Primi bilanci sul mio ultimo libro “Stelle comete nel mondo del calcio”, disponibile sia in Ebook che in versione cartacea

Allora, cari amici del blog, è una vita che non scrivo, ma ciò non significa che non tenga a questo mio spazio. Anzi, dovendo riflettere su una questione che mi sta particolarmente a cuore, mi è venuto più che naturale farlo tramite questo personalissimo mezzo che non altrove.

Da aprile ho iniziato un nuovo lavoro, sempre nell’ambito socio-sanitario ma non più solo con mansioni di educatore-formatore ma proprio di referente educativo (tra l’altro di una struttura molto grande). Non mi era mai capitato, per dire, di possedere un telefonino aziendale e di ricevere in teoria chiamate a qualsiasi ora del giorno.

Molta più responsabilità, che se da una parte a questo punto del mio percorso lavorativo, era quello che potevo pure auspicarmi, dall’altra ha finito per ridurre sensibilmente lo spazio (vitale) che era destinato a collaborazioni, scrittura e altri progetti.

Tuttavia, da settembre, provando a cercare il giusto equilibrio tra dovere e piacere, dovrei riprendere a scrivere (almeno) di musica, mentre in merito al calcio – materia principe che mi ha portato negli anni a scrivere per testate nazionali come Il Nuovo Calcio e il Guerin Sportivo – sono piuttosto fermo.

9788893325653g

Eppure l’ultima mia pubblicazione ufficiale riguarda proprio un testo a sfondo sportivo, quel saggio dal titolo emblematico “Stelle comete nel mondo del calcio”, per il quale volutamente mi sono affidato al selfpublishing.

Ho spiegato in un precedente post le mie ragioni, dopo 4 libri editi da Nulla die, una piccola ma molto seria casa editrice diretta da Massimiliano e Salvatore Giordano. E vertevano sul fatto che per un libro simile, molto tecnico ma allo stesso tempo ad ampio respiro e attualissimo, avrei ambito a una pubblicazione con editori specializzati in saggistica di questo tipo. Non mi andava di uscire con una sigla che non fosse Nulla die, ma di quella portata. Nel senso che una casa editrice, media o piccola che sia, che si occupa specialmente di narrativa, ad esempio, difficilmente sarebbe andata a valorizzare un manoscritto sulle storie di quei calciatori che, pur baciati da immenso talento, non sono riusciti a far carriera.

Il mio è stato un esperimento, forte del fatto che sono sicuro che l’argomento sia tutt’altro che di nicchia – risposta al più data dai “colossi” dell’editoria (sì, proprio quelli, anche dopo aver iniziato con uno la fase di editing), interessati ma pronti a ribadirmi come in questo preciso momento storico gli unici libri di calcio ad essere venduti sono in pratica gli instant book o le autobiografie “camuffate”.

Qualche contatto nel mondo dello sport ce l’avevo, alcuni ben saldi, e insomma ho fatto da me e, lo dico sottovoce, per ora sono soddisfatto.

Ho sperimentato la doppia versione per la pubblicazione, ebook e cartaceo, per ovviare a quelle che potevano essere facili obiezioni del potenziale lettore interessato (il prezzo di copertina troppo alto!). Sono riuscito con i “tipi” di Youcanprint (banalizzo, ma in realtà ho trovato tanta passione, precisione e professionalità nelle persone con cui mi sono di volta in volta interfacciato, che molte case editrice piccole se le sognano) a concordarmi sul prezzo del cartaceo, tenendolo abbordabile, considerato il numero di pagine (meno di 13 euro) e, curioso, ho voluto provare la pubblicazione digitale, anche perchè io per primo, irriducibile nostalgico della carta stampata, di ebook sono diventato un divoratore.

In molti mi hanno chiesto se sono in previsione delle presentazioni in giro per l’Italia… ad agosto ho voluto sorvolare, ma forse in inverno qualcosa riuscirò ad organizzare,visto che dall’interesse qualcosa si sta muovendo.

