Report della presentazione del mio libro “Revolution ’90” alla libreria Feltrinelli di Verona

Sabato pomeriggio per la prima volta ho presentato un mio libro al circuito Feltrinelli, precisamente a Verona. Ci tenevo che tutto andasse bene, perchè in fondo si tratta della mia città e perchè è sempre emozionante incontrare persone, poche o tante che siano, giunte apposta per sentirti, incontrarti, conoscerti, stringerti la mano. E’ stata una festa, in mezzo a diversi amici, alcuni giunti per l’occasione anche da molto lontano (Trento, Milano, dalla bassa provincia), parenti stretti (immancabili e non smetterò mai di ringraziarli per il continuo sostegno e apporto) e a facce nuove ma già conosciute e che ho accolto con particolare piacere. Con la diretta dalla webradio yastaradio, con la quale ho modo di collaborare, curata dal grande Dalse, sempre impeccabile, e presentato dall’immenso Riccardo, valente giornalista di Rockerilla e Troublezine, ma soprattutto amico e compagno di tante avventure, alcune delle quali narrate pure nel libro, tutto è filato liscio, in piena serenità e in un clima rilassato e divertito. “Revolution ’90” è stato ben introdotto dall’organizzatrice dell’evento, Silvia Franceschini, e spiegato tra il serio e il faceto da me e Ricky, abile come sempre a pungolarmi con domande molto pertinenti e interessanti. Tra noi c’è piena sintonia, ci conosciamo da ben 18 anni e abbiamo condiviso molte esperienze insieme, legate alla musica. Tra gli sguardi divertiti dei presenti, di mia moglie in primis, è stata snocciolata l’essenza di questo mio saggio “sui generis”, edito da Nulla die, che per la terza volta mi ha rinnovato fiducia, portandomi alla pubblicazione. Un libro che non è solo una raccolta di dischi significativi dell’epoca dei ’90, ma soprattutto un viaggio a ritroso nella società e cultura dell’epoca, con tanti aneddoti personali legati a determinati gruppi, artisti, dischi, canzoni, alle emozioni che hanno saputo regalarmi e che ancora, a distanza di tanti anni, mi suscitano all’ascolto. Sabato 29 novembre replicherò a Legnago, in provincia di Verona, dove davvero sarò nel mio ambiente e molto probabilmente circondato da tante persone, molte delle quali più facilitati a partecipare. Mi voglio godere queste giornate, frutto del tanto impegno speso a seguire questa mia grande passione, quella di scrivere, di comunicare. Grazie a tutti quelle persone che mi hanno dato fiducia e che, leggendomi, continuano ad alimentarmi il Sogno! 🙂

Vi lascio con alcune foto dell’evento di sabato sera in libreria a Verona

il mio libro ben esposto in Feltrinelli

il mio libro ben esposto in Feltrinelli

 

chissà che aneddoto stavo raccontando a Riccardo

chissà che aneddoto stavo raccontando a Riccardo

 

un po' di foto del pubblico accorso

un po’ di foto del pubblico accorso

 

panoramica sul pubblico

panoramica sul pubblico

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Sabato 8 Novembre presentazione del mio ultimo libro “Revolution ’90” alla Feltrinelli di Verona

