Un “Buon Natale” speciale ma non solo: alla scoperta della cantautrice Giulia Briziarelli

Sono state molto fortuite, oltre che curiose, le circostanze che mi hanno fatto conoscere l’artista Giulia Briziarelli e soprattutto la sua musica.

In ogni caso, da appassionato musicale, è sempre la curiosità che mi spinge ad approfondire. E nel caso della giovane cantautrice nativa di Frascati, si è partiti da un tema di strettissima attualità, il Natale, in grado di accendermi la lampadina, per andare poi a ritroso a rivedere la sua storia.

In effetti è poco usuale che un nome emergente si cimenti con un argomento simile, di sicuro stimolante ma anche “pericoloso”, non solo per il forte rischio di cadere nei clichè (o peggio, nella banalità del buonismo gratuito) ma anche per il confronto con i classici che tutti conosciamo e intoniamo sin da bimbi.

Ma la ventottenne Giulia si è subito smarcata da eventuali “conflittualità”, scrivendo e interpretando con sobrietà e grazia un brano interessante, certamente portatore di messaggi positivi (mai come in questo periodo storico in fondo se ne avverte il bisogno), ma appunto veicolati nella maniera giusta: una canzone sentita, scritta col cuore e condivisa con gli alunni delle classi di un liceo di Anzio dove insegna filosofia.

Oltre il… Natale però c’è di più, nel senso che la Briziarelli ha alle spalle un Ep uscito un paio d’anni fa e soprattutto un album, “Sognatori di stelle”, pubblicato con la Top Records, nella primavera di quest’anno. E c’è la filosofia, materia in cui si è specializzata e che viaggia parallela al suo desiderio di affermarsi nel mondo delle sette note, tanto che un altro dei suoi sogni è quello di aprire “una scuola di filosofia”, con l’ambizione personale di “essere sè stessa e diventare la realtà che sono”, come dichiarato tempo fa in una intervista al quotidiano on line Sfera Magazine.

Tornando alla musica, che Giulia ama sin da piccola e pratica da quando ha imparato a suonare la sua prima chitarra a 11 anni, il suo disco d’esordio, composto da 7 canzoni autografe, ne riprendeva tre già note dal primo ep (la romantica “Fortuna a te”, la melodica e ritmata “Cosa mi serve adesso”, dove è più corposo il contributo della sua fidata band e “Mi verrai a cercare”), aggiungendo inediti in cui si percepisce la crescita e la maggior compiutezza dell’autrice.

Rimane centrale in fase di scrittura e arrangiamento il violino suonato da Laura Zaottini, ma chitarre e sezione ritmica (ad opera della stessa Briziarelli, Alessio Fiore, Francesco Ferilli e Giovanni Melaranci) vivacizzano le atmosfere, come nella briosa “Non chiedo di più”, immediata e incalzante, dai toni pop rock.

Spicca poi “Sophia la solitaria”, in duetto con la collega MariTè. Le due voci, molto diverse, non stridono, finendo invece con centrare l’obiettivo di conferire spessore a una canzone dedicata propria alla materia di insegnamento tanto amata.

Sono canzoni interessanti, dalla struttura semplice, ma molto consapevoli e urgenti. Certo, occorrono spalle grosse e una ancora maggiore maturità per provare a emergere, specie in un periodo storico in cui in tantissimi ambiscono a fare conoscere la propria musica attraverso i social, l’autopubblicazione, i talent…

La strada intrapresa da Giulia Briziarelli e la sua band appare però diversa, costellata da date in ambiti molto differenti, da progetti collaterali e da una passione autentica, mista, perchè no?,  a una giusta ambizione.

Una chiave di successo potrebbe essere quella di personalizzare ancora di più le esperienze, mettendo in musica i sentimenti più intimi e osando maggiormente da un punto di vista musicale, fermo restando la felice scelta di affidarsi a suoni acustici e forte di una voce assolutamente comunicativa.