Quale campionato per l’Hellas Verona? Saprà di nuovo essere protagonista?

Siamo ai nastri di partenza di una nuova stagione di Serie B, e il campionato si preannuncia indubbiamente particolare e insolito.

Già, perchè mancano all’appello ben 3 compagini – e non trascurabili per importanza e blasone quali Avellino, Cesena e soprattutto Bari – e cosa più grave è che ancora non è dato sapere se il roster sarà integrato strada facendo da squadre che hanno partecipato alla “lotteria” del ripescaggio (le più accreditate comunque sono il Siena, il Novara e il Catania che in Coppa Italia ha già sonoramente sconfitto il Verona).

Fabio Grosso è atteso a una grande stagione da allenatore alla guida del favorito Verona

La squadra del nuovo allenatore Fabio Grosso è certamente accreditata dei favori dei pronostici: molte testate, anche le più prestigiose, non lesinano in iperboli come “corazzata” per descrivere la forza dei gialloblu. Eppure tutto questa sicurezza non traspare evidente presso i tifosi e parte della critica sportiva cittadina. Troppo forte lo scotto della cocente, pesantissima, umiliante retrocessione di pochi mesi fa, ancora peggiore di quella avvenuta due anni prima, che avrebbe potuto trattenere i connotati della casualità dopo alcuni convincenti campionati consecutivi. Peggiore perchè, dopo una promozione sofferta, acciuffata per un soffio e poco contestualizzata o analizzata, si è assistiti inermi a una sentenza già scritta. Ciò che non era invece scritto e forse nemmeno immaginabile nelle menti e nei cuori dei tantissimi sostenitori veronesi, è stata non solo la resa tecnica e psicologica della squadra, ma soprattutto il tristissimo teatrino messo in piedi da società e allenatore.

Di fatto, non volendo immischiarmi in dietrologie, tirando in ballo il secondo paracadute consecutivo “vinto” da Setti, questa nuova stagione sembra ripartire all’insegna della continuità – se non tecnica (anche se il profilo di Grosso somiglia spaventosamente a quello di Pecchia, concedendo tuttavia al Campione del Mondo se non altro l’assenza di spocchia connaturata all’ex allenatore di Formia) – almeno dal punto di vista dirigenziale. Rimasto in sella il direttore operativo Barresi, come direttore sportivo ci si è affidati al giovane Tony D’Amico, nome da gangster americano, per molti non a torto un figlioccio dell’ex ds Fusco. Questa cosa ha turbato non poco inizialmente l’ambiente gialloblu, atteso com’era a una sorta di repulisti generale dalle scorie della precedente gestione.

Abituato come sono a concedere a tutti la possibilità di dimostrare il proprio valore, non sono partito prevenuto nei confronti dell’attuale direttore sportivo, che con i suoi 38 anni è tra i più giovani a rivestire una carica così importante. Non me ne intendo di conti, spese et similia, non so esattamente quale fosse il suo budget (magari è pure meglio non saperlo, così non si corre il rischio di pensare male credendo che la maggior parte dei soldi siano finiti a foraggiare la casa madre Manila Grace!) e quindi mi attengo al suo operato “tecnico”.

E allora mi viene facile sostenere che la rosa a disposizione di Grosso sia in effetti una delle più forti e assolutamente in linea col pronostico generale che vede l’Hellas a fine torneo festeggiare una nuova promozione nella massima serie.

Ma che campionato sarà? Di sofferenza e angoscia come quello di due anni fa, preludio come detto della peggior stagione della storia del Verona in serie A?

E qui cominciano i primi seri dubbi…

Grosso sulla falsariga di tanti tecnici, compreso ahimè Pecchia, è tra quegli allenatori che “amano” spiazzare i rivali non impostando la squadra secondo moduli precisi, cambiando in corsa e tenendo in teoria sulla corda tutta la rosa a disposizione, senza indicare precisamente quali siano i suoi 11 principali “cavalli” su cui puntare.

Questo francamente non mi ha mai entusiasmato, non dico che si dovrebbe fare come Sarri che utilizza al massimo 13/14 giocatori, ma dare una quadra più vicina possibile al proprio credo calcistico quello sì. Che non significa giocare esclusivamente con un modulo fisso (gli anni ’80 sono finiti da un pezzo in fondo), ma dare la propria impronta, quello sì che è un requisito importante. Perchè crea sicurezza, consapevolezza, fiducia, laddove negli ultimi tempi vedevamo soprattutto confusione, anarchia, finanche straniamento negli 11 in campo.

E la squadra gialloblu, pur ricca di “materiale umano” buono, se non ottimo per la cadetteria (a scanso di equivoci vedo al nostro livello solo il Benevento, con Palermo, Crotone, Foggia, Brescia e Salernitana più giù nella griglia di partenza), appare anche purtroppo disomogenea, squilibrata nei reparti, a forte rischio di “ambiguità”, di cui francamente non si ha necessità.

Sì, il riferimento sin troppo ovvio è alla compresenza di due punte di diamante come Pazzini e Di Carmine, che presumo raramente vedremo in campo assieme dal primo minuto, e la sensazione appare sin da ora sinistra, assurda, fermo restando che da che mondo è mondo sia giusto guadagnarsi sul campo un posto al sole.

Passano gli anni ma Pazzini per la B è ancora un signor attaccante. Dovrà però vedersela con la concorrenza del forte neo arrivato Di Carmine

In porta non ci dovrebbero essere dubbi sulla titolarità di Silvestri che a detta di molti meritava qualche riconoscimento in più anche in serie A, mentre in difesa appare sinceramente arduo indovinare gli uomini giusti. E per giusti intendo prima di tutto affidabili, visto come negli ultimi anni, quello sia stato il nostro tallone d’Achille: la fragilità e la pochezza difensiva.

Caracciolo in B è una garanzia e a mio parere non ha del tutto sfigurato nemmeno nella massima serie ma al suo fianco chi inserire tra i neo arrivati Dawidowicz e Marrone (tra l’altro un cavallo di ritorno, dopo la grigia esperienza di due anni fa con Delneri alla guida tecnica)? Molto dipenderà dal modulo, laddove entrambi in realtà possono fungere anche da centrocampisti, specie l’ex juventino, nato come mediano davanti alla difesa e poi perso tra infortuni e discontinuità varie ma alla resa dei conti non un fenomeno neanche in B come visto a Bari. Ma appunto, a Bari è stato allenato proprio da Grosso, che a quanto pare l’ha rivoluto a tutti i costi, confidando nella sua piena affidabilità a questi livelli.

I terzini sono tutti nuovi (sì, si è accasato altrove anche il tanto sbertucciato Souprayen…) e quelli che sembrano avere più chances di giocarsela sono Crescenzi (perchè onestamente più esperto, oltre che abile a giostrare su entrambe le fasce) e l’altro ex barese Balkovec, piuttosto accreditato ma sinora impalpabile e apparso indietro come condizione fisica. Almici, che vanta diverse presenze in B, non ha mai dato l’idea di “esplodere” e dall’altra parte Eguelfi, buon prospetto ai tempi delle giovanili interiste e passato anche dall’Atalanta, a 24 anni è ancora un oggetto misterioso. Empereur mi colpì molto quando guidava con autorità la retroguardia della Primavera della Fiorentina ed è reduce da una fruttuosa gavetta: Verona è la tappa cruciale della sua carriera. Bianchetti lo conosciamo, gli auguro di riprendersi dal punto di vista fisico ma le ottime premesse da leader di una forte Under 21 sono ormai state definitivamente disattese.

