Finalmente è uscito il mio quinto libro “Stelle comete nel mondo del calcio”

E’ uscito da pochissimo – in pratica da due giorni –  il mio nuovo libro, il quinto, intitolato “Stelle Comete nel mondo del calcio”.

9788893325653g

Come avrete capito, per la prima volta mi sono cimentato in un saggio che trattasse tematiche sportive, legate al calcio nello specifico, e in un certo senso è stato un percorso naturale, visto che da tanti anni mi ritrovo a scriverne.

La mia avventura giornalistica è iniziata ormai tantissimi anni fa, all’incirca nel 1996, quando entrai in contatto con l’allora direttore del mensile “Calcio dilettante” Andrea Nocini. Per un paio d’anni vi collaborai, trattando già al tempo storie di calciatori (della mia provincia o regione, quindi Veneto, visto che vengo da Verona) che si erano affacciati ai piani alti del professionismo, per poi rientrare nei ranghi.

Pur intraprendendo altre strade professionali, tra collaborazioni con radio e in altri ambiti, soprattutto musicali, non mi sono mai staccato dall’idea di scrivere di calcio. E dopo una prima pubblicazione ufficiale con un romanzo di narrativa (“Verrà il tempo per noi”, Nulla die Edizioni), sono poi usciti altri tre miei lavori che rispecchiavano un po’ di più la mia inclinazione al raccontare, approfondire, mettere in ordine.

Ma un libro di questo tenore sul calcio non l’avevo mai realizzato, e visto che sul sito del Guerin Sportivo (storica rivista per cui scrivo a fasi alterne dal 2010) e sul magazine sportivo Il Nuovo Calcio, avevo già dedicato tanto spazio alle vicende di calciatori che per un motivo o per l’altro non erano riusciti a brillare in tutto il loro talento (rimanendo delle “Stelle comete”), ho pensato bene di ampliare quell’argomento (dal mio punto di vista affascinante e intrigante), ricavandone un manoscritto corposo.

Ho in pratica recuperato molte schede di calciatori che già erano state pubblicate nel corso della rubrica “Stelle comete”, riaggiornandole, visto che alcune le avevo scritto 3 campionati fa, e integrandole con altre del tutto inedite, anche pescando da campionati esteri o dal passato di questo sport.

Insomma, materiale ne avevo parecchio, lo stesso che periodicamente mi veniva richiesto da alcuni miei lettori affezionati della rubrica, che confidavano in una ripresa della stessa. Ho pensato in effetti che avrei potuto proporre un seguito sul sito, ma poi anche certe linee editoriali sono cambiate con la nuova direzione. In second’ordine, di fatto ho stipulato col mio editore un contratto che prevede una prelazione di Nulla die su tutte le mie opere future.

Ho un buonissimo rapporto con Salvatore Giordano, deus ex machina della casa editrice, e già un paio d’anni fa, mi diede ulteriore fiducia, pubblicando due miei volumi di saggistica musicale, nonostante in catalogo mancasse una collana dedicata alla musica.

Un azzardo che credo di essere riuscito a contenere e a giustificare, visto che con Revolution 90 e Rock’n Words sono giunti dei riscontri e diverse partecipazioni a contesti musicali nazionali.

Tuttavia, mi sono reso conto che la pubblicazione di un libro molto tecnico sul calcio, per un argomento di nicchia, sarebbe stata difficile per il mio editore che, in modo molto sincero, mi aveva profilato da subito l’eventualità che non ci fossero le condizioni per dargli uno sbocco editoriale.

Ho provato a proporlo in giro, a tre case editrici medio grande, che apprezzo e leggo molto, che si occupano di saggistica sportiva o che hanno comunque in catalogo libri a tema calcistico.

Senza far nomi, una di queste – il cui editore mi conosceva e apprezzava per ciò che scrivo di calcio – mi ha molto concretamente detto che il distributore per primo lo aveva ampiamente scoraggiato in merito a una cospicua resa economica di un libro simile, aggiungendo tra l’altro che un manuale stupendo che aveva anni prima pubblicato – e che io conservo gelosamente- non era stato acquistato nemmeno dalle famiglie dei giovani calciatori di cui si era tracciato un profilo. Questo per dire che lo ritenevano un investimento a perdere.

Stessa frase sentita da un altro editore che stimo, che da anni a quanto pare aveva sospeso le pubblicazioni di questo genere.

Ammetto – e solo pochissime persone della mia cerchia ne erano al corrente- di essere stato in stretto contatto con un editor influente di una grossa casa editrice, il quale sosteneva la mia “causa”, avendone apprezzato la tematica, ma alla fine non se n’è fatto nulla, perchè nel frattempo erano cambiate mooolte cose in seno a quel marchio.

Mi sarebbe piaciuto – come penso a tutti – alla soglia dei 40 anni e con 4 pubblicazioni ufficiali e “free” alle spalle (chi conosce il gergo editoriale sa di cosa parlo) provare l’esperienza di una pubblicazione con una big, ma realisticamente devo anche prendere atto di un mercato che sembra poco rischiare, specie in merito a temi, sì di calcio, ma magari lontani da come viene inteso oggidì.

Sono consapevole di aver fatto del mio meglio e mi spiaceva lasciare tutto nel cassetto, e allora ho voluto mettermi in gioco, optando per l’autopubblicazione, e affidandomi nella fattispecie alla piattaforma Youcanprint, che reputo la migliore in assoluto in questo campo.

Non mi sento per nulla penalizzato finora, per come abbiamo lavorato al libro, con un buon feedback da parte dei collaboratori di YCP, rispetto a una pubblicazione “normale”.

