Bilancio di fine anno Lega Pro: è l’anno dell’Emilia Romagna. Dopo il miracolo Sassuolo, ecco il Carpi in serie B

Sono terminati i campionati professionistici in Italia, con la conclusione dei play off e dei play out di Lega Pro. Ci sono state belle e inaspettate sorprese. Fino a un certo punto, comunque se si va bene a riguardarsi il cammino che ha portato ad esempio due piccole ma solide realtà alla loro prima storica esperienza cadetta: il Carpi e il Latina, vincitrici rispettivamente contro squadre decisdamente più titolate come Lecce e Pisa.

Niente di lasciato al caso, comunque, sull’onda di quanto accaduto poche settimane fa per il Trapani. Il Carpi l’anno scorso ha perso la finale play off con la Pro Vercelli, si presentava ai nastri di una partenza con una squadra “di categoria”, ma imperniata su talenti come il bomber Della Rocca, ex enfant prodige del calcio italiano, capace di esordire con gol a Bologna ad appena 17 anni, dopo aver furoreggiato negli Allievi con il piccolo Zizou Meghni e aver trionfato all’Europeo Under 19 in compagnia ad esempio di Aquilani, Lodi e Pazzini. Ma non solo lui, pensiamo pure a un allenatore vincente e poco reclamizzato come Brini. Che dire degli sconfitti? Il Lecce vantava un organico quasi da serie A, sembrava aver superato lo shock della doppia retrocessione con una partenza super che ha avuto il torto di abbagliare il vero obiettivo. Forse sono mancate le motivazioni, nonostante buoni giovani in rampa di lancio come i talenti di casa Falco e Chiricò. Il Latina nell’altro girone ha duellato a lungo per il primo posto, in principio col Perugia, poi con il promosso diretto Avellino.

Un grande cammino, una squadra solida, composta da giocatori che hanno ridimensionato il proprio curriculum, rimettendosi in gioco, penso ai difensori Cottafava e Milani, cittadino doc, o ai giovani sinora mai espressi come Giacomini e Burrai che da ragazzi parevano sicure promesse, oppure l’ex interista Gerbo, finalmente emerso dopo timide escursioni in B. Onore al Pisa e ai suoi tifosi, una grande piazza che saprà riprovarci. 

Grande commozione per la promozione de L’ Aquila, meritatissima, speriamo faccia da volano a qualcosa di più grande e profondo

Detto di una Pro Patria che da due anni dominava la Lega Pro seconda e ora è tornata in una posizione più consona alla propria storia, saluto con piacere il ritorno nell’ex C/1 del Venezia, giunta a conclusione di una stupenda sfida con il fortissimo Monza di super Gasbarroni (davvero complimenti all’ex Toro, capace di reinventarsi letteralmente). Guidata dai due veneziani Bocalon, ex giovanili Treviso e Inter, e D’Apollonia, un ’93 scattante e imprendibile, figlio di un gondoliere, ha steso i lombardi. 

Si è salvato meritatamente il Rimini ai play out contro un Gavorrano stremato dalla lunga corsa ottenuta con mister Orrico. Fosse intervenuto prima, senza nulla togliere a Buso, forse il miracolo si sarebbe potuto compiere, vista l’indubbia qualità dei tanti talenti di casa viola giunti in seguito all’ex tecnico delle giovanili, su tutti il fantasista Carraro che nel finale ha trascinato la squadra con gol e giocate a ripetizione. Un’ultima annotazione la concedo per complimentarmi con i miei concittadini della Virtus VeComp VR, capaci di vincere gli spareggi promozione della D e di aggiudicarsi il primo posto disponibile per il ripescaggio nei professionisti. Quartiere di Borgo Venezia, Verona, un nuovo Chievo? 

Lega Pro: il Sud Tirol non vuole smettere di stupire!

Mai come quest’anno il Sud Tirol/Alto Adige si trova davanti alla possibilità reale, concreta di approdare nel calcio che conta: in serie B. Dopo diverse ottime stagioni, condite dapprima con la storica promozione nella vecchia C/1 e culminate con lo storico sesto posto della passata stagione, sotto la guida di un giovane tecnico molto preparato come Giovannino Stroppa (poi passato addirittura in Serie A per la sfortunata parentesi di Pescara), la squadra allenata da Stefano Vecchi sembra davvero possedere le carte in regola per dire la propria fino all’ultima giornata contro compagini alla vigilia molto più accreditate, come la corazzata Lecce o il Trapani e la Cremonese.

sud

Invece gli altoatesini si stanno mantenendo sugli standard degli ultimi 12 mesi, migliorano anzi il proprio cammino, come si evince dalla splendida vittoria esterna proprio contro la capolista Lecce, ormai distanziata di un solo punto, e con lei il Carpi, altra bella realtà di provincia.

Quali sono le componenti che hanno fatto sì che un’emanazione di un’intera zona, quella di Bolzano, non molto abituata a certi palcoscenici nel calcio, possa giungere a mettere in difficoltà squadre blasonate e con nomi altisonanti fino a insidiare concretamente i sogni promozione di queste?

Innanzitutto una società seria, solida che attraverso il calcio giocato vuole rilanciare una volta di più tutto l’Alto Adige nel panorama nazionale, di solito considerato per gli spettacolari scenari invernali ma non solo.

Poi una rosa composta da un mix perfetto fi giovani promesse e calciatori più affermati ma ancora affamati di risultati, poi ma non ultima in ordine di importanza, la mentalità vincente infondata alla squadra, la certezza di poter mettere in difficoltà chiunque avversario con la qualità corale del gioco, il migliore della Lega Pro prima divisione. Infine, una realtà che ti consente di lavorare serenamente, senza pressione, la stessa che ha portato negli anni al fiorire di splendide squadre come Chievo Verona, Albinoleffe (finchè è durata) e Cittadella, tanto per citare i casi più recenti.

Tra i giocatori comunque mi piace citare alcuni che garantiscono solide sicurezze, come i talentuosi Simone Branca, Alessandro Furlan, le punte Bocalon, Thiam, i giovani ma già esperti Uliano, Martin, Iacoponi o Campo, a cui già avevo dedicato tempo addietro un lungo articolo. In mezzo giocatori che da giovani sembravano destinati a carriere diverse, più prestigiose come Tagliani, eclettico difensore che dal Brescia passò alla Fiorentina per un pacco di soldi, Maritato, che a lungo ha frequentato le rappresentative azzurre partendo dalla Juventus o l’ex bolognese Pasi, attaccante molto tecnico e fantasioso. Ma ci sono anche i tanti giocatori transitati da qui e che stanno facendo fortuna altrove, oppure gli autoctoni che rappresentano l’anima della squadra: gente come Hannes Fink, per esempio, dal rendimento assicurato.

Sono sicuro che il Sud Tirol continuerà a stupire anche da qui alla fine del campionato e chissà che i playoff – a questo punto davvero alla portata del club – non possano portare ulteriori sorprese!