Come molti sostengono è evidente che a metà campo abbiamo maggiore qualità (e quantità), con tante opzioni al più valide. Credo che l’unico sicuro di un posto sia Henderson, in possesso di un innato talento, mentre accanto a lui difficile capire chi si renderà maggiormente protagonista tra Gustafson, Laribi, Colombatto, Calvano, il “mal sopportato” Fossati (misteri del calcio, fu tra i migliori due anni fa), i “nostri” Zaccagni e Danzi o i già citati multiuso Marrone e Dawidowicz.

Tanta abbondanza, molteplici soluzioni ma anche il concreto rischio di perdere la bussola. Personalmente ritengo sia il miglior centrocampo di tutta la serie B in cui prevedo ci sia più spazio per Laribi – dalla carriera sinora al di sotto delle aspettative, dopo essere arrivato a giocare con merito anche in serie A col Sassuolo – e il piccolo argentino Colombatto, oltre appunto allo scozzese Henderson che come detto prima credo diventerà presto imprescindibile. Tutti però hanno la possibilità di dare molto alla causa, e mi piacerebbe trovasse la sua consacrazione anche l’enfant du pays Danzi, gettato nella mischia nel momento peggiore del campionato scorso e capace di raccogliere comunque qualche timido consenso. Importante sarà prima di tutto non bruciarlo, come purtroppo fatto con l’altrettanto promettente Checchin, poi di Tommasi ne nascono ben pochi ma almeno sarebbe auspicabile che un prodotto del nostro vivaio riuscisse a imporsi a buoni livelli (meglio se insieme a tutta la squadra ovviamente!).

Dopo aver esordito in serie A mostrando a tratti una buona personalità, il veronese Andrea Danzi saprà trovare il giusto spazio in mezzo all’affollato centrocampo del Verona?

In attacco la soluzione a due punte centrali sembra non godere dei favori del mister: questo avallerebbe la sciagurata ipotesi che uno dei big offensivi rimanga per lo più a guardare l’altro. Il “Pazzo” dovrebbe partire davanti nelle gerarchie, ma dopo l’ultima scellerata sua gestione tecnica da parte di un nostro allenatore, non si può davvero dare nulla per scontato.

Di Carmine è arrivato al suo zenit calcistico a 30 anni: mai prima d’ora aveva segnato così tanto, e Perugia è una piazza importante, quindi lo ritengo potenzialmente prontissimo a guidare da titolare il nostro attacco, dovesse essere lui il nostro centravanti designato. Le staffette sinceramente non mi convincono, un attaccante poi gioca meglio sentendosi la fiducia e dando continuità alle sue prestazioni.

Giocando presumibilmente a tre davanti, ecco che la batteria degli esterni diventa fondamentale. Non siamo numerosi in tal senso ma presi singolarmente anche qui la qualità media è abbastanza sopra la media per la serie B. In particolare l’ultimo arrivato Ragusa rappresenta un lusso per la categoria, lui che si è ben disimpegnato nelle ultime stagioni in A con il Sassuolo. Non segna molto, ma abbina sapientemente tecnica e corsa, cuore e senso tattico. Sarà molto utile alla causa, così come il forte Cissè (sembra passata un’era calcistica da quando vestì per la prima volta la maglia gialloblu nell’inferno della Lega Pro), l’estroso coreano Lee e un motivato Matos.

Questi ultimi due, parsi per lo più inadeguati in serie A, mi auguro possano trovare la loro dimensione ideale in questo campionato. Mi aspetto di più dal piccolo Lee Seung – Woo, che anche con la maglia della sua Nazionale sta dimostrando il suo valore, piuttosto che da un Matos ancora troppo fumoso sin dalle prime uscite di questa stagione. Le qualità tecniche le possiede, ma deve farsi più risoluto e regalare giocate che non siano fini a sé stesse.

La carne al fuoco c’è, ed è comprensibile nutrire alte aspettative. Non soltanto perché ci si chiama Hellas Verona, ma perché appunto la squadra è di indubbio valore. Senza gli svincolati di Bari e Cesena non so di che staremmo parlando ma va bene così: ripeto, niente dietrologie in questo post, ci sono giornalisti molto più esperti e competenti di me in materia.

Mi limito in questa sede a fare il tifoso e, come tutti, ciò che chiedo è che la squadra dimostri amalgama, voglia e soprattutto metta tutto ciò che ha in campo. Dopo una stagione fallimentare come l’ultima appena vissuta, mi pare veramente il requisito minimo.

 

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Serie B – primo verdetto: SPAL, il sogno serie A è ora una splendida realtà.

E’ giunta finalmente al termine la trionfale cavalcata della SPAL, promossa direttamente in serie A da matricola.

Solo un anno fa infatti, di questi tempi a Ferrara si festeggiava un sospirato ritorno in cadetteria. Pochi avrebbero potuto immaginare il doppio salto nel giro di due anni, forse anche fra i tifosi più accaniti. Ammetto che anch’io, nel mio articolo di presentazione della serie B 2016/2017 per il sito del Guerin Sportivo, avevo ipotizzato tutt’altro tipo di percorso per la nobile squadra biancazzurra. Felicissimo di essere stato smentito dai fatti, dai risultati straordinari conseguiti sul campo dai ragazzi di Semplici, che ora tra il consenso perlopiù unanime di chi ama il calcio, si stanno meritando giustamente elogi, onori e l’attenzione dei media.

La gioia dei calciatori spallini dopo una vittoria

Un campionato, specie nel girone di ritorno, spesso condotto al vertice (complici anche i ripetuti passi falsi di Verona e Frosinone) e che è giunto al suo felice epilogo al cospetto di una sconfitta, quella subita a Terni nella penultima giornata. Il distacco però dalle inseguitrici è tale che anche la matematica ormai può sancire il suo primo verdetto: la Spal torna in serie A a distanza di 49 anni dalla sua ultima partecipazione.

La Spal è rimasta nel cuore di tanti vecchi tifosi di un calcio d’annata, quello dei magnifici anni ’60, quando non solo il serbatoio, il vivaio diremmo adesso, della squadra era tra i più prolifici nel lanciare futuri campioni, ma soprattutto la prima squadra riusciva a regalare grandi soddisfazioni a una tifoseria calda e appassionata.

La Spal edizione 2016/2017 è stata capace di mettere in fila avversarie più quotate e più attrezzate sulla carta, come Verona e Frosinone, Bari e Carpi, grazie a un gioco redditizio ma a tratti pure spettacolare, come si evince dai tanti gol fatti. C’è riuscita grazie alla forza di un gruppo di giocatori coeso, maturo, e sicuro dei propri mezzi, che dalla sua ha avuto come principale qualità una continuità di rendimento e di risultati che alle dirette rivali è mancato durante varie parti del torneo.

Ecco le mie pagelle agli splendidi protagonisti di questa impresa, moltissimi dei quali presenti anche nella precedente promozione dalla Lega Pro alla serie B, segno che nascosti c’erano dei valori evidentemente molto più grandi rispetto a quello che si pensava.

SOCIETA’ 10 – Il Presidente Mattioli, attaccatissimo alla squadra, alla città e ai colori, ha cominciato a credere nell’impresa durante la pausa natalizia, quando già la sua Spal si stava avvicinando minacciosa ai piani alti della classifica.  Decisivo l’apporto del direttore generale Davide Vagnati nell’operare al meglio sul mercato, specie a gennaio, quando la società scelse di investire pesantemente, con innesti di esperienza e classe, rinforzando l’attacco con l’aggiunta di un big per la categoria come Floccari, subito integratosi nell’ambiente. Si è voluto mantenuto un basso profilo, pur lasciandosi trasportare (giustamente) dall’entusiasmo sempre più crescente della tifoseria. Ora il compito di proseguire sulla falsariga delle ultime due stagioni, di certo la sfida più difficile ma anche la più ambiziosa, quella di consolidare la Spal nella massima serie, facendo rinverdire i fasti degli anni 60 di patron Paolo Mazza.