Anche perchè, e questo è facile constatarlo, in effetti da un anno a questa parte, tutti i libri usciti che trattassero di calcio (e io ne leggo tanti) sono in pratica biografie o autobiografie camuffate (che spesso non sono altro che interviste lunghe realizzate da un giornalista) del grosso nome in voga, ma che poco solleticano il palato di chi si attende di scoprire qualcosa, di trovare curiosità o di conoscere storie poco note di questo sfavillante mondo.

E poi, molto più semplicemente, il mio libro è già facilmente ordinabile nelle principali piattaforme digitali, nei più noti bookstore, tra l’altro in versione sia cartacea che in ebook (e anche questa è una novità rilevante e che mi stuzzica, visto che dei miei precedenti libri non esiste una versione digitale) e quindi se uno vuole, il modo di acquistarlo e leggerlo lo trova!

Anche il discorso della promozione è relativo e cambiato molto negli anni: a meno che non si pubblichi con Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, Einaudi o pochi altri nomi, essere fisicamente presenti negli scaffali delle librerie è molto difficile, a meno che non si instauri un rapporto fiduciario con alcune di esse, magari finendo in qualche grossa catena o viceversa in qualche libreria indipendente (alcuni eroi esistono e resistono ancora). Il discorso si allargherebbe giocoforza alla distribuzione, ma qui teniamo valido quanto accennato qualche riga più su in merito al parere di uno di loro sull’effettiva vendibilità di un’opera come quella che ho proposto.

Quindi, a maggior ragione, vedrò di mettermi in gioco e darmi da fare!

Se siete arrivati fino a qui significa che la cosa vi ha interessato, e tutta questa premessa non era per giustificare un mio momentaneo passaggio al selfpublishing, ma anzi è stata fatta perchè credo molto nel mio libro, nelle motivazioni che mi hanno indotto a realizzarlo e al suo significato: cioè di assegnare valore anche a molti calciatori che avrebbero potuto segnare un’epoca ma che per motivi diversi non lo hanno fatto. E’ una sorta di what if, di slinding doors – visto che racconto, anche intrecciandole, vicende di giocatori emersi nello stesso periodo e momento, in cui uno poi diventa campione e l’altro no.

Sono molti nomi, alcuni notissimi, come Adriano, Coco, Morfeo, Deisler, Van der Meyde, Meroni, Vendrame, altri sicuramente meno conosciuti e appartenenti al rango di promesse giovanili non mantenute come gli ex Palloni d’Oro Under 20 Lamptey, Adiyiah, Caio o gente le cui storie sono significative come Freddy Adu, Foquinha, Macina, Chiumiento, Montano, Mannari, o gli ex cesenati Bernacci e Comandini.

Insomma, sarebbero da citare tutti e io ho preferito soltanto dirvene una minimissima parte di tutti quelli che potete trovare raccontati in “Stelle comete nel mondo del calcio”.

Qui sotto vi lascio i link per accedere ai principali vari siti, in cui è possibile acquistarlo.

http://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=risultati_ricerca_generale&Itemid=95

http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=gianni+gardon+libri

http://www.ibs.it/libri/GARDON+GIANNI/libri+di+GARDON+GIANNI.html

Annunci

Tanti progetti stanno vedendo la luce. E’ un periodo per me di grande positività e produttività

Mi rendo conto che è da un po’ che non uso questo blog a mo’ di diario. A pensarci bene forse non l’ho mai utilizzato davvero così, eccezion fatta per quando mi sono ritrovato in pessime condizioni di salute e allora diveniva quasi una valvola di sfogo condividere le paure ma soprattutto le mie speranze con i lettori.

Ultimamente però il tempo si era ridotto anche solo per aggiornarlo come si deve e, se da una parte mi fa piacere che le visualizzazioni si attestino comunque sulle mie medie, non subendo bruschi ridimensionamenti nei periodi di mia prolungata assenza, dall’altra avrei voglia di riprendere questo strumento e postare con cadenza più frequente.

Il fatto, ne parlavo proprio ieri con un mio amico, è che in questo periodo di ritrovata salute (tocco ferro ma ormai è da un anno che, con le cure giuste, non ho più avuto problemi) oltre ad aver ripreso sempre a miglior ritmo il mio lavoro principale, quello di educatore in una struttura per disabili, ho ripreso a scrivere molto e fare altro, ampliando così il numero delle mie collaborazioni.

E tra poco le cose aumenteranno ancora, per questo ho voluto fare un sunto e scriverne qui, per mettere un po’ d’ordine, promettendomi però di non abbandonare questo spazio, che in fin dei conti è mio e solo mio. Qui in teoria non devo render conto a nessuno, se non ai miei lettori, per i quali nutrirò sempre rispetto, visto che probabilmente qualcosa da me giustamente si aspettano!

Parto dal lavoro, che ormai da tanti anni svolgo, pur avendo cambiato diversi ambiti, nel settore socio-sanitario e didattico, da quando mi sono laureato nel lontano (ahimè) 2002! Ho quasi 38 anni e, nonostante gli inevitabili momenti di stanca, perchè è indubbio che lavorare sempre a stretto contatto con realtà “difficili” se da una parte ti gratifica e ti rinforza, dall’altra anche un po’ ti toglie in termini di energia, finendo per logorarti.

Dicevo, a parte la stanchezza fisiologica che può far capolino a periodi,  mi rendo conto di avere tantissime motivazioni! Amo il mio lavoro, non potrei farne a meno e cerco sempre di metterci il massimo. Lo so, è importante trovare nuovi stimoli, non fossilizzarsi, in primis proprio per senso etico nei confronti di chi dobbiamo assistere, ma anche per noi stessi, per non perdere di vista il senso del nostro operare, per non spegnersi.

Da parte mia, con tutti i difetti (e ne ho molti!) che posso avere, di certo posso affermare che sono sempre sorretto da tanto sano, genuino entusiasmo, lo stesso che mi ha aiutato notevolmente anche nei periodi di grossa difficoltà, quando sono stato a lungo in ospedale.

