Al via il campionato di serie B 2016/2017: i miei pronostici. Big, rivelazioni, possibili promosse e retrocesse.

Il campionato di serie B 2016/’17 è ormai alle porte, e si preannuncia assai equilibrato e avvincente, sulla falsariga dell’ultimo disputato, concluso con le promozioni di Cagliari, Pescara e Crotone.

Al via tante squadre appaiono ben disegnate e in grado di farla da padrone, ma come sappiamo, rispetto al gradino superiore, in cadetteria contano tantissimi aspetti, primo fra tutte la tenuta sulla lunga distanza.

La B è una vera maratona calcistica che si dipana lungo 42 tappe, e sarà decisivo farsi trovare pronti a primavera; quello è negli ultimi anni il periodo consono a delineare meglio le candidate più serie a giocarsi la promozione e allo stesso tempo indicativo di coloro che dovranno sudare per mantenere la categoria.

Negli ultimi anni ci sono state compagini abili a sparigliare le carte e le griglie di partenza, ultimo caso (eclatante, visto come si era salvato solo 12 mesi prima) quello del Crotone. Ma in fondo anche l’Empoli di Sarri o le due matricole assolute per la massima serie, Carpi e Frosinone – che solo un paio d’anni prima stazionavano addirittura in Lega Pro –, non partivano certo favorite in origine.

Questo per dire che molto probabilmente in fase di pronostici mi farò fregare anche quest’anno, laddove scrissi all’inizio della stagione scorsa che vedevo bene Cesena, Bari e Latina (parlavo di outsider, non di probabili promosse).

Prima di andare nel dettaglio, e dichiarando per chi ancora non ne fosse a conoscenza la mia fede calcistica per il Verona (oltre che per il Torino) – il tutto senza inficiare il mio senso di obiettività e imparzialità – mi azzardo a dire che mai come quest’anno le tre provenienti dalla A mi sembrano attrezzate per disputare un ottimo torneo e soprattutto mi pare non abbiano subito il classico contraccolpo psicologico post-retrocessione.

Ecco la prima giornata da calendario e qualche annotazione in merito alle squadre:

SPEZIA-SALERNITANA
Spezia (4-3-3): 
Chichizola; De Col, Terzi, Valentini, Migliore; Sciaudone, Errasti, Pulzetti; Piu, Iemmello, Piccolo. Allenatore: Di Carlo
Salernitana (4-4-2): Terracciano; Laverone, Bernardini, Schiavi, Vitale; Busellato, Odjer, Moro, Rosina; Donnarumma, Coda.Allenatore: Sannino

Subito un incontro ostico per lo Spezia, squadra che da anni si annovera tra le più promettenti e interessanti, forte anche di una società che non si può dire abbia badato a spese per puntare alla A. Eppure ogni anno manca un piccolo tassello, che forse potrebbe essere colmato anche grazie a una guida tecnica ormai salda in Di Carlo. Di contro però arriva una Salernitana che, nemmeno troppo a fari spenti, si candida a rivelazione, contando su un pubblico in grado di trascinare ma soprattutto su una qualità media della rosa elevata anche grazie a innesti come quello di Rosina, strappato a numerosi club.

Fra i liguri impossibile non tributare elogi per un tridente d’attacco che promette scintille, e che vedrà due nuovi acquisti al fianco del consolidato Piccolo: Iemmello, reduce da una stagione memorabile al Foggia, e il giovane Piu, protagonista da sempre fra i vivai italiani alla guida dell’Empoli.

Tra i campani invece occhio alla coppia Coda – Donnarumma, confermatissima e probabilmente la meglio assortita della categoria, e a una difesa che poggia su veterani come Schiavi e Bernardini, rinvigoriti sulle fasce da uomini da serie A come Laverone e Vitale.

AVELLINO-BRESCIA
Avellino (3-4-3):
 Frattali; Gonzalez, Jidayi, Biraschi; Visconti, Paghera, Omeonga, Gavazzi; Bidaoui, Mokulu, Verde. Allenatore: Toscano
Brescia (4-3-3): Minelli; Calabresi, Somma, N. Lancini, Coly; Bisoli, Pinzi, Ndoj; Morosini, Rosso, Bonazzoli. Allenatore: Brocchi

Da molti accreditata come possibile nuova sensazione della B, io invece nutro dei dubbi (in chiave playoff si intende) sugli irpini. Se si guarda l’11 titolare emergono nomi come gli esperti Gavazzi, Gonzalez (entrambi reduci da una buonissima stagione) o le certezze Visconti e Jidayi, ma forse non sono compensati dalla scarsa esperienza di elementi pur validi come l’ex giallorosso Verde (al primo vero banco di prova dopo aver trovato pochissimo spazio nello scorso campionato) o discontinui come il seppur talentuoso Bidaoui e Mokulu. Se dovesse rimanere (ma le sirene del Genoa sono sempre più rumorose), il vero crack sarebbe certamente Biraschi, altrimenti la sua perdita sarebbe gravissima.

Il Brescia sembra aver scoraggiato anche i più ottimisti fra i tifosi, dopo le pessime prove stagionali, che fossero amichevoli o incontri ufficiali. Certo, la squadra ha una età media bassissima, al di là del “sommo” Caracciolo. Ma quella in fondo sarebbe relativa se alla base ci fosse materiale buono su cui lavorare. Molti provengono dallo stesso vivaio locale (un tempo assai florido) ma fatico a trovare un potenziale campione. Senza scomodare nessuno, almeno da Somma e Morosini mi aspetto però un apporto importante, fiducioso che Brocchi, un tecnico desideroso di rimettersi in carreggiata con rinnovato spirito, saprà gestirne la crescita.

