Quante polemiche sul Concertone del Primo Maggio! Solo a me piace ancora ascoltare certa musica?

Lo ammetto, da nostalgico quale sono, e da sentimentale in genere: credo che le migliori edizioni del Concertone del Primo Maggio – quello in onda da Roma, per capirci – siano state quelle degli anni ’90, quando sembrava ci fosse un’alzata di cori genuini in merito a tematiche sociali che in teoria sempre dovrebbero essere preminenti, in primis ovviamente quella del lavoro.

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Non sono ingenuo e ben presto ho capito come in realtà ci siano molti interessi legati a una promozione in alcuni casi “esagerata”, data da un’esibizione fatta davanti a milioni e milioni di telespettatori, con conseguente sdegno di chi – ancora oggi, è capitato ad esempio ai Marlene Kuntz, una delle nostre migliori espressioni rock da 20 anni e oltre a questa parte, o ieri, pensiamo agli Afterhours – si vede scippato parzialmente di questa ghiottissima opportunità, magari con una performance troncata dall’incombente incedere  delle pubblicità.

Solitamente però non mi faccio tutte ste pippe mentali: leggo assurdi contributi (post,  commenti) nati solo per criticare, bistrattare, umiliare questo o quell’artista che anche quest’anno, fuori tempo massimo vedendo il tristissimo scenario attuale in ambito culturale e sociale, ha voluto calcare quel palco.

Magari sono artisti che già ci sono passati con alterne fortune, magari sono altri che pagherebbero oro per andarci, magari sono semplicemente “leoni da tastiera” che, per lo stesso astruso meccanismo, si ostinano a guardare controvoglia (ma sarà davvero poi così?) l’evento per poi atteggiarsi a portatore di verità assolute, stroncando tutti. E vale anche se si parla di X Factor, The Voice, il Festival di Sanremo, come se davvero NULLA ma proprio nulla fosse di gradimento a un qualsiasi orecchio.

L’ho detto in apertura di post: io per primo sostengo la “causa” degli anni ’90, credo che quel tipo di fermento difficilmente si potrà più ricreare, però cazzo, proprio perchè ormai ci siamo disabituati a sentire la musica in tv, che non sia quella preconfezionata, “di plastica” propinataci dai mille mila talent show, io attendo sempre di ascoltare quegli artisti che mantengono ancora quell’aurea di “alternativa”.

Poi anch’io faccio zapping all’ennesima tarantella, al discorso prolisso e retorico, e agli slogan facili, forse perchè non li percepisco sinceri, però riesco ancora a tirare una boccata d’aria quando vedo appunto i già citati Marlene (comprendendone appieno lo sfogo, visto che anch’io, comodamente dal salotto di casa, attendevo di farmi per l’ennesima volta cullare dalla splendida “Nuotando nell’aria”), gli amici Perturbazione – splendidi e come sempre di un’umiltà e gentilezza senza eguali -, il must Vinicio Capossela, di cui trepidamente aspetto il nuovo disco per stupirmi come la prima volta che lo ascoltai, l’eterno giovane Max Gazzè, il tormentato Grignani, che deve accontentarsi delle briciole del pomeriggio solo con chitarra acustica, Fabrizio Moro, l’elegante Gary Dourdan, riuscendo persino a provare tenerezza e empatia per i TheGiornalisti, visibilmente emozionati e altrettanto consapevoli di cosa stavano vivendo, per una tappa importante della loro carriera.

Insomma, lunga vita al Concertone, con tutti i suoi pregi e difetti, le macchinazioni, le furberie e i magna magna… (ecco, così ho completato l’elenco nero), e anche se ogni anno mi beccherò il grande Enzo Avitabile o i Modena, gli stessi che un tempo facevano palpitare il mio animo barricadero a suon di “Bella Ciao” e “Cento Passi”, beh, mi limiterò a sorridere, ma dopo le prime note sarò di nuovo idealmente sotto al palco a ballare e scatenarmi!

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Music Summer Festival 2 puntata. Nuova chance.. ora basta! Il programma non ha nè capo, nè coda

Dopo le mie “bastonate” in seguito alla prima puntata del Music Summer Festival (https://giannivillegas.wordpress.com/2013/07/05/music-summer-festival-altro-che-festivalbar/)

ho voluto dare un’ulteriore chance alla rassegna canora, molto amplificata da certa stampa generalista. In fondo la musica in tv mi piace ancora ascoltarla e “vederla” e poi solitamente l’esordio è sempre un rodaggio.

Greta Manuzi, seconda classificata ad Amici dietro al rapper Moreno, dopo aver debuttato bene in classifica dei dischi più venduti, si candida inesorabilmente a far man bassa anche qui. La sua vittoria pare sin troppo scontata

Greta Manuzi, seconda classificata ad Amici dietro al rapper Moreno, dopo aver debuttato bene in classifica dei dischi più venduti, si candida inesorabilmente a far man bassa anche qui. La sua vittoria pare sin troppo scontata

Niente da fare: non mi piace. Al di là che non ero proprio in forma ieri sera, anche se uno sforzo l’avrei fatto per uno spettacolo decente.