Riguardo alla scrittura, beh, anche lì ciò che mi muove è principalmente la passione!

Inutile negarlo: se dovesse progredire al punto di doverle giocoforza dedicarle più tempo a scapito di altro, vorrò dire che avrò preso una piega magari voluta ma certo inaspettata.

Non lo dico per falsa modestia, ma voglio essere realista. Scrivere prima di tutto mi piace, mi fa stare bene e finchè non avrò il cosiddetto “blocco dello scrittore” credo andrò avanti a buttare su carta (immagine ormai metaforica!) le mie storie.

Già, le storie! Mi piacerebbe di fatto tornare a scriverne una, ad ampio respiro, come piace a me. come era successo quando ebbi l’intuizione, tanti anni fa, di provare ad allargare l’idea che mi balenava in mente e che ruotava attorno a un gruppo di adolescenti di provincia che sognavano in grande per il loro futuro, sorretti dall’amore per la musica.

Quel sogno è diventato per me “Verrà il tempo per noi”, il mio primo romanzo, che a 4 anni dall’uscita avrò modo e occasione di presentare nuovamente in pubblico grazie all’interesse e alla disponibilità di un’Associazione Culturale lombarda, guidata da Ivano Mingotti. Grazie davvero, ci vediamo ad Arese l’8 Aprile, ormai ci siamo!

Quello per ora è rimasto un episodio isolato della mia esperienza da autore, perchè nonostante avessi quasi subito un altro soggetto di narrativa da sviluppare, un tema portante dal quale partire, un po’ gli eventi mi hanno portato altrove. Già il successivo “Pinguini di carta” era un progetto anomalo, una raccolta di miei testi poi trasformati in un reading teatrale/musicale che ho avuto modo di portare in scena con mia grande soddisfazione.

Subentrata poi la malattia, e superata, mI rendo conto che questa ha finito inconsapevolmente per “condizionare” le mie scelte future, perchè riflettendo su molte cose, ha dato il via ai miei successivi due libri.

Ho sempre amato la musica, fin da piccolo, e poi ho avuto modo di iniziare a lavorare in una radio locale all’università con il mio migliore amico Riccardo, lui sì un espertissimo delle sette note. La faccio breve ma di strada ne abbiamo fatta e ho voluto condensare (anche) quell’esperienza esaltante, di crescita umana e professionale, di formazione e di vita, in “Revolution 90”, un saggio musicale “sui generis”, più che altro si tratta di un viaggio a ritroso negli anni belli e spensierati, pieni di dubbi  e di slanci emotivi, dell’adolescenza.

I riscontri che il libro, uscito come i precedenti per “Nulla die” edizioni, sta ottenendo mi stanno un po’ spiazzando, lo ammetto! Non si parla di grossi numeri, che comunque allo stato attuale non conosco, ma del feedback di tanti appassionati  che un po’ si sono riconosciuti nelle descrizioni di un’epoca segnata da certi dischi e certe canzoni, e che hanno finito così per condividere le mie emozioni. Stanno uscendo anche diverse recensioni e segnalazioni, anche da parte di riviste nazionali di un certo “peso”, le stesse che da lettore consumavo, sfogliavo avidamente alla ricerca di qualche nome nuovo, di qualche disco da ascoltare.

La cosa che più mi fa piacere è che i vari recensori abbiano per lo più compreso il significato del mio lavoro, ciò che volevo comunicare, al di là dei giudizi sulle schede degli album che possono essere condivisibili oppure no, perchè quando compi una scelta come la mia, di inserire 101 dischi significativi di un decennio,rischi sempre di scontentare qualcuno. Ma in linea di massima appunto le critiche finora sono per lo più positive e di questo ringrazio ovviamente coloro che mi hanno dato fiducia.

Grazie ai lettori soprattutto! Tra poco con grande piacere annuncerò l’uscita del suo volume gemello:“Rock ‘n Words”, in cui ho proseguito il mio lavoro di recupero di un’epoca mitica, che io ho avuto l’opportunità di vivere in prima persona, sia come ascoltatore che, nel mio piccolo, come addetto ai lavori. Ho intervistato veramente tanti esponenti della miglior musica (rock e dintorni) italiana: non solo artisti e musicisti, ma anche autorevoli giornalisti, discografici, addetti come organizzatori di eventi, produttori e fotografi.

Non vedo l’ora che sia in libreria! Poi ho terminato un progetto che mi auguro avrà anch’esso uno sbocco editoriale, molto ambizioso. Ho tenuto per un po’ di tempo per il sito del Guerin Sportivo (storica rivista con la quale, con mia grande soddisfazione, collaboro da quasi 5 anni) una rubrica chiamata “Stelle Comete” in cui tratteggiavo ritratti di giocatori che per i motivi più svariati hanno brillato solo per poco tempo, non mantenendo appieno le promesse. Sollecitato da alcuni lettori che mi chiedevano se mai ci sarebbe stato un seguito, ho pensato bene alcuni mesi fa di “andare oltre”, integrando quelle schede, nel frattempo aggiornate, con dei testi inediti. Così facendo ne è uscito un quadro molto composito, visto che ho provato a spaziare tra le varie epoche storiche, mettendoci tutta la mia passione e anche la mia competenza.

Da diversi mesi, rimanendo in campi calcistici, ho avviato anche una rubrica con il mensile “Il Nuovo Calcio”, dove ripercorro in ogni numero la storia delle squadre che hanno rivoluzionato questo sport, spesso segnando un’epoca. Sono argomenti che adoro, che sento nelle mie corde e ringrazio davvero il direttore Ferretto per la fiducia e l’opportunità di cimentarmi da giornalista con un tema così vasto e importante.