Che sia l'anno giusto per il Bari? Nella mia griglia di partenza parte al primo posto, anche se poi sarà il campo a dare le giuste risposte

Che sia l’anno giusto per il Bari? Nella mia griglia di partenza parte al primo posto, anche se poi sarà il campo a dare le giuste risposte

BARI-CITTADELLA
Bari (4-4-2)
: Micai; Sabelli, Cassani, Moras, Daprelà; Fedato, Martinho, Romizi, Basha; Maniero, De Luca. Allenatore: Stellone
Cittadella (4-3-1-2): Alfonso; Pedrelli, Pascali, De Leidi, Benedetti; Schenetti, Iori, Valzania; Chiaretti; Arrighini, Litteri. Allenatore: Venturato

Per molti una sorta di testa-coda, e il favoritissimo Bari (anche in chiave serie A) dovrà stare attento a non cannare di fronte a un avversario che, in fondo, ha fatto solo una breve scappatella al piano di sotto, prima di tornare nella casa che gli è più consona. Il Cittadella, guidato da Venturato, un allenatore che, alla stregua di un Maran, viene considerato poco rispetto ai reali meriti, ha una solida base e un gioco fluido e piacevole. Da tenere d’occhio l’espertissimo ex “scozzese” Pascali e il giovane Valzania. Insomma, non la vedo certo come una vittima sacrificale, nell’ambito di una lotta di sopravvivenza per rimanere in B, anche se indubbiamente il Bari di Stellone può vantare tantissime frecce al proprio arco (Maniero, Fedato, Martinho, Romizi, Sabelli, Moras).

Non mi sarei aspettato che il tecnico romano lasciasse Frosinone, convinto che avesse nuove motivazioni tali da tentare la nuova immediata risalita con quella che era a tutti gli effetti una sua creatura, e invece ha preferito rimettersi in gioco in una piazza caldissima, che attende da troppi anni una consacrazione e il ritorno ai fasti di un tempo. La squadra pugliese, disegnata sul congeniale 4-4-2 è forte e completa in ogni reparto e credo davvero sia la volta buona per salire in A, addirittura senza passare dai playoff.

BENEVENTO-SPAL
Benevento (4-3-1-2):
 Cragno; Venuti, Lucioni, Camporese, Lopez; Chibsah, Agyei; Melara, Falco; Puscas, Ceravolo. Allenatore: Baroni
Spal (3-5-2): Meret; Cremonesi, Vicari, Silvestri; Schiattarella, Arini, Picchi, Schiavon, Mora; Antenucci, Cerri. Allenatore: Semplici

Due neopromosse dall’ex serie C subito a confronto nel primo turno e due destini che probabilmente si incroceranno spesso, visto che entrambe lotteranno per salvarsi… anche se una sbirciatina ai play off secondo me avranno voglia di darla. A dispetto dello status di matricola assoluta, il Benevento ha messo in piedi una rosa davvero niente male, con uomini importanti in ogni reparto: dal portierino azzurro Cragno, al ritrovato Camporese in difesa (uno che da giovanissimo nella Fiorentina consideravano migliore di Nastasic, prima di essere etichettato come “infortunato cronico”), a Chibsah in mediana (vi ricordate quando sembrava trascinare da solo il centrocampo del Sassuolo?) a una coppia d’attacco ben assortita tra il “vecchio” Ceravolo e l’ex enfant prodige interista Puscas, innescati da quel Falco  che ai tempi delle giovanili del Lecce veniva soprannominato con un volo pindarico il “Messi del Salento”. Tanta carne al fuoco quindi, da contrapporsi alla concretezza della Spal, nobile decaduta del nostro calcio che tantissimi appassionati hanno salutato con affetto al suo ritorno in serie B (non solo i loro tifosi). Io ho sempre guardato con simpatia alla squadra biancoazzurra, un po’ perché Ferrara in fondo è a un tiro di schioppo da casa mia, pur essendo io della provincia di Verona, e poi perché da bambino spesso e volentieri mi recavo allo stadio “Paolo Mazza” con mio papà. Da allora ho sempre seguito gli estensi nonostante le mille vicissitudini. Già immagino ci saranno tra i lettori coloro che mi bacchetteranno perché in pratica simpatizzo per diverse squadre. Il fatto è che io mi innamoro delle storie, e quella della Spal ad esempio è bellissima.

In ogni caso l’11 assemblato non è niente male, con anzi due prospetti di assoluto valore del calcio italiano, vale a dire Meret e Cerri, assolutamente da non bruciare. Poi la squadra è stata irrobustita e puntellata con ottimi interpreti, esperti ma ancora validissimi come Antenucci, dopo le brillanti parentesi estere, Arini – ex bandiera dell’Avellino – e Cremonesi, reduce dalla splendida promozione in A col Crotone, e che a mio avviso meritava di rimanere in Calabria a godersi la massima serie dopo tanta gavetta. In panchina quel Semplici che sembra tremendamente a suo agio anche tra i “grandi” dopo le vittorie in compagini giovanili.

FROSINONE-ENTELLA
Frosinone (4-4-2):
 Bardi; Ciofani, Pryyma, Brighenti, Mazzotta; Gucher, Frara, Kragl, Paganini; Ciofani, Cocco. Allenatore: Marino
Entella (4-3-1-2): Iacobucci; Iacoponi, Pellizzer, Ceccarelli, Keita; Palermo, Troiano, Moscati; Tremolada; Masucci, Caputo. Allenatore: Breda

Ce la farà il Frosinone a trovare subito la strada maestra verso un pronto ritorno in A, oppure sarà stato uno splendido, al di là della retrocessione, episodio isolato? Quel che è certo è che gli ingredienti per puntare al bersaglio grosso ci sarebbero tutti. La rosa non smantellata e ricca di fosforo e talento (Gucher, Paganini, Ciofani), con aggiunte importanti come quelle di Mazzotta e i due ex vicentini Brighenti e Cocco che il neo tecnico Marino ha voluto a tutti i costi portare con sé (e almeno nel caso di Brighenti rischiando di creare un pandemonio nella città veneta, visto quanto l’ex capitano fosse benvoluto da tutti).

Si diceva che la B è fatta di tante tappe, quindi si vedono alla distanza le squadre migliori. Come inizio per il favorito Frosinone c’è quell’Entella che l’anno scorso ha fatto le prove generali ma che, sotto sotto, sembra voler ricalcare le orme di un’altra provinciale non capoluogo, il Sassuolo. Già, magari il paragone può sembrare azzardato ma anche qui c’è una buona società (magari non così in forze finanziarie), un ottimo gruppo e un ambiente salubre, tutti ingredienti che in B possono fare la differenza. E poi c’è la ciliegina Caputo in avanti a trascinare i compagni.

