Tanti progetti stanno vedendo la luce. E’ un periodo per me di grande positività e produttività

Mi rendo conto che è da un po’ che non uso questo blog a mo’ di diario. A pensarci bene forse non l’ho mai utilizzato davvero così, eccezion fatta per quando mi sono ritrovato in pessime condizioni di salute e allora diveniva quasi una valvola di sfogo condividere le paure ma soprattutto le mie speranze con i lettori.

Ultimamente però il tempo si era ridotto anche solo per aggiornarlo come si deve e, se da una parte mi fa piacere che le visualizzazioni si attestino comunque sulle mie medie, non subendo bruschi ridimensionamenti nei periodi di mia prolungata assenza, dall’altra avrei voglia di riprendere questo strumento e postare con cadenza più frequente.

Il fatto, ne parlavo proprio ieri con un mio amico, è che in questo periodo di ritrovata salute (tocco ferro ma ormai è da un anno che, con le cure giuste, non ho più avuto problemi) oltre ad aver ripreso sempre a miglior ritmo il mio lavoro principale, quello di educatore in una struttura per disabili, ho ripreso a scrivere molto e fare altro, ampliando così il numero delle mie collaborazioni.

E tra poco le cose aumenteranno ancora, per questo ho voluto fare un sunto e scriverne qui, per mettere un po’ d’ordine, promettendomi però di non abbandonare questo spazio, che in fin dei conti è mio e solo mio. Qui in teoria non devo render conto a nessuno, se non ai miei lettori, per i quali nutrirò sempre rispetto, visto che probabilmente qualcosa da me giustamente si aspettano!

Parto dal lavoro, che ormai da tanti anni svolgo, pur avendo cambiato diversi ambiti, nel settore socio-sanitario e didattico, da quando mi sono laureato nel lontano (ahimè) 2002! Ho quasi 38 anni e, nonostante gli inevitabili momenti di stanca, perchè è indubbio che lavorare sempre a stretto contatto con realtà “difficili” se da una parte ti gratifica e ti rinforza, dall’altra anche un po’ ti toglie in termini di energia, finendo per logorarti.

Dicevo, a parte la stanchezza fisiologica che può far capolino a periodi,  mi rendo conto di avere tantissime motivazioni! Amo il mio lavoro, non potrei farne a meno e cerco sempre di metterci il massimo. Lo so, è importante trovare nuovi stimoli, non fossilizzarsi, in primis proprio per senso etico nei confronti di chi dobbiamo assistere, ma anche per noi stessi, per non perdere di vista il senso del nostro operare, per non spegnersi.

Da parte mia, con tutti i difetti (e ne ho molti!) che posso avere, di certo posso affermare che sono sempre sorretto da tanto sano, genuino entusiasmo, lo stesso che mi ha aiutato notevolmente anche nei periodi di grossa difficoltà, quando sono stato a lungo in ospedale.

Riguardo alla scrittura, beh, anche lì ciò che mi muove è principalmente la passione!

Inutile negarlo: se dovesse progredire al punto di doverle giocoforza dedicarle più tempo a scapito di altro, vorrò dire che avrò preso una piega magari voluta ma certo inaspettata.

Non lo dico per falsa modestia, ma voglio essere realista. Scrivere prima di tutto mi piace, mi fa stare bene e finchè non avrò il cosiddetto “blocco dello scrittore” credo andrò avanti a buttare su carta (immagine ormai metaforica!) le mie storie.

Già, le storie! Mi piacerebbe di fatto tornare a scriverne una, ad ampio respiro, come piace a me. come era successo quando ebbi l’intuizione, tanti anni fa, di provare ad allargare l’idea che mi balenava in mente e che ruotava attorno a un gruppo di adolescenti di provincia che sognavano in grande per il loro futuro, sorretti dall’amore per la musica.

Quel sogno è diventato per me “Verrà il tempo per noi”, il mio primo romanzo, che a 4 anni dall’uscita avrò modo e occasione di presentare nuovamente in pubblico grazie all’interesse e alla disponibilità di un’Associazione Culturale lombarda, guidata da Ivano Mingotti. Grazie davvero, ci vediamo ad Arese l’8 Aprile, ormai ci siamo!