Semplici si è dimostrato un ottimo tecnico, con lui la favola Spal può continuare anche in serie A

SEMPLICI 10 – Che fosse un allenatore capace, coraggioso e intraprendente, lo si sapeva sin da quando guidava le giovanili della Fiorentina. In terra ferrarese ha confezionato il suo vero capolavoro, attirando così le attenzioni di piazze di categoria superiore. Non ha voluto stravolgere la squadra che tante gioie gli aveva regalato, inserendo solo quei giocatori che potessero contribuire ad accrescerne il tasso tecnico. Poco turn over ma mirato e alla fine è riuscito a dare spazio a tutti, facendo sentire ogni giocatore parte di un grande progetto.  Con costanza e tanta bravura, ci è arrivato da solo, con le sue forze, alla tanto agognata serie A, mettendo in fila tecnici più navigati e che guidavano delle fuoriserie.

Meret, classe 1997, è uno dei volti nuovi del calcio italiano. Può consacrarsi come uno dei migliori portieri della sua generazione

MERET 9 – Un predestinato, al pari dell’ex compagno nell’Udinese Scuffet, il più giovane dei due ha ormai ribaltato le gerarchie, disputando al suo primo campionato da professionista un torneo impeccabile, senza sbavature, con la sicurezza e la tranquillità del più consumato fra i portieri. Convocato persino da Ventura e nel mirino dei grandi club, potrebbe essere lui l’erede di Buffon alla Juve.

BONIFAZI 8,5 – Altra fragorosa scoperta, altra fenomenale intuizione della società che ha creduto nelle doti di questo aitante difensore, di scuola Toro, che stava faticando eccome a imporsi da professionista, avendo raccolto poco più che briciole nelle precedenti esperienze in Lega Pro con Benevento e Casertana. A vederlo giganteggiare al cospetto di navigati attaccanti di serie B, allo stesso tempo destreggiarsi egregiamente palla al piede nelle avanzate offensive così come imporsi al centro della difesa, attento e sicuro, non ci pare azzardato prevedere per lui un grande futuro in serie A. Ventura lo ha già chiamato per uno stage con la Nazionale e continua a monitorarlo.

VICARI 8 – Mai su questi livelli, il suo rendimento è stato costante e pian piano, gara dopo gara, è diventato sempre più padrone della difesa, di cui si faceva perno con Bonifazi e Cremonesi ai lati. Velocissimo, abile nelle chiusure, siamo curiosi di verificarne l’efficacia nella categoria superiore. E’ dai tempi dei precoci esordi a Novara che si dicevano meraviglie sul suo conto. A 23 anni potrebbe arrivare la consacrazione definitiva.

CREMONESI 8 – Ormai lo si può definire un esperto delle promozioni ma chi se lo immaginava a bissare l’impresa dopo quella vissuta l’anno prima con il Crotone? L’esperto difensore, vicino ai 30 anni, merita una chance in serie A. Pochi nel suo ruolo sanno usare bene entrambi i piedi, intervenire puliti sugli avversari e di tanto in tanto trovare la via del gol. Lo ricordo giovanissimo, protagonista di un Mondiale Under 17 a fare coppia difensiva con De Silvestri. A differenza dell’ex laziale, Cremonesi ne ha dovuto masticare di gavetta, rimanendo a lungo fedele ai colori grigiorossi della Cremonese, città dove è nato e ha mosso i primi passi nel calcio sin dalle giovanili. Non è mai troppo tardi però per sfondare ad altri livelli.

LAZZARI 7.5– Un’ autentica freccia, inesauribile sulla fascia destra, quanto ha corso per tutto il campionato! Un giocatore simbolo della squadra, che ha saputo adattarsi alla grande in un campionato per lui inedito, sacrificando magari qualcosa in zona offensiva ma dimostrandosi utilissimo alla causa e, a conti fatti, in grande crescita. Partito dai Dilettanti è arrivato in serie A solo con sudore e tanta costanza, nessuno gli ha mai regalato nulla.

SCHIATTARELLA 8 – innesto di grande esperienza, ovunque ha giocato ha lasciato un ottimo ricordo di sé per l’attaccamento alla maglia, la grinta, la personalità. Ha suonato spesso la carica, non abbattendosi mai, neanche agli inizi del campionato, quando la Spal doveva ancora prendere le misure al campionato.

ARINI 7 – il trentenne centrocampista, giunto l’estate scorsa dopo tanti campionati (e tanti km percorsi) con la maglia dell’Avellino, era quello che ci voleva per garantire peso e la giusta esperienza in mezzo al campo. Mariano non si è risparmiato nemmeno qui a Ferrara, entrando nel cuore dei tifosi grazie alle sue innati doti di combattente, di equilibratore, di abnegazione. Ha anche accettato a un certo punto del torneo di non essere più fra i titolarissimi, ma poi il suo spazio lo ha sempre trovato, dando in cambio prestazioni sempre ben oltre la sufficienza.

CASTAGNETTI 7.5 – Al suo primo torneo di serie B, il regista ha mostrato quelle doti che lo avevano fatto accreditare come uno dei migliori interpreti nel ruolo in Lega Pro. Incurante del salto di categoria, ha giostrato in mezzo al campo con autorevolezza, maestria, mostrando la calma dei forti e all’occorrenza pure un gioco “maschio”, ruvido, capace di ingabbiare e tenere a freno avversari più dotati tecnicamente.

Una tipica azione arrembante di Luca Mora, pilastro della squadra anche in questa stagione

MORA 8,5 – Leader autentico, trascinatore, preziosissimo in zona gol, stantuffo inesauribile da interno sinistro, sempre pronto a supportare i compagni e a lanciare la carica quando le cose si mettevano male in campo. Un’arma tattica sono stati spesso anche i suoi improvvisi tiri da fuori area. Da confermare assolutamente anche in serie A, categoria che potrebbe far risaltare ulteriormente le sue doti.

COSTA 7.5 – Giunto a gennaio dal Chievo per sostituire il gioiellino Beghetto, passato al Genoa, l’ex enfant prodige (dei clivensi era stato leader in un vittorioso campionato Primavera) sembrava a un bivio della carriera. Rimanere un’incompiuta o partecipare a una grande impresa? Alla fine il buon Filippo ha optato per la seconda, mettendo il suo nome fra gli autentici protagonisti della promozione. Terzino sinistro che una volta avremmo definito fluidificante, ha messo in mostra grandi doti: la velocità in primis, poi la facilità di andare sul fondo e crossare. Si può dire che non abbia fatto rimpiangere il pur bravo Beghetto, finito a immalinconirsi sulla panchina del Genoa.

FLOCCARI 8 – Il suo innesto a gennaio è stato rivelatore dei veri propositi della Spal. Con Floccari a completare i quadri offensivi, le squadre candidate alla promozione in A avevano veramente capito di dover fare i conti anche con i ferraresi. Tanti i gol pesanti messi a segno dal buon Sergio, che con Antenucci ha composto un duo d’attacco formidabile.