PRO VERCELLI-ASCOLI
Pro Vercelli (4-3-3):
 Provedel; Germano, Konatè’, Bani, Mammarella; Castiglia, Ardizzone, Palazzi; Mustacchio, Ebagua, Vajushi. Allenatore: Longo
Ascoli (4-3-3): Lanni; Almici, Mengoni, Augustyn, Mignanelli; Hallberg, Bianchi, Giorgi; Lazzari, Cacia, Gatto. Allenatore: Aglietti

Due squadre veramente molto interessanti, la Pro Vercelli e l’Ascoli, di quelle che non metterei protagoniste in chiave playoff ma che molto probabilmente saranno in grado di divertire e proporre un gioco di qualità. Il perché è presto detto: in panchina siedono due allenatori, uno all’esordio assoluto fra i pro – e giovanissimo anche per età, 41 anni – l’altro che in cadetteria non ha bisogno di presentazioni ma che ancora è atteso all’exploit. Longo e Aglietti sapranno imprimere le loro idee e valorizzare delle rose di livello qualitativo medio, ma con all’interno elementi di sicuro interesse. Nella Pro, Mustacchio, una sicurezza in B – ma gli avevamo auspicato una carriera ancora migliore quando si divideva tra le giovanili delle Rondinelle e la Primavera della Samp –,  Ebagua in avanti e Mammarella in difesa dovranno far da chiocce a gente come Provedel e Palazzi, di grande talento. Nell’Ascoli questo compito ce l’avrà Cacia, inseguito per tutta l’estate da squadre di ogni dove, fino al sigillo del rinnovo con quella voglia di riprendere dal girone di ritorno scorso, quando gli si era accesa impietosa la miccia del gol. Atteso alla consacrazione il terzino Almici, curiosità per il mediano Hallberg.

TERNANA-PISA
Ternana
 (4-2-3-1): Di Gennaro; Zanon, Meccariello, Valjent, Sernicola; Coppola, Bacinovic; Furlan, Falletti, Surraco; Avenatti. Allenatore: Carbone
Pisa (4-3-3): Ujkani; Avogadri, Del Fabro, Lisuzzo, Longhi; Tabanelli, Di Tacchio, Colombatto; Mannini, Cani, Varela. Allenatore: Colonnello

Lo dico fuori dai denti, sperando per i rispettivi tifosi ovviamente di sbagliarmi: Ternana e Pisa sono le squadre più accreditate a salutare la compagnia a fine campionato. Chiaramente i problemi per entrambe non sono solo di natura tecnica – anzi la squadra nerazzurra toscana ha appena compiuto un capolavoro tornando in B – ma certo le incognite sono tante. Entrambi gli allenatori poi non sembrano frutto di scelte societarie (quali società poi?) accurate, e in ogni caso hanno avuto poco tempo a disposizione per plasmare le proprie squadre. Partono in ritardo, anche se lo scontro alla prima in fondo potrebbe da subito dare slancio in caso di vittoria dell’una e dell’altra e regalare un po’ di serenità all’ambiente

Secondo i bookmakers è la candidata principale alla promozione in A. Ma le stagioni successive a una retrocessione nascondono spesso insidie. La squadra gialloblu pare ben costruita e molto attrezzata per raggiungere il traguardo

Secondo i bookmakers è la candidata principale alla promozione in A. Ma le stagioni successive a una retrocessione nascondono spesso insidie. La squadra gialloblu pare ben costruita e molto attrezzata per raggiungere il traguardo

VERONA-LATINA
Verona
 (4-3-3): Nicolas; Pisano, Bianchetti, Caacciolo, Romulo; Zuculini, Viviani, Fossati; Luppi, Pazzini, Ganz. Allenatore: Pecchia
Latina (3-5-2): Pinsoglio; Bruscagin, Dellafiore, Garcia Tena; Regoli, Rocca, Marchionni, Mariga, Scaglia; Paponi, Corvia. Allenatore: Vivarini

Ovviamente i pronostici devono essere rispettati sul campo e nella mia esigentissima città (almeno sponda Hellas)  i tifosi sono stati purtroppo scottati nelle precedenti stagioni cadette che avevano seguito la retrocessione dalla A. Ma obiettivamente questa squadra sembra essersi lasciata dietro le scorie di pochi mesi orsono e ha poco o nulla da condividere con la squadra che con Malesani scese in B per poi inabissarsi ancora più giù.

Pecchia sembra aver convinto i più scettici, non solo per il positivo cammino in Coppa Italia ma soprattutto per i suoi metodi di allenamento, per la ricerca di un gioco moderno e offensivo e per la grande ambizione e determinazione che sembra essere riuscito a trasmettere anche in elementi fondamentali come Romulo o Pazzini. C’è un bel mix tra nuovi acquisti (su tutti Ganz, Fossati, Antonio Caracciolo e Zuculini) e alcuni reduci desiderosi di riscatto.

Il Latina, su cui avevo riposto grandi aspettative lo scorso campionato, tuttora mi incuriosisce ed è formato in campo da giocatori su cui è possibile puntare (Corvia, Scaglia, il giovane Marchionni) ma sembra soprattutto solido. Mi dà l’idea che dopo lo spavento dell’anno scorso vorrà badare al sodo, e la scelta di ridare fiducia a certi giocatori “di categoria”, integrandoli con nuovi dalle medesime caratteristiche, ne è per me una conferma.