Ammetto di aver resistito fino alle 22,30 e tanto mi è bastato (come la settimana precedente) per capire chi avrebbe vinto la gara dei giovani. Meno eclatante forse il successo di Clementino, mentre ieri era evidente che la grintosa “amica” Greta Manuzi, seconda nel famoso talent solo al “fenomeno” Moreno, avrebbe vinto. Numerosissimi fan, una popolarità cento volte superiore a quella dei “rivali” in competizione, un brano orecchiabile a lei affine, ma assolutamente impersonale (l’avesse cantato Emma o una qualsiasi fuoriuscita dai talent non lo avrebbe notato nessuno). Prima di allora, una lagna, con i presentatori davvero inadeguati (un appello: mettete un Pinco Pallino qualsiasi al posto di Annichiarico e avrete una resa senz’altro migliore!), palinsesto mal studiato,mal scritto, mal guidato… in pratica, una vetrina pleonastica per i soliti big, abili a promuovere album già decollati nelle vendite e a esibirsi quasi tutti in play back, oltre a sentirsi le “leccatine” palesi quanto scontate dei conduttori. Una gara dei giovani di cui pare francamente fregare poco a tutti, e brani comunque davvero poco interessanti… Inconsistente, improbabile a dir poco Alessandro Casillo. Brano dimenticabile al primo ascolto, lui a disagio e ancora meno interessante. Capisco la scelta di Fazio, anche contro il vecchio regolamento, di non inserirlo quest’anno nella lista dei big a Sanremo. A un età in fase evolutiva come la sua, pare ancora più spaesato. Un conto era vederlo su Io canto in un contesto adatto, a Sanremo Giovani tutto sommato portò un brano sbarazzino e aveva indubbiamente dalla sua l’onda d’urto della recente vittoria al seguitissimo programma di Gerry Scotti. Ora invece non è nè carne, nè pesce e questa problematica dell’età di mezzo colpisce in tutti i settori artistici, a partire dal cinema. Dovrebbe “attendere” un po’ prima di infilarsi in tematiche adulte in modo credibile. Il nuovo loook paradossalmente non lo ha agevolato neppure tanto, sembrava ancora più bambino. Meglio il Luis Miguel d’annata, ma a questo punto anche i Gazosa, almeno si scrivevano e arrangiavano i pezzi da soli. Ieri ho visto un Coez veramente ridicolo, non è il suo contesto e meglio torni sui suoi passi, prima di diventare un fenomeno discutibile come Fedez o Gue Pequeno che, smesso per il momento i panni del duro (almeno finchè non arriverà al primo posto in classifica e ospite fisso in programmi per casalinghe) ha presentato un pezzo davvero debole, “commerciale” dai, diciamolo, nel senso più bieco del termine. E pensare che i Dogo, di cui possiedo tutti i primi dischi erano davvero alternativi e contro un certo “sistema”. Comunque, al di là di queste dissertazioni soggettive, direi che la trasmissione non prende e che bisogna arrendersi all’evidenza: in tv ormai funzionano solo i talent. Nulla di male, per carità, se si produce buona musica, ma un’alternativa deve esserci, “l’altro”, il sommerso non può disperdersi tutto nel magma della rete.

Tra l’altro partirà a breve un altro flop, stavolta però praticamente annunciato. Castrocaro, su rai due, in prima serata. In teoria i tentativi non mancano ma ricordo che l’anno scorso gli ascolti furono imbarazzanti e di fatto non uscì, non dico “emerse” o tanto meno “sfondò” nessun cantante o gruppo!

Music Summer Festival: altro che Festivalbar!

Ero indeciso se dedicare addirittura un intero post al Music Summer Festival, annunciato come grande novità del palinsesto Mediaset di quest’estate, salutato da più parti come erede più diretto di quella kermesse storica che ha accompagnato intere generazioni di piazza in piazza per tantissimi anni, vale a dire il Festivalbar. Stimolato da una conversazione avvenuta su un noto social network, eccomi quindi condividere con voi lettori le mie impressioni. Innanzitutto, io, al di là del contesto godereccio, di aggregazione giovanile e di voglia di fare festa, non ho rivisto quello spirito che emanava il mitico, quello sì, programma ideato dall’ indimenticato Salvetti. Sgombero il campo da possibili equivoci, non è questioni di facili nostalgie per il tempo andato (pure lecito quando arrivi a 36 anni), nè un desiderio inconscio di voler per forza paragonare, comparare, due epoche che sembrano lontanissime, visto il mutamento stesso della società tutta – avvenuta a ritmi vertiginosi – con conseguenze dirette sul modo di usufruire, ascoltare, produrre, presentare quel bene prezioso che è la musica. Eppure anche mia mamma, che si è vista una finale all’Arena del Festivalbar sul finire degli anni 70, mi ha scritto a un certo punto un sms dicendomi che i programmi le parevano simili.