Antenucci, con la sua classe e la sua predisposizione mai sopita al gol, è stato determinante ai fini della promozione della Spal

ANTENUCCI 8,5 – Il grande acquisto dell’estate scorsa, un colpaccio dicemmo tutti all’epoca. Perché di Antenucci e della sua verve, della sua pericolosità in zona gol, non c’eravamo certo dimenticati, nonostante la lunga parentesi inglese al Leeds. Ha saputo guidare i compagni, molti dei quali poco avvezzi alla serie B, si è calato con grande umiltà nella nuova realtà e ha mostrato tanta voglia e motivazione. Si è rimesso in gioco e ha illuminato il fronte offensivo della squadra, mostrando grande affiatamento sia con Floccari da gennaio, che con il più giovane Zigoni nella prima parte della stagione.

ZIGONI 7 – Gianmarco da quando è giunto a Ferrara due anni fa, ha smesso i panni di “figlio di” per diventare quello che è: un buonissimo attaccante di categoria (anche se a 26 anni i sogni di gloria non gli sono certo preclusi). Ha la caratteristica, ottima per chi giostra là davanti, di “sentire” la porta, di trovare la via della rete in modi magari anche poco consoni, di riflesso, di istinto. Ha ceduto la titolarità a Floccari ma lo stesso ha timbrato il cartellino sovente anche da subentrato. Preziosissimo, una risorsa importante.

GIANI 7– Voto meritato anche per il Capitano, sebbene a un certo punto della stagione (dall’esplosione di Bonifazi suppergiù) abbia visto con meno continuità il campo da titolare. Difensore esperto, dalla carriera simile a una montagna russa (le grandi promesse con le giovanili dell’Inter, dove giganteggiava a fianco di Andreolli), i saliscendi tra B (dove ha soggiornato a lungo con il Vicenza) e Lega Pro (dove era finito addirittura in Seconda Divisione). Ma proprio qui, nel punto più basso della sua carriera, ha trovato la Spal, facendola diventare “sua”. Subito leader carismatico, dall’alto di una grande classe, si è rimboccato le maniche, ha ritrovato un entusiasmo forse perduto e ha contribuito enormemente al doppio salto, fungendo da esempio per i compagni più giovani.

FINOTTO, SCHIAVON, DEL GROSSO, GASPARETTO 6.5 – Hanno dato il loro contributo di presenze facendo rifiatare i titolari e mostrandosi affidabili. Meno chances (per motivi diversi) hanno avuto il difensore Silvestri, e i più giovani come il secondo portiere Marchegiani (figlio del grande Luca), gli attaccanti Costantini e Ghiglione (quest’ultimo convocato da Evani per l’imminente Mondiale Under 20 al via tra una settimana) e la promessa Pontisso, centrocampista ex Udinese spesso fermo ai box in questa stagione.

 

Il pagellone della serie B. Carpi e Frosinone pronte per la A, riusciranno a resistere agli assalti di Bologna e Livorno? In coda deludono Crotone, Latina e Catania.

CARPI pt. 43  voto 9

Il cammino degli emiliani ricorda sin troppo da vicino, con le dovute proporzioni, quello dei cugini stretti del Sassuolo. La provincia di Modena va al potere grazie al campionato monstre della squadra di Castori, tornato ai fasti di Cesena, che dopo un girone d’andata quasi da record, può ambire legittimamente a un posto in serie A.

Il centravanti Mbakogu, “piccolo Drogba” ai tempi in cui furoreggiava nelle giovanili di Padova e Palermo (che portò allo scudetto Primavera) è finalmente esploso in zona gol, dopo vari anni di apprendistato, anche in Lega Pro, ed è il leader della squadra, pronto per la A.  Di contro la questione Concas, sospeso perché trovato positivo alla cocaina, rischia di macchiare la favola.

BOLOGNA pt 37 voto 7

Dopo una partenza deludente, la super big del campionato, attesa a una pronta risalita, ha ritrovato le giuste motivazioni, dovute forse anche all’avvento della nuova società, con le loro cariche di promesse. L’intelaiatura era già buona ma col mercato di gennaio potrebbero aprirsi scenari ancora più clamorosi, sentendo certe voci che circolano in merito a calciatori di altra categoria

E’ sempre bomber Cacia, massimo cannoniere di categoria, a fare la differenza, mentre stentano altri compagni di reparto, su tutti l’esperto in promozioni Troianiello, raramente decisivo, spesso partendo dalla panchina

FROSINONE pt 34 voto 8

Protagonista assoluta per buona parte della stagione, la squadra di Stellone ha subito una leggera flessione sul finale di campionato, conquistando una sola vittoria nelle ultime 5 partite. I play off però rimangono un traguardo accessibile, visto l’impianto di gioco molto collaudato e spesso spettacolare.

Sugli scudi il talento di casa Luca Paganini, già vincitore di uno splendido torneo Berretti qualche anno fa, proprio guidato da mister Stellone. Fantasista trasformato in ala solida e incisiva, rivelazione della B. Tra i molti giovani interessanti presenti in rosa è lecito attendersi il salto di qualità dal portiere ex Roma Pigliacelli, che tarda ad arrivare.

LIVORNO pt 34 voto 6,5

Un po’ in ritardo e molto altalenante, la squadra amaranto toscana ha tutti i mezzi per risalire la china, raggiungendo una delle tre posizioni. Ma i diretti concorrenti, in una B di anno in anno più equilibrata, non mancano di certo. Oltre alle doti tecniche, occorre anche molta fame agonistica

La rosa è composta per lo più da giocatori esperti, è da loro che maggiormente ci si deve attendere la svolta.

SPEZIA pt 34 voto 7

Che sia l’anno buono? Ogni inizio campionato la squadra ligure viene inserita di diritto tra le plausibili candidate alla promozione, forte di mezzi economici sempre dispensati a piene mani da una società ambiziosa. Il nuovo tecnico Bjelica ha portato entusiasmo e risultati ma il “solito” tourbillon di acquisti e cessioni del mercato di gennaio (già a buon punto da queste parti) rischia di ottenere l’effetto indesiderato, creando confusione nella squadra.

LANCIANO pt 33 voto 7

Si sta confermando (ed è il terzo anno consecutivo) il Lanciano, ormai una realtà del campionato di B. Spinto da giovani davvero interessanti, su tutti l’attaccante giramondo Monachello, che fece tempo a farsi notare nelle giovanili di Inter e Parma, prima di emigrare precocemente all’estero, accumulando preziosa esperienza, e che al primo anno da titolare sta segnando con regolarità. Basterà a centrare i playoff?

AVELLINO pt 33 voto 6,5

Ha mantenuto la stessa intelaiatura dello scorso anno, cambiando però interpreti in ruoli chiave. Magari meno spettacolare rispetto ai rivali ma alla fine la squadra irpina è sempre lì e dopo troppi anni di alti e bassi, sembra finalmente essersi assestata, nel tentativo di puntare al bersaglio grosso. I gol di Castaldo possono dare una grossa mano alla causa.

PESCARA pt 31 voto 6

Le tre ultime vittorie consecutive hanno cambiato i destini del Pescara che, sembrava impossibile rosa alla mano, aveva trascorso gran parte del girone d’andata nella parte bassa della classifica. Nonostante la dolorosa cessione del bomber Maniero, la squadra biancoazzurra, ritrovando fiducia nei propri mezzi, potrà fare lo sgambetto a molti, puntando in alto.

PRO VERCELLI pt 31 voto 7

Poco appariscente e acclamata dagli addetti ai lavori alla vigilia del torneo, forse memori dell’ultimo campionato cadetto, terminato anzitempo con una cocente retrocessione, la gloriosa Pro ha invece spesso stupito, inanellando la marcia giusta negli ultimi due mesi e risalendo la classifica. L’obiettivo resta la salvezza che, continuando di questo passo, sarà meno problematica del previsto.