Quello per ora è rimasto un episodio isolato della mia esperienza da autore, perchè nonostante avessi quasi subito un altro soggetto di narrativa da sviluppare, un tema portante dal quale partire, un po’ gli eventi mi hanno portato altrove. Già il successivo “Pinguini di carta” era un progetto anomalo, una raccolta di miei testi poi trasformati in un reading teatrale/musicale che ho avuto modo di portare in scena con mia grande soddisfazione.

Subentrata poi la malattia, e superata, mI rendo conto che questa ha finito inconsapevolmente per “condizionare” le mie scelte future, perchè riflettendo su molte cose, ha dato il via ai miei successivi due libri.

Ho sempre amato la musica, fin da piccolo, e poi ho avuto modo di iniziare a lavorare in una radio locale all’università con il mio migliore amico Riccardo, lui sì un espertissimo delle sette note. La faccio breve ma di strada ne abbiamo fatta e ho voluto condensare (anche) quell’esperienza esaltante, di crescita umana e professionale, di formazione e di vita, in “Revolution 90”, un saggio musicale “sui generis”, più che altro si tratta di un viaggio a ritroso negli anni belli e spensierati, pieni di dubbi  e di slanci emotivi, dell’adolescenza.

I riscontri che il libro, uscito come i precedenti per “Nulla die” edizioni, sta ottenendo mi stanno un po’ spiazzando, lo ammetto! Non si parla di grossi numeri, che comunque allo stato attuale non conosco, ma del feedback di tanti appassionati  che un po’ si sono riconosciuti nelle descrizioni di un’epoca segnata da certi dischi e certe canzoni, e che hanno finito così per condividere le mie emozioni. Stanno uscendo anche diverse recensioni e segnalazioni, anche da parte di riviste nazionali di un certo “peso”, le stesse che da lettore consumavo, sfogliavo avidamente alla ricerca di qualche nome nuovo, di qualche disco da ascoltare.

La cosa che più mi fa piacere è che i vari recensori abbiano per lo più compreso il significato del mio lavoro, ciò che volevo comunicare, al di là dei giudizi sulle schede degli album che possono essere condivisibili oppure no, perchè quando compi una scelta come la mia, di inserire 101 dischi significativi di un decennio,rischi sempre di scontentare qualcuno. Ma in linea di massima appunto le critiche finora sono per lo più positive e di questo ringrazio ovviamente coloro che mi hanno dato fiducia.

Grazie ai lettori soprattutto! Tra poco con grande piacere annuncerò l’uscita del suo volume gemello:“Rock ‘n Words”, in cui ho proseguito il mio lavoro di recupero di un’epoca mitica, che io ho avuto l’opportunità di vivere in prima persona, sia come ascoltatore che, nel mio piccolo, come addetto ai lavori. Ho intervistato veramente tanti esponenti della miglior musica (rock e dintorni) italiana: non solo artisti e musicisti, ma anche autorevoli giornalisti, discografici, addetti come organizzatori di eventi, produttori e fotografi.

Non vedo l’ora che sia in libreria! Poi ho terminato un progetto che mi auguro avrà anch’esso uno sbocco editoriale, molto ambizioso. Ho tenuto per un po’ di tempo per il sito del Guerin Sportivo (storica rivista con la quale, con mia grande soddisfazione, collaboro da quasi 5 anni) una rubrica chiamata “Stelle Comete” in cui tratteggiavo ritratti di giocatori che per i motivi più svariati hanno brillato solo per poco tempo, non mantenendo appieno le promesse. Sollecitato da alcuni lettori che mi chiedevano se mai ci sarebbe stato un seguito, ho pensato bene alcuni mesi fa di “andare oltre”, integrando quelle schede, nel frattempo aggiornate, con dei testi inediti. Così facendo ne è uscito un quadro molto composito, visto che ho provato a spaziare tra le varie epoche storiche, mettendoci tutta la mia passione e anche la mia competenza.

Da diversi mesi, rimanendo in campi calcistici, ho avviato anche una rubrica con il mensile “Il Nuovo Calcio”, dove ripercorro in ogni numero la storia delle squadre che hanno rivoluzionato questo sport, spesso segnando un’epoca. Sono argomenti che adoro, che sento nelle mie corde e ringrazio davvero il direttore Ferretto per la fiducia e l’opportunità di cimentarmi da giornalista con un tema così vasto e importante.

