Focus di mercato: i casi ISLA, RANOCCHIA, JOVETIC e la situazione CAVANI

Solitamente mi concentro su affari di calcio mercato e rumours a stagione avanzata, ma quest’anno lo sto passando in modo anomalo. Ho più tempo libero, mio malgrado, e non leggo quotidiani nei ritagli di tempo, nelle pause pranzo, o al bar di mattino prima di recarmi in ufficio.  Certo, così mi rendo conto che si leggono sempre le stesse cose, e che alla fine poi annoiano pure, vedi Thohir, il caso Cavani, gli elogi immancabili alla dirigenza del Milan, a mio avviso invece immobile davanti alla Juventus, che invece pensa a rinforzarsi e basta.

Tre focus in particolare attirano la mia attenzione: i casi di ISLA, RANOCCHIA E JOVETIC.

la domanda legittima è: Isla tornerà il campione in erba di Udine?

la domanda legittima è: Isla tornerà il campione in erba di Udine?

Il cileno della Juve, indicato come prima scelta del neo tecnico interista Mazzarri (ormai ribattezzato da tutti con l’odioso WM, manco fosse un residuato anni 30), in effetti potrebbe rappresentare un  gran colpo. Ingiudicabile nel torneo scorso, è indubbiamente un giocatore fatto e finito,  con grande esperienza internazionale (da anni colonna del Cile) e nonostante la giovane età (è nato nel 1988) conosce a menadito la serie A. La Juve lo prese, pur conscia del lungo recupero che si propettava, e lui, che copre tutta la fascia di competenza, ha bisogno di stare al top per rendere al meglio. In questo l’ex compagno Basta, altro obiettivo nerazzurro, gli somiglia. Isla non è velocissimo, ma è resistente, gli piace inserirsi, duettare con la mezz’ala e servire assist al bacio per le punte, che spesso dovevano solo appoggiare in rete i palloni fatti recapitare da destra dopo bellissime azioni manovrate o in contropiede, specialità del cileno. Fisicamente non è un colosso, ma è bravo tecnicamente e va servito palla al piede, non sul lungo. Per queste sue caratteristiche di gioco, a Udine, potendo scegliere hanno puntato su di lui e non sul puledro Cuadrado,devastante negli spazi aperti e nell’uno contro uno.

talento precoce, nazionale italiano, dopo un paio di stagioni interlocutorie, nel contesto di una situazione naufragata da più parti, può già essere comnsiderato un esubero dell'Inter, da cedere alla prima occasione? Mah...

talento precoce, nazionale italiano, dopo un paio di stagioni interlocutorie, nel contesto di una situazione naufragata da più parti, può già essere comnsiderato un esubero dell’Inter, da cedere alla prima occasione? Mah…

Chi mi segue ormai lo sa, sono un estimatore di Andrea, dai suoi esordi nel professionismo. Davvero non mi capacito che possa essere valutato come uomo da vendere per fare cassa o perchè non serve. E’ vero, è reduce da una pessima stagione (salvatemi uno dell’Inter edizione 2012/13 però….) ma è ancora un prospetto, appena 25 enne, nazionale… insomma, mi pare possa avere ancora un’occasione per mostrare il suo valore in una Big. Certamente non pare tagliato per la difesa a 3, così larga poi ma con Mazzarri a mio avviso poteva starci, visto il modo di difendersi del tecnico toscano. Lo scambio con Isla, mai dichiarato ma comunque ventilato, poteva avere un senso, perchè alla Juve avrebbe ritrovato uno dei suoi mentori, CONTE, che dichiaratamente lo stima. Avrebbe ricomposto una coppia bellissima con Bonucci, che a Bari sapeva ben “guidarlo”, da regista difensivo, in campo. I due erano complementari e perfetti, e proprio Ranocchia sollevava maggiori entusiasmi.