Anche il Carpi ha un organico forte, che poggia le sue basi sul gruppo di giocatori che pochi mesi fa sfiorò l'impresa salvezza in serie A. C'è rivalsa, spirito di gruppo e tanta motivazione, incarnate alla perfezione dall'allenatore Castori

Anche il Carpi ha un organico forte, che poggia le sue basi sul gruppo di giocatori che pochi mesi fa sfiorò l’impresa salvezza in serie A. C’è rivalsa, spirito di gruppo e tanta motivazione, incarnate alla perfezione dall’allenatore Castori

VICENZA-CARPI
Vicenza (4-2-3-1):
 Benussi; Pucino, Fontanini, Adejo, D’Elia; Signori, Rizzo; Galano, Bellomo, Fabinho; Raicevic. Allenatore: Lerda
Carpi (4-4-2): Belec; Letizia, Blanchard, Romagnoli, Gagliolo; Pasciuti, Crimi, Fedele, Di Gaudio; Lasagna, Catellani. Allenatore: Castori

Due bellissime squadre, molto intriganti, lo dico a scanso di equivoci. A Vicenza sono abituati da anni ad allestire squadre valide ed estremamente interessanti con pochi mezzi a disposizione (in pratica dal primo anno di Marino), affidandole poi a tecnici con una impostazione di gioco votata all’offensiva. Come nel caso di Lerda, uno dei più “accaniti” sostenitori del 4-2-3-1, con la fantasia al potere sulla trequarti. Sarà bello per me (visto che li avevo seguiti tanto nelle giovanili) rivedere assieme i due baresi Bellomo e Galano, due che con le qualità tecniche che si ritrovano non so che ci facciano a 25 anni ancora in B.

Il Carpi, beh… lo scrivo a chiare lettere, credo abbia tutto per tornare subito in A, per quanto non credo sia un obiettivo dichiarato, essendo una squadra di provincia abituata alla concretezza, e che si è “concessa” un regalo di lusso due anni fa, con una storica promozione. Tranne Mbakogu in pratica sono rimasti tutti; è rimasto soprattutto il Maestro in panchina, Castori, per molti di loro un mentore. Senza grandi squilli potrebbero fare lo sgambetto a squadre più accreditate.

NOVARA-TRAPANI
Novara (4-2-3-1):
 Da Costa; Dickmann, Troest, Scognamiglio, Calderoni; Casarini, Viola; Kupisz, Faragò, Sansone; Galabinov. Allenatore: Boscaglia
Trapani (3-5-2): Guerrieri; Pagliarulo, Fazio, Casasola; Rizzato, Crecco, Nizzetto, Scozzarella, Balasa; Coronado, Petkovic. Allenatore: Cosmi

Un bellissimo big match, tra due squadre rivelazioni degli ultimi anni. Il Novara ha dimostrato, ce ne fosse bisogno, che la caduta in Lega Pro di qualche stagione fa era stata solo accidentale, e che la società mira a stabilirsi in B, tentando sotto sotto di fare le scarpe in chiave play off a rivali favorite. Boscaglia incontra la squadra con cui strabiliò tutti. Non fu a quanto pare un fuoco di paglia, se nel frattempo lui è diventato uno dei tecnici più in voga, innovativi e promettenti del calcio italiano, e il Trapani una serissima candidata alla promozione, dopo averla davvero sfiorata qualche mese fa. Lì in panca c’è ancora colui che sostituì proprio l’attuale tecnico novarese, quel Cosmi che,  a genio e novità, impose esperienza e concretezza, facendo volare i siciliani e promettendo di riprovarci.

In campo, da una parte fari puntati sul bomber Sansone – uno dei grandi colpi di calciomercato di questa sessione -, Dickmann (futuro quasi assicurato in A), Viola (a mio avviso il miglior playmaker dell’intero campionato), Faragò e Galabinov; dall’altra attese le colonne Coronado,Fazio, Nizzetto – tecnica purissima abbinata a dinamismo e grinta, a 30 anni suonati vuole arrivare in A da protagonista  – e le scommesse Balasa e Casasola.

CESENA – PERUGIA

Cesena (4-3-3): Agazzi; Balzano, Lucchini, Perticone, Capelli; Kone, Schiavone, Vitale; Djuric, Garritano, Ciano. Allenatore: Drago

Perugia 4-4-2: Rosati; Belmonte, Alhassan, Chiosa, Volta; Della Rocca, Brighi, Guberti, Drolè; Bianchi, Zapata. Allenatore: Bucchi

Infine nel posticipo della prima giornata si scontreranno due squadre di buon livello complessivo (in particolare il Cesena), che intendono proseguire il solco tracciato nel campionato scorso. I romagnoli sembrano sin dal principio fare sul serio: hanno trattenuto i big Djuric, Ragusa e Ciano e, contando già gli esperti Lucchini e Capelli, oltre al talentuoso Garritano atteso alla consacrazione definitiva, hanno aggiunto sicuri protagonisti come Balzano, Agazzi e Perticone, quest’ultimo reduce da una stagione monstre a Trapani.

A Perugia, dove la voglia di serie A è tanta, forse si dovrà ancora attendere per puntare al bersaglio grosso, ma nel frattempo si sono affidati a Bucchi, uno che il cuore ce l’ha qui da sempre e puntano, oltre che su leader naturali come Del Prete e Brighi,  anche sulla voglia di rivalsa di gente come Belmonte e Guberti.

 

I MIEI PRONOSTICI IN SINTESI

PROMOSSE IN SERIE A

BARI

HELLAS VERONA

CARPI (dopo playoff)

AI PLAYOFF (oltre al Carpi)

FROSINONE

NOVARA

SPEZIA

CESENA

VICENZA

RIVELAZIONI

BENEVENTO

SALERNITANA

SALVA AI PLAYOUT

CITTADELLA

RETROCESSE IN LEGA PRO

TERNANA

PISA

BRESCIA

 

 

Il pagellone della serie B. Carpi e Frosinone pronte per la A, riusciranno a resistere agli assalti di Bologna e Livorno? In coda deludono Crotone, Latina e Catania.

CARPI pt. 43  voto 9

Il cammino degli emiliani ricorda sin troppo da vicino, con le dovute proporzioni, quello dei cugini stretti del Sassuolo. La provincia di Modena va al potere grazie al campionato monstre della squadra di Castori, tornato ai fasti di Cesena, che dopo un girone d’andata quasi da record, può ambire legittimamente a un posto in serie A.

