L’impresa del Leicester dovrebbe mettere tutti d’accordo, ricordandoci che nulla è impossibile!

Il Leicester ha davvero, con la splendida affermazione in Premier League, centrato un’impresa forse senza eguali, per lo meno nel calcio moderno.

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Uno scudetto costruito mattone su mattone, partita dopo partita, con risultati dapprima sorprendenti e poi che quasi non facevano più notizia, visto il perdurare di queste meraviglie. Lasciatisi alle spalle i colossi annunciati – i vari Manchester City, i cugini dello Utd, i Reds, il Chelsea e l’Arsenal, per i quali non a sproposito si è parlato di flop – a contendersi quasi fino all’ultimo il “sogno” sono stati gli Spurs che, pure a lungo digiuno di scudetti, potevano comunque vantare un palmares di tutto rispetto, specie se paragonato alle Foxes,  a secco di vittorie in campionato, sapientemente allenate da Claudio Ranieri.

Ci sarebbe di che gioire e basta, di provare se non altro empatia per la favola a lieto fine del Leicester; invece girovagando in rete mi accorgo che molti si sono affrettati a dire di quanto si siano “rotti le palle” a sentire parlare di questa storia.

Dico la verità, a me non piace nemmeno l’atteggiamento di notissimi giornalisti sportivi che tendono a sottovalutare la cosa o quanto meno a non darne i connotati dell’eccezionalità, sostenendo che in fondo il club è… ricco, perchè ha dietro un magnate thailandese…

Beh, tutto è in proporzione ovviamente, e a quanto mi risulta, il Leicester a inizio campionato era il quint’ultimo club in base alla situazione economica: che poi sia migliore della maggior parte delle nostre bistrattate squadre non dovrebbe fare testo.

Insomma, molta supponenza, quando invece, al di là di quelle che possono essere simpatie (io stesso ho sempre guardato con vicinanza all’Arsenal, specie dopo aver fatto di “Febbre a 90°” un mio libro cult) bisognava come minimo applaudire a questo scudetto.

Poi mi pare azzardato d’altro canto fare la gara a quale sia stata la più grande affermazione in ambito calcistico della storia: a me piace pensare che in questa cavalcata trionfale ci fosse stato lo spirito dell’Hellas Verona di Bagnoli che, 31 anni fa, salì meritatamente sul gradino più alto della serie A. Ma forse in quel caso è il cuore che mi fa parlare, e allora, suvvia, nessuno potrà mai eguagliare ciò che mi hanno regalato Elkjiaer, Briegel, Fanna, Garella, Tricella e gli altri mitici gialloblu.

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2 risposte a “L’impresa del Leicester dovrebbe mettere tutti d’accordo, ricordandoci che nulla è impossibile!

  1. I bastian contrari di professione sono insopportabili, e il web li ha stanati tutti… Ci sono delle cose che dovrebbero unire, nel bene come nel male, e invece c’è sempre qualcuno pronto ad eccepire su tutto, nel nome di una presunta libertà d’opinione che, spesso, è solo libertà di dire cavolate. Questo in generale. Nel merito, non vedo come ci si possa rifiutare di gioire davanti a uno “scudetto” inglese conquistato dal Leicester, è un evento di cui si parlerà ancora fra cinquant’anni, il trionfo dei peones, impresa fantascientifica per un football chiuso ed