E poi, ultimo ma non in ordine di importanza, da qualche settimana ho iniziato una collaborazione con il sito musicale di Troublezine. Da anni ci scrive (ma non solo, fa molto di più) il già citato amico Riccardo, il quale ha pensato bene un giorno di coinvolgermi in questa bella avventura. Sapeva che il mio tempo è un po’ limitato per i miei molti impegni ma il cuore mi ha spinto ad accettare al volo! Ricky non solo è un amico, è una persona speciale a cui voglio bene, con cui ho condiviso una fetta importante della mia vita e, senza esagerare, alcuni dei momenti più belli. Mi è sempre stato vicino, anche nel giorno più importante, quando mi sono sposato con la mia stupenda Mary e lui era uno dei miei testimoni di nozze! Aver l’opportunità di scrivere assieme, di collaborare al suo progetto, di parlare della musica che più amo mi ha convinto a impegnarmi anche su questo fronte. E finora ci stiamo proprio divertendo! E poi Riccardo ho voluto anche coinvolgerlo in “Revolution 90”, dove oltre a comparire in vari “amarcord”, quelle sezioni personali in cui raccontavo degli aneddoti legati ad alcuni particolari dischi, gli ho affidato pure la prefazione. Il risultato, come immaginavo, è stato molto apprezzato!

E per non farci mancare niente, tra un mese circa tornerò anche al mio primo amore, quello per la radio, visto che riprenderò i programmi a Yastaradio, grazie al mitico amico Dalse! Continuerò con la mia trasmissione “Out of Time”, dove ho piena libertà di azione ma ho in mente anche altre idee, magari di realizzare un programma a tema, vedremo!

La radio mi dà modo di esprimermi attraverso la musica che sento più mia, ma mi piace mantenere lo spirito delle “radio libere”, parlando con l’interlocutore, affrontando talvolta argomenti extramusicali, senza pretese nozionistiche ma giusto per condividere qualcosa  che reputo importante. Anche fosse “semplicemente” musica, mi piace condire i pezzi con informazioni curiose, divertenti o anche solo ripassandone la storia, l’origine.

E’ in cantiere (ma è un’idea piuttosto concreta, conoscendo la natura operativa del fondatore) il progetto da parte di una persona che conosco da relativamente poco ma che già mi ha contagiato col suo spirito, di aprire una nuova webradio. Sapendo della mia esperienza in questo campo, mi ha chiesto un “aiuto”. Ovviamente sono stato molto sincero con lui, dicendogli che, se a livello tecnico mi reputo “un cane”, parlo proprio di mixer, software ecc, come spaker, autore o organizzatore invece avrei potuto dare una mano. Quindi, prepariamoci per una nuova avventura!

A volte mi dicono che dovrei fermarmi, specie alla luce dei due anni trascorsi tra problemi di salute e quant’altro, ma è anche vero che proprio in quei momenti difficili, oltre all’innegabile, incommensurabile, amore della mia famiglia e di quella magnifica ragazza che sarebbe diventata mia moglie, è stata proprio la mia compulsività, la mia voglia di continuare a scrivere, di sentirmi in sostanza vivo ad aiutarmi a uscire da quella situazione e a riprendermi con tutta la forza possibile!

Quindi vedrò di condensare tutte queste cose belle e di cercare il giusto equilibrio per stare bene e vivere in serenità, facendo le attività che più mi piacciono. Lo devo a tante persone che mi seguono e mi vogliono bene, ma lo devo soprattutto a me stesso.

Un abbraccio forte! A prestissimo!

Gianni

“L’Abatino, il Pupone e altri Fenomeni. Tutto il calcio soprannome per soprannome.” Imperdibile libro di Furio Zara e Nicola Calzaretta per tutti gli amanti del calcio più vero.

 

download

Ho concluso da poco un libro assolutamente consigliabile per tutti gli amanti del calcio: “L’Abatino, il Pupone e altri Fenomeni. Tutto il calcio soprannome per soprannome” dell’amico e collega (scrive da tantissimi anni per il Guerin Sportivo, dove cura la stupenda rubrica “Amarcord”) Nicola Calzaretta in collaborazione col sodale Furio Zara.
Si tratta di un libro unico, originale, come molti degli epiteti nascosti tra le pagine e tra le pieghe di tante storie, alcune divertenti, altre quasi tragiche. In uno stile che delizia, e che incarna al meglio le anime dei due autori, da sempre sulle tracce di storie diverse da raccontare, aneddoti dove vi sia spesso sottile confine tra vita vera e poesia, questo volume vi farà ridere di gusto (andate subito alla pagina dove è inserito l’ex allenatore Luis Carniglia!), sorridere, riflettere, tornare indietro in un tempo in cui eravamo tutti più giovani, immalinconirvi ma anche commuovervi in alcuni casi. E il bello è che ci sono proprio tutti, dai campioni acclamati (come da titolo del libro) ad antichi eroi dimenticati, a calciatori dove realtà e leggenda spesso si mischiano e confondano, fino a tantissimi protagonisti minori, ma non per questo meno “mitici” agli occhi dei loro tifosi. Eroi “polverosi”, protagonisti nelle categorie inferiori, nei campi di battaglia di provincia ma il cui ricordo ancora infiamma gli appassionati calciofili di ogni età. E le tante promesse mancate, dotate di soprannomi passati alla storia che, col senno di poi, suonano come delle vere e proprie iperbole calcistiche, delle esagerazioni alle quali a volte è proprio difficile sottrarsi (il Keegan della Brianza in questo senso è qualcosa di inarrivabile). Un libro facile da consultare e da consumare, ebbene sì, anche sotto l’ombrellone. Ci sono tutti, come detto, dalla A alla Z: campioni ma anche bidoni, in ogni caso, indimenticabili!