Il centravanti Mbakogu, “piccolo Drogba” ai tempi in cui furoreggiava nelle giovanili di Padova e Palermo (che portò allo scudetto Primavera) è finalmente esploso in zona gol, dopo vari anni di apprendistato, anche in Lega Pro, ed è il leader della squadra, pronto per la A.  Di contro la questione Concas, sospeso perché trovato positivo alla cocaina, rischia di macchiare la favola.

BOLOGNA pt 37 voto 7

Dopo una partenza deludente, la super big del campionato, attesa a una pronta risalita, ha ritrovato le giuste motivazioni, dovute forse anche all’avvento della nuova società, con le loro cariche di promesse. L’intelaiatura era già buona ma col mercato di gennaio potrebbero aprirsi scenari ancora più clamorosi, sentendo certe voci che circolano in merito a calciatori di altra categoria

E’ sempre bomber Cacia, massimo cannoniere di categoria, a fare la differenza, mentre stentano altri compagni di reparto, su tutti l’esperto in promozioni Troianiello, raramente decisivo, spesso partendo dalla panchina

FROSINONE pt 34 voto 8

Protagonista assoluta per buona parte della stagione, la squadra di Stellone ha subito una leggera flessione sul finale di campionato, conquistando una sola vittoria nelle ultime 5 partite. I play off però rimangono un traguardo accessibile, visto l’impianto di gioco molto collaudato e spesso spettacolare.

Sugli scudi il talento di casa Luca Paganini, già vincitore di uno splendido torneo Berretti qualche anno fa, proprio guidato da mister Stellone. Fantasista trasformato in ala solida e incisiva, rivelazione della B. Tra i molti giovani interessanti presenti in rosa è lecito attendersi il salto di qualità dal portiere ex Roma Pigliacelli, che tarda ad arrivare.

LIVORNO pt 34 voto 6,5

Un po’ in ritardo e molto altalenante, la squadra amaranto toscana ha tutti i mezzi per risalire la china, raggiungendo una delle tre posizioni. Ma i diretti concorrenti, in una B di anno in anno più equilibrata, non mancano di certo. Oltre alle doti tecniche, occorre anche molta fame agonistica

La rosa è composta per lo più da giocatori esperti, è da loro che maggiormente ci si deve attendere la svolta.

SPEZIA pt 34 voto 7

Che sia l’anno buono? Ogni inizio campionato la squadra ligure viene inserita di diritto tra le plausibili candidate alla promozione, forte di mezzi economici sempre dispensati a piene mani da una società ambiziosa. Il nuovo tecnico Bjelica ha portato entusiasmo e risultati ma il “solito” tourbillon di acquisti e cessioni del mercato di gennaio (già a buon punto da queste parti) rischia di ottenere l’effetto indesiderato, creando confusione nella squadra.

LANCIANO pt 33 voto 7

Si sta confermando (ed è il terzo anno consecutivo) il Lanciano, ormai una realtà del campionato di B. Spinto da giovani davvero interessanti, su tutti l’attaccante giramondo Monachello, che fece tempo a farsi notare nelle giovanili di Inter e Parma, prima di emigrare precocemente all’estero, accumulando preziosa esperienza, e che al primo anno da titolare sta segnando con regolarità. Basterà a centrare i playoff?

AVELLINO pt 33 voto 6,5

Ha mantenuto la stessa intelaiatura dello scorso anno, cambiando però interpreti in ruoli chiave. Magari meno spettacolare rispetto ai rivali ma alla fine la squadra irpina è sempre lì e dopo troppi anni di alti e bassi, sembra finalmente essersi assestata, nel tentativo di puntare al bersaglio grosso. I gol di Castaldo possono dare una grossa mano alla causa.

PESCARA pt 31 voto 6

Le tre ultime vittorie consecutive hanno cambiato i destini del Pescara che, sembrava impossibile rosa alla mano, aveva trascorso gran parte del girone d’andata nella parte bassa della classifica. Nonostante la dolorosa cessione del bomber Maniero, la squadra biancoazzurra, ritrovando fiducia nei propri mezzi, potrà fare lo sgambetto a molti, puntando in alto.

PRO VERCELLI pt 31 voto 7

Poco appariscente e acclamata dagli addetti ai lavori alla vigilia del torneo, forse memori dell’ultimo campionato cadetto, terminato anzitempo con una cocente retrocessione, la gloriosa Pro ha invece spesso stupito, inanellando la marcia giusta negli ultimi due mesi e risalendo la classifica. L’obiettivo resta la salvezza che, continuando di questo passo, sarà meno problematica del previsto.

TRAPANI pt 30 voto 6,5

Non era facile confermarsi ma la squadra di Boscaglia tutto sommato lo sta facendo. Sembra essere svanito l’effetto novità, che aveva fatto la differenza l’anno scorso, e sono sempre più pressanti le voci che danno il super bomber Mancosu, conteso dalle big Bologna e Catania, come partente. La sua sarebbe una grave perdita, da compensare al meglio, perché altrimenti potrebbe essere facile farsi risucchiare nelle paludi

PERUGIA pt 29 voto 6,5

Prima parte da 8/8,5 e seconda appena sopra la sufficienza. Da una matricola, seppur di extralusso, forse non ci si poteva attendere una continuità al vertice, ma se tu godi di un pubblico tra i più fedeli e numerosi della categoria e vanti in roster gente come Taddei, Verre, Falcinelli, Del Prete ecc puoi fare di più.

