Riuscirà il miracolo al Crotone?

l’allenatore Davide Nicola, artefice principale della clamorosa rincorsa del Crotone verso la salvezza

Questo scorcio di stagione ci sta consegnando un’inaspettata “resurrezione” calcistica in serie A: quella della matricola assoluta Crotone. Forse è stato questo il motivo, il fatto cioè di essere un’autentica debuttante nel calcio che conta, per cui  la compagine pitagorica ha disperso punti ed energie nella prima parte di stagione. O forse più semplicemente, se la quota salvezza non fosse stata mantenuta così bassa dalle dirette avversarie appena davanti (Genoa a +2, Empoli a +1), la squadra di Nicola non avrebbe potuto alimentare il suo sogno, una salvezza che davvero equivarrebbe a uno scudetto.

Quali che siano le ragioni, tralasciando i pur innegabili demeriti delle due rivali, specie il Genoa, che ha praticamente smesso di giocare da gennaio in poi (e non sono una scusante le cessioni a metà stagione di totem come Pavoletti e Rincon per un simile decadimento tecnico), credo sia più giusto sottolineare i tanti meriti dei rossoblu.

Non è da tutti riuscire a inanellare nelle ultime 7 partite qualcosa come 17 punti (difatti c’è riuscita solo la corazzata Napoli; il Genoa per dire ha racimolato la miseria di 4 punti durante questa striscia positiva dei calabresi). Non è da tutti soprattutto farlo mostrando anche un gioco coraggioso, spavaldo, brioso, fatto non solo di grinta e corsa, ma pure di tecnica e qualità.

L’allenatore Davide Nicola, a un certo punto della stagione seriamente a rischio esonero e con gran parte della tifoseria contro, ha avuto l’appoggio incondizionato della società, la quale ha visto giusto nel continuare a dargli fiducia. Certo, qualche aiutino dal mercato il buon tecnico lo avrebbe anche accettato volentieri ma giocoforza ha fatto di necessità virtù, ottenendo il massimo da calciatori che probabilmente avevano bisogno di un fisiologico tempo per adattarsi al meglio alla massima serie.

il bomber Falcinelli ha raggiunto comodamente la doppia cifra, segnando ad oggi 12 gol e risultando determinante per i sogni di salvezza della squadra

Altrimenti non si spiegherebbe ad esempio l’impennata di rendimento dei centrali difensivi Ceccherini e Ferrari (quest’ultimo in particolare già da tempo è in orbita di grandi club, dopo lo splendido campionato cadetto di un anno fa). Un calcio, quello proposto da Nicola, accorto come ci si deve aspettare da una neopromossa, ma da un paio di mesi anche spregiudicato, se si pensa che a due punte fisse (il prolifico Falcinelli, già 12 gol, mai così tanti in serie A in una stagione e il mobile e determinato Trotta) si sono aggiunti sulle fasce uomini molto offensivi come Rohden, un altro che è migliorato molto nel girone di ritorno, e soprattutto Nalini, stantuffo inesauribile e che gioca sempre come se fosse la sua ultima partita in serie A. D’altronde il veronese Nalini fino a non più di tre anni fa divideva la sua passione per il calcio con il lavoro come operaio presso una nota ditta della città. La sua escalation ha dell’incredibile, già a Salerno fece benissimo come movimentatore offensivo ma a Crotone ha affinato doti da esterno a tutto campo.

Non va dimenticato l’apporto in avanti che stanno dando calciatori come Acosty, giunto a gennaio e subito integrato e utilissimo alla causa e Tonev, e quello che è riuscito a dare in termini di qualità il fantasista rumeno Stoian, scuola Roma arrivato tardi all’appuntamento con la serie A (era nella covata giallorossa con i vari Florenzi, Bertolacci, D’Alessandro e Crescenzi) fino allo stop forzato causa un virus.

Molto bene poi anche la cerniera centrale formata dal giovane regista Crisetig (ex enfant prodige del calcio italiano ai tempi delle giovanili dell’Inter ma parso molto acerbo nelle precedenti esperienze in A) e il più pratico Barberis, che nel momento giusto ha messo i panni del leader in mezzo al campo. Anche Capezzi sulla lunga distanza ha dimostrato di poter valere la massima serie.

Gli uomini di esperienza hanno fatto il resto: parliamo soprattutto del laterale destro Rosi, girovago del nostro calcio, che ha sposato la causa con tanta motivazione e abnegazione, e il portiere Cordaz che in tante occasioni ha tolto le castagne dal fuoco, trasmettendo sicurezza a tutto il reparto.

Fermo restando il valore e i meriti dei giocatori, è evidente che il principale artefice di questa speranza salvezza che è possibile ancora tenere accesa è l’allenatore Davide Nicola. Non ha mai smesso di crederci, anche quando davanti alle sue parole ci sembrava di sentire i soliti discorsi triti e ritriti sul fatto di giocarsela sempre, di andare in campo a testa alta ecc… E invece a 180 minuti dal termine del campionato, ecco che il Crotone, da tutti gli addetti ai lavori “condannato” alla retrocessione sin da gennaio, è ancora lì a giocarsela, con rinnovato entusiasmo e la convinzione che vada come vada avrà dato il massimo delle sue risorse.

I rimpianti semmai ci saranno per aver “capito” tardi la serie A ma il futuro appare comunque roseo. Nell’immediato occorre essere tanto realisti, perché di fronte nelle prossime gare ci saranno una Juventus clamorosamente non ancora sicura dello Scudetto e una Lazio che vuole continuare a stupire, nonostante la qualificazione europea già in tasca da qualche settimana. Ma l’impressione è che i ragazzi di Nicola non partiranno certo come vittime sacrificali, con un orecchio teso ovviamente alla radiolina, visto che il loro destino dipenderà anche dai risultati delle avversarie Empoli e Genoa, squadre che sulla carta possono vantare indiscutibilmente degli organici migliori.