Cosa bolle in pentola?

Mi lascio alle spalle il Ferragosto più piovoso della mia vita e ne approfitto, in questo sabato mattina che mi pare domenica, per riprendere a scrivere su questo blog, ultimamente un po’ trascurato, ma solo per motivi contingenti. Negli ultimi mesi… mi sono sposato, ho fatto una piccola ma salutare vacanza, ho continuato a scrivere altrove – per fortuna – e ripreso il lavoro piuttosto velocemente e a buon ritmo.
Da settembre in poi si dovranno concretizzare un bel po’ di cosette. Innanzitutto con agosto terminerò la mia fortunata rubrica sul sito del Guerin Sportivo (“Stelle Comete”). Era stato un esperimento, una proposta fatta ormai diversi mesi fa al direttore Matteo Marani e alla redazione, un modo per omaggiare non solo quei campioni conclamati per i quali i gol e le carriere parlano da sé, ma anche coloro che magari per un breve ma intenso lasso di tempo hanno fatto comunque sognare i loro tifosi. E allora, via via, ho presentato le storie di Morfeo, Massimo Orlando, De Franceschi, Pirri, Meghni, Paro, Martinez, Dell’Anno, Iannuzzi, Cipriani, Bernacci, Oshadogan, Coco, Baronio, Ventola e altri ancora. All’appello ne mancano due, che verranno nelle prossime conclusive settimane del mese. Poi, mi auguro, riprenderò a scrivere sulla rivista, dopo aver dato il mio buon contributo nel numero speciale del Guerin sui Mondiali Brasiliani. Avevo scritto di Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria e alla fine è stata proprio quest’ultima, la meno accreditata alla vigilia, a fare la miglior figura. Con l’autunno riprenderò la collaborazione anche con “Il Nuovo Calcio”, iniziata quest’anno, e probabilmente anche il programma radio su yastaradio.com dopo le 10 puntate andate in onda fino all’estate. Ma soprattutto finalmente sarà la volta di “Revolution 90”, il mio terzo lavoro letterario. Devo dire la verità, pensavo onestamente che a quest’ora il libro, che verrà pubblicato da Nulla die Edizioni, sarebbe già stato presente in libreria, ma purtroppo i tempi si sono allungati. Dapprima la decisione, concordata con l’editore Salvatore Giordano e condivida pienamente dal sottoscritto, di dividere il volume in due parti, vista la mole dell’opera: un saggio vero e proprio con schede di dischi e rubriche e una parte dedicata all’approfondimento, con interviste esclusive e tanti contributi di addetti ai lavori (artisti/musicisti, giornalisti, discografici, organizzatori di eventi). Alla fine quindi per la prima settimana di settembre uscirà il saggio, sul quale ho riversato tutto me stesso, mentre confido entro anno possa essere disponibile anche il suo “gemello”, per il quale sto assemblando al meglio tutto il materiale inedito finora raccolto. E’ stata una vera sfida, finora avevo pubblicato un romanzo e una raccolta di testi, mi ero cimentato in opere teatrali ma coltivo da sempre una passione per la saggistica di vario genere. Ne leggo in quantità industriale, negli anni ho scritto tanti articoli e brevi saggi, quindi ormai più di un anno fa ho deciso di provarci. E devo dire che la fatica è stata, non dico più grande, ma sicuramente “diversa” rispetto a quella per scrivere un’opera di narrativa. Laddove infatti reputo difficile articolare la storia e renderla al meglio, una volta identificata una buona trama, in un saggio contano elementi di veridicità, di verifica delle fonti, di attendibilità e di obiettività: niente deve essere lasciato al caso, anche se a fare la differenza può essere lo stile personale dell’autore, almeno per me (da lettore) è sempre stato così. Mentre per l’altro libro in lavorazione la soddisfazione è ancora maggiore, perché la quasi totalità della gente interpellata – che non svelo solo per non togliere “suspence” ai miei potenziali lettori – mi ha dato da subito piena disponibilità a far parte del progetto, concedendomi fiducia e in molti casi arricchendolo notevolmente l’opera dall’alto delle loro esperienze dirette in materia. In realtà sto ancora attendendo due contributi, di persone che stimo profondamente, ma – ahimè – ho dovuto/voluto darmi anch’io ormai un termine per la consegna della bozza definitiva, in quanto temo altrimenti di slittare troppo in avanti col tutto, considerando che alcune interviste le ho realizzate quasi un anno fa, e pur essendo l’argomento del libro circoscritto a un’epoca precisa (la musica italiana emersa negli anni ’90), è chiaro che nelle risposte ci entri sempre anche l’attualità del momento in cui si scrive. Per questo quindi vorrei davvero che il libro uscisse al limite entro il 2014, non oltre. Ma direi che ormai sono a buon punto. Pertanto, visto che un po’ di cose bollono in pentola, speriamo che dal calderone si possa estrarre qualcosa di veramente significativo, fermo restando che sto già covando nuovi progetti per l’anno venturo… non riesco proprio a stare con le mani in mano. Spero di ritrovarvi numerosi al mio fianco lungo questo cammino che ho intrapreso, pressappoco nel periodo in cui ho aperto questo blog, che grazie a tutti voi – che crescete di settimana in settimana – continua ad alimentarsi, seppur con i miei tempi. Ps.. in mezzo a tanto lavoro però mi aspetta anche il vero viaggio di nozze nella seconda metà di settembre. anche Mary sta tirando tantissimo in questo periodo. Un abbraccio. Gianni G.

Un bilancio personale dell’anno che va concludendosi ma soprattutto… Buon 2014 a tutti!