MODENA pt 28 voto 6

Vale lo stesso discorso fatto per il Perugia, con l’aggravante che qui non siamo più matricole da un pezzo. La squadra è indubbiamente completa in ogni reparto, con l’aggiunta di uno tra i tre migliori bomber in circolazione in serie B, El Diablo Granoche. In più in panchina c’è un combattente navigato come Novellino… tradotto, bisogna migliorare assolutamente la classifica

TERNANA pt 28 voto 6,5

In linea con i propri obiettivi, almeno con quelli della società, perché forse i tifosi dopo anni di vacche magre, si attendono di più di una salvezza risicata, la squadra rossoverde ogni tanto ha regalato exploit che inducono all’ottimismo, specie se il talento di Bojinov si manifesterà con più frequenza

VICENZA pt 28 voto 7,5

Molti davano la squadra veneta per spacciata, dopo un burrascoso ripescaggio dell’ultimissima ora e una rosa allestita tra mille difficoltà, con nomi al più poco avvezzi a un campionato così impegnativo come quello cadetto. Invece spesso nelle difficoltà emergono i valori forti e a quanto pare il Vicenza ha molte risorse

BRESCIA pt 26 voto 7

Lo stesso discorso lo si può applicare per il Brescia, la squadra con più presenze in B ma che quest’anno sta vivendo probabilmente la più complicata delle sue stagioni, alle prese con una conclamata crisi societaria, che sfocerà nel passaggio di consegne tra il presidente di lungo corso Corioni e una cordata straniera. In campo Caracciolo sta letteralmente sostenendo un gruppo di giovani molto interessanti (come da tradizione del vivaio delle Rondinelle). La salvezza non dovrebbe essere un problema, dopo di chè si potrà tornare a sognare in grande

BARI pt 26 voto 5

La stagione scorsa fu epica, quasi da romanzo e quest’anno sembrava ovvio che il Bari, sull’onda dell’entusiasmo e di una squadra ulteriormente migliorata, dopo aver trattenuto i suoi gioielli, potesse puntare addirittura alla promozione diretta. La stagione del rilancio di Mangia è da bocciare, al nuovo tecnico Nicola il compito, non semplice, di ricompattare la squadra per evitare spiacevoli inconvenienti in fondo alla classifica.

VIRTUS ENTELLA pt 25 voto 6,5

Il campionato della matricola assoluta Entella è pienamente sufficiente, anche se si naviga a vista sopra la zona retrocessione. L’impianto è valido e gente come gli esperti Mazzarani e Sansovini e l’emergente Under 21 Battocchio ce li hanno in pochi, per questo ritengo che la squadra ligure possa togliersi diverse soddisfazioni

VARESE pt 23 voto 6

Una stagione contradditoria quella dei lombardi, che già lo scorso anno dovettero sudare sette camicie per rimanere in B, lontani dai fasti delle recenti stagioni. Quest’anno le difficoltà sono ulteriormente aumentate ma la sensazione che, un po’ l’esperienza, un po’ la notoria tecnica di molti interpreti, potranno aiutare il Varese a conseguire il suo minimo obiettivo

LATINA pt 21 voto 4

Non mi nascondo, a inizio campionato avevo indicato il Bari e il Latina come forti pretendenti alla promozione in serie A. In particolare avrei scommesso sui laziali, perché ritenevo il magnifico campionato scorso, terminato a un passo dalla promozione, non certo un caso isolato. Quest’ anno la rosa allestita in partenza mi sembrava se possibile ancora più forte di quella passata ma i risultati furono impietosi da subito, costringendo la società a un cambio tecnico (e su Beretta avevano puntato molte fisches, così come su molti suoi ex giocatori del Siena giunti a Latina con lui, dopo il fallimento del club toscano) e a rivedere tutti i piani iniziali. A questo punto tocca a Breda dare continuità, sicurezza e fiducia a un gruppo apparso troppe volte sulle gambe e in disarmo dal punto di vista psicologico

CATANIA pt 21 voto 3,5

Da possibile ammazza-campionato a squadra peggiore della categoria in un batti baleno. Come sia stata possibile l’evoluzione della squadra etnea, a lungo protagonista in serie A nell’ultimo lustro, è difficile a sapersi ma forse è stato proprio il contraccolpo psicologico a non essere stato assorbito a dovere. In B bisogna entrare nella giusta mentalità, altrimenti si rischiano bruttissime figure. Ma la società intende fare sul serio, senza buttare al vento una stagione, e l’ingaggio del centravanti Maniero dal Pescara lascia intendere che nel girone di ritorno la musica cambierà.

CROTONE pt 21 voto 5

Soltanto pochi mesi si parlava, e a ragione, di favola con tutti i crismi, col Crotone di Drago giunta a contendersi la promozione, presentando contro ogni avversario un gioco scintillante, armonioso. Si sapeva che molti di quegli splendidi e promettenti interpreti sarebbero volati verso altri lidi o tornati all’ovile delle proprie squadra madri, ma lo stesso la rosa allestita, sulla falsariga di quella passata, sembrava buona al punto da escludere simili patemi. Molti giovani cresceranno, ne sono certo, ma per quest’anno occorre essere realisti e puntare alla salvezza

CITTADELLA pt 20 voto 5,5

I miracoli in serie compiuti da Foscarini quest’anno nel corso della sua lunghissima stagione quest’anno dovranno materializzarsi in corso d’opera un po’ prima del previsto, se non si vorrà sprofondare in Lega Pro dopo tanto tempo. Il copione sembra lo stesso ma oggettivamente bisognerà iniziare a correre. Le ultime gare hanno dimostrato che il carattere, così come l’abitudine a lottare, non mancano e questi due ingredienti potrebbero rivelarsi fondamentali.

 

Un buon Perugia batte il Bologna nell’anticipo di serie B. Ieri in extremis ripescato il Vicenza…

E’ iniziato ieri con l’anticipo tra uno spavaldo Perugia e uno spaurito e ancora in fase di assemblaggio Bologna il torneo cadetto, proprio mentre in giornata finalmente ci si era pronunciati in maniera definitiva sulla ripescata, la 22esima compagine a completare il cartellone, dopo l’esclusione dal campionato del Siena. Estromesso, non senza polemiche, il Novara, il ballottaggio finale era stato tra due nobili decadute del nostro calcio: il Vicenza e il Pisa. A spuntarla sono stati i biancorossi veneti, visto che – a quanto pare – a incidere negativamente sui toscani è stata l’inadeguatezza dello stadio “Anconetani”. Strano destino quello del Vicenza che, per la terza volta in anni ravvicinati, si appresta a iniziare il suo campionato di serie B da ripescata, dopo i negativi verdetti del campo. L’anno scorso poi la squadra veneta mai davvero è stata in corsa per un posto utile alla promozione, salvo acciuffare dopo buon girone di ritorno i playoff (l’anno scorso allargati, ricordiamolo). Difficile in questo contesto delineare una vera dimensione tecnica della squadra, nonostante il mercato in entrata che si annuncerà quanto meno frenetico in questi ultimi giorni.