Un buon Perugia batte il Bologna nell’anticipo di serie B. Ieri in extremis ripescato il Vicenza…

E’ iniziato ieri con l’anticipo tra uno spavaldo Perugia e uno spaurito e ancora in fase di assemblaggio Bologna il torneo cadetto, proprio mentre in giornata finalmente ci si era pronunciati in maniera definitiva sulla ripescata, la 22esima compagine a completare il cartellone, dopo l’esclusione dal campionato del Siena. Estromesso, non senza polemiche, il Novara, il ballottaggio finale era stato tra due nobili decadute del nostro calcio: il Vicenza e il Pisa. A spuntarla sono stati i biancorossi veneti, visto che – a quanto pare – a incidere negativamente sui toscani è stata l’inadeguatezza dello stadio “Anconetani”. Strano destino quello del Vicenza che, per la terza volta in anni ravvicinati, si appresta a iniziare il suo campionato di serie B da ripescata, dopo i negativi verdetti del campo. L’anno scorso poi la squadra veneta mai davvero è stata in corsa per un posto utile alla promozione, salvo acciuffare dopo buon girone di ritorno i playoff (l’anno scorso allargati, ricordiamolo). Difficile in questo contesto delineare una vera dimensione tecnica della squadra, nonostante il mercato in entrata che si annuncerà quanto meno frenetico in questi ultimi giorni.

buon debutto del centrocampista Verre con la nuova maglia del Perugia, autore del primo gol del campionato 2014/2015

buon debutto del centrocampista Verre con la nuova maglia del Perugia, autore del primo gol del campionato 2014/2015

Tornando a vicende legate al campo, ieri sera in uno stadio “Curi” davvero all’altezza delle migliori occasioni (d’altronde per gli umbri si trattava di un meritato ritorno ai piani alti del nostro calcio, dopo aver conosciuto gli inferi delle categorie dilettantistiche), il Perugia ha giocato col piglio delle grandi, mostrando un calcio armonico, corale, all’insegna di un gioco tutto di movimento e palla al piede, in uomini tecnici quali l’esperto ex Roma Taddei, il giovane Verre, prodotto della cantera romanista, a 20 anni pronto per palcoscenici importanti, dopo una stagione vincente ma da comprimario a Palermo e gli esterni sette polmoni Del Prete a destra e Crescenzi a sinistra. Davanti, tanto movimento e impegno da parte dell’inconcludente Rabusic e buone giocate, specie da trequartista, di Falcinelli, autore del gol vittoria. Benissimo dietro i giovani, entrambi ex Pisa e tra coloro da tenere veramente d’occhio per il futuro immediato, Provedel in porta (di proprietà del Chievo, ex Udinese) e soprattutto Goldaniga nel centro destra. Impeccabile negli anticipi, pulito e veloce, la sua è stata una grande prestazione, dopo l’ottima annata scorsa.

grande prestazione in difesa per l'ex pisano, in orbita Juventus, Goldaniga

grande prestazione in difesa per l’ex pisano, in orbita Juventus, Goldaniga

Il Bologna invece pare ancora un cantiere, con molti movimenti in entrata e uscita ancora da definire. Qualche autorevole giornalista, in modo maligno, seppur sarcastico, ha già tirato in ballo un paragone poco felice, facendo un parallelo con il Padova, partita tra le favorite l’anno scorso ma mai in grado di competere sul serio per progetti importanti, senza mai schiodarsi dagli ultimi posti in classifica, preludio di un’inevitabile retrocessione (resa ancora più amara poi dalla cancellazione della società dai professionisti). A mio avviso la squadra felsinea, pur guidata da una società non all’altezza della sua storia, avrebbe i mezzi per una pronta risalita. Il parallelo in fondo, a esser più ottimisti, ci può stare anche con il Palermo, partito in maniera imbarazzante e poi risalito alla grande, a suon di record. A centrocampo il Bologna deve trovare una sua alchimia tra gli interpreti, ma questi non mancano di certo: il prodotto di casa Casarini, rientrato dopo un’ottima stagione da protagonista nella rivelazione Lanciano; l’austriaco Buchel, cresciuto nella Juve e anch’egli reduce da una buona stagione in Abruzzo ma soprattutto Laribi sulla trequarti e Matuzalem in regia possono garantire un bel cambio di passo a tutta la squadra. Senza dimenticare che a guidare l’attacco c’è il centravanti più prolifico della storia della serie B, quel Daniele Cacia, già in gol ieri sera, pronto a tornare un big a questi livelli, dopo il flop dell’anno scorso al piano di sopra. In difesa poi una garanzia è rappresentata da un altro ex gialloblu, Mimmo Maietta, all’esordio ieri con la nuova maglia. Si deve ancora registrare con il giovane promettente Paez ma è indubbio che l’esperto calabrese abbia il carisma del leader, un po’ come il capitano Morleo o il portiere Coppola, reduce però da stagioni in cui è stato quasi uno spettatore non pagante. Insomma, finalmente, hanno cominciato a parlare i punti, quelli in palio, quelli veri. In attesa degli ultimi botti (???) di calciomercato, un buon antipasto di calcio giocato, già a buoni livelli tra l’altro e con tanta intensità, ci voleva proprio, visto che all’estero già hanno iniziato da diverse settimane.

i gol di Cacia, un big in serie B, possono contribuire in maniera determinante alla pronta risalita del Bologna in serie A

i gol di Cacia, un big in serie B, possono contribuire in maniera determinante alla pronta risalita del Bologna in serie A