Nella Juventus sarebbe piaciuto, potrebbe sostituire Barzagli all’occorrenza o ricomporre in una difesa a 4 (prima o poi secondo me Conte ci tornerà) il tandem con lo stesso Bonucci. La Juve da settimane sembra sul punto di chiudere per Ogbonna. Ok, via la retorica sulla bandiera ecc.. ma proprio a livello tecnico non lo vedo come indispensabile, la squadra bianconera è copertissima dalle parti di Chiellini, con Peluso che ha dimostrato di poter starci – e infatti si è guadagnato il riscatto di Madama – e Caceres, che in nazionale fa proprio il terzino sinistro.

juventini... bando agli scetticismi.. STEVAN è un campione!

juventini… bando agli scetticismi.. STEVAN è un campione!

E in casa bianconera ormai tiene banco la telenovela Jovetic, resa tale anche dalle diffidenze dei tifosi sull’efficacia di un acquisto simile. Dico la mia: è un campione! Purtroppo spesso frenato da infortuni, anche  se la Juve stessa insegna che si può recuperare bene da un grosso infortunio e garantirsi una lunga carriera.. Ricordiamo che Stevan è dell’89! Il problema, quasi insormontabile, è di rapporti tra le società. Sono quasi certo che arrivasse un’altra società con 25 milioni cash porterebbe a casa l’affare, invece si sono impuntati (giustamente, non sono mica un discount). Gli attaccanti costano, la Juve deve vendere e i soldi non si fanno con Giovinco, Liechsteiner, eccc ma con Marchisio, Vidal, Pogba e direi che la scelta di trattenerli è condivisibile, visto che rappresentano, nemmeno tanto in prospettiva, il miglior centrocampo europeo.  Tevez e Llorente a quelle condizioni sono stati colpi eccezionali, roba che se li avesse fatti Galliani, non passerebbe giorno che qualche cronista enfatizzasse l’operato del grande dirigente rossonero. Però sono pur sempre esordienti in serie A, e uno come Jovetic non guasterebbe proprio.

el  Matador: finchè non si sblocca la sua vicenda, il progetto NAPOLI 2013/14  non può decollare.. giusto però da parte della società non abbassare pretese

el Matador: finchè non si sblocca la sua vicenda, il progetto NAPOLI 2013/14 non può decollare.. giusto però da parte della società non abbassare pretese

Mentre la Fiorentina è riuscita a piazzare un grande colpo, assicurandosi un campione (il primo Super Mario, vale a dire Gomez – strappandolo a una vasta e accreditata concorrenza – senza per il momento cedere nessuno (ma occhio alle sirene per Ljaijc!) arrancano paurosamente Roma e Napoli,società a cui da sempre guardo con passione e simpatia, attirandomi le ironie di amici e tifosi più integerrimi rispetto a me… Spiace perché avrebbero potenzialità enormi, a N apoli poi manca davvero poco, come dimostrato lungamente l’anno scorso, però è indubbio che bisogna vendere Cavani, alle giuste condizioni, perché se squadre della Liga riescono a intascare come giusto ridere 30 e passa milioni di euro per gente come Negredo (non certo un top player, per carità) o il talentuoso speedy gonzalez Jesus Navas, mi pare normale far rispettare la famosa clausola per privarsi di un fenomeno come l’uruguaiano. Poi a livello tecnico  sarà difficilmente sostituibile, a meno che non arrivasse uno alla Ibra… ma qui starà poi a Benitez imporre il suo credo, magari con maggior convinzione di quando giunse all’Inter. La Roma ancora di più pare cantiere aperto, e 3 stagioni lontano dai vertici sarebbero effettivamente troppe. Il tempo per riassestare la squadra c’è, bisognerebbe però… riassestare un po’ la società, credo che in questo le parole di Venditti riassumano  al meglio lo stato d’animo di ogni tifoso della “Maggica!”

A fine mercato comunque sarò più preciso con un bilancio completo di tutte le 20 squadre di A, come faccio da anni

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L’amara verità di Kakà

In questi frenetici giorni calcistici all’insegna degli ultimi sgoccioli di calciomercato – su cui mi sono già abbondantemente espresso inn termini negativi – , polemiche assortite sull’asse Zeman – Juve (sovente alimentate da avidi giornalisti che manco sembrano interessarsi ai risultati delle partite) e i primi vagiti di campionato, è passata quasi inosservata un’affermazione dell’oggetto del desiderio milanista: Kakà.