E così anche il mio, il nostro, 2013 va a concludersi. Un anno che, sembra (ma ovviamente, per fortuna, ci sono eccezioni positive) non essere stato particolarmente felice per la maggior parte di noi, degli italiani. Tanti problemi assortiti, e in generale un clima sempre più proteso alla sfiducia.

Io tendenzialmente non sarei così: chi mi conosce nella realtà di tutti i giorni, ma penso pure coloro che più o meno abitualmente mi leggono tra queste pagine del blog, sanno che difficilmente mi lascio abbattere e contagiare dal pessimismo, finanche quello più dilagante.

Venivo da un anno estremamente pesante a livello personale, con un 2012 trascorso all’insegna della scoperta e poi della miracolosa guarigione della sindrome rara di Lyell, una gravissima malattia della pelle, di cui avevo dato ampia testimonianza anche su PELLEeCALAMAIO, proprio per dare in qualche modo aiuto e supporto a chi si trovava nelle mie stesse condizioni.

buon-anno-2014-28455368

Il periodico controllo annuale svolto pochi giorni fa ha confermato i buoni esiti di tutto questo 2013, e cioè che ne sono definitivamente uscito indenne, sebbene la brava dottoressa specialista che mi ha seguito e tuttora mi ha in cura mi abbia ribadito che se non avessi incrociato per la mia strada un dermatologo ci avrei lasciato le penne.

Il 2013 avrebbe dovuto rappresentare – e i presupposti c’erano tutti – l’anno della vera rinascita, della svolta, con tanto di progetti stupendi e concreti. Ho raccontato per bene la mia nuova vicenda legata alla salute, e non sto qui a riscriverla nei particolari. Comunque, purtroppo, non si potrà mai stabilire con esattezza se le due malattie sono correlate direttamente o una avesse spianato la strada all’altra, fatto sta che a maggio sono stato ricoverato dapprima per un problema renale, poi scopertosi – dopo lungo iter diagnostico – derivare in realtà da una rara malattia autoimmune, il LES, o lupus.

Questa, a differenza della Lyell, è una malattia – magari meno invalidante – ma di fatto cronica e pertanto il difficile è semmai trovare la cura adatta, mirata, dosata al punto giusto-

Sto facendo dei bei passi in avanti (dopotutto, sono stato ricoverato in ospedali vari per 4 mesi, ai quali hanno fatto seguito quasi 80 giorni di convalescenza), i valori stanno ben rientrando nei parametri e soprattutto sono seguito da medici specialisti tra i migliori della zona. Hanno approntato una cura più specifica, un po’ per volta, sempre sotto stretto controllo (analisi periodiche, controlli ecc) e quello che mi dicevano è vero.. ci vuole tempo per trovare la terapia “ideale”: ogni corpo reagisce a modo suo, in fondo. Tuttavia, devo far sì che i momenti di ansia e paura non prendano il sopravvento sulle tante cose positive che sto riscontrando. Sto tornando alla mia “normalità”, a una quotidianità fatta di lavoro (ho ripreso, seppur da poco e per il momento in forma un po’ ridimensionata, dopo una batosta simile), progetti e sogni. Sogni che, ben inteso, erano vicinissimi alla realizzazione e che, senza i proclami dell’anno scorso (un po’ di scaramanzia non  guasta…), sono stati – come dire – posticipati. Avrei dovuto essermi già sposato con la mia Mary ma la data stabilita (da moltissimo tempo!) era troppo vicina a quella delle mie dimissioni definitive dall’ospedale, appena una settimana successiva e, francamente e con tanta amarezza, ma pure con sano realismo, non ero proprio in condizioni fisiche per il “grande passo”, per una giornata speciale, di gioia e di amore, quella che attendavamo da così tanto tempo. Purtroppo, quando a luglio, contrassi un’infezione cerebrale dovuta alla stessa cura che stavo seguendo in fase acuta per la comparsa del lupus (insomma, le mie difese immunitarie si erano abbassate troppo, indebolendo il mio organismo), i medici subito mi dissero che la guarigione sarebbe stata possibile (in un primo momento non fu facile nemmeno con le biospie stabilire che tipo di battere avessi contratto) ma comunque molto lunga. Fu necessario addirittura un delicato intervento neuro chirurgico in stereotassi per stabilire cosa avessi: dovettero in pratica prelevare del liquido dal cervello, in soldoni… Tutto è bene quel che finisce bene, alla fine si è individuato il germe attivo e lo si è curato efficacemente. Grandissimi i medici, e grande la Provvidenza, grande, Immenso, l’AMORE delle persone che mi sono state vicine in quei momenti. Per questo, se ho superato tutto questo, non mi farò spaventare ora da qualche normale intoppo sulla terapia, da qualche inevitabile effetto indesiderato. Non sapevo di essere così forte, me lo hanno fatto capire tante persone, a iniziare dagli stessi medici, fino ai compagni di stanza – con alcuni di loro si sono creati dei legami di amicizia (sì, Daniele, Mauro, Sante.. sto parlando di voi e vi ringrazierò sempre!), per finire alle persone che mi amano, che  sono sempre state presenti in quel lungo periodo di incertezza. Grazie! Grazie! Grazie!

Mi vedevano scrivere, buttare giù idee per il romanzo, bozze di articoli per le riviste (sono riuscito a completare due lunghi articoli poi usciti sul Guerin Sportivo in condizioni quasi proibitive, se ci penso!), ho portato avanti il progetto del saggio musicale che con l’anno nuovo vedrà la luce in libreria.. ormai siamo alle fasi conclusive! Riprenderò pure le trasmissioni a yastaradio.com!