Youcanprint ti dà modo di verificare quasi in tempo reale lo stato di vendita del tuo libro, non solo dal sito in questione, ma da tutte le piattaforme o librerie fisiche sparse per l’Italia e l’estero e, con un po’ di stupore, sto notando come in realtà la gente sia ancora legata o attratta dal cartaceo. Tuttavia, è con l’ebook che sto raccogliendo le maggiori soddisfazioni, col picco massimo del 7° posto raggiunto nella classifica di Amazon per la sezione Sport.

Ora le cose si sono un po’ assestate in tal senso, però siamo all’inizio e mi fa piacere che ci siano persone che mi contattano per chiedermi informazioni su come acquistarlo.

Beh, in teoria è molto semplice: si può ordinare il libro cartaceo nei principali bookstore digitali (ibs, amazon, laFeltrinelli, Mondadori e tanti altri), oltre che nelle vostre librerie di fiducia; l’ebook invece offre ancora più possibilità, a soli 3,99 di acquisto, anche leggendo l’anteprima.

Perciò, amici di PELLEeCALAMAIO, che da anni, nonostante le mie periodiche assenze, mi seguite con passione, se volete saperne di più o avete curiosità e voglia di leggermi, fatevi avanti! 🙂

Le idee in materia di saggistica sono sempre tante, ma probabilmente dopo diversi anni ormai e tre pubblicazioni, mi concederò una pausa dal genere per concentrarmi su una nuova avventura: l’idea che dovrebbe trasformarsi in un nuovo romanzo, a 5 anni di distanza dal mio esordio letterario “Verrà il tempo per noi”.

Ma in questo caso tutto è ancora prematuro, e la promessa è quella di tenervi aggiornati di più!

Un forte abbraccio!!!

(Gianni Gardon)

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Recensione di “Entra nella mia vita”, splendida terza prova “internazionale” della scrittrice Clara Sanchez

A Natale ho regalato a mia mamma il nuovo libro della scrittrice spagnola Clara Sanchez che, dopo il best seller “Il profumo delle foglie di limone” e l’altro suo romanzo tradotto in italiano “La voce invisibile del vento”, tornava con “Entra nella mia vita”.

Un regalo che avrebbe acconsentito anche a me di “perdermi” nuovamente nella scrittura di questa fantastica narratrice, una voce originale, sicura, forte. In rete è facile imbattersi in discussioni sul suo reale valore, ma è destino comune di chiunque esponente creativo arrivi a un determinato successo.

A me lei continua a piacere, per i temi, spesso scottanti, che riesce a mettere su carta, dai quali far partire e confluire le sue intricate vicende, e per il suo stile, ormai consolidato e riconoscibilissimo dopo averne letto tre “prove”.

“Entra nella mia vita” mantiene inalterato la doppia voce, il doppio punto di vista, affidato in questo caso ai pensieri e alle azioni delle due protagoniste, come sempre splendidamente tracciate nei loro profili psicologici. La Sanchez tra le varie frecce al proprio arco, sa come scandagliare l’animo umano e connotare i suoi personaggi di caratteristiche pregnanti. Lo fa anche in questo caso con la galleria di “attori” messi in scena: Veronica, Laura, Ana, Betty, Daniel, Greta, Lilì, Angel, Mateo, Moncalvo, Maria…

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Senza entrare nei dettagli della storia, illustrandone la trama, chiudo dicendo che il tema è quello dei bambini rubati, delle false adozioni, argomento spinoso, tabù, emerso nella Spagna di fine anni ’80, periodo in cui sono trasportate le vicende delle due protagoniste che si scoprirà essere sorelle, separate dapprima e poi unite, più che dal destino, dall’indomita voglia di verità della più giovane, Veronica, che sente di dover portare avanti la battaglia della madre, correndo dei grossi rischi.

Un libro avvincente, di quelli che non poseresti più sulla credenza, nonostante le ore della notte scorrano sempre più veloci. Una storia che, come le precedenti della Sanchez, lascia attaccati alle pagine, sempre avvolte da quel senso di tensione e di mistero, nonostante non si tratti nemmeno stavolta di “noir” vero e proprio. E’ piuttosto una “tensione emotiva” che ci accompagna lungo tutta la lettura, fino al finale, in questo caso forse un po’ più scontato rispetto ai due libri precedenti, ma non per questo meno efficace.