TRAPANI pt 30 voto 6,5

Non era facile confermarsi ma la squadra di Boscaglia tutto sommato lo sta facendo. Sembra essere svanito l’effetto novità, che aveva fatto la differenza l’anno scorso, e sono sempre più pressanti le voci che danno il super bomber Mancosu, conteso dalle big Bologna e Catania, come partente. La sua sarebbe una grave perdita, da compensare al meglio, perché altrimenti potrebbe essere facile farsi risucchiare nelle paludi

PERUGIA pt 29 voto 6,5

Prima parte da 8/8,5 e seconda appena sopra la sufficienza. Da una matricola, seppur di extralusso, forse non ci si poteva attendere una continuità al vertice, ma se tu godi di un pubblico tra i più fedeli e numerosi della categoria e vanti in roster gente come Taddei, Verre, Falcinelli, Del Prete ecc puoi fare di più.

MODENA pt 28 voto 6

Vale lo stesso discorso fatto per il Perugia, con l’aggravante che qui non siamo più matricole da un pezzo. La squadra è indubbiamente completa in ogni reparto, con l’aggiunta di uno tra i tre migliori bomber in circolazione in serie B, El Diablo Granoche. In più in panchina c’è un combattente navigato come Novellino… tradotto, bisogna migliorare assolutamente la classifica

TERNANA pt 28 voto 6,5

In linea con i propri obiettivi, almeno con quelli della società, perché forse i tifosi dopo anni di vacche magre, si attendono di più di una salvezza risicata, la squadra rossoverde ogni tanto ha regalato exploit che inducono all’ottimismo, specie se il talento di Bojinov si manifesterà con più frequenza

VICENZA pt 28 voto 7,5

Molti davano la squadra veneta per spacciata, dopo un burrascoso ripescaggio dell’ultimissima ora e una rosa allestita tra mille difficoltà, con nomi al più poco avvezzi a un campionato così impegnativo come quello cadetto. Invece spesso nelle difficoltà emergono i valori forti e a quanto pare il Vicenza ha molte risorse

BRESCIA pt 26 voto 7

Lo stesso discorso lo si può applicare per il Brescia, la squadra con più presenze in B ma che quest’anno sta vivendo probabilmente la più complicata delle sue stagioni, alle prese con una conclamata crisi societaria, che sfocerà nel passaggio di consegne tra il presidente di lungo corso Corioni e una cordata straniera. In campo Caracciolo sta letteralmente sostenendo un gruppo di giovani molto interessanti (come da tradizione del vivaio delle Rondinelle). La salvezza non dovrebbe essere un problema, dopo di chè si potrà tornare a sognare in grande

BARI pt 26 voto 5

La stagione scorsa fu epica, quasi da romanzo e quest’anno sembrava ovvio che il Bari, sull’onda dell’entusiasmo e di una squadra ulteriormente migliorata, dopo aver trattenuto i suoi gioielli, potesse puntare addirittura alla promozione diretta. La stagione del rilancio di Mangia è da bocciare, al nuovo tecnico Nicola il compito, non semplice, di ricompattare la squadra per evitare spiacevoli inconvenienti in fondo alla classifica.

VIRTUS ENTELLA pt 25 voto 6,5

Il campionato della matricola assoluta Entella è pienamente sufficiente, anche se si naviga a vista sopra la zona retrocessione. L’impianto è valido e gente come gli esperti Mazzarani e Sansovini e l’emergente Under 21 Battocchio ce li hanno in pochi, per questo ritengo che la squadra ligure possa togliersi diverse soddisfazioni

VARESE pt 23 voto 6

Una stagione contradditoria quella dei lombardi, che già lo scorso anno dovettero sudare sette camicie per rimanere in B, lontani dai fasti delle recenti stagioni. Quest’anno le difficoltà sono ulteriormente aumentate ma la sensazione che, un po’ l’esperienza, un po’ la notoria tecnica di molti interpreti, potranno aiutare il Varese a conseguire il suo minimo obiettivo

LATINA pt 21 voto 4

Non mi nascondo, a inizio campionato avevo indicato il Bari e il Latina come forti pretendenti alla promozione in serie A. In particolare avrei scommesso sui laziali, perché ritenevo il magnifico campionato scorso, terminato a un passo dalla promozione, non certo un caso isolato. Quest’ anno la rosa allestita in partenza mi sembrava se possibile ancora più forte di quella passata ma i risultati furono impietosi da subito, costringendo la società a un cambio tecnico (e su Beretta avevano puntato molte fisches, così come su molti suoi ex giocatori del Siena giunti a Latina con lui, dopo il fallimento del club toscano) e a rivedere tutti i piani iniziali. A questo punto tocca a Breda dare continuità, sicurezza e fiducia a un gruppo apparso troppe volte sulle gambe e in disarmo dal punto di vista psicologico

CATANIA pt 21 voto 3,5

Da possibile ammazza-campionato a squadra peggiore della categoria in un batti baleno. Come sia stata possibile l’evoluzione della squadra etnea, a lungo protagonista in serie A nell’ultimo lustro, è difficile a sapersi ma forse è stato proprio il contraccolpo psicologico a non essere stato assorbito a dovere. In B bisogna entrare nella giusta mentalità, altrimenti si rischiano bruttissime figure. Ma la società intende fare sul serio, senza buttare al vento una stagione, e l’ingaggio del centravanti Maniero dal Pescara lascia intendere che nel girone di ritorno la musica cambierà.

CROTONE pt 21 voto 5

Soltanto pochi mesi si parlava, e a ragione, di favola con tutti i crismi, col Crotone di Drago giunta a contendersi la promozione, presentando contro ogni avversario un gioco scintillante, armonioso. Si sapeva che molti di quegli splendidi e promettenti interpreti sarebbero volati verso altri lidi o tornati all’ovile delle proprie squadra madri, ma lo stesso la rosa allestita, sulla falsariga di quella passata, sembrava buona al punto da escludere simili patemi. Molti giovani cresceranno, ne sono certo, ma per quest’anno occorre essere realisti e puntare alla salvezza

CITTADELLA pt 20 voto 5,5

I miracoli in serie compiuti da Foscarini quest’anno nel corso della sua lunghissima stagione quest’anno dovranno materializzarsi in corso d’opera un po’ prima del previsto, se non si vorrà sprofondare in Lega Pro dopo tanto tempo. Il copione sembra lo stesso ma oggettivamente bisognerà iniziare a correre. Le ultime gare hanno dimostrato che il carattere, così come l’abitudine a lottare, non mancano e questi due ingredienti potrebbero rivelarsi fondamentali.

 

Focus serie B: dove può arrivare lo splendido Carpi di questo inizio campionato?

Dove può arrivare realmente questo fantastico Carpi? Ammetto di aver avuto sempre una simpatia per la squadra modenese, sin dai tempi in cui, una ventina d’ anni fa, si ritrovò a contendere al Chievo una promozione in serie B che sarebbe stata storica per entrambe le squadre. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e se la squadra veronese, dopo essere stata a lungo “favola” è ormai indiscussa realtà del calcio italiano, protagonista in serie A, la squadra emiliana al contrario ha dovuto passare momenti anche particolarmente difficili prima di emergere a certi livelli. Ma ora la chimera della promozione nella massima seria non è più tale, se è vero che, dopo una stagione, quella scorsa, di assestamento e di ambientamento in cadetteria, il primo posto confermato con le unghie e con i denti anche al termine dell’ultima giornata di campionato, è ampiamente meritato. Sotto di due gol e in nove uomini, il Carpi è riuscito a rimontare la partita esterna contro il Brescia, che si era portato sul 3 a 1 per giunta segnando con tre rigori non proprio nettissimi. Una forza d’animo incredibile quella dimostrata dagli uomini di Castori, mister in passato artefice del miracolo Cesena ma che sembrava quasi fuori da certi giri.