 

Mentre il compagno madridista Cristiano Ronaldo imperversa negli scenari non solo per le splendide giocate in campo (che, almeno per quest’anno, dovrebbero favorirlo nella “solita” volata per il Pallone d’Oro con Messi) ma anche per i suoi mugugni e le sue arie tristi (che siano già giunte offerte irrinunciabili da parte dello sceicco di turno? Scegliete voi la meta preferita: Manchester o Parigi?), l’ex asso brasiliano sotto traccia se ne è uscito con una frase per nulla sibillina e che dovrebbe quanto meno giustificare Galliani che si è permesso di non ferrare il colpo decisivo nelle ultime ore di mercato.

In pratica Kakà ha ammesso di non essere più lo stesso giocatore (diciamo pure, fuoriclasse, senza timore di smentita), di non riuscire più a mettere in pratica quelle splendide giocate palla al piede in velocità, quei gol spettacolari dalla distanza o quei dribbling tutta fantasia.

A parte che sarebbe bastato a chiunque guardarsi le partite del Real per capire il motivo per cui le sue apparizioni tra i titolari siano sempre più sporadiche, ma che sia proprio lui a dircelo con tutto il candore e l’amarezza possibile mi ha trasmesso un velato senso di tristezza, di ricchezza perduta, di decadenza verticale di un talento purtroppo frenato dagli infortuni e non da sregolatezze assortite come invece capita a gente come Adriano.

Negli occhi rimangono impresse le gesta di Ricky ma la mesta realtà dei fatti è che a 30 anni il giocatore brasiliano sia ormai buono solo per Paesi esotici o campionati quanto meno non competitivi. Chissà, magari lo vedremo presto allenato da Lippi o a svernare precocemente in Qatar.

Che sarà del Milan dopo le cessioni di Thiago Silva e Ibra?

E alla fine il grosso passo è stato compiuto. Un tragitto che da Milano porta direttamente a Parigi, con Leonardo e Ancelotti a fare da Caronte. Supermarket Milan, o meglio, supermarket Italia, devono aver pensato gli sciecchi, se è vero che in meno di un anno sono riusciti a portare al Paris St Germain prima Sirigu, Motta, Sissoko, Menez e Pastore, e ora due super big del Milan (probabilmente gli unici veri top player rimasti in una serie A sempre più debole e meno ricca di talento puro) e molto probabilmente il regista  del Pescara Verratti, molto più che una semplice promessa ad aggiungersi all’ex napoletano Lavezzi.

Che si può dire di questa operazione del Milan? Non credo che tutto un tratto i dirigenti abbiano pensato a un ridimensionamento da un punto di vista meramente sportivo: il mercato è lunghissimo e quei soldi, tantissimi, più la somma spettante dalla Champions, verranno certamente reinvestiti. Galliani sa il fatto suo e, se spesi bene, il Milan potrebbe veramente fare un buon restyling, considerando l’avvicendamento, in alcuni casi forzato, di gente come Nesta, Seedorf, Gattuso, Zambrotta, Inzaghi e Van Bommel. Andando su un piano più generale, invece, l’operazione era sicuramente da avvallare, ma già dall’inizio, evitando così la farsa Thiago Silva. Va? No, resta! Siamo sicuri? Ma vorrà l’aumento? Accontentato in tutto, ora semmai è il brasiliano che rischia di passare per mercenario e ingrato, ma la proprietà ne esce comunque a testa alta. C’è la crisi, noi abbiamo fatto il massimo, gli abbiamo pure alzato l’ingaggio, che potevamo fare più? Niente, e difatti, il brasiliano se n’è andato, viste le allettanti proposte ricevute dallo sceicco.