Recensione di “Inside Out”, splendida autobiografia dei PINK FLOYD ad opera del batterista Nick Mason

Ho terminato da pochi giorni una splendida lettura, di quelle che catturano e  ti inducono a proseguire, tanto veloce e ispirata è il susseguirsi della vicenda. E che vicenda, verrebbe da dire! Visto che l’autore del libro in questione ne è anche protagonista in prima persona. Nick Mason, batterista storico degli immensi Pink Floyd ci consegna quella che giustamente viene definita nel titolo dell’opera, la vera autobiografia del gruppo inglese, solcando 45 anni e più di narrazione, e svelando doti inedite di scrittore arguto, baciato da un autentico humour inglese, da quella forma di ironia, spesso anche nei confronti di sè stesso che fanno tanto assomigliare questo “testamento artistico” a qualcosa di assolutamente lontano dall’autocelebrazione.

Nick Mason in posa col suo libro, la cui bellissima copertina è opera dello storico collaboratore dei Pink Floyd, Storm Thorgerson

Nick Mason in posa col suo libro, la cui bellissima copertina è opera dello storico collaboratore dei Pink Floyd, Storm Thorgerson

Non solo trionfi e onori, quindi, anzi, Mason è bravo nel tratteggiare e nello scandagliare i momenti più bui e difficili della lunga carriera della band, costellata invero pure di controversie, a partire dall’allontanamento e dalla malattia del primo vero leader del gruppo, Syd Barrett, fino alla consacrazione mondiale con alla guida l’altro leader, il carismatico e più sanguigno e politico Roger Waters, fino all’ultima fase con il nome garantito da lui stesso e dall’ultima mente creativa rimasta, David Gilmour.

Una grande storia, che è pure quella di un’amicizia vera, nata sui banchi di scuola, quella di Mason con lo stesso Waters e con Rick Wright, finalmente innalzato dal batterista per i suoi indubbi meriti, poco riconosciuti da certa critica, solitamente abili nell’assegnare a Barrett, Waters e Gilmour  le doti che hanno fatto diventare i Floyd un monumento musicale capace di travalicare i decenni sull’onda di successi ripetuti. Wright però, come appunto ci ricorda Mason, è stato altresì fondamentale nella stesura e nella composizione di alcuni splendidi brani storici, basti pensare a canzoni come “Us and them” o la celebre e commovente “The great gig in the Sky”, vero gioiello di un’intera produzione. Mi è piaciuto pure il fatto che l’autore abbia voluto rimarcare pure l’importanza fondamentale dei contributi dei molti, moltissimi collaboratori (la “crew” più volte nominata nel volume) che nei decenni si sono avvicendati a fianco del gruppo; alcuni poi come lo storico produttore Steve ‘O Rourke in pratica con loro fin dagli inizi, dopo l’abbandono da parte di Jenner e King, rimasti invece al fianco di Syd Barrett.

E poi, diciamocelo, Nick Mason è sempre stato quello più in ombra della band, un “semplice” batterista, o un marinaio semplice come splendidamente fa riferimento nel finale del libro, quando ormai è giunto ai commoventi saluti finali.

Un’opera esaustiva, completa, pur arrivando con un poscritto aggiornato al 2005 (e quindi di poco precedente alle morti di Barrett e Wright) ma contenente già la reunion al Live 8, un evento che sembrava precludere un qualcosa di più di una riappacificazione sul palco, che pur sembrava assai improbabile a un certo punto. Il fatto che anche di recente Waters e Gilmour abbiano diviso un palco, partecipando a rispettivi concerti sembra la giusta testimonianza che, come spesso accade, il tempo riesce a far sotterrare anche le più robuste asce di guerra.