Jerry Mbakogu, splendido centravanti del Carpi, mai come quest'anno puntualissimo in zona gol

Jerry Mbakogu, splendido centravanti del Carpi, mai come quest’anno puntualissimo in zona gol

Invece in un ambiente sano, tranquillo, in un’aria che sembra fare bene al calcio – vedendo anche cosa sta combinando da un paio d’anni a questa parte il vicino Sassuolo in A, forte comunque di una presidenza certamente più facoltosa, l’allenatore ha saputo imprimere nuovamente il suo marchio, nel contesto di una squadra compatta, determinata e dai buoni valori tecnici, dove sta imperiosamente emergendo secondo tutto il suo innato talento Mbakogu, il “piccolo Drogba”, come lo chiamavano ai tempi delle giovanili del Padova, prima che andasse a vincere da protagonista uno storico scudetto Primavera con la maglia del Palermo. In una B dove sembrano mancare gli squadroni ammazzacampionato, e dove sono quanto meno altalenanti le prestazioni delle big Bologna, Livorno e Catania, ecco che sorprese come Carpi o la matricola Frosinone potrebbero davvero condurre la classifica fino in fondo, guadagnandosi sul campo una promozione davvero insperata alla vigilia, laddove più realisticamente si sarebbe puntato a una comoda salvezza. Se a Frosinone stanno comunque raccogliendo i frutti di un lavoro iniziato da mister Stellone sin dalle giovanili, con le quali il tecnico ha ottenuto importanti affermazioni in ambito nazionale (e almeno un giocatore di quello splendido ciclo ora è titolare fisso in squadra, vale a dire l’esterno offensivo Paganini), al Carpi tutto pare più inaspettato, anche se la rimonta contro il Brescia pare più che un forte segnale dato alle rivali. E’ vero, dodici mesi fa di questi tempi dedicai un bel post alle matricole terribili come Trapani e Latina che parevano più lanciate a un certo punto degli emiliani ma a conti fatti se c’è una squadra che davvero si sta confermando, anzi, migliorando di partita in partita le sue prestazioni, quella è proprio il Carpi

Un buon Perugia batte il Bologna nell’anticipo di serie B. Ieri in extremis ripescato il Vicenza…

E’ iniziato ieri con l’anticipo tra uno spavaldo Perugia e uno spaurito e ancora in fase di assemblaggio Bologna il torneo cadetto, proprio mentre in giornata finalmente ci si era pronunciati in maniera definitiva sulla ripescata, la 22esima compagine a completare il cartellone, dopo l’esclusione dal campionato del Siena. Estromesso, non senza polemiche, il Novara, il ballottaggio finale era stato tra due nobili decadute del nostro calcio: il Vicenza e il Pisa. A spuntarla sono stati i biancorossi veneti, visto che – a quanto pare – a incidere negativamente sui toscani è stata l’inadeguatezza dello stadio “Anconetani”. Strano destino quello del Vicenza che, per la terza volta in anni ravvicinati, si appresta a iniziare il suo campionato di serie B da ripescata, dopo i negativi verdetti del campo. L’anno scorso poi la squadra veneta mai davvero è stata in corsa per un posto utile alla promozione, salvo acciuffare dopo buon girone di ritorno i playoff (l’anno scorso allargati, ricordiamolo). Difficile in questo contesto delineare una vera dimensione tecnica della squadra, nonostante il mercato in entrata che si annuncerà quanto meno frenetico in questi ultimi giorni.

buon debutto del centrocampista Verre con la nuova maglia del Perugia, autore del primo gol del campionato 2014/2015

buon debutto del centrocampista Verre con la nuova maglia del Perugia, autore del primo gol del campionato 2014/2015

Tornando a vicende legate al campo, ieri sera in uno stadio “Curi” davvero all’altezza delle migliori occasioni (d’altronde per gli umbri si trattava di un meritato ritorno ai piani alti del nostro calcio, dopo aver conosciuto gli inferi delle categorie dilettantistiche), il Perugia ha giocato col piglio delle grandi, mostrando un calcio armonico, corale, all’insegna di un gioco tutto di movimento e palla al piede, in uomini tecnici quali l’esperto ex Roma Taddei, il giovane Verre, prodotto della cantera romanista, a 20 anni pronto per palcoscenici importanti, dopo una stagione vincente ma da comprimario a Palermo e gli esterni sette polmoni Del Prete a destra e Crescenzi a sinistra. Davanti, tanto movimento e impegno da parte dell’inconcludente Rabusic e buone giocate, specie da trequartista, di Falcinelli, autore del gol vittoria. Benissimo dietro i giovani, entrambi ex Pisa e tra coloro da tenere veramente d’occhio per il futuro immediato, Provedel in porta (di proprietà del Chievo, ex Udinese) e soprattutto Goldaniga nel centro destra. Impeccabile negli anticipi, pulito e veloce, la sua è stata una grande prestazione, dopo l’ottima annata scorsa.

grande prestazione in difesa per l'ex pisano, in orbita Juventus, Goldaniga

grande prestazione in difesa per l’ex pisano, in orbita Juventus, Goldaniga

Il Bologna invece pare ancora un cantiere, con molti movimenti in entrata e uscita ancora da definire. Qualche autorevole giornalista, in modo maligno, seppur sarcastico, ha già tirato in ballo un paragone poco felice, facendo un parallelo con il Padova, partita tra le favorite l’anno scorso ma mai in grado di competere sul serio per progetti importanti, senza mai schiodarsi dagli ultimi posti in classifica, preludio di un’inevitabile retrocessione (resa ancora più amara poi dalla cancellazione della società dai professionisti). A mio avviso la squadra felsinea, pur guidata da una società non all’altezza della sua storia, avrebbe i mezzi per una pronta risalita. Il parallelo in fondo, a esser più ottimisti, ci può stare anche con il Palermo, partito in maniera imbarazzante e poi risalito alla grande, a suon di record. A centrocampo il Bologna deve trovare una sua alchimia tra gli interpreti, ma questi non mancano di certo: il prodotto di casa Casarini, rientrato dopo un’ottima stagione da protagonista nella rivelazione Lanciano; l’austriaco Buchel, cresciuto nella Juve e anch’egli reduce da una buona stagione in Abruzzo ma soprattutto Laribi sulla trequarti e Matuzalem in regia possono garantire un bel cambio di passo a tutta la squadra. Senza dimenticare che a guidare l’attacco c’è il centravanti più prolifico della storia della serie B, quel Daniele Cacia, già in gol ieri sera, pronto a tornare un big a questi livelli, dopo il flop dell’anno scorso al piano di sopra. In difesa poi una garanzia è rappresentata da un altro ex gialloblu, Mimmo Maietta, all’esordio ieri con la nuova maglia. Si deve ancora registrare con il giovane promettente Paez ma è indubbio che l’esperto calabrese abbia il carisma del leader, un po’ come il capitano Morleo o il portiere Coppola, reduce però da stagioni in cui è stato quasi uno spettatore non pagante. Insomma, finalmente, hanno cominciato a parlare i punti, quelli in palio, quelli veri. In attesa degli ultimi botti (???) di calciomercato, un buon antipasto di calcio giocato, già a buoni livelli tra l’altro e con tanta intensità, ci voleva proprio, visto che all’estero già hanno iniziato da diverse settimane.

i gol di Cacia, un big in serie B, possono contribuire in maniera determinante alla pronta risalita del Bologna in serie A

i gol di Cacia, un big in serie B, possono contribuire in maniera determinante alla pronta risalita del Bologna in serie A

Roma e Lanciano avanti tutta!!! E chi li ferma più?