buon debutto del centrocampista Verre con la nuova maglia del Perugia, autore del primo gol del campionato 2014/2015

buon debutto del centrocampista Verre con la nuova maglia del Perugia, autore del primo gol del campionato 2014/2015

Tornando a vicende legate al campo, ieri sera in uno stadio “Curi” davvero all’altezza delle migliori occasioni (d’altronde per gli umbri si trattava di un meritato ritorno ai piani alti del nostro calcio, dopo aver conosciuto gli inferi delle categorie dilettantistiche), il Perugia ha giocato col piglio delle grandi, mostrando un calcio armonico, corale, all’insegna di un gioco tutto di movimento e palla al piede, in uomini tecnici quali l’esperto ex Roma Taddei, il giovane Verre, prodotto della cantera romanista, a 20 anni pronto per palcoscenici importanti, dopo una stagione vincente ma da comprimario a Palermo e gli esterni sette polmoni Del Prete a destra e Crescenzi a sinistra. Davanti, tanto movimento e impegno da parte dell’inconcludente Rabusic e buone giocate, specie da trequartista, di Falcinelli, autore del gol vittoria. Benissimo dietro i giovani, entrambi ex Pisa e tra coloro da tenere veramente d’occhio per il futuro immediato, Provedel in porta (di proprietà del Chievo, ex Udinese) e soprattutto Goldaniga nel centro destra. Impeccabile negli anticipi, pulito e veloce, la sua è stata una grande prestazione, dopo l’ottima annata scorsa.

grande prestazione in difesa per l'ex pisano, in orbita Juventus, Goldaniga

grande prestazione in difesa per l’ex pisano, in orbita Juventus, Goldaniga

Il Bologna invece pare ancora un cantiere, con molti movimenti in entrata e uscita ancora da definire. Qualche autorevole giornalista, in modo maligno, seppur sarcastico, ha già tirato in ballo un paragone poco felice, facendo un parallelo con il Padova, partita tra le favorite l’anno scorso ma mai in grado di competere sul serio per progetti importanti, senza mai schiodarsi dagli ultimi posti in classifica, preludio di un’inevitabile retrocessione (resa ancora più amara poi dalla cancellazione della società dai professionisti). A mio avviso la squadra felsinea, pur guidata da una società non all’altezza della sua storia, avrebbe i mezzi per una pronta risalita. Il parallelo in fondo, a esser più ottimisti, ci può stare anche con il Palermo, partito in maniera imbarazzante e poi risalito alla grande, a suon di record. A centrocampo il Bologna deve trovare una sua alchimia tra gli interpreti, ma questi non mancano di certo: il prodotto di casa Casarini, rientrato dopo un’ottima stagione da protagonista nella rivelazione Lanciano; l’austriaco Buchel, cresciuto nella Juve e anch’egli reduce da una buona stagione in Abruzzo ma soprattutto Laribi sulla trequarti e Matuzalem in regia possono garantire un bel cambio di passo a tutta la squadra. Senza dimenticare che a guidare l’attacco c’è il centravanti più prolifico della storia della serie B, quel Daniele Cacia, già in gol ieri sera, pronto a tornare un big a questi livelli, dopo il flop dell’anno scorso al piano di sopra. In difesa poi una garanzia è rappresentata da un altro ex gialloblu, Mimmo Maietta, all’esordio ieri con la nuova maglia. Si deve ancora registrare con il giovane promettente Paez ma è indubbio che l’esperto calabrese abbia il carisma del leader, un po’ come il capitano Morleo o il portiere Coppola, reduce però da stagioni in cui è stato quasi uno spettatore non pagante. Insomma, finalmente, hanno cominciato a parlare i punti, quelli in palio, quelli veri. In attesa degli ultimi botti (???) di calciomercato, un buon antipasto di calcio giocato, già a buoni livelli tra l’altro e con tanta intensità, ci voleva proprio, visto che all’estero già hanno iniziato da diverse settimane.

i gol di Cacia, un big in serie B, possono contribuire in maniera determinante alla pronta risalita del Bologna in serie A

i gol di Cacia, un big in serie B, possono contribuire in maniera determinante alla pronta risalita del Bologna in serie A

Serie B al giro di boa: ecco i 10 giocatori che si sono messi più in luce in questo girone d’andata

Giunti alla lunga pausa invernale, e dopo uno stretto giro di boa del campionato in corso, ecco i dieci giocatori che maggiormente si sono messi in luce sinora in serie B, trascinando spesso e volentieri le proprie squadre.

Un campionato, quello cadetto, sempre interessante ma mai come quest’anno in grado di lanciare tanti elementi interessanti, giovani in cerca di ribalta e squadre capaci di mostrare un calcio all’ insegna di una qualità di gioco di livello superiore, penso alle corazzate Livorno e Sassuolo in primis ma anche a squadre meno attrezzate ma sbarazzine al punto giusto come Juve Stabia, Cittadella, Ascoli o l’Empoli che miracolosamente sta risalendo posizioni su posizioni, fino a insidiare le squadre più blasonate in lizza per i playoff. Ci si aspettava di più dall’Hellas la cui bontà e superiorità della rosa è pressoché lampante ma non sempre in B basta ad ammazzare i campionati. In difficoltà le matricole, la gloriosa Pro Vercelli e il Lanciano, seppur in ripresa. Così così Spezia e Padova, male la Reggina, così come le retrocesse dalla massima serie Cesena e Novara, ma si sa che il campionato è lungo e c’è tutto il tempo per rimediare e per sovvertire i pronostici.