Un libro assolutamente da leggere, corredato tra l’altro da foto davvero splendide, inedite, storiche. Bravo Mason! 🙂

Recensione del film “Febbre a 90°” tratto dall’omonimo libro cult di Nick Hornby

Premetto che “Febbre a 90°” è uno dei miei miei libri cult e il suo autore Nick Hornby uno dei miei scrittori preferiti in assoluto, e di conseguenza mettersi seriamente ad analizzare il film tratto tratto da questo poteva rivelarsi un azzardo, visto che solitamente rimango deluso dalle trasposizioni cinematografiche (ci sono anche eccezioni positive, vedi “Il Signore degli Anelli”).

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Il film (diretto da David Evans) non è certo recentissimo (1997), però l’avevo sempre visto in qualche modo, e raramente è stato riproposto sul piccolo schermo. Per fortuna però esiste un canale tematico come Sky Cinema Cult che non finisce mai di darmi soddisfazioni.

E poi in questo caso, sapevo che il film era comunque solo liberamente tratto dall’opera di Nick Hornby, anche perchè se fosse rimasto fedele in toto al contenuto del libro, ne sarebbe uscito una sorta di documentario, visto che viene ripercorsa mediata dalla passione del protagonista (che poi in pratica ricalcava la vita dello stesso autore) la storia dell’Arsenal dagli anni ’70 alla fine degli ’80, con tanto di citazioni, risultati, cronache, ecc.

i due protagonisti del film al mitico stadio Highbury di Arsenal

i due protagonisti del film al mitico stadio Highbury di Arsenal

 

Invece il film si sofferma certamente sul protagonista del libro e la sua innata passione dell’Arsenal, ma scandaglia la sua vita, mostrando come la sua abnegazione da “tifoso” sia tale da condizionare, finanche a mettere in seria discussione la sua quotidianità, le sue scelte di vita, professionali e personali, i rapporti con la fidanzata in primis. Un film dove il calcio diventa metafora, trasfigurando il concetto di “è solo un gioco”. L’attore è un qui giovane Colin Firth, perfetto per la parte, immaturo e disincantato, mentre appunto la sceneggiatura, essendo stata scritta dallo stesso Hornby ha garantito una sorta di continuità con il libro, a livello stilistico. Un film che non possiede la forza comunicativa del libro, ma che si è fatto vedere più che volentieri.

Addio a Stefano Borgonovo, un esempio per tutti

Scrivo a caldo, d’altronde ho appreso la notizia dieci minuti fa: è morto Stefano Borgonovo, l’ex calciatore fra le altre di Fiorentina e Milan. Ha lottato tanto, con una forza, una dignità encomiabile. Purtroppo la SLA, antipaticamente etichettata, assai in modo semplicistico come “la malattia dei calciatori” (tra i più noti deceduti anche l’ex capitano del Genoa Signorini), è una brutta bestia e non dà scampo, nonostante i passi da gigante nella ricerca della cura.

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Ti arriva come un fulmine a ciel sereno, quando la diagnosi è certa, sai che andrai incontro a un calvario, dapprima psicologico, poi fisico, visto che poco per volta ci si consuma. Resta lucida fino all’ultimo la mente, ma decadono diverse facoltà, poco per volta la comunicazione diventa non verbale, poi si bloccano in pratica tutti gli arti, si comunica con gli occhi, ci si affida nel caso di tecniche all’avanguardia – che non tutte le persone comuni ovviamente possono permettersi – a computer che leggono e interpretano la linea dello sguardo, componendo parole e frasi (anche in questo modo Stefano Borgonovo è riuscito a scrivere il suo toccante libro “Attaccante noto” e a collaborare sino all’ultimo con la Gazzetta dello Sport; lessi la sua rubrica anche l’altro ieri)… negli altri casi ci sono lavagnette più semplici ma comunque efficaci. Ho conosciuto anch’io una persona speciale, perita in medesime circostanze… una persona splendida, ho fatto in tempo a percepirne l’entusiasmo per la vita, per i viaggi, per il suo lavoro di imprenditore, per le moto e soprattutto per la compagna. Anche lui ha lottato davvero fino alla fine, anche lui ha sofferto, anche lui è stato un esempio, Roberto, non ti dimenticherò mai, sappilo! E di Borgonovo, al di là della genuina e sincera massima ammirazione per il calciatore, straordinario all’epoca della Fiorentina in coppia con  Roby Baggio, quando facendo insieme gol a grappoli si guadagnarono la chiamata di Milan e Juventus, rimane soprattutto impresso nella memoria collettiva questo suo coraggio, questa sua forza!