Roma e Lanciano stanno marchiando a fuoco questo inizio di campionato, in serie A e in serie B, ma tutto lascia presupporre, specie alla luce di quanto dimostrato nelle gare di ieri – veri banchi di prove per entrambe, attese com’erano al varco di una fragorosa conferma – che il loro cammino non sarà destinato a fermarsi.
La Roma di Garcia schianta l’Inter nella partita tra le due rinate della massima serie, tra due grandi squadre restituite dopo tre anni di “magra” a una classifica dignitosa che lascia trasparire sogni di rinnovata grandezza. La squadra di Mazzarri ,a dire il vero, si presentava al via non in condizioni ottimali, mancando a livello di organico di gente come Campagnaro o l’esterno Jonathan, ormai titolare e con un Milito ancora a mezzo servizio; la Roma di Rudi Garcia invece poteva mettere in mostra tutta la sua argenteria al completo, col lusso pure di tenere in panca l’astro nascente Ljajic.

la freccia Gervinho, grande rivelazione di inizio satgione

la freccia Gervinho, grande rivelazione di inizio satgione

Fughiamo subito il campo da dubbi: il rigore che ha causato il parziale doppio vantaggio dei giallorossi non c’era assolutamente, essendo il fallo sulla freccia ivoriana Gervinho accaduto fuori area e inoltre se Guarin avesse centrato il “sette” con il suo tiro bomba, anziché far tremare il palo a De Sanctis largamente battuto quando quel gol poteva rappresentare un insperato pareggio, magari la partita sarebbe finita diversamente. Tuttavia, queste considerazioni posticce nel calcio lasciano il tempo che trovano ed è innegabile che la forza di Totti e compagni, capaci di espugnare San Siro con facilità quasi irrisoria, terminando la prima frazione di gioco in vantaggio di tre reti, sia emersa senza appello.

il gol di TOTTI, grande protagonista ieri a San Siro contro l'Inter

il gol di TOTTI, grande protagonista ieri a San Siro contro l’Inter

A questo punto, è tempo di sbilanciarsi, posto che dopo la sosta la Roma ospiterà all’Olimpico un’altra rivale storica, impegnata nella lotta al vertice, il Napoli di Benitez. Nel frattempo però gli uomini del pragmatico tecnico francese (che impatto Garcia!) hanno inanellato 7 vittorie consecutive nelle prime 7 giornate, segnando a raffica (20 reti e non ci vuole certo un genio della matematica per conteggiare che sono quasi 3 gol a gara!) e subendo il gol avversario in una sola occasione. Il gioco della Roma si dipana nel rettangolo verde in modo arioso, spettacolare quando occorre ma pure concreto, nelle ripartenze, con Totti a dirigere la trequarti da finto centravanti sempre nel vivo dell’azione, con possibilità di mandare in rete in maniera costante gli inaspettati (alla vigilia, perché ora più che mai bisogna farne i conti) Gervinho e Florenzi. Il primo, reduce dai chiaroscuri londinesi all’Arsenal, quando sembrava un incompiuto dribblomane, tornato al servizio del suo mentore, quando furoreggiava in Ligue 1 con il Lilla, sta stupendo tutti col suo gioco efficace e insospettabilmente concreto, il secondo, splendido prodotto di un fertilissimo vivaio, quello di casa, è un jolly vero e proprio – come dimostrato due anni fa nell’apprendistato di Crotone, quando fungeva indifferentemente da terzino, mediano, fantasista, capace di segnare ben 11 gol – che già con Zeman era stato tra i pochi a salvarsi da una stagione grigia, grazie al suo dinamismo e alla sua abnegazione. Benissimo anche la corposa e solida mediana, costituita da un rigenerato De Rossi (paiono lontanissimi i tempi dei mugugni zemaniani e delle avances straniere) da uno Strootman che gioca come un veterano e dal tecnico Pjanic, capace pure di mostrare numeri d’alta scuola. Non si può tralasciare di considerare la forza di una difesa bunker, nella quale De Sanctis ha portato esperienza e tanta personalità, la stessa clamorosamente mancata a Stekelenburg e Benatia si erge a baluardo pressoché insuperabile, grazie a doti non comune, specie nell’anticipo sugli avversari. Insomma, scommettitori, direi che la quota sulla vittoria finale giallorossa è assolutamente da rivedere.

la giovane e affascinante Valentina Maio, da anni alla presidenza del club abruzzese del LANCIANO

la giovane e affascinante Valentina Maio, da anni alla presidenza del club abruzzese del LANCIANO

In B il Lanciano, magari con meno spettacolarità ma con medesimo spirito garibaldino, efficacia e regolarità sta mettendo in fila risultati su risultati, lasciandosi alle spalle, partita dopo partita, ogni avversario. E ieri incontrava il Novara, mica l’ultima della classe, ma bensì una seria candidata alla promozione. Il 3 a 0 con cui la squadra abruzzese ha regolato la compagine di Aglietti è significativo di una forza e di una consapevolezza dei propri mezzi che va accrescendosi di sabato in sabato. Stesso risultato della Roma sull’Inter, ottenuto mostrando piglio da grande, personalità e grande maturità, certamente acquisita dopo l’anno vissuto da matricola assoluta nella passata stagione ma arricchita dalle nozioni del nuovo tecnico Baroni, catapultato dalle giovanili juventine, dopo poche esperienze tra i pro, ma subito in grado di dare la sua impronta, conferendo alla squadra un maggior equilibrio tra i reparti rispetto al pur valido Gautieri che l’anno precedente ottenne una storica salvezza al primo colpo in B con un gioco magari più spettacolare e sbarazzino.
Gli uomini del Lanciano, gestito a livello familiare e presieduto dalla giovanissima Valentina Maio in maniera assai oculata sull’onda di esempi concreti come quello del Cittadella ma che a molti ricorda il primo Chievo di Campedelli, sono in pratica gli stessi di 12 mesi fa, con poche e mirate aggiunte in un telaio già presente e vincente in terza serie, ma quest’anno sono esaltati dalla forza dei risultati e da una fiducia e autostima che si rafforza ad ogni traguardo conseguito… e qui saggiamente si parla di “mettere fieno in cascina in ottica salvezza”. Ci mancherebbe, non bisogna perdere il senso della realtà, ma la B ci ha insegnato dalla notte dei tempi che exploit simili si possono perpetrare fino al termine del campionato, e allora non si parlerebbe più di sorpresa.

giocatori del LANCIANO in festa dopo un gol

giocatori del LANCIANO in festa dopo un gol

Capitan Mammarella è una della bandiere, sempre positivo e propositivo, una vera guida per i più giovani compagni, un po’ come il difensore Amenta (scopertosi pure insolito goleador!) o l’esperto attaccante Turchi, compagno della Presidentessa. Un caso certo anomalo nei campi di calcio, ma che non va minimamente a inficiare sul rendimento e sugli equilibri interni della squadra. Ad alzare il tasso tecnico dell’ 11 abruzzese ci pensano soprattutto l’agile Piccolo, classe ’88 e dai tempi degli esordi piacentini in rampa di lancio, Falcinelli, da cui si aspettano pesanti gol, il giovane di scuola atalantina Nadir Minotti, rivelazione stagionale al pari del terzino di proprietà Hellas Verona Filippo De Col, arrembante in appoggio al laterale destro e validissimo nella linea difensiva; a centrocampo inoltre è sceso di categoria dal Bologna il mediano Casarini, a conferire ulteriore qualità a un reparto che già vantava due registi dai piedi buoni come Paghera, ex Brescia che ricorda Corini, e l’austriaco Buchel che dopo gli anni con la Primavera della Juventus è pronto a breve a calcare palcoscenici importanti, magari proprio con il Lanciano, visto che – anche se nessuno tra i tifosi e tra i 35.000 abitanti e poco più lo dice – ai sogni non si può certo rinunciare e, anzi, non è detto che alcuni non possano pure realizzarsi prima o poi.