Insomma, io non mollo, sono tanto acciaccato, devo controllarmi e seguire la terapia, ma ho 36 anni, il peggio è passato: e come scrivevo nel mio primo romanzo, prendendo proprio spunto dal mio titolo, credo che mai come nel 2014… “Verrà il tempo per noi”, per me e te Mary, visto che ormai non ci fermerà nessuno, e verrà il tempo di riprendere in mano tante belle iniziative, tanti bei discorsi lasciati giocoforza a metà.. verrà il tempo di riprendere una condizione accettabile.. non dico che tornerò a “scalare le mie adorate montagne dell’Alto Adige” ma voglio rimettermi in forma.. anche l’occhio vuole la sua parte e io sono pure vanitoso, eh? Mi sa che lo avevo già scritto da qualche parte 😉

Ora chiudo, augurando davvero di cuore a tutti gli amici più cari, ai tanti che pure in silenzio mi hanno aiutato, supportato e incitato, ai lettori, a chi viene ogni tanto a sbirciare, a chi invece è un affezionato.. insomma, a tutti, che sia un 2014 all’insegna di un ritrovato sorriso, uno sguardo che vada oltre la realtà quotidiana pesante da affrontare. Chiudete gli occhi, esprimete qualche desiderio, prefiggetevi degli obiettivi e tentate in tutti i modi di raggiungerli.. diamoci degli scopi, coloriamo le nostre vite e sapremo controbattere tanta negatività e tanto pessimismo. La mia non vuole essere una facile cifra demagogica, ma davvero, quando si passano momenti difficili, viene più semplice e naturale dare valore a certe cose e capirne la reale importanza.

E così, per una volta.. niente classifiche, niente graduatorie consuete.. niente “i migliori libri, i migliori film, i migliori dischi del 2013” ma un invito a guardare avanti al futuro con rinnovata fiducia.. come faccio io, come voglio fare io…

un abbraccio forte a tutti… ora mi godrò qualche giorno di relax in montagna con la mia morosa e una coppia di cari amici: i primi giorni di “vacanza” dopo tanti mesi, un po’ di stacco fino al 2 gennaio, poi si riparte appunto… 🙂

a presto e… voi che potete… mangiate pure TUTTO quello che volete (ormai è un mio tormentone ma… non appena mi sarò ristabilito del tutto tornerò ai miei cibi preferiti!!!)

Tutto è bene quel che finisce bene: si riparte di slancio con tanti nuovi progetti

Eh, sì, lo dico bene nel titolo del post. Con la consapevolezza di star vivendo un momento particolare della mia vita, vista la lunga degenza ospedaliera a cui sono stato costretto (penso di cavarmela a fine settimana, dopo di chè ci sarà un periodo di convalescenza, prima della piena ripresa), sono riuscito a mettere a fuoco delle buone idee che diverranno utili per l’immediato futuro.

Pur debilitato sono riuscito a portare a termine due racconti che usciranno in un paio di antologie. Non posso dire molto di più, sarà una bella sorpresa e ringrazio l’editore che mi ha coinvolto per l’opportunità perchè i temi proposti erano quanto di più inclini alle mie corde. Spero di aver fatto del mio meglio, c’ho messo il cuore, come faccio sempre quando mi imbatto in progetti.

Con il mio editore ho provato a delineare meglio la probabile consegna del nuovo manoscritto. Ero già a buonissimo punto, fino all’insorgere del problema di salute, ma in ogni caso da un paio di settimane qui, dal reparto, ho ripreso e anzi, sto dando un connotato leggermente diverso, pur trattando il tema iniziale. Ma ora se possibile lo sento ancora più mio, se alcuni di voi mi leggeranno in futuro se ne renderanno conto, la struttura rimane quella di un saggio, ma verterà  non solo su tematiche strettamente musicali del decennio dei 90, ma farò una panoramica generale, con gli occhi dell’adolescente e giovane qual’ero. Il confronto tra sogno, illusione e ingenuità tipica di quell’età e la deriva odierna sarà trattata, ora con ironia, ora con velata malinconia, ora con nuovo slancio. Mi fermo qui, con la musica che farà da richiamo a ogni capitolo, con i 100 artisti che più mi hanno emozionato, colpito e segnato in quel periodo che ha coinciso con la fase cruciale della mia esistenza, quella che ti fa oltrepassare la linea dall’adolescenza, dal mondo dei ragazzi a quello della consapevolezza, della presa di coscienza, in poche parole, la vita vera, quella degli adulti.

Infine, ho prontissima l’idea per un libriccino umoristico, proverò a uscire dai binari, ma ho voglia di proporre questa cosa al mio editore.  Ne ho parlato al telefono, ormai sanno che sono un vulcano e che difficilmente mi fermo quando parto. Esco in questo caso dai miei binari, ma mi si è accesa una lampadina, spazio alla fantasia 🙂

Poi la collaborazione col Guerin continua, nel prossimo numero uscirà un mio accorato articolo. Per me, l’ho sempre detto, è un grande onore essere in questa squadra, la migliore d’ Italia in quanto a giornalisti sportivi, e non lo dico certo per piaggeria.

In mezzo a tutto ciò, davvero, mi auguro che il periodo peggiore sia alle spalle. Non sai mai quando possa capitarti la malattia nella vita… sei giovane, hai 35 anni, tanti progetti, lavori a tempo pieno, credi nel tuo lavoro (sono educatore, a fine maggio con i ragazzi disabili del centro avrei dovuto presentare la prima di un progetto teatrale sul quale lavoravo da un anno), hai una grande occasione (ero invitato con i colleghi della casa editrice Nulla die a una tavola rotonda organizzata dal mio editore al Salone di Torino il 20 maggio, avrei incontrato tanta gente, parlato dei miei libri, vissuto un bel momento), soprattutto la data di nozze si avvicina e vorresti giustamente essere presente nei momenti cruciali, dopo che è più di un anno che attendi con il tuo amore questo giorno, che ti organizzi, che pensi, immagini, sogni. Invece al top, ti ritrovi a soggiornare due mesi in ospedale, tra nefrologia e immunologia. Tutto è bene quel che finisce bene, si riparte di slancio… certo, con cautela ma anche con rinnovata fiducia.