Su Ibra che dire? Se sta un annetto senza essere protagonista si annoia, era già successo al Barcellona dove, seppur da comprimario di lusso, aveva incrementato la sua personale bacheca di successi in serie con i soli club. Mai realmente attaccato a un ambiente o a una maglia, lo svedese ha davvero fatto l’affare della vita, andando a percepire per 3 anni, lui che è un classe ’81, più di 14 milioni di euro all’anno. Con questi propositi, come minimo – ma doveva già essere successo l’anno scorso e invece ci si è messo di mezzo il sorprendente Montpellier – il Psg dovrebbe a mani basse far sua la Ligue 1 e disputare una buona Champions.

La serie A ne esce male, malissimo, ma speriamo che almeno sia obbligo quindi per i nostri club tentare la saggia carta di puntare su talenti di casa, da far crescere giocando, creando così un vero movimento. Insomma, le idee prima di tutto, anche prima dei soldi!

Fuochi d’artificio con Zeman alla Roma

Il mercato si direbbe appena iniziato ma nell’aria già si avverte l’attesa di sconti di fine agosto. Da tempo ormai, troppo, le rose consegnate agli allenatori il giorno del raduno sono raffazzonate, o al contrario extra large, e il tutto si traduce in gran confusione, se non perdita di energia mentale. Non parliamo di ritiri o delle famose amichevoli pre- season, un tempo da svolgersi quasi esclusivamente contro impavidi dilettanti delle regioni montanare e ora invece organizzate a suon di sponsor e milioni di euro in luoghi esotici, dalla Cina agli USA agli Emirati Arabi.

Finisce poi la fase dello “sgobbo”, del ritiro in alta quota e, pum, la squadra spesso viene rivoltata come un calzino con acquisti e cessioni (sempre più ormai camuffati da prestiti, parametri zero o scambi tra società) nel bel mezzo della preparazione.

Come rimpiango il periodo in cui il mercato aveva scadenze davvero fisse, e poco importa che poi sotto banco si lavorasse nell’ombra. Io negli anni ’80, al seguito del calcio club di mio padre, mi vedevo i ritiri e già si poteva stringere mani ai tuoi giocatori preferiti, farsi foto, ipotizzare formazioni e magari fantasticare sul tipo di campionato a cui saresti andato incontro.

Sentire Galliani dire la solita tiritera che il mercato chiude ad agosto, che l’anno scorso alle 13 ancora non immaginava che sarebbero giunti in rossonero Aquilani e Nocerino mi dà a noia, perchè è evidente che non si costruiscono in questo modo le squadre: con i saldi ti può andare bene un anno, forse due al Milan, in quanto i suoi dirigenti sono tra i migliori su piazza a fiutare il colpo ma spesso mi sembra di assistere a delle performance che riguardano più che altro l’aspetto puramente commerciale della questione, la promozione di un marchio vincente, quale in tutti questi anni si è dimostrato essere quello rossonero.

In attesa quindi di vedere “se” Ibra e Thiago Silva resteranno, “se” verrà aggiunto qualche tassello all’emergente e talentuoso Acerbi, “se” si potrà riaprire una nuova fase della telenovela Tevez, il mercato vero lo stanno facendo in pochi, tra mancanza di liquidi, idee o progetti che attanagliano più squadre. Tra queste si è mossa decisamente la Vecchia Signora, e potrebbe non essere ancora finita. Dopo gli udinesi Isla e Asamoah che vanno a rimodellare un centrocampo a questo punto sontuoso, e non solo per la serie A, dopo aver fiutato l’affare modello Galliani ingaggiando l’esperto Lucio, invero appannato nell’ultima stagione interista (ma chi non lo è stato tra i nerazzurri l’anno scorso?), è pronta a dare l’assalto a Jovetic, probabilmente il miglior giocatore under 25 del nostro campionato. Nonostante le tante rassicurazioni del buon Pradè, ds viola, sembra davvero che, sferrando il colpo decisivo, si possa arrivare al montenegrino, che in bianconero andrebbe a ripercorrere le orme di un altro grandissimo ex gigliato. Sì, state pensando giusto: Roberto Baggio. E io sono anni che affermo che Jovetic mi sembra possedere quelle stimmate del campione di Caldogno, la stessa classe, la stessa tecnica, velocità.. la stessa propensione agli infortuni, potrebbero pensare i maligni, ma per quanto riguarda un discorso meramente legato al campo, beh, Stevan potrebbe diventare il vero crack di stagione, capace di rimpolpare il già buon bottino di gol (14) e crescendo ulteriormente in personalità. Certo, i fiorentini scongiurano, sarebbe un’ulteriore beffa vedere il proprio idolo rifare quel percorso ma le sirene di mercato si fanno giorno per giorno sempre più convinte.