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Tantissimi giocatori gli sono sempre stati accanto, la moglie si è dimostrata donna straordinaria. Ma di lui mi rimane soprattutto la forza dell’uomo, l’esempio, il sorriso nonostante tutto. Il giorno che troveranno la cura per la SLA sarà di gran festa, esistono tante associazioni, tante manifestazioni, tante iniziative. Mai come in questo caso occorre metterci del nostro, darci da fare.

AGGIORNAMENTO

era prevedibile giungessero tantissimi messaggi di affetto, solidarietà, stima… parole vere e sincere, come lo era l’animo e lo spirito di Stefano.

Mi sono rimaste impresse fra tutte quelle di BAGGIO, che non si limitò ad esserne splendido compagno di reparto in attacco, ma fu uno di quelli che gli furono vicini anche dopo.

a un certo punto della sua toccante lettera (semplice ma per nulla retorica),dopo aver rievocato alcuni episodi, elogiato la moglie Chantal e ricordato le emozioni della maglia azzurra raggiunta insieme quando erano giovani promesse della Viola, condividendo quindi un sogno, Roby ha aggiunto: “ma la cosa più bella e importante per me, e forse non te l’ho mai detta, era quando con un assist ti mandavo in gol e vedevo i tuoi occhi pieni di felicità”… devo dire, un po’ mi sono commosso, credo che amicizia voglia dire queste cose.

ecco i gol del bomber in A

http://www.youtube.com/watch?v=V7TCtBw1Sxg

Reading Teatrale/musicale “PINGUINI E ALTRE STORIE”, tratto dal mio ultimo libro “Pinguini di carta”

Con grande piacere condivido anche sul mio blog la notizia di un evento che mi riguarda assolutamente da vicino, in quanto si tratta di un reading teatrale/musicale tratto dal mio ultimo libro, “Pinguini di carta”, edizioni Nulla die, una raccolta di testi.

ecco il comunicato:

si tratta di un evento in cui mischiando sul palco POESIA, TEATRO, MUSICA E RECITAZIONE presenterò i testi del mio ultimo libro pubblicato PINGUINI DI CARTA – edizioni Nulla die

– PROTAGONISTI SUL PALCO:

GIANNI GARDON – testi, monologhi e poesie
MARTINO FEDINI – pianoforte, tastiere, suggestioni musicali
CRISTIANA DALLA FINA – espressione corporea, danza
TERENZIO MIRANDOLA – narratore, lettura di testi

COLLABORATORI:

DAMIANO NEGRI e GIOVANNI CORSO riprese video – audio
ROBERTO “DALSE” DAL SENO – diretta streaming su http://www.yastaradio. com

GRAZIE ALLO STAFF DELLA LIBRERIA MONDADORI FERRARIN DI LEGNAGO (VR), in particolare al titolare per la piena disponibilità e a ZEUDI e ANTONIO per tutto!

AL TERMINE DELLO SPETTACOLO CI SARA’ UN RICCO RINFRESCO “PUGLIESE” TUTTO A OPERA DELLA MIA RAGAZZA, MARY, E DELLA SUA FAMILY

VI ASPETTO NUMEROSI!!!! LO SPETTACOLO INIZIERA’ ALLE 18 MA VENITE PURE VERSO LE 17,30/17,45

SARA’ UNA SERATA DIVERSA DAL SOLITO, NON VE NE PENTIRETE!

GRAZIE SIN DA ORA

(COME DETTO, PER GLI AMICI “LONTANI” CI SARA’ LA POSSIBILITA’ DI ASCOLTARE IN DIRETTA IL READING SU YASTARADIO. COM DALLE ORE 18
entrate con browser esplorer in streaming gratuito su www.yastaradio.com

la locandina dell'evento

la locandina dell’evento

PELLEeCALAMAIO ospita lo scrittore Sergio Oricci

Con grande piacere oggi ospito nel mio blog un autore che sinceramente stimo molto e considero uno dei migliori della sua generazione: Sergio Oricci.