E poi, ultimo ma non in ordine di importanza, da qualche settimana ho iniziato una collaborazione con il sito musicale di Troublezine. Da anni ci scrive (ma non solo, fa molto di più) il già citato amico Riccardo, il quale ha pensato bene un giorno di coinvolgermi in questa bella avventura. Sapeva che il mio tempo è un po’ limitato per i miei molti impegni ma il cuore mi ha spinto ad accettare al volo! Ricky non solo è un amico, è una persona speciale a cui voglio bene, con cui ho condiviso una fetta importante della mia vita e, senza esagerare, alcuni dei momenti più belli. Mi è sempre stato vicino, anche nel giorno più importante, quando mi sono sposato con la mia stupenda Mary e lui era uno dei miei testimoni di nozze! Aver l’opportunità di scrivere assieme, di collaborare al suo progetto, di parlare della musica che più amo mi ha convinto a impegnarmi anche su questo fronte. E finora ci stiamo proprio divertendo! E poi Riccardo ho voluto anche coinvolgerlo in “Revolution 90”, dove oltre a comparire in vari “amarcord”, quelle sezioni personali in cui raccontavo degli aneddoti legati ad alcuni particolari dischi, gli ho affidato pure la prefazione. Il risultato, come immaginavo, è stato molto apprezzato!

E per non farci mancare niente, tra un mese circa tornerò anche al mio primo amore, quello per la radio, visto che riprenderò i programmi a Yastaradio, grazie al mitico amico Dalse! Continuerò con la mia trasmissione “Out of Time”, dove ho piena libertà di azione ma ho in mente anche altre idee, magari di realizzare un programma a tema, vedremo!

La radio mi dà modo di esprimermi attraverso la musica che sento più mia, ma mi piace mantenere lo spirito delle “radio libere”, parlando con l’interlocutore, affrontando talvolta argomenti extramusicali, senza pretese nozionistiche ma giusto per condividere qualcosa  che reputo importante. Anche fosse “semplicemente” musica, mi piace condire i pezzi con informazioni curiose, divertenti o anche solo ripassandone la storia, l’origine.

E’ in cantiere (ma è un’idea piuttosto concreta, conoscendo la natura operativa del fondatore) il progetto da parte di una persona che conosco da relativamente poco ma che già mi ha contagiato col suo spirito, di aprire una nuova webradio. Sapendo della mia esperienza in questo campo, mi ha chiesto un “aiuto”. Ovviamente sono stato molto sincero con lui, dicendogli che, se a livello tecnico mi reputo “un cane”, parlo proprio di mixer, software ecc, come spaker, autore o organizzatore invece avrei potuto dare una mano. Quindi, prepariamoci per una nuova avventura!

A volte mi dicono che dovrei fermarmi, specie alla luce dei due anni trascorsi tra problemi di salute e quant’altro, ma è anche vero che proprio in quei momenti difficili, oltre all’innegabile, incommensurabile, amore della mia famiglia e di quella magnifica ragazza che sarebbe diventata mia moglie, è stata proprio la mia compulsività, la mia voglia di continuare a scrivere, di sentirmi in sostanza vivo ad aiutarmi a uscire da quella situazione e a riprendermi con tutta la forza possibile!

Quindi vedrò di condensare tutte queste cose belle e di cercare il giusto equilibrio per stare bene e vivere in serenità, facendo le attività che più mi piacciono. Lo devo a tante persone che mi seguono e mi vogliono bene, ma lo devo soprattutto a me stesso.

Un abbraccio forte! A prestissimo!

Gianni

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Dopo due giornate di LEGA PRO ecco i primi commenti: sorprese Pavia e Pro Piacenza, bene Ascoli e Monza, tanto equilibrio nel girone C ma ieri buoni squilli dalle protagoniste annunciate Reggina e Salernitana

