Che esordio per l’Hellas Verona: poker al Latina e grande gioco in mezzo al campo

Buonissima la prima, è proprio il caso di dire, dell’Hellas Verona al Bentegodi. Un risultato roboante, sottolineato da tutti i media locali e nazionali, e che va a certificare, semmai ce ne fosse stato bisogno, il ruolo che la squadra gialloblu dovrà recitare quest’anno in serie B: da protagonista.

Un 4 a 1 che ci sta tutto, frutto di un predominio non soltanto territoriale ma tecnico, dove il divario con il Latina era davvero troppo ampio. 

Tutti a festeggiare Bessa: che esordio da sogno per il talento delle giovanili dell'Inter

Tutti a festeggiare Bessa: che esordio da sogno per il talento delle giovanili dell’Inter

Ecco, forse a cercare di smorzare gli entusiasmi potrebbe entrare in gioco questo fattore: cioè che la squadra laziale non sia certo annoverata, almeno quest’anno, tra le compagini più in vista e accreditate. Ma sarebbe ingeneroso sottovalutare i meriti degli uomini di Pecchia che si trovavano a dover esordire necessariamente con una vittoria. Le pressioni ci saranno in questo lungo cammino cadetto ma mi piace il modo in cui tutti, dal tecnico, al direttore sportivo, ai giocatori (convincente il modo in cui i neo arrivati Fossati e Bessa – una coppia di qualità a centrocampo che non si vedeva da tempo da queste parti – hanno dichiarato di voler andare a Salerno per vincere), si stanno ponendo, scegliendo di non fare proclami ma allo stesso tempo non nascondendosi.

Mi scoccia, e vale per tutti i tifosi, rendermi conto che il mercato probabilmente ci porterà via quel Romulo, appena recuperato e smanioso di riprendere il proprio brillante cammino, già ieri trascinatore. Credo si sia speculato sul suo nome, io non l’ho mai percepito alla stregua di un mercenario. Tre anni fa ci condusse a una salvezza clamorosa, forte di un campionato eccellente, assieme ai vari Toni, Iturbe, Jorginho, Maietta… naturale che bussasse alla porta una grande, e in quel momento (ma direi… mai) era impossibile rifiutare la corte della Juventus.

La storia recente dell’italo-brasiliano è una sorta di remake del fortunato film “Sliding Doors”: acquistato dalla Juve, in procinto di diventare per lo meno un cambio dei titolari, o uno dei 12/13 titolari, e quasi certo di disputare i Mondiali in Brasile con la maglia azzurra, è incappato in un brutto infortunio che l’ha in pratica tenuto lontano dai campi di gioco per una stagione intera. Lo scorso anno il rientro in gialloblu fu in sordina, con il procuratore che cercava altre sistemazioni.

Ma il giocatore in sè non l’avevo mai sentito dichiarare frasi “inopportune” riguardo l’idea di restare da noi (in fondo l’Hellas lo ha reso giocatore importante) e sarebbe un peccato perderlo. Rimanesse e giocando con continuità, ottenendo quella promozione che tutti ci aggiudicano, volerebbe di certo verso altri lidi, se quella è l’ambizione di giocatori di un certo pedigree.

Diverso il caso di Viviani. Del talentino azzurro, protagonista assoluto delle giovanili giallorosse, quando un certo Florenzi gli stava dietro nelle gerarchie, si è visto davvero poco da quando è un calciatore professionista. Che sia la pubalgia, che siano fattori comportamentali, che mentalmente si consideri uno da serie A, conta relativamente.

Ha disputato un precampionato assolutamente non in linea con le aspettative, non pare il giocatore sul quale puntare le proprie fisches per ripartire. Di contro in B i nomi contano relativamente e gente come i già citati Fossati e Bessa, ma pure l’altro neo-acquisto Zuculini hanno le caratteristiche ideali per fungere da protagonisti dei nostri colori.

Tecnica, determinazione, motivazione, ambizione: ingredienti che sono basilari per vincere un campionato. Parlo della mediana, ma pure la difesa rischia di essere menomata da qui alla trasferta di Salerno. Helander in panca ieri significa una sola cosa: cessione.

Che in B lo svedesino abbia le giuste credenziali per guidare un intero reparto non ci sarà dato di sapere, fatto sta che lì (come sempre) entreranno in gioco i procuratori, e volente o nolente, si sta parlando di un giovane quotato a livello internazionale, che solo due anni fa vinse da titolare la finale dell’Europeo Under 21.