In stand-by l’Inter, sulla quale aspetto a dare giudizi, in quanto mi sento di fidarmi del mister Stramaccioni. Sarà rivoluzione vera? Mah, non lo so, certo che c’è modo e modo di farla e in questo i dirigenti rossoneri si sono dimostrati dei signori con i suoi giocatori simboli, dando a tutti l’opportunità di valutare in modo sereno il loro futuro al termine dei contratti. In casa nerazzurra invece stop forzato a giocatori emblemi di vittorie e trionfi, come Julio Cesar e Stankovic, ma presto anche Cambiasso o altri potrebbero avere il benservito. Capisco le esigenze tecniche ma qui si tratta di mettere al muro i giocatori e la metodologia non mi sembra corretta. Chi ha fatto firmare contratti lunghissimi e faraonici d’altronde? E ora devono per forza di cose rescindere o perdere un anno, come successo a Grosso e Amauri in bianconero. Lascio trascorrere qualche settimana ancora e poi farò una carrellata su tutte le partecipanti al prossimo torneo di serie A, ma per il momento mi preme sottolineare la mia curiosità nei confronti della Roma, che il suo “top player” l’ha già acquistato, vale a dire il boemo Zeman.

Da sempre il tecnico fa discutere ma io che lo seguo da inizio carriera, non mi sono mai soffermato sui trofei vinti! Solo alla Roma e alla Lazio aveva tra le mani buone squadre (ma non fenomenali) e ha fatto il suo nel migliore dei modi, seminando per chi poi, a suon di acquisti ha portato lo scudetto (Capello alla Roma) e mostrando grande calcio. A Foggia tutti sappiamo di cos’è stato capace, a Lecce pure, solo la squadra scudettata dell’anno (la Juve) ha fatto più gol quell’anno, nel contesto di una salvezza comoda comoda. A Foggia due anni fa in Lega Pro, con una rosa di under 20 ha quasi centrato i play off (lanciando in attacco una super coppia, Sau e Insigne, 41 gol in due) e a Pescara ha fatto letteralmente sfracelli, ma questa è storia recente. I flop, che nella carriera di un tecnico navigato ci stanno (è successo al Trap, a Capello bis nel Milan, allo stesso Lippi in Nazionale al Mondiale sudafricano) ci stanno, ma solitamente se Zeman viene ingaggiato in estate non sbaglia i suoi obiettivi, capace com’è di plasmare davvero le sue squadre secondo il suo ormai famoso credo calcistico.

Nonostante i mugugni di capitan Totti, credo che la Roma sia a posto così. I brasiliani Dodò (reduce da un grave infortunio) e Castan (reduce dalla vittoria in Libertadores con il Corinthians) possono rivelarsi campioni a tutti gli effetti, il greco Tachtsidis, visto per tutto l’anno a Verona, è un grande prospetto, così come l’americano Bradley, se davvero dovesse arrivare. E ricordiamo che a centrocampo c’è già in rosa gente come De Rossi, Pjanic, gli esperti Taddei e Perrotta, il riscattato Marquinho. In avanti poi sarà vero show! Già mi immagino le triangolazioni, i giochi offensivi di gente come Lamela, Bojan, Borini (qualora non finisse a Liverpool dal suo mentore Rodgers) e Osvaldo. E se Totti avesse ancora fiato e arrivasse anche Destro, beh… non avrei difficoltà a prevedere una Roma seria concorrente della Juve per la lotta al tricolore. Ecco, l’ho detto… mi sono giocato a metà luglio il mio primo pronostico 🙂

alle prossime puntate con nuove argomentazioni sul calcio mercato!