Ligabue – Le ragioni di un flop (?)

Da giorni in rete e, in misura minore, in tv, si discute del flop di Ligabue, impegnato nel suo “Start Tour. Le date di Bari e Pescara hanno evidenziato in effetti una penuria di spettatori (ovviamente rapportata alla folla oceanica cui il Nostro c’aveva negli anni abituati, vedi Campovolo e altro). Ma davvero basta un mezzo passo falso, una prima curva lungo un percorso costellato di successo e di vari record battuti (proprio sul versante live) per parlare di “artista finito”, “sul viale del tramonto” ecc ecc?

Per una volta quindi provo a indossare i panni dell’avvocato difensore dell’eclettico artista, proprio io che da svariati anni ho smesso di appassionarmi alle vicende artistiche del Luciano da Correggio. Ma lo faccio perchè sono rimasto colpito dall’ondata di commenti negativi sulla questione, e di giubilo dei detrattori nel vedere un insuccesso, una crepa nella sua carriera.

Da un punto di vista artistico, nessuno è immune da giudizi: tu pubblichi un disco, esponi un quadro, scrivi un libro, reciti a teatro e ti dai in qualche modo in pasto a un pubblico più o meno vasto, fatto di persone col proprio gusto ed è normale non piacere a tutti. Capita in tutti i settori in fondo, c’è gente persino che critica Messi e Cristiano Ronaldo, dei marziani nel proprio “campo d’azione”.

E in secondo ordine, nella vita di ognuno di noi ci sono alti e bassi, non solo dal punto di vista personale, ma anche professionale. E’ indubbio che Ligabue, giunto relativamente tardi al primo disco – nel ’90 quando aveva già spento la trentesima candelina – abbia attraversato quasi tre decadi a inanellare successi in serie, anche se chi ne conosce bene la storia sa che ebbe un primo stop di un’ascesa fulminante all’uscita del terzo album “Sopravvissuti e sopravviventi”. La conseguente crisi portò poi a una vera rinascita artistica, che coincise con la pubblicazione di quel “Buon compleanno Elvis” che infine lo consacrò pienamente nel mainstream.

Fu in quegli anni che il Liga dimostrò di avere forza e numeri tali da rivaleggiare, dati alla mano, con il vero rocker riconosciuto di casa nostra, il suo corregionale Vasco Rossi. E visto che i paragoni fra i due sono stati tirati in ballo più volte in questi giorni e, bene o male, succede da 25 anni a questa parte, provo anch’io a dire la mia.

In un Paese diviso come il nostro, in fondo non si aspettava altro. Dai Guelfi e Ghibellini, dalla Dc e il Pc, in Italia – come in gran parte del Mondo, giusto dirlo – ci piace dividerci, parteggiare e, in fondo, a ben vedere, i due nostri paladini musicali non potevano che essere più diversi.

Vasco, più avanti con gli anni e soprattutto con la carriera, all’inizio almeno credo non fosse “infastidito” o “spaventato” dall’avvento di un nuovo esponente del rock tricolore, ma suppongo che dalla seconda metà degli anni ’90 si sia reso conto che il tipo facesse sul serio. Tra il ’97 e il ’98 Ligabue infatti sembrava davvero baciato da grazia divina, tra un disco live mastodontico a certificarne la grandezza acquisita e il convincente debutto in serie da scrittore prima e regista poi.

Da ascoltatore un po’ distratto – cresciuto più con Vasco, pur non considerandomi un “Vaschiano” di ferro, ma estimatore anche delle genuine storie di provincia narrate dal Liga nella prima parte di carriera – sono quasi sicuro che fino agli anni ’90 in fondo le rispettive platee di ascoltatori fossero suppergiù le stesse e che chi, come me appunto, ascoltava da tempo Vasco, fosse quantomeno curioso e contento ci fosse un altro ruspante cantautore “con le chitarre”, in un periodo dominato all’epoca in classifica dalla musica leggera di un Ramazzotti o di una Pausini.

Poi però è indubbio che le “fazioni” siano cominciate a delinearsi, man mano che una rivalità, se non propria sottesa antipatia, tra i due è venuta a galla. Frecciatine a vicenda, una distanza di gusti e interessi, oltre che di vita, hanno contribuito a non farli incontrare praticamente mai.

Vasco in quel periodo era ai vertici, lo era da tempo, ma preventivamente non furono mai pubblicati nello stesso anno album inediti dell’uno e dell’altro, nè i due si sono inoltrati in importanti tour contemporaneamente. E così, eccoli negli ultimi vent’anni dividersi successi e meriti con tour sold out, concerti esauriti negli stadi, progetti estemporanei baciati da successo clamoroso (di danza nel caso di Vasco, concerti a teatro, nuovi film per Liga), e poi – se da una parte San Siro è diventata la casa ufficiale del rocker di Zocca –  ecco che Ligabue poteva rispondere riproponendo a distanza di anni l’esperimento Campovolo. Cui Vasco rispose allestendo l’imponente Modena Park.

Fin qui, tutto bene, nel proprio rassicurante (e vastissimo) orticello… fino alla recentissima differenza di successo avvenuta alle porte di quella che si preannuncia una caldissima estate.