Via lui, dentro Cherubin… beh, personalmente, la cosa “s’ha da fare”. Il bolognese ha tanta esperienza, un discreto piede, sa destreggiarsi in più ruoli in difesa, pur essendo nato centrale. Con il passaggio dal modulo a 4 a quello a 3, lui mancino, spesso ha giostrato da centrale di sinistra. Non credo che dia il meglio di sè da terzino sinistro in una linea a 4, ma sicuramente sarà in grado di adattarsi, altrimenti vorrà dire che giocherà centrale insieme al convincente Caracciolo, al posto di quel Bianchetti destinato in A.

Ora, il ragazzo è stato spesso preso di mira. Ammetto, conoscendolo dalle giovanili dell’Inter e del Varese, prima ancora che nell’Under 21, che mi sarei aspettato qualcosa in più da lui con i “grandi”. Ma in B è parso davvero un leader in difesa: pulito, sicuro in ogni situazione di gioco, sereno. Giocare da titolare, magari con un traguardo importante a fine stagione, credo possa rappresentare per lui il vero salto di qualità. E’ ancora giovane, e anche se la sua parabola calcistica rischia di assomigliare a quella di Andrea Ranocchia, un predestinato che non ha saputo imporsi ad altissimi livelli, merita fiducia. Venderlo a campionato iniziato, quando il tecnico Pecchia ha dimostrato di aver puntato su di lui, non mi pare certo la mossa giusta.

Il portiere Nicolas può reggere il peso della responsabilità in una squadra che punta al vertice: non è più il ragazzino di un paio d’anni fa, è reduce da un grande campionato da titolare a Trapani e ieri, al di là del rocambolesco e casuale gol subito (per carità, bella l’idea e il tiro del figlio di bomber De Vitis), si è messo in luce per concentrazione e prontezza di riflessi. L’avversario non era probante, lo si è capito subito, ma la difesa ha subito pochissimo gli avanti avversari. Pisano in B è un lusso, Souprayen deve metterci più grinta (ma probabilmente… non ce l’ha, c’è poco da girarci intorno). In ogni caso arretrare il ciclone Fares a sinistra sarebbe uno spreco. Mi è piaciuto sinceramente anche il modo in cui il “vecchio” Juanito Gomez si è messo a disposizione della squadra, tra i pochissimi del vecchio corso a rientrare nel progetto e immagino utilissimo alla causa nel corso del torneo (boato ieri per il suo gol al termine di una bellissima azione in fraseggio).

Aspettando Ganz, l’intesa tra il turbo Luppi e il Pazzo è stata ottima. Per entrambi una rete, belle giocate, sempre sul pezzo.

Del centrocampo ho già detto. Contro Salernitana e Benevento sarà più difficile sicuramente, ma i nostri non buttano una palla, si smarcano, si cercano, fanno pressing.

C’è una mentalità nuova, e io è da settimane che rispondo a chi mi chiede un parere, che mi interessa per una volta divertirmi allo stadio, vedere un calcio moderno, propositivo, efficace, magari spettacolare. 

Il Popolo Gialloblu, sempre presente, numeroso e rumoroso! Un sostegno incredibile per la squadra

Il Popolo Gialloblu, sempre presente, numeroso e rumoroso! Un sostegno incredibile per la squadra

Ieri tutto questo c’è stato, per la gioia di tanti tifosi sempre appassionati (già ieri eravamo tantissimi allo stadio), mia e di mia moglie che, dopo i magri bottini dello scorso anno, quest’anno si è gustata ben 4 gol in un colpo solo!

Se il buongiorno si vede dal mattino, è proprio vero: ce la possiamo giocare! Il risultato eclatante di ieri – inutile dirlo –  è stata la vittoria in trasferta del neopromosso Cittadella ai danni del Bari, che io stesso avevo giudicato come la squadra più temibile in chiave promozione diretta.

Alla prima giornata ci sta, per carità, ma io mi sarei scoraggiato e incazzato non poco se avessimo perso la prima casa contro il Latina… bene invece, come era prevedibile, le altre big, Carpi e Frosinone, entrambe vittoriose in scioltezza con due gol di scarto sugli avversari. Altro che fuochi di paglia: questi vogliono tornare subito in A come il Verona. Ci sarà da divertirsi in questa lunga maratona!

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