E grazie anche a voi che ci siete sempre, che seguite il mio blog, che mi contattate anche privatamente… una carissima persona si è mossa persino da Bergamo per venirmi a trovare e a sostenermi, e lo sta concretamente facendo dall’anno scorso, da quando sconfissi un’altra brutta bestia, la sindrome di Lyell. Grazie Gualtiero, e grazie a tutti voi che continuate a leggermi

un abbraccio

Gianni G.

2012 in review: le statistiche di PELLEeCALAMAIO! Una sola parola… GRAZIE A TUTTI I LETTORI!

Come molti altri utenti di WordPress, anch’io ho ricevuto “in regalo” dallo staff una sintesi perfetta sull’andamento del mio blog durante il 2012. Proprio oggi PELLEeCALAMAIO compie un anno di vita su questa piattaforma, dopo aver gettato i suoi semi su Splinder. Sembra impossibile, ma molti utenti di allora hanno cominciato a seguirmi da subito anche qui. Che dire? La fortuna di un blog si basa su tanti elementi, dalla competenza del “padrone di casa”, ovviamente, ma anche e soprattutto, dal suo modo di comunicare, di interagire, di condividere in rete, di stare “sul pezzo”. Io sono stato fortunato, perchè una grossa fetta dei miei lettori proviene da ambienti che bazzico da molto.. in particolare tra i lettori del Guerin Sportivo ho moltissimi contatti e non potrebbe essere altrimenti, visto tra l’altro come molti articoli postati qui dentro siano stati scritti (anche) per il sito della gloriosa testata, con cui collaboro da agosto 2011. Poi gli articoli riguardano argomenti di mio grande interesse, e difatti, oltre al calcio, mi sono sbizzarrito con la musica, con interviste a complessi, band, artisti più o meno noti, ma sempre molto seguiti… poi qualche recensione sparsa, di cd, libri, film, gli aggiornamenti costanti sulle uscite dei miei due libri sinora pubblicati da Nulla die, il mio programma radiofonico.

Ma un blog per continuare ad avere un senso deve contare su un gruppo fedele, o meno, di lettori. E voi siete stati tanti, considerato poi che nei primi mesi dell’anno, non appena mi iscrissi in pratica, mi ammalai e fui a lungo sconnesso per cause di forze maggiori. Eppure proprio allora ho maturato l’idea di ridare qualcosa in cambio a chi ha avuto la voglia di aspettarmi. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini in quei momenti di seria difficoltà. Siamo già più di 20 000, così tanti per un blog assolutamente indipendente, slegato da altre testate o siti molto più frequentati. Qualcosina si era pure mosso ma onestamente preferisco per il momento gestire questo spazio personale in modo del tutto libero. Poi ben vengano gli interessamenti, le segnalazioni e le collaborazioni, e non è un caso che uno degli articoli più letti sia appunto uno dei dossier di punta del Guerin Sportivo Cartaceo, e che avevo scritto in forma più allargata, apposta per il blog. Riproposto con successo anche qui, visto che ogni settimana compare tra i top post in quanto a visulizzazioni. Il post più letto in una giornata singola è stato quello con l’intervista agli amici dei 24 grana, la stupenda band reggae/rock/indie napoletana. Hanno condiviso tantissimo l’articolo con i loro fans, soprattutto per mezzo di Facebook.

Resta il fatto che i 5 post più letti riguardano tematiche calcistiche, e anche qui giova sottolineare che la segnalazione di un sito interista ha fatto letteralmente impennare le visite per il mio articolo sul talento prodigio Lorenzo Tassi, un predestinato del nostro calcio. Di fatto, è quello l’articolo in assoluto più letto durante il 2012.

chiudo dicendo che mi fa molto piacere che nel motore di ricerca per accedere a PELLEeCALAMAIO ci sia proprio il mio nome e cognome, segno che molte persone hanno voluto saperne di più riguardo al sottoscritto… e tra questi molti poi mi hanno contattato privatamente, specie per chiedere informazioni sui miei libri, o semplicemente per farmi i complimenti. E’ molto gratificante il parere dei lettori, è il vero motore dell’attività di uno scrittore. Molti hanno apprezzato in particolare Verrà il tempo per Noi, uscito ormai più di un anno fa, ma sta raccogliendo il giusto interesse anche l’ultimo arrivato “Pinguini di carta”. GRAZIE ANCORA A TUTTI!!!

Il 2013 sarà particolarmente impegnativo sotto il profilo dei progetti. Un reading teatrale/letterario basato appunto sul nuovo libro, la stesura definitiva del mio saggio musicale di prossima uscita e tante altre cose. Ma vi assicuro che continuerò a dedicare tempo ed energie anche a PELLEeCALAMAIO. Stiamo veleggiando verso i 30 000, dobbiamo migliorare sempre di più: io ci metterà tutto il mio impegno, la mia passione e, perchè no?, la mia competenza per darvi sempre letture piacevoli.

UN ABBRACCIO A TUTTI

Un grazie particolare ai più assidui frequentatori, come Carlo Calabrò di “Note d’azzurro”, gli amici di “Writer’s Dream”, le colleghe di WordPress Loredana e Silvia, Max, Francesca, Ricky di “Britpop e Dintorni”, un mito…. e tanti che non conosco ma a cui vorrei stringere personalmente la mano in segno di amicizia!

Gianni G.

 

 

 

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had 20.000 views in 2012. If each view were a film, this blog would power 5 Film Festivals

Clicca qui per vedere il rapporto completo.