Sabato 8 novembre finalmente presenterò per la prima volta il mio ultimo lavoro letterario: “Revolution ’90” (edito da Nulla die), un saggio sulla musica e la società italiana degli anni ’90. Anche nelle mie precedenti uscite avevo sempre scritto con la musica al centro di tutto. In “Verrà il tempo per noi”, è  proprio la passione per le sette note e tutte le emozioni che queste possono riservarci, a guidare le gesta, le scelte e la vita stessa dei miei giovani protagonisti. La musica vista come possibilità, come miraggio, come obiettivo, come valore. In “Pinguini di carta” erano tutti testi miei, poesie alcuni li hanno definite, ma io per primo ho sempre ridimensionato il tutto, anche se in quelle parole ci credo fermamente, mi rispecchiano al 100% e il progetto poi ho voluto declinarlo ulteriormente, coinvolgendo degli amici ma soprattutto persone a vario titolo accomunate dalla forte tensione verso le forme artistiche. Così, assieme al pianista e maestro di musica Martino Fedini, all’attrice e performer Cristiana Dalla Fina e al grandissimo attore e regista dialettale veneto Terenzio Mirandola, è nato un reading teatrale musicale, interamente da me scritto ma interpretato sul palco assieme a loro, in una bella commistione di generi. Una cosa fatta e vissuta in maniera molto artigianale, anche ingenua, se vogliamo, dove mi sono messo alla prova, mi sono buttato. Poi in un momento particolare della mia vita, alle prese con una lunga malattia e il conseguente ricovero ospedaliero durato mesi e mesi, girando per gli ospedali di Verona e provincia, è nata l’idea di un’opera interamente legata agli aspetti musicali. Da tempo covavo l’idea di scrivere una sorta di saggio sulla musica rock italiana del decennio dei ’90, un’epoca che ho interamente attraversato nella mia fase cruciale, che dall’adolescenza mi ha portato alla vita adulta, dal Liceo all’Università. Un periodo in cui, partendo molto dal basso e per la pura gioia di farlo, ho pure conosciuto meglio quella fetta di mondo, con le prime esperienze radiofoniche e le tante serate al seguito di gruppi più o meno noti, con i quali avrei poi  in alcuni casi avuto occasione di fraternizzare, anche grazie all’importante e decisiva mediazione di Riccardo Cavrioli, già mio fraterno amico tra i banchi universitari ma in special modo persona con cui ho potuto finalmente sviluppare le mie istanze più profonde legate a un certo modo unico di vivere la musica, le canzoni.

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Poi però sul letto d’ospedale qualcosa è cambiato, e la narrazione convulsa, l’analisi dettagliata di tanti dischi – anche dimenticati e quindi riesumati nella mia memoria – si sono fatte raggiungere e poi sopraffare da qualcos’altro di più profondo, di più personale, qualcosa legato alla sfera cosiddetta “affettiva”. Nei momenti difficili mi è venuto di ulteriore conforto, oltre a quello ineguagliabile dettato dall’amore dei miei cari, il ricordo di certe atmosfere, vicende legate a quegli anni, quei dischi, quelle canzoni, quelle facce. Così “Revolution ’90”, che in un primo momento doveva affiancare a una parte prettamente tecnica, saggistica anche tutta una serie di interviste ad esterni, di interventi di persone addette ai lavori, pure molto noti, è divenuto il libro che ora molti di voi già, con mia somma gioia e soddisfazione, tenete tra le mani. Un libro vero, sincero, autentico, dentro il quale ho riversato tantissimo di me e della mia esperienza. La parte relativa ai prestigiosi contributi esterni è stata solo relativamente accantonata per confluire in un progetto nuovo, del quale ho già inviato la bozza al mio editore. Tempo permettendo dovrebbe uscire entro l’anno e farebbe da completamento al saggio. Saggio che appunto già in diverse persone, nemmeno tanto erroneamente, hanno definito romanzo musicale, o saggio romanzato, proprio perchè è facile trovare riferimenti a una sfera più intima, senza – questo mi sento di dirlo – andare a inficiare l’essenza di un libro di questo genere, e cioè l’attendibilità delle fonti, dei numeri, dei titoli e delle citazioni. Sono però scelte che spaziano, non solo il rock e affini che ascoltavo in prevalenza e che sentivo più mio, ma anche tanti artisti anche commerciali che hanno in qualche modo segnato la mia crescita in quegli anni, quando la musica italiana era davvero competitiva su più fronti. In “Revolution ’90” ho voluto raccontare come ho vissuto io, che all’epoca avevo tra i 14 e i 22 anni, tanti cambiamenti in atto nella nostra società, nel nostro costume, attraverso l’inclusione di determinati dischi. Sarà un immenso piacere per me poter condividere tutto questo con gli spettatori presenti in sala. Poi il 29 replicherò alla libreria Giunti di Legnago, che mi ha già ospitato anche in occasione delle presentazioni dei miei libri precedenti, un luogo dove torno sempre con grande piacere. In entrambe queste presentazioni novembrine, a farmi da relatore sarà il già nominato Riccardo che nel frattempo è divenuto non solo uno tra i più validi giornalisti musicali di settore (collabora stabilmente con uno storico mensile, Rockerilla, ed è una delle colonne del sito Troublezine) ma anche mio recente testimone di nozze! Inoltre sarà possibile, per chi abitasse lontano, seguire la diretta dei due eventi, grazie alla partecipazione del mitico Dalse, l’uomo che ormai quasi 8 anni fa ha dato vita a quella splendida realtà indipendente che risponde al nome di yastaradio.com.