Dopo due giornate di Lega Pro, se da una parte è prestissimo per trarre i primi bilanci, dall’altra però è giusto sottolineare quelli che sono i primi exploit e i primi flop. Poche le squadre a punteggio pieno ma tra queste almeno due si possono ritenere delle sorprese. Se nel girone A in qualche senso il cammino del Monza di Pea si poteva pure prevedere alla vigilia, inserendo da subito i blasonati lombardi tra i favoriti per la promozione diretta (ricordiamolo, quest’anno solo la prima classificata di ogni girone accede in B direttamente, le altre 3 dovranno affrontare i playoff, dopodichè onestamente la faccenda si complica, fatto sta che solo una salirà in B dopo gli spareggi multipli tra gironi, a parte le migliori prime classificate), la stessa cosa non si poteva dire del Pavia. La squadra – quest’anno allenata da Maspero – è infatti reduce da due pessime stagioni, soprattutto la scorsa, terminata tristemente nelle ultime posizioni, comodamente e senza affanni, visto che nessuna sarebbe retrocessa. Quest’anno invece, ampiamente rinnovata, la ritroviamo pimpante e molto offensiva, che pensa prima a segnare che a non prenderle. Stanno deludendo nel girone A la Pro Patria, troppo acerba, e il Mantova, battuto in casa nel derbissimo contro la Cremonese (a proposito di nobili decadute). Un Mantova ancora in crisi di identità, nonostante sulla carta la squadra non sia certo male, infarcita com’è di califfi per la categoria (Fortunato, Pondaco, soprattutto Paro e l’esperto Caridi, tornato nella realtà che lo aveva reso celebre ai tempi di Lori). Nel girone B è partito a razzo l’Ascoli, che vuole lasciarsi alle spalle stagioni cadette assai tribolate e puntare su un ritorno fulmineo in categorie che più le appartengono per storia e tradizione. Bene anche il Savona del tecnico rampante Di Napoli, in una piazza dove si ha tanta voglia di calcio che conta. Non mancheranno gli incontri caldi nemmeno in questo girone, visto che tra le protagoniste annunciate ci sono le “nemiche storiche” Pisa e Lucchese, a quota 4 punti ma che hanno dimostrato di possedere le credenziali giuste per salire di categoria (il Pisa sembra aver ben assorbito la delusione per il mancato ripescaggio in serie B). Da applausi l’inizio del Pro Piacenza, in teoria la seconda squadra cittadina ma che già dalla passata stagione ha scavalcato le gerarchie, soffiando il posto promozione al Piacenza. Partito con un forte handicap (-8), con le due vittorie consecutive infilate in apertura di campionato, si è messa quasi in linea di galleggiamento, ma soprattutto ha dimostrato di potersela giocare alla grande con tutti, trascinata dal super capitano Matteassi, a 35 anni leader riconosciuto e uno dei migliori interpreti della categoria a giostrare sulle fasce. Io personalmente sono curioso di vedere all’opera il Prato dei giovani che, nonostante la partenza shock, ieri ha preso 4 gol in casa dalla rivelazione Tuttocuoio, ha allestito con l’aiuto della casa madre Inter una rosa assai promettente e la Pistoiese, che può vantare nomi altisonanti (ma probabilmente ancora da assemblare). Infine il girone C, l’unico dove non ci sono compagini a punteggio pieno. D’altronde questo è il raggruppamento più atteso della categoria, il più equilibrato come sta a dimostrare questo incerto inizio. Ieri c’è stato l’ottimo squillo di una delle favorite d’obbligo: la Salernitana che ha espugnato il campo del Martina allenato dal promettente Ciullo con reti delle star Caetano Calil e Mendicino. Mi ha fatto piacere personalmente rivedere protagonisti nella squadra pugliese due ex promesse del calcio italiano, entrambi provenienti dal fertile vivaio dell’Empoli: i fantasisti Arcidiacono e Pellecchia, ieri autore di un gran gol. Ma, come detto, questo girone del Sud sarà tutto da scoprire gara dopo gara, attendendo di volta in volta gli exploit di Foggia, Cosenza, Casertana, Messina (finora in gran difficoltà, nonostante super bomber Corona, a segno ieri a 40 anni)e Reggina, che ieri è passata in scioltezza sull’ostico campo della Paganese, grazie ancora una volta a Insigne Jr (capocannoniere della Lega Pro con 3 reti), che dopo il deludente anno scorso, il primo da Pro, vuole dimostrare con i fatti di che pasta sia fatto.

Bilancio finale Confederation’s Cup

 