“Ciao Sergio, iniziamo ricordando il tuo percorso da scrittore. Come hai iniziato? Quando hai capito che scrivere sarebbe diventato un’esigenza?”

Ciao Gianni. Ti ringrazio per lo spazio che hai deciso di dedicarmi.
Prima di iniziare a scrivere ho iniziato a leggere. E ho continuato a farlo fino a quando, un giorno, mi sono svegliato con la voglia di provare a raccontare una storia. Una storia in cui si riuscisse almeno a intuire un punto di vista. Il mio. Oggi la scrittura, più che un’esigenza, è un grande divertimento. Ma leggere resta un divertimento ancora più grande.

“Hai esordito con una casa editrice di tutto rispetto e parecchio ambita come “I Sognatori” di Aldo Moscatelli. Confrontandoti con il tuo editore, solitamente – e giustamente, a mio avviso – esigente, ci puoi confidare cosa l’ha colpito del tuo modo di scrivere? E’ stato “amore a prima vista” o comunque avete discusso, lavorato specie in fase di editing, collaborato in piena sinergia per ottenere certi risultati?”

Aldo Moscatelli ha definito la mia scrittura, sul blog della casa editrice, “pulita e fluida”. Immagino siano quelli gli aspetti che più lo hanno colpito. La cosa che invece ha colpito me è quanto sia stato bravo a capire fino in fondo le mie storie, riuscendo poi a valorizzarle. Su entrambi i romanzi che ho pubblicato è stato svolto un grande lavoro. La collaborazione con Aldo è stata fantastica. Durante l’editing c’è stata una sintonia difficile da spiegare senza poter mostrare gli interventi sul testo. E il lavoro non si è concluso con la lunga e impegnativa – ma anche divertente – fase dedicata all’editing. Dalla correzione delle bozze alla realizzazione delle copertine – e qui devo ringraziare l’autrice delle illustrazioni, la bravissima Francesca Santamaria – ogni passaggio che ha preceduto la pubblicazione è stato curato nei minimi dettagli. Posso solo dire che considero l’incontro con I Sognatori un momento decisivo per il mio percorso come autore. Se non avessi pubblicato Gioie e sapori con loro, forse oggi neanche scriverei più.

“Gioie e sapori” ha rappresentato una bella novità in fatto di thriller, noir anche per il tema decisamente insolito. Ma con il nuovo “Fame” sembra tu abbia voluto esplorare ancora maggiormente certi temi lì improntati. Ci parli di questa tua nuova fatica letteraria? E’ un vero prequel oppure questa lettura può essere svolta a sé stante?”

Gioie e sapori, a mio parere, è una fiaba horror molto colorata, splatter, weird e a tratti surreale. Scriverla per me è stato come salire su una giostra, chiedere al giostraio di aumentare la velocità al massimo e vedere la cabina, con me dentro, schizzare via chissà dove. Potevo atterrare sul morbido o finire schiantato contro un muro. Mi sono chiesto più volte se una cosa del genere potesse piacere a qualcuno, a parte me. Alla fine non è andata poi tanto male. Fame è un romanzo molto diverso, e si può leggere anche senza il suo seguito. Le differenze maggiori risiedono nelle atmosfere, più colorate quelle di Gioie e sapori, più cupe quelle di Fame, nei riferimenti alla cultura pop – Gioie e sapori ne è pieno, in Fame sono pressoché assenti – e nella componente surreale/weird che in Fame si è persa quasi del tutto. Però la storia è una sola, e penso che i romanzi guadagnino molto se letti uno dopo l’altro.

“Hai partecipato anche a delle antologie con i tuoi racconti, molto apprezzati anche questi… Che ne pensi della forma “racconto” rispetto al romanzo lungo. Trovi sia più semplice definire una storia in poche righe, usando necessariamente uno stile diverso dal lungo formato o si è trattato solo di riusciti esperimenti? Pensi che ne scriverai altri in futuro?”

