Marquinhos, Osvaldo e ora pure Lamela! Che succede alla Roma? Che hanno per la testa gli americani?

A pochissimi giorni dal via del campionato, si può sapere che strategia hanno in mente gli americani che presiedano da ormai quasi tre anni la Roma? Ok l’ambientamento, ok i bilanci (ma soldi in questi anni a vanvera ne sono stati spesi eccome), ok che non si possono magari ottenere risultati eclatanti subito, ma qui mi pare che si giochi troppo con la pazienza dei tifosi che saranno sì focosi e talvolta difficili da gestire, ma che hanno anche a buon diritto le loro ragioni per essere quanto meno delusi.

Il fortissimo centrale difensivo MARQUINHOS, primo sacrificato eccellente della nuova Roma

Il fortissimo centrale difensivo MARQUINHOS, primo sacrificato eccellente della nuova Roma

Non è stato dato l’oggettivo tempo a LUIS ENRIQUE per impostare un tipo di gioco piacevole ma che poteva essere rivoluzionario per la serie A, è stato silurato Zeman e lì, nonostante lì’affetto della piazza e nonostante la mia totale stima all’uomo prima ancora che al tecnico, c’era poco da fare, i risultati erano sotto gli occhi di tutti, capisco non puntare su un tecnico inesperto ad alti livelli, ma che ci aveva preso gusto a mettersi in prima linea come Andreazzoli. Quest’anno GARCIA sarà un’ennesima scommessa nel buio o siamo davanti a un nuovo Petkovic, beffardamente seduto sulla panchina della LAZIO con la quale ha avuto un impatto di tutt’altro spessore?

un Osvaldo glamour, modello Johnny Depp.. testa calda sì, MA da NAZIONALE

un Osvaldo glamour, modello Johnny Depp.. testa calda sì, MA da NAZIONALE

A Lilla fece meraviglie, ha una personalità incredibile, doti da psicologo non indifferente, sa leggere nei giocatori cosa può aspettarsi da loro, ma partire con una squadra così monca, specie in attacco e incompleta nella maggior parte dei reparti non pare un azzardo? Io sosterrò il tecnico francese ma è chiaro che, se al tuo arrivo ti vendono tre pezzi da novanta come il giovane Marquinhos, la punta ormai diseredata Osvaldo (peccato per quel carattere fumantino e per la crisi coi supporters, si tratta pur sempre di un attaccante della NAZIONALE, serio candidato per una maglia da titolare nel prossimo mondiale, qualora facesse boom col modesto Southampton),  e, notizia dell’ultima ora persino il giovane fenomeno Lamela!!! Dopo un primo anno di ambientamento, in cui comunque fece intravedere ottime doti tecniche, l’anno scorso per lunghi tratti è stato uno dei migliori – non dico un trascinatore, perchè per fortuna resiste l’eterno Totti, nonostante i mugugni per il contratto firmato non soddisfacente alle sue volontà- ma spesso e volentieri un risolutore implacabile di sì, tra gol d’autore splendidi e tanta abnegazione e corsa, doti prima di allora molto celate, quando sembrava sin troppo lezioso.

il giovane talento offensivo ERIK LAMELA, esploso lo scorso anno a suon di prodezze, ceduto dopo soli due anni

il giovane talento offensivo ERIK LAMELA, esploso lo scorso anno a suon di prodezze, ceduto dopo soli due anni

Insomma, LAMELA al Tottenham, grazie probabilmente ai soldoni ricavati dalla cessione di BALE al REAL e di contro il posssibile, quasi certo arrivo di BUENO, di cui si dice un gran bene a livello tecnico ma che alla lunga distanza è tutto da verificare,  a meno che, esplodendo in anticipo sui tempi, non venga ceduto a peso d’oro nella prossima sessione di mercato. INSOMMA, da cronista vedo una Roma dal grosso potenziale economico ma mal sfruttato o gestito (mi pare che all’Estero sceicchi e ricconi vari anche se sembra ne capiscano poco, in realtà hanno portato risultati ovunque siano andati): a Pallotta e soci non basta affidarsi a grandi dirigenti, devono “entrare” di più nel sistema calcistico italiano; da semplice ammiratore o simpatizzante, invece penso che la squadra sia fortemente ridimensionata, a meno di un colpaccio ad effetto dell’ultima ora. Ma chi potrebbe arrivare? Probabilmente al massimo Gilardino, attaccante più che consolidato ma che pare in fase calante di carriera. Basterà il folkloristico dribblomane Gervinho, tanto caldeggiato dal neo tecnico GARCIA dai tempi dello scudetto del Lille, ma assai deludente nei due anni all’Arsenal? Mah, se almeno Cavani e Ibra litigassero si potrebbe tentare un colpo last minute per lo svedese, che dite? Fantascienza? Sì, SO GIA’ LA RISPOSTA!

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Quanto è forte Borini!

Sostenere “io l’avevo detto” sarebbe ridurre la realtà e prendere in giro gli appassionati sportivi.

Per quanto fossi a conoscenza delle qualità del ragazzo dai tempi degli Allievi del Bologna, credo nessuno onestamente si sarebbe aspettato questo grande exploit al primo vero impatto con la serie A.

