole o in altri teatri. Insomma, siamo pronti!

zevio

Diverso ma altrettanto interessante il contesto in cui ho presentato il mio romanzo d’esordio “Verrà il tempo per noi”. Ero stato contattato dall’Associazione Aldebaran di Zevio, gestita da ragazze davvero in gamba e che cercano di valorizzare il territorio con iniziative di tipo culturale. Conoscevo in particolare Eva per dei trascorsi universitari e il tutto si è svolto all’insegna di una piena sintonia, di una immediatezza e di un reciproco rapporto di stima. Mi porto nel cuore anche le parole del vice sindaco di Zevio, sig Penazzo, che ha introdotto la serata e poi si è interessato al dibattito, portando pure delle piccole testimonianze. Sono felice per questo rinnovato interesse nei confronti del mio primo libro. L’ho scritto un po’ di tempo fa e rileggendolo mi pare acerbo in alcuni punti ma credo sia inevitabile. Ma ciò che conta è che sia in grado di coinvolgere il pubblico, con la sua storia dedicata ai sogni degli adolescenti, alle loro difficoltà, al loro disagio, al loro sentirsi diversi, talvolta incompresi. E poi c’è la musica a fare da sfondo al tutto, a impreziosire la trama. Ora sulla scia di queste serate avrò modo di replicare a breve, essendo stato contattato dal comune di Castagnaro e di Casaleone. Piccoli passi, ma ai quali tengo, specie a Castagnaro, il mio paese d’origine.

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Ringrazio gli assessori, gli insegnanti, chi gestisce associazioni, Pro Loco, i lettori ovviamente, i giornalisti che stanno dando un bel risalto a questa mia esperienza editoriale, appena iniziata. E per quanto la vita possa essere piena di ostacoli lungo il cammino, densa di pericoli, sacrifici ma pure di tante piccole gioie quotidiane, come l’amore sa dare, posso ben affermare che scrivere mi fa stare bene e che continuerò a farlo. Vi lascio pure qualche foto degli eventi, anticipando che sarà a breve disponibile un ricco video diretto dal grande Giovanni Corso, in collaborazione con Damiano Negri,  così da poter condividere con voi le emozioni della serata.

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