Concerto dei Perturbazione a Verona: un tripudio di canzoni e forti emozioni

Ieri sera è ufficialmente partito il nuovo tour dei torinesi Perturbazione, il primo dopo il fortunato tour de force seguito al ciclone Sanremo. I 6 eterni ragazzi dell’indie pop italiano hanno subito fuorviato i dubbi sul fatto che fossero in qualche modo cambiati, ma per chi come me li segue praticamente da sempre, questa cosa era veramente assai improbabile. Anzi, io auguro di cuore al gruppo di potersi finalmente affermare a livello di popolarità e pubblico, visto quanto seminato e prodotto in questi anni ma sono sicuro che non perderanno mai di vista la loro storia, la loro origine e l’intenso live di ieri ne è una fragorosa conferma, addirittura “certificata” da una confessione del cantante Tommaso Cerasuolo, proprio prima del lancio de “L’Unica”, il loro successo del momento, il fortunato brano portato con successo  a Sanremo. Tommaso, tirando in ballo “la sindrome dell’imbroglione”, ha ammesso in pratica di aver capito proprio quando si è trovato a un passo da un traguardo magari da sempre auspicato e sognato da anni, come in realtà preferisse quasi non centrarlo ma rimanere in una dimensione più sua, più realistica secondo il suo stile di vita.

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Insomma, dopo tante parole, dopo tanta esposizione mediatica, finalmente a parlare è stata nuovamente la musica. Anticipato da una breve ma efficace presentazione pomeridiana presso la sede della Feltrinelli in centro città a Verona (peccato per le poche persone accorse, ma si sa, con una giornata così primaverile e i negozi di Via Mazzini tutti aperti, è difficile chiamare a raccolta tante persone ad ascoltarti), Tommaso e Gigi Giancursi, oltre a raccontarsi amabilmente, con la solita ironia, disponibilità e semplicità, hanno pure suonato in chiave acustica tre pezzi: oltre alla canzone sanremese, anche altri due estratti dal disco “Musica X”, la canzone eponima e la stupenda “I baci vietati”, che su cd è eseguita in duetto con Luca Carboni.

In serata, nella splendida e insolita cornice del Crowne Plaza Hotel (in pratica in una serra naturale adibita ad ampia sala per eventi, tra l’altro inaugurata proprio ieri per l’occasione) i Perturbazione sono stati anticipati da altre valide proposte. Dapprima Nadia & The Rabbits – sempre della florida scuderia Mescal (presente tra l’altro ieri per la “prima” del tour anche il “boss” Valerio Soave) – ieri in versione ristretta a due e poi la cantautrice veronese Veronica Marchi, accompagnata da una valida violinista. I primi mi hanno davvero colpito, li vedevo per la prima volta dal vivo e seppure abbiano giocoforza presentato pochi brani, hanno saputo ben dosare le atmosfere della loro performance, mostrando grande versatilità e maestria negli scarni – per l’occasione, solitamente salgono sul palco in 7 –  ma stupendi arrangiamenti acustici. Su di loro tornerò prossimamente con una ricca recensione del disco e magari con un sostanziale contributo dei protagonisti, visto che alla fine del loro set c’è stato modo di conoscerci e concordare una futura intervista. Anche la Marchi ha confermato nel suo breve set il suo talento, già ampiamente riconosciuto negli ambienti veronesi. Ha portato in scena i brani del suo ultimo lavoro di studio, ormai risalente a quasi 3 anni fa.

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E’ arrivata poi finalmente la volta dell’attrazione principale della serata: i Perturbazione. Nel frattempo la sala si era fatta più gremita e il calore del pubblico si è fatto sentire sin dalla prima canzone presentata, quella “Musica X” che intitola l’ultimo album di studio uscito a maggio dello scorso anno e arricchito con i due brani sanremesi nella recente versione aggiornata. La gente è pronta a scatenarsi sin dal secondo brano, ripescato dallo stupendo “Canzoni allo specchio”: è vero tripudio sin dalle note iniziali del singolo “Se mi scrivi”, cantato all’unisono col pubblico, a occhio e croce composto quasi esclusivamente da fedelissimi del gruppo, più che dai nuovi arrivati, incuriositi da Sanremo e che magari hanno conosciuto i ragazzi in quella occasione.