TOP 10 SERIE B

Missiroli del Sassuolo: un lusso per la B

Missiroli del Sassuolo: un lusso per la B

1-      MISSIROLI autentico califfo per la categoria, a 26 anni è ormai prontissimo per la serie A, dopo i timidi approcci tra Reggina, dove è cresciuto e Cagliari. Pagato a peso d’oro l’anno scorso dal Sassuolo, sta trascinando i compagni a una storica promozione, con giocate raffinate in mezzo al campo, una tecnica cristallina in grado di risaltare sempre e la giusta personalità e cattiveria. Ideale raccordo tra una mediana guidata sapientemente dal capitano Magnanelli e l’attacco atomico che vede emergere di gara in gara giovani come Boakye e Berardi.

Siligardi, stagione boom al Livorno

Siligardi, stagione boom al Livorno

2-      SILIGARDI dopo le prodezze con le giovanili dell’Inter, quando furoreggiava nel trio offensivo con Balotelli e Biabiany, finalmente a 24 anni suonati e dopo aver un po’ deluso in serie A a Bologna, si è riproposto alla grande in Toscana dove, a suon di gol e autentiche prodezze, è divenuto il beniamino del pubblico del Picchi. Potenza, la giusta convinzione e una superiorità tecnica che gli consentono giocate mai banali e spesso vincenti. Con Paulinho e Dionisi compone il miglior terzetto d’attacco del campionato ma il segreto della splendida stagione dei labronici è soprattutto lui.

il fantasista dell'Empoli Saponara, pronto per incantare in serie A

il fantasista dell’Empoli Saponara, pronto per incantare in serie A

3-      SAPONARA da tempo gli esperti di calcio giovanile lo annoverano tra i migliori prospetti in assoluto del calcio italiano e a mio avviso non si sbagliano. Questa è la stagione della consacrazione per il fantasista dell’Empoli, cresciuto nel Ravenna, un ’91 che gioca da veterano, in grado di innescare i vecchi leoni Tavano e Maccarone e di far sognare con giocate e dribbling d’alta scuola, mai fini a sé stessi, ma anzi spesso e volentieri risolutori. Quando consegna un passaggio vincente, esulta come avesse fatto gol, ma d’altronde le sue giocate sono davvero efficaci. Una sorta di Luis Figo dei tempi nostri.

4-      CACIA il miglior bomber della categoria, ben 81 gol in B nella sua carriera, nella quale però non ha mai convinto salendo di gradino. Ma per l’ Hellas conta avere nelle proprie fila un attaccante di questa levatura, in grado di capitalizzare al massimo le occasioni che gli capitano. Spietato, astuto, pratico, spesso spettacolare.

5-      BOAKYE già l’anno scorso, a 18 anni seppe stupire, giocando regolarmente e segnando bei gol ma è quest’anno che il ghanese, cresciuto nel Genoa, dove ha esordito “bambino”, sta sfoderando quelle doti che lo fanno avvicinare addirittura a Samuel Eto’o. Veloce, razionale, concreto, segna gol di destro e di sinistro, di testa, al volo. Un vasto repertorio di colpi che ne fanno a nemmeno 20 anni un potenziale campione, sul quale c’è già sotto la Juventus, giunta in anticipo sulle pretendenti sempre più numerose

6-      ZAZA punta mobile, preziosa, compatta, sempre imprevedibile. E pensare che a 21 anni sembrava un talento non realizzato pienamente, considerate le belle premesse di Bergamo, quando furoreggiava in avanti con la maglia dell’Atalanta Primavera. Finito alla Sampdoria e tagliati i lunghi capelli, si intristì senza emergere e nel doppio prestito tra Juve Stabia e Viareggio (quindi in Lega Pro) solo a sprazzi aveva incantato. Ma la stoffa è rimasta inalterata, così come la voglia di stupire… ed eccolo quindi trascinatore assoluto di un Ascoli, tra le squadre rivelazioni del torneo.

7-      LAZAREVIC freccia modenese, agile e veloce come non mai, padrone dei propri mezzi come invece non gli era riuscito del tutto nelle precedenti esperienze cadette al Torino e al Padova. Lo sloveno, classe ’90, è un altro gioiello uscito dalle giovanili del Genoa. Quest’anno ha trovato il ruolo giusto, guastatore offensivo delle fasce, non ancora concreto in zona gol ma zanzara pungente per le difese avversarie, oltre che assist man perfetto per il redivivo Ardemagni, il Fernando Torres italiano.

8-      FARIAS il brasiliano del Padova sta esplodendo in tutto il suo talento, dopo che sin dalle giovanili del Chievo sta facendo parlare di sé come devastante punta esterna. Di anno in anno sta migliorando in zona gol, dove predilige arrivare dopo lunghe e solitarie fughe palla al piede. Maturo e posato, non il classico brasiliano come impostazione, sembra più un Europeo (e d’altronde è in Italia da quando ha 16 anni). Nella stagione in chiaro scuro dei patavini rappresenta il fiore all’occhiello e probabilmente la certezza da cui ripartire

9-      JORGINHO il giovane regista italo brasiliano, pescato giovanissimo dall’Hellas Verona è il miglior centrocampista del campionato, quello più promettente e sempre positivo pur tra gli alti e bassi della squadra scaligera. Di recente convocato da Mangia, appare un predestinato, per come sa già guidare la squadra, per la considerazione di un tecnico esigente come Mandorlini, per come si è imposto in prima squadra al cospetto di califfi come Hallfredsson e Bacinovic. Ne risentiremo parlare a lungo

10-   SANSOVINI nella stagione iniziata da favorita, seppur arrivando dalla Lega Pro, e proseguita un po’ a tentoni fino a stabilizzarsi nel calderone delle squadre in lotta per i play off, una certezza assoluta per lo Spezia è rappresentata dal suo attaccante e capitano Sansovini, che si sta confermando bomber e uomo simbolo della squadra, un po’ come gli successe un anno fa a Pescara. Inutile dire come finì la stagione scorsa per gli abruzzesi, ma spesso si tende – esaltando giustamente i giovani Verratti, Insigne e Immobile,ora protagonisti di altri palcoscenici, più prestigiosi – a sottovalutare il grande apporto dato proprio dall’esperto fantasista ora in forza ai liguri. Capocannoniere della serie B in corso, sempre positivo e minaccioso nelle aree avversarie: a quasi 34 anni sta vivendo una seconda giovinezza.