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(Clementino, il mio favorito è lui: buoni testi, bella attitudine e musiche che non tradiscono la sua terra)

Mah, musica di tendenza a parte… domina il teen rap e questo è un dato di fatto… a mio avviso il rap vero è un altro, n0n dico quello delle posse o quello per forza di cose politicamente impegnato, ma qui siamo a livelli di pop di consumo, di isterie che mi fa sempre pensare a fenomeni “da stagione”. Non me ne vogliano coloro che sono partiti dall’underground e che ora si godono dei primati in classifica FIMI (Salmo, Gemitaiz, Ensi, Rocco Hunt, Vacca, Noyz Narcose tanti altri)… infatti loro non sono stati invitati… ma per tutti gli altri l’effetto è del “mordi e fuggi”,come quella moda effimera di due/tre anni fa che aveva portato alla ribalta insipide teen pop italiane come Lost, Dari ecc… poi scomparse dalle scene. Se devo dire comunque un nome che rappresenta il rap per come piace a me, allora spendo volentieri una parola per Clementino. Lui sì che mette nei testi tematiche sociali, vicine alla sua città e lo fa con buon gusto musicale, non dimenticando le radici napoletane. “O’ vient” è un gran pezzo. Poi parere personale, eh? Uno può anche accontentarsi di ballare e saltare per un  brano come “Alfonso Signorini” del pluritatuato Fedez, ma nella musica io cerco altro.

Tuttavia qualcosa secondo me non ha funzionato dalla base, dai conduttori ad esempio. Stendo un velo pietoso sul figlio di Walter Chiari, e passo alla Marcuzzi. Dai, almeno studia un po’.. cavoli, c’è Nicole Schwerzinger, possibile che proprio non sappiate spiaccicare una sola parola di inglese??? E’ vero che pure gli stranieri dovrebbero sforzarsi di dire due parole in italiano, però scusa, te che conduci, interagisci un po’, mostra interesse e professionalità! Il criterio di gara poi è quanto meno ambiguo: ammetto che non mi sono ben informato sul regolamento prima di mettermi alla visione ma quando ho sentito parlare di gara per emergenti e Moreno me lo escludi, beh, mi viene qualche dubbio. Forse perchè si dà per scontata la sua vittoria, così come lo era quella ad Amici (torniamo al discorso della “moda” del teen pop e delle scene di isteria delle quattordicenni, le stesse che vanno ai One Direction… il pubblico è il medesimo, vorrà dire qualcosa?), e allora diciamolo, è stato una m0ssa promozionale vera e propria: piazzarlo in apertura, al massimo dell’audience, fargli gli inevitabili complimenti.. ma ripeto, il rap esiste nei bassifondi da 30 e passa anni ormai… e poi via alla gara, francamente in tono dimesso. Una Bianca Atzei, per cui nemmeno il duetto con i Modà ha portato un po’ di gloria, veramente deludente, nonostante l’apporto di un plastificato e lampadatissimo Maurizio Solieri ad affiancarla alla chitarra elettrica.. Si sta parlando di uno dei migliori chitarristi rock italiani… ovviamente non cag.. non citato dai competenti conduttori. I big poi non mi entusiasmano in simili contesti.. cavoli, è una gara di giovani? E allora non rubare la scena, tanto sei ovunque. Logico, il brano di Zucchero mi è piaciuto tantissimo, ma sarebbe ora che questi big si mettessero in gioco in una gara una volta ogni tanto… L’amico Carlo Calabrò, musicofilo italiano (questo è il suo interessante blog http://notedazzurro.blogspot.it/ suggeriva una soluzione che a me non dispiacerebbe.. perchè non dare spazio in competizioni simili al rilancio di artisti certo non datati o “vecchi” che proprio in questi giorni a fari un po’ spenti sono tornati sulle scene con un nuovo disco? Gente valida come Fabrizio Moro, Alexia o la giovane Erica Mou che ormai si è inserita con successo pure nel contesto indie alternativo, collaborando con ottime band come Perturbazione ed essendo stata prodotta per il suo sorprendente terzo  album (secondo dopo Sanremo con etichetta Sugar)dal Subsonica Boosta, mago dei suoni elettronici. Tanti quesiti, tanti dubbi che mi hanno lasciato l’amaro in bocca, tanto che alle 10 e poco più ho spento la tv e mi sono immerso in una piacevole lettura che in più parti rievocava il mito del Cantagiro, alla faccia del passato e della nostalgia 🙂 In definitiva, mi è parso più efficace il WIND MUSICA AWARDS, ed è tutto dire!