Già, è proprio Fabio Borini, classe ’91, la vera rivelazione della serie A. Con il gol decisivo ieri sera contro il Palermo al Barbera (e non è il primo che fa regalare 3 punti d’oro alla sua squadra quest’anno) fanno 9 in poche presenze.

Quando spopolava nelle giovanili del Bologna segnava gol a grappoli, ma era alquanto esile, facendo della velocità la sua arma migliore. Tuttavia il Chelsea si accorse delle sue qualità, fece spese in Italia (acquistò pure Sala dall’Atalanta) e lo portò alla corte di Ancelotti nei Blues. Il Bologna perse pure un altro gioiello quell’anno, forse ancora più promettente all’epoca, il difensore universale Michelangelo Albertazzi, ceduto al Milan. Ma se il biondo difensore ancora non si è espresso da professionista (mai esordito in prima squadra al Milan e poi in panchina tra Getafe e Varese), l’attaccante di Bentivoglio ha invece esordito in Premier con scampoli di gara, dopo aver segnato caterve di gol nelle riserve (i dati riportano 10 gol in 11 gare) per poi passare a stagione in corso allo Swansea in Championship, la seconda lega britannica.

Qui Fabio ha cominciato a far vedere di che pasta è fatto: da gennaio 6 gol in 12 partite e un contributo a dir poco fondamentale per una storica promozione in Premier.

Tornato in Italia per mostrare il suo vero valore, a Parma dopo aver fatto il ritiro estivo, il mister Colomba non se l’è sentita di affidargli le chiavi dell’attacco, preferendo l’inconcludente Pellè. Così Borini con grande entusiasmo è passato l’ultimo giorno di mercato estivo alla Roma, una squadra in piena fase di rinnovamento.

Se al Ducati stanno rimpiangendo le sue prodezze e sperano che Ghirardi riesca a confermarlo, riportandolo alla base per la prossima stagione, nella Capitale hanno ammirato ben presto il suo talento fatto, oltre che di gol, anche di tanta determinazione, voglia di emergere, lotta, grinta e personalità.

Sorprendente pure il suo esordio in Nazionale, nel segno di un rinnovamento tanto auspicato e forse maturo per essere attuato, vista la fioritura sua e di altri campioncini come El Shaarawy, Brivio e Destro.

In mezzo a talenti internazionali come Lamela e Bojan, e a giocatori affermati come Osvaldo o il totem Totti, Fabio Borini si sta giocando al massimo le sue carte, scompigliando quelle dei compagni e ritagliandosi sempre di più uno spazio nel cuore del caldo tifo giallorosso.

Un merito innegabile va anche al tecnico spagnolo Luis Enrique, spesso criticato ingiustamente, che fa giocare davvero chi merita, senza inutili e talvolta dannose gerarchie.

ecco il gol di ieri sera al Palermo

Verrà il tempo di.. Luis Enrique!

Quanto è bella la Roma di Luis Enrique! Lo dico a chiare lettere, nonostante la squadra sia fattibile di figuracce o sconfitte a breve. Troppo altalenante sinora il cammino della squadra capitolina, in virtù di una rosa senz'altro interessante a livello di individualità ma alquanto acerba e per questo soggetta a svarioni e grandi partite. Ieri è stata una di quelle, contro il Novara, nonostante il risultato sia stato raggiunto solo nel secondo tempo, dopo l'ingresso di Bojan. Se il bravo Meggiorini avesse concluso bene una bellissima azione personale, neutralizzata da un sempre più sicuro Stekelenburg magari non sarei qui a elogiare l'operato di Luis Enrique. Ma io provo sempre a essere obbiettivo e ammetto che mi intriga molto il gioco dello spagnolo. Lasciamo stare paragoni fuorvianti e nocivi come quello con il mentore Guardiola. La squadra è composta da giovani di sicuro talento come il già citato Bojan Krkic, l'ex Lione Pjanic, l'argentino Lamela che si sta imponendo con una facilità disarmante, l'italo argentino Osvaldo, un altro giocatore rispetto al timido attaccante che lasciò la serie A tre anni fa. E poi Borini, il terzino tutto sprint Josè Angel, l'ex Palermo Kjaer, il rivitalizzato Gago, l'enfant prodige Borini ben miscelati con i campioni della vecchia guardia (Totti, De Rossi, Perrotta, Taddei).
Col Genoa sono bastate poche ma fatali disattenzioni difensive per compromettere una buona gara, ma l'importante è che dietro le spalle della squadra ci sia il supporto e la piena fiducia della società. Di Benedetto si sta dimostrando sulla lunga distanza un buon presidente, di quelli "deleganti", nel senso che non si intromette minimamente nelle scelte tecniche (per forza, mi direte voi, di calcio non capisce nulla.. ma lo sceicco Mansour secondo voi conosce la Premier?) e ha vagliato con Sabatini (lui sì un grande addetto ai lavori) un vero progetto a lungo termine. Questa sì una vera novità del calcio italiano: la capacità di aspettare, di programmare, di non bruciare. La Roma può andare lontano.