Brasile in trionfo! Sconfitti scetticismo, pressione e convissuto in un clima surreale, di eccitazione, festa mista a paura e sgomento per le tante manifestazioni e gli scontri di piazza, la squadra di Scolari ora può solo guardare al futuro con fiducia, visto che le indicazioni sono molte e positive. L’allenatore ha un anno davanti per limare alcune situazioni, per ampliare il proprio parco giocatori (qui ha puntato su un 11 titolare base) e per creare un gruppo ancora più coeso, magari più spettacolare dal punto di vista prettamente tecnico. Di contro la Spagna potrebbe apparire al canto del cigno, ma in fondo certi alibi valgono anche per lei, se poi sono gli stessi che applichiamo per “giustificare” le prime anonime prestazioni azzurre.. la stagione lunga, tirata (in Spagna poi la Liga è terminata per ultima rispetto agli altri massimi campionati europei) e la sensazione che, se parte di un ciclo storico sia in discesa di rendimento (direi fisiologico), stiano bussando alla porta nuovi fenomeni degni eredi. Un anno davanti per la giusta amalgama può bastare, senza scordare che pure nell’ultima edizione della Confederations Cup la Spagna giunse solo terza, salvo poi vincere in Sudafrica l’anno successivo il suo primo storico Mondiale.

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BRASILE 8 – Una nazionale verde oro che ha somigliato più a quella targata Scolari 2002 (discorso tattico a parte) che non a quelle scintillanti dell’82 o del ’70, giusto per richiamare dei e miti, ma che alla resa dei conti ha convinto. Sorretta dal talento autentico di Neymar, dalla freddezza sotto porta del poco appariscente Fred, finalizzatore esperto che più utile non si può, e da una difesa mai così convincente nella storia verdeoro, può guardare al futuro (tra un anno) con entusiasmo e fiducia, confidando nel lancio o nella scoperta di nuovi astri.

SPAGNA 6 – in debito d’ossigeno, chiaramente svuotata, poco in palla già nella fortunata gara vinta contro l’Italia, distratta da gossip vari.. Insomma, giriamola come volete, non si sono viste le autentiche Furie Rosse, che tuttavia sembrano mantenere un atteggiamento – a mio avviso controproducente, ma sono affari loro – di supponenza, per non dire di arroganza. Umiltè, direbbe Arrigo Sacchi

ITALIA 6.5 – ma sì, dai, una piena sufficienza per la squadra di Prandelli. Sono convinto che sia l’allenatore giusto, un tecnico che – lo dice la sua storia- bada al sodo, al risultato ma attraverso il bel gioco, il possesso palla, la tecnica anche individuale, privilegiando il singolo che dà del tu al pallone. Ha ricompattato una squadra che sembrava davvero ai passi, stremata, a terra fisicamente e poco motivata. Sta cementando un gruppo vero. Ha ridato tanta credibilità a tutto il calcio italiano, dopo il flop di 3 anni fa in Sudafrica, ormai a detta di tutti, avversari in primis, siamo la seconda nazionale europea più forte, appena sotto i pluricampioni spagnoli.

URUGUAY 6 – un ciclo che ha dato tutto, ma che urge di essere rimpolpato da ricambi che non paiono tuttavia all’altezza. Rimane il timbro di Tabarez e il talento purissimo di Suarez e Cavani, due campioni autentici, probabilmente la miglior coppia offensiva del mondo, almeno sulla carta, perché poi sul campo continuo a pensare che siano poco compatibili e forse nemmeno così tanto sodali tra loro.

LE ALTRE: Ha solleticato attenzione il Giappone di Zaccheroni, almeno fino alla realtà dei fatti, inerme contro un modesto Messico. Insomma, la nazionale del Sol Levante è una bella realtà, gioca bene, è un piacere vedere all’opera giocatori come Kagawa, Honda, Okazaki ma pecca ancora di continuità. Impalpabile la presenza di una delle big africane, la Nigeria, che non sta certo vivendo uno dei suoi momenti calcistici migliori (è in pratica già tagliata fuori dalle qualificazioni mondiali, con un rendimento bassissimo nel proprio girone), anche se almeno ha vissuto un po’ di gloria l’attaccante ancora di proprietà milanista Ouadumadi, autore di una tripletta contro i dilettanti di Tahiti. Ecco, proprio quest’ultima nazione ha rappresentato un paradosso. Giusto che abbiano partecipato, regolamento alla mano, non hanno rubato niente e hanno gareggiato con dignità, ma è innegabile che dal punto di vista meramente sportivo e agonistico non fossero all’altezza della situazione. Ammirevole lo sforzo di Marama Vahirua, apprezzabilissima punta che ha fatto tutta la trafila e la carriera in Francia, a medio alto livello (è solo da un anno emigrato in Grecia per il finale di un percorso più che positivo) di compattare una compagine di carneadi, di persone con l’hobby del pallone, ma ciò che si è vista è stata una debacle senza pietà. Bello però l’applauso di “solidarietà” di tutto lo stadio al rigore sbagliato dalla Spagna nell’impari scontro terminato con l’iperbolico punteggio di 10 a 0.