Mi piace moltissimo scrivere racconti e sicuramente ne scriverò altri in futuro. Tra l’altro adesso, dopo due romanzi pubblicati e altri due nel cassetto, penso di prendermi una pausa per dedicarmi proprio a mettere insieme una raccolta di racconti. Non so dire se sia più facile scrivere racconti o romanzi. Nella narrativa breve ci sono meno cose da tenere sotto controllo, le revisioni sono più rapide. Ma ogni scelta lessicale ha un peso maggiore, e basta un passaggio debole per pregiudicare il risultato finale.
Restando in tema, ci tengo molto a citare una rivista che considero eccezionale, sia come lettore sia come scrittore. Si chiama Altrisogni, e pubblica racconti horror, weird e di fantascienza. Retribuisce gli autori con una percentuale sulle vendite, ed è una realtà in grande crescita che ritengo sia già un punto di riferimento per chi ama la narrativa di genere. La consiglio a chiunque ami la forma racconto.

“Il tuo editore ha scritto un validissimo saggio sull’editoria di oggi, puntando fortemente il dito contro il fenomeno delle famigerate case editrici a pagamento, argomento sul quale tuttora appassionatamente si trova a discutere. A tuo avviso, perché nonostante si sia scoperchiato il trucco, e si possano rilevare informazioni precise al riguardo, specie sul “trattamento” riservato a questi ingenui, aspiranti autori, il fenomeno delle EAP rimane così in voga? Solo una forte “vanità” da parte di questi sedicenti autori?”

L’argomento editoria a pagamento non mi appassiona, devo essere sincero. Non so cosa spinga le persone a pagare migliaia di euro – o centinaia, non fa differenza – per vedere il proprio libro pubblicato. La cosa migliore che si possa fare per combattere questo fenomeno credo sia sostenere le case editrici che non chiedono contributi. Dedicando qualche minuto al giorno a dare un’occhiata ai cataloghi, sono convinto che chiunque possa trovare un libro interessante pubblicato da una piccola casa editrice che investe tempo, soldi ed energia sugli autori e i loro romanzi. Io ne ho trovati parecchi.

“A mio avviso avresti le carte in regola per ambire a un’ottima carriera di scrittore. Ci credi almeno un pochino o resti coi piedi ben piantati a terra? Pensi che ci sia ancora spazio per chi, tramite onesta gavetta, ambisce a diventare scrittore di professione?”

Penso che ci sia spazio per i bravi autori, ne sono convinto. E credo che, in tutti i campi, se non si arriva ad alti livelli è perché manca qualcosa. Il talento, la tecnica, l’applicazione, la voglia. Per quanto riguarda me, se tra dieci anni scriverò ancora, allora potrò iniziare a pensare alla domanda che mi poni. Oggi non credo abbia senso farlo. Sono solo all’inizio di un viaggio che potrebbe interrompersi da un momento all’altro per mille motivi. Potrei perdere interesse per la scrittura, o magari rendermi conto di non essere all’altezza. Gli editori potrebbero rifiutare ogni cosa che scriverò da ora in avanti e così via. Un passo alla volta, vediamo cosa succederà.

“Che ne pensi degli ebook e delle auto pubblicazioni? Non pensi possano saturare ulteriormente il mercato o rappresentano il futuro del libro?”

Ebook o libro cartaceo, per me non fa differenza. Credo che ci sia spazio per entrambi e spero che i libri elettronici si diffondano sempre di più, in modo da avere a disposizione cataloghi più ampi e completi. Il mondo del self-publishing, invece, non lo conosco abbastanza per giudicarlo in maniera sensata. Io sono legato a una visione delle cose che mi porta, oggi, a prendere in considerazione solo un percorso che preveda una casa editrice tra me e il lettore. Ma non metto in dubbio che per qualcuno l’auto-pubblicazione possa rappresentare una valida alternativa e non necessariamente una soluzione di ripiego.

un grosso in bocca al lupo per la tua carriera, Sergio!

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