Il concerto prosegue alternando egregiamente brani dell’ultimo album (risultano assai efficaci la già citata “I baci vietati” e una trascinante “Chiticapisce” ma convincono anche l’apertura melodica di “La vita davanti” e “Questa è Sparta”, col suo ritmo cadenzato e minaccioso: per questo brano in studio si sono avvalsi della collaborazione di Niccolò Contessa, alias “i Cani”). Molto successo raccolgono ovviamente le canzoni più datate, entrate di diritto nel cuore dei fans, a partire ovviamente da quella “Agosto” che ha fatto da spartiacque nella carriera della band, essendo stata di fatto la prima song cantata in italiano a far emergere il gruppo dopo i primi album in lingua inglese. Una canzone malinconica, dolce – amara, che non perde nulla del suo languido fascino a distanza di anni e di tante riproposizioni. L’emozione di Tommaso e del pubblico in sala è un tutt’uno, davvero palpabile. Tripudio pure per “Nel mio scrigno”, d’altronde ha un significato molto profondo e paradigmatico del pensiero del cantante. Molto feedback positivo raccolgono meritatamente anche i due brani portati al Festival, non solo “L’Unica” ormai di diritto la loro canzone più “famosa” e fischiettata (anche dal figlioletto di Fazio, ormai è risaputo!) ma anche la più “classica” “L’Italia vista dal bar”.

Il gruppo è parso davvero coeso come non mai, con Cristiano e Elena impeccabili nella loro eleganza, maestri di stile e dalla classe innata, Alex intenso e presissimo anche nei numerosi cori, Rossano come sempre concentrato, sul pezzo, motore centrale del gruppo, ma allo stesso tempo “perso” nella sua performance, come fosse a tratti in stato di trance; infine Gigi e Tommaso la cui intesa sul palco è ormai assodata e prevarica quei luoghi per rispecchiarsi nella vita di tutti i giorni. E’ davvero sorprendente rendersi conto di come questi sei ragazzi si trovino a meraviglia, nonostante i tanti anni passati a suonare assieme, gli scazzi inevitabili che ci possono essere stati e che ancora ci sono e ci saranno, le gioie finalmente riconosciute ma anche quelle più piccole e custodite gelosamente nel cuore e i dolori, le frustrazioni, la gavetta, la nuova consapevolezza, la maturità raggiunta, le responsabilità, la nostalgia che talvolta ancora va ad attanagliare le loro anime da artisti. Grande gruppo davvero i Perturbazione e la cosa che più mi fa piacere constatare è che a differenza di tanti altri gruppi coevi, non hanno ancora il bisogno di tributare sé stessi, di rifarsi a stilemi consolidati, ma anzi, appaiono all’apice della forma artistica e umana e pronti a migliorarsi sempre di più, forti di una freschezza e di una creatività ancora intatte e ben rappresentate.

A livello personale poi, è stato bellissimo ritrovare i ragazzi dopo diversi anni che non li vedevo dal vivo (dal tour di “Canzoni allo Specchio”) e di ritrovarli uguali, solo un po’ “invecchiati” – come il sottoscritto ovviamente! Ma sempre belli carichi, passionali come non mai, intensi e disponibili, sin dal pomeriggio in libreria. Ho conosciuto finalmente di persona anche il loro discografico, il giovane Paolo Pastorino, uno degli ultimi ingressi in casa Mescal, ma che ha saputo prendere in mano le redini al momento giusto, coadiuvato ovviamente dalle figure storiche di quella che si può considerare un’isola felice nell’abito delle etichette indipendenti, con una passione per la musica e il suo lavoro che gli si leggono negli occhi. Negli ultimi mesi lo staff Mescal è stato molto disponibile con me, fornendomi tanto materiale utile ai fini del mio saggio sulla musica italiana degli anni ’90 che tra non molto sarà finalmente disponibile nelle librerie. Un progetto a cui tengo molto e che tra l’altro riuscirò a presentare anche alla Feltrinelli della mia città, probabilmente a fine maggio.

Infine, chiudendo con gli autobiografismi, sono stato molto felice di aver condiviso tutta la bella giornata di ieri con la mia ragazza, Mary, a cui avevo fatto una testa così sui Perturbazione! Il concerto le è piaciuto molto, ma direi proprio tutto il contesto, è stata colpita molto dalla semplicità, dalla simpatia e dalla carica dei ragazzi. Le canzoni, poi, le sono già entrate nel cuore. Peccato solo non essere riuscita a farla parlare in foggiano con i suoi concittadini Cristiano e Rossano Lo Mele, ma sarà per un’altra volta! 🙂