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TOP 10

1-      NEYMAR  Ok, divo, tuffatore, provocatore, glamour, ma finalmente si è visto che a soli 20 anni è in grado di caricarsi sul tetto di un’importante manifestazione come la Confederation’s Cup una nazionale (e una Nazione) intera. Al Barcellona potrà veramente segnare un’epoca, il momento pare quello opportuno.

2-      FRED diciamolo, non è bello esteticamente, non richiama le folle ma da tempo il Brasile non aveva un terminale così efficace. Favorito dal fatto che Scolari ha puntato su di lui, non cedendo a critiche in fondo ingiustificate (i gol li ha sempre fatti, ovunque e poi la concorrenza,  a parte un redivivo Jo, non pareva delle più forti), ha risposto con i gol.

3-      INIESTA – degli spagnoli è parso l’unico a metterci sempre quel quid in più che lo contraddistingue da un decennio. Non ha mai veramente steccato, a parte l’amara finale, e ha provato sempre a imbastire la manovra, con tagli, tocchi, regia, giocate. Insomma, quello a cui c’ha abituati, e che abbiamo rivisto meno in questa occasione nei compagni Xavi, Fabregas o Silva, lontanissimi dai propri standard

4-      CAVANI – al di là delle distrazioni, impossibili da evitare, indotte da voci irrefrenabili di mercato, Edinson ce l’ha messa davvero tutta per dar ragione al suo presidente De Laurentiis. Per cederlo è giusto che si paghi la famosa clausola rescissoria, né più, né meno perché lui, insieme a Falcao è veramente l’attaccante più forte del mondo… (ps, “quei due là di Barcellona e Real”ormai non li contiamo più, ok?”)

5-      GIACCHERINI – ebbene sì, proprio “l’antieroe” Giak, spesso criticato o sopravvalutato per il fatto che sia nel giro azzurro senza giocare titolare  nel suo club d’appartenenza. Eppure ci sarà un motivo se i suoi tecnici, Conte e Prandelli, non vi vogliano rinunciare. Disponibile, duttile, intelligente tatticamente, in possesso di discrete qualità tecniche, evidenziate in match decisivi, può solo trarre vantaggi da questa acquisita esperienza.

6-      PAULINHO – gran giocatore, centrocampista moderno. Non fa parte della stirpe dei brasiliani dai piedi d’oro, alla Socrates o alla Falcao, per dire, ma certo vale più del doppio di un Lucas Leiva,per dire, intoccabile nel ciclo precedente. Regista, ma pure incontrista e abile a inserirsi alla bisogna, è un tuttofare della mediana, ricco pure di grande personalità, pur non avendo mai giocato in campionati più competitivi del Brasileirao. Affare ormai sfumato per l’Inter, si accaserà e sarà gran colpo in Premier League (Tottenham?)

7-      BALOTELLI – ce ne fosse bisogno, Mario ha fugato via gli ultimi dubbi. Talento assai precoce, potenzialmente fenomeno assoluto, ha sempre pagato in discontinuità (e questo non mi ha fatto risparmiare dubbi sul suo reale valore nel tempo), fino al rientro in Italia e a un’affermazione in Nazionale iniziata dodici mesi fa con uno splendido Europeo e proseguito qui, dove è sembrato in palla e volenteroso (oltre che decisivo) quasi al pari di Neymar fino all’infortunio, per fortuna di lieve entità

8-      THIAGO SILVA – potremmo dire senza voto, o se volete ordinaria amministrazione. Traduciamo scrivendo che si è confermato il miglior difensore del mondo: leader vero, attento, tecnico, veloce, sicuro, pragmatico, mai falloso gratuitamente, leale. Il Brasile per vincere ha pensato bene di mettere radici solide dalla difesa

9-      KAGAWA – nelle prime partite del girone ha davvero entusiasmato, nel contesto di una formazione briosa, frizzante e bellissima a vedersi. Un brasiliano con gli occhi a mandorla, come già ampiamente dimostrato negli splendidi anni di Dortmund e a sprazzi (per il momento) nello United.

10-   TORRES–  di buon auspicio, perché alla fine è emerso soprattutto nella partita d’allenamento contro Tahiti, dove sembrava quasi si provassero degli schemi. Per lui la prossima sarà l’ennesima stagione cruciale, quella che dovrà sancirne il rilancio nell’empireo dei big europei, o il precoce declino, dopo gli anni avari al Chelsea.

 

 

Bilancio di Fine anno e propositi per il futuro!Finalmente arriva il 2013!

E così, mentre colgo l’occasione di fare gli auguri ai tanti Stefano che conosco per la festa del 26 dicembre, ci siamo già lasciati alle spalle anche il Natale. Non attenderò Capodanno per i classici bilanci di fine anno, preferendo parlarne qui ora.

Lo sapete, almeno mi rivolgo a chi mi legge abitualmente, che il 2012 è stato un anno particolarmente difficile per me, soprattutto nella sua prima parte, quando mi sono ritrovato su un letto d’ospedale per combattere contro qualcosa di più grande di me, la sindrome di Lyell che, prima di gennaio, manco sapevo cosa fosse. Un’infezione potenzialmente mortale, contratta da un banale mix di farmaci per curare la classica influenza stagionale. 4 mesi di convalescenza, quando potevano essere molti di più – o molti di meno, se le cose fossero andate tanto tanto male!!! – e una debilitazione generale del mio organismo. Tutto è andato bene, soprattutto da un punto di vista psicologico ho subito svoltato, tornando nel possibile a fare la vita di prima, pur tra mille precauzioni.

La malattia non c’è più, è oltretutto rara e sarebbe ancora più improbabile che la contraessi di nuovo, ma devo stare attento a quali farmaci usare, per ogni cosa, da una semplice anestesia se devo togliermi un dente, al collirio se devo curare una normale congiuntivite ecc. Insomma, devo tenere conto dei composti del farmaco, in modo da non imbattermi negli stessi che mi hanno causato la reazione allergica. Fisicamente è stata più dura, molti esercizi di riabilitazione, ginnastica, precauzioni varie – come evitare le esposizioni solari, i tessuti particolari, i prodotti per l’igiene che potessero in qualche modo irritare la pelle. Ora sto bene, a dire il vero, da quando ho ripreso a lavorare, a fare le cose di tutti i giorni, non ho più vissuto con lo spettro della paura addosso. Ho sempre ringraziato dapprima i medici, poi la Provvidenza ma soprattutto la mia famiglia, la mia splendida mamma e gli affetti più cari, oltre alla miriade di persone che mi sono state vicine, preoccupandosi di me nei momenti pesanti.

Inevitabile però che la seconda parte dell’anno fosse all’insegna del pieno recupero anche a livello di attività, nonostante i medici mi avessero consigliato un po’ di riposo! Il fatto che scrivere non lo vedo certo  come una fonte di stress, anzi, è un’ulteriore ancora di salvezza. Stando a casa forzatamente per 4 mesi ho avuto modo di aggiornare costantemente il blog PELLEeCALAMAIO, con il risultato di avere ottenuto spontaneamente attenzione da parte di uno zoccolo duro di lettori e sostenitori. Vi ringrazio di cuore, calciofili che mi leggete sul Guerin, lettori dei miei romanzi, ascoltatori del mio programma radiofonico o semplicemente curiosi internauti magari capitati per caso su queste pagine! Il vostro sostegno è uno sprono maggiore ad andare avanti.

Tornando alla quotidianità, il rientro al lavoro è stato difficile per quanto concerne il dover riabituarsi a certi ritmi, ma pure semplcie considerando il fatto che sia i colleghi, la direzione ma soprattutto gli ospiti del centro, i “ragazzi” mi hanno accolto benissimo, facendomi capire di non avermi mai dimenticato. Sono ripartito alla grande, con tanti progetti, su tutti quello relativo all’attività teatrale, che confluirà nel 2013 nella terza rappresentazione da me curata, scritta e diretta e interpretata sul palco da attori con disabilità psichiche insieme sul palco con attori normali, in un’alternanza che non dà spazio in nessun modo a pregiudizi e stigmatizzazioni.

La collaborazione con la storica rivista “Guerin Sportivo” diretta da Matteo Marani (la miglior rivista di settore su piazza) si è invece consolidata, e la cosa ovviamente mi fa piacere, perchè sin da subito ho percepito la grande fiducia del direttore nei miei confronti, oltre che una stima sincera. Ho cercato sempre di ripagare nel migliore dei modi questa grande opportunità di crescere, scrivendo di argomenti che amo. Il mio articolo cult rimane il dossier sui migliori giovani calciatori italiani, uscito nel primo numero dell’anno, quello con Messi in copertina, ma buon successo hanno riscosso – almeno lo percepisco dai messaggi, privati e non, giunti nel corso dei mesi – gli articoli di approfondimento relativi alle squadre partecipanti alla Champions League scorsa o sugli Europei svolti quest’estate. Molto altro bolle nel calderone e spero che già dal prossimo numero possa essere pubblicato un altro mio dossier.

Verso fine estate ho iniziato inoltre a condurre un programma radiofonico tutto mio, ideato insieme al responsabile di Yastaradio, il grande Roberto “Dalse” Dal Seno. La sua webradio è davvero interessante, già vi collaboravo da anni, ma solo come recensore o articolista. Da qualche mese sono passato dall’altra parte del microfono, a distanza di 14 anni dalle mie pionieristiche esperienze a Radio Popolare Verona quando, io giovanissimo studente universitario, dividevo un programma con due amici come Claudio Ricci e  Riccardo Cavrioli, poi passato a scrivere su Rockerilla e a collaborare con RadioPopolareNetwork con uno stupendo programma sulla musica inglese (tra l’altro riprendendo il titolo della nostra vecchia trasmissione del 98 “L’impaziente Inglese”).

Con “Out of time” ho ripreso un filo in fondo mai interrotto, giacchè la musica è molto più di una passione! Nel programma parlo e propongo la musica che ascolto, cercando di informare, di approfondire ma sempre col sorriso. Nonostante comporti un impegno notevole da parte mia, oltre alle 15 puntate previste, nel 2013 curerò anche un altro programma, basato però su un format già approvato con successo in radio. Condurrò delle puntate a sfondo monografico su gruppi e artisti significativi.

Infine, last but not the least, nel 2012 ho replicato, sempre uscendo sotto l’egida di Nulla die Edizioni, con un nuovo libro, intitolato “Pinguini di Carta”, a un anno esatto dal mio esordio, avvenuto con il romanzo di narrativa “Verrà il tempo per noi”.

Il primo libro è andato oltre le più rosee aspettative: con scarsa promozione e pochi mezzi, è riuscito a far parlare di sè, grazie a belle recensioni, segnalazioni su siti specializzati, interviste, una bellissima e affollata prima presentazione e l’arrivo tra i finalisti nel Premio Letterario “Angelo Musco” organizzato dal Comune di Milo e che ha visto aggiudicarsi il primo premio Nino Vetri, uscito per Sellerio, una grande case editrice.

Peccato aver dovuto giocoforza rinunciare, a causa dei suddetti problemi di salute, ad altri inviti da parte di associazioni culturali e di aver troncato un progetto con un paio di scuole superiori, dopo essere stato contattato da una docente interessata a far leggere e conoscere il mio romanzo – dalle preminenti tematiche giovanili – ai suoi studenti. Sarà per il prossimo anno!

In merito al mio secondo libro, da poco pubblicato, posso dire che si tratta di un’opera diversa, una raccolta di poesie e testi, in alcuni casi molto personali. Sto preparando un reading teatrale/letterario, verso febbraio dovremmo riuscire io e i miei collaboratori, coloro che mi aiuteranno a realizzarlo, a presentarlo in scena. Ci tengo tantissimo!

Sto ultimando un saggio musicale, ma forse la definizione è un po’ impropria, ne parlerò meglio quando sarà ultimato 🙂

Insomma, tanti progetti, tante idee, tante belle esperienze da condividere con la gente, tanta amicizia che riscontro, sia da persone storiche, da quelli cresciuti con me, sia da gente magari conosciuta da poco ma con la quale ho legato subito grazie a interessi e desideri comuni.

il 2013 sarà un anno importantissimo anche perchè… come accennato in un post un po’ datato, convolerò a nozze con la mia ragazza. Sono già emozionato, anzi, lo sono da un pezzo, ma io e Mary siamo pronti e ce la viviamo bene, e poi… come dicono tutti, gli ultimi mesi letteralmente voleranno e allora non mi resta che aprire le ali!

Buon Anno Nuovo a tutti e un augurio che il 2013 possa portarvi grande gioie e soddisfazioni, da ritrovare già dalle piccole cose quotidiani, dai gesti che segnano la vita di tutti i giorni.

Un forte abbraccio

 

Gianni G.