Focus serie B! L’Empoli grande favorita, Trapani la sorpresa che può arrivare in alto e qualche nome su cui puntare per la serie A

l'empolese Rugani, da sempre stella delle Nazionali azzurre giovanili e ora protagonista in prima squadra a 19 anni. al centro della difesa con Tonelli: non era semplice sostituire Regini, ma lui ci sta riuscendo alla grande

l’empolese Rugani, da sempre stella delle Nazionali azzurre giovanili e ora protagonista in prima squadra a 19 anni. al centro della difesa con Tonelli: non era semplice sostituire Regini, ma lui ci sta riuscendo alla grande

 

L’Empoli non smette di stupire: personalmente è la mia favorita per la promozione diretta e non lo dico certo da ora. L’anno scorso la sua corsa è stata frenata sul più bello ma gli ingredienti sono gli stessi e difatti sembra davvero che questi tre mesi estivi non siano passati invano, si è ripartiti da dove si aveva lasciato la corsa, il progetto è in continua crescita. Alla fine le pesanti e inevitabili partenze sono state ben  digerite e l’ innesto di Verdi, talentino classe ’92 cresciuto nel Milan, al posto di Saponara, venduto a peso d’oro allo stesso Milan sulle orme dell’idolo Kakà, oltre al lancio del Primavera Rugani (classe ’94) al centro della difesa in luogo di Regini, hanno fatto sì che Sarri potesse continuare col suo collaudato metodo di gioco, senza muovere uno scacchiere che ormai gioca a memoria, sull’asse Tonelli (difensore goleador) – Valdifiori e imperniata sulla super coppia di veterani Maccarone e Tavano, la migliore della B.

l'esultanza del bomber Djuric dopo la goleada del suo Trapani contro la Reggina

l’esultanza del bomber Djuric dopo la goleada del suo Trapani contro la Reggina

In particolare Rugani non ha proprio patito nessuna emozione, nel passare dalla Primavera (l’anno scorso era in prestito alla Juventus, dopo tutta la trafila empolese) alla prima squadra: nelle giovanili era sempre spiccato per le sue straordinarie doti fisiche e atletiche e ora si sta confermando nel contesto di una difesa collaudata dove, oltre al già citato Tonelli (altro elemento forgiato in casa Empoli; ricordiamo che la squadra toscana è, a detta di chi scrive, seconda solo all’Atalanta come cura e crescita del proprio vivaio) fanno bella figura  Laurini e Hisaj (quest’ultimo, anch’egli prodotto del vivaio classe ’94, conteso fino all’ultimo minuto di calciomercato da diverse squadre, su tutte la Lazio).

Il Palermo, dopo le prime deboli partite, ha messo la marcia e sarà la squadra da battere ma l’Empoli ha veramente tutte le carte in regola per andare direttamente in serie A.

Le sorprese vengono dal  “basso”, o meglio, ora stanno meritatamente in “alto” ma nessuno o quasi lo poteva prevedere: Lanciano, più maturo rispetto alla matricola assoluta che fu l’anno scorso, Avellino e soprattutto Trapani sono lì, a un passo dalle prime e mostrando un gioco da far impallidire i cosiddetti squadroni accreditati alla vigilia.

Chiedete ad esempio alla Reggina, umiliata nel risultato, ma soprattutto sul piano del gioco della truppa di Boscaglia! Il Trapani gioca a memoria, non è mai in riserva d’ossigeno, riuscendo a mantenere e sostenere dei ritmi davvero esagerati per tutta la gara. Un mercato oculato, quello dei siciliani, ragionato e misurato secondo le necessità che una cadetteria richiede. Boscaglia comunque sta lavorando su un gruppo consolidato, tanto che due dei nuovi protagonisti, che hanno innalzato il tasso tecnico, vengono comunque dalla terza serie, e sono Djuric e Nizzetto. Per il resto i totem sono sempre il velocissimo e letale Mancosu, sbocciato tardissimo tra i professionisti e giunto in B a 29 anni, vai a capire il perché! Le sue doti paiono davvero poco comuni: freddezza sotto porta, velocità e resistenza, capacità di saltare l’uomo nell’uno contro uno, assist sempre in canna, duttilità: mi sa che lo vedremo presto in serie A arrivati a questo punto.

Djuric per il sottoscritto non è una novità, anzi, mi stupisco di quanta fatica stia facendo per emergere: ancora giovanissimo, classe ’90, in realtà sono sei anni che ha esordito in Italia e le sue doti tecniche non sono mai state messe in discussione. Solo due anni fa fece un gran campionato a Crotone, con una serie di gol da incorniciare, in rovesciata, da lontano, frutto di tecnica finissima e di personalità: dote quest’ultima che gli è mancata a Cremona, dove – sceso di categoria – doveva rappresentare il “crack” per l’ambiziosa e ricca società grigio rossa e invece è finito per immalinconirsi spesso e volentieri in panchina, raramente incisivo e decisivo alla prova del campo. A Trapani invece sta tornando il bomber prezioso visto da giovanissimo e può fare la differenza in coppia col già citato Mancosu.

Torromino, attaccante emergente del Crotone

Torromino, attaccante emergente del Crotone

Altri protagonisti che si stanno ben affacciando in questa fase iniziale del campionato di serie B sono, restando in tema di attaccanti, Torromino del Crotone, mai così prolifico sotto rete, il quale sta rubando la scena al gioiellino Pettinari, del quale invero si aspetta ancora l’esplosione in fatto di gol e l’arrembante terzino destro dell’Avellino Zappacosta, probabile nuovo perno dell’Under 21 di Di Biagio. Un terzino che seppe stupire tutti l’anno scorso in Lega Pro e che in B pare ancora più a suo agio. Fluidificante si sarebbe detto una volta di chi sapeva attaccare con efficacia, accompagnando di frequente l’azione offensiva, senza perdere in efficacia quando è chiamato a difendere. Zappacosta possiede pure una buona tecnica, un tiro forte e preciso che innesca spesso e volentieri, trovando anche il gol; sulla falsa riga dell’avellinese, a pari ruolo, sta andando benone anche il varesino Fiamozzi, vero e proprio difensore/ala della serie B.

Zappacosta dell'Avellino... con Fiamozzi del Varese è il miglior terzino destro del campionato: per lui futuro in serie A!

Zappacosta dell’Avellino… con Fiamozzi del Varese è il miglior terzino destro del campionato: per lui futuro in serie A!

Insomma, la serie B non smette di strupire e siamo sicuri che l’anno prossimo il serbatoio della massima serie si riempirà e alimenterà di talenti emersi nel contesto di un campionato sempre più coraggioso nello sperimentare e nel lanciare giovani.