Vasco che sta inanellando l’ennesimo clamoroso exploit, con il record di 6 date sold out allo stadio San Siro di Milano e due splendidi e sentitissimi concerti-evento in quel di Cagliari, e Ligabue che stenta a riempire stadi che fino a un paio d’anni fa erano (anche) “roba sua”.

Cosa sia successo è difficile saperlo, in teoria la fan base di Ligabue è copiosa e soprattutto fedele ma forse, a differenza di Vasco, è rimasta pressochè immutata negli anni, senza rinnovarsi (come la sua musica, verrebbe da dire in maniera sarcastica, ma in fondo è uno degli argomenti che più è venuto a galla nella shit storm di commenti sul web).

Può però bastare il fatto che Ligabue propone da tempo la stessa formula fino all’altro ieri vincente?

Ok, giunto quasi al termine della mia riflessione, è giusto specificare che non si sta parlando di uno che fatica ad arrivare alla fine del mese e che è in procinto di chiudere la carriera, ma se tanto si sta discutendo di questi concerti è proprio perchè è un fatto anomalo che un totem come lui possa vivere momenti di flessione…

Lo stesso Ligabue d’altronde ha voluto affrontare la questione, non facendone un dramma (pubblicamente) e rassicurando che i concerti, dal punto di vista della resa artistica e della qualità, sono quanto di meglio abbia mai fatto. Non ho prove per dubitarne ed è giusto che lui per primo creda nel proprio lavoro e lo sostenga ma io, da esterno, vorrei provare a dare una risposta al mio ultimo quesito (lo so, sono un po’ marzulliano in questo, mi faccio la domanda e rispondo pure!).

Credo che no, non sia una questione artistica. Chi ascolta e apprezza Ligabue, e penso la cosa valga per tutti i più accesi fan di un qualsivoglia artista, lo ascolta e sostiene comunque, anzi non si aspetta altro che non “quei soliti due accordi”, tanto criticati. Alzi la mano chi sostiene che il suo rivale Vasco abbia negli ultimi anni apportato chissà quali novità al suo consolidato stile?

Eppure Vasco ha saputo creare più empatia nell’ascoltatore, ha saputo coinvolgere di più anche l’ascoltatore distratto, finendo quasi per rivalutarsi dinnanzi ai suoi antichi detrattori. Ligabue invece, e non ne faccio una colpa ma semplicemente lo constato, ha un modo di porsi molto diverso, sia nei confronti del fan tipo, sia nei confronti dell’opinione pubblica, fino a risultare (o quanto meno sembrarlo, io di certo non lo conosco di persona) supponente, distaccato, un po’ arrogante. Dubito sia così, perchè conosco suoi ammiratori prontissimi ad affermarne l’esatto contrario.

Il mio “Ligabue preferito” era quello con la Banda, ma forse conta molto il fatto che avevo 18 anni o poco più, e che stessi crescendo con lui. Parlo per me, io ero molto coinvolto dal suo percorso, almeno fino a “Nome e cognome”, che coincise tra l’altro con un periodo molto particolare della mia vita, di grandi cambiamenti.

Da lì in poi però, se non episodicamente, non mi è più “arrivato” e difatti non ho più sentito l’esigenza di sentirlo dal vivo, come mi era capitato in passato (ricordo uno splendido concerto nella mia città, all’Arena di Verona, per il tour di “Fuori come va?”).

Avrebbe molte potenzialità ma sta pagando forse il fatto di andare sempre e solo “sul sicuro”. Magari poi il tour procederà benissimo, butterà fuori un singolo estivo (anche se ammetto di non aver sentito nessun pezzo con le stimmate del “successo” in questo deludente “Start”) e tornerà il numero 1, pronto a zittirci tutti, noi che gli stiamo facendo le pulci.

Più realisticamente però, se fossi in lui, mi prenderei una pausa e butterei il cuore oltre l’ostacolo, con un progetto davvero “personale”, in cui riversare tutto sè stesso, ispirato, vero. E’ questo che gli è un po’ mancato negli anni, la viscerale sincerità che invece appartiene al suo contraltare più volte citato nel mio pezzo.

Mi dà molto fastidio però, questo mi sento di dirlo, l’atteggiamento comune di coloro che non vedevano l’ora che avesse un intoppo per denigrarlo, insultarlo e sbeffeggiarlo. Sembra proprio ci dia fastidio se qualcuno gode di un qualche privilegio o di un riconosciuto successoc (nel suo caso meritato e corroborato da anni di carriera) e se la passa meglio di noi. Magari gente che non ne ha mai parlato, nè ha scritto nulla su di lui o a malapena ne conosce la storia, e ora scioglie le riserve e ci dice quanto a lui abbia sempre fatto schifo.

D’altronde fa sempre più notizia quando una cosa va male rispetto al contrario. Ma qui si sta parlando di un artista che ha segnato la musica italiana degli ultimi 20 anni, non certo di un fenomeno effimero pompato dai media e uscito da un talent.

Bisognerebbe, almeno per chi fa il giornalista e crede di farlo in modo serio, mettere sul piatto della bilancia tutto, non solo ciò che conviene per sostenere la propria tesi (in questo caso, il presunto flop di Ligabue): a quanto pare noto che non sempre è così.

Una risposta a “Ligabue – Le ragioni di un flop (?)

  1. Pingback: Ligabue – Le ragioni di un flop (?) — PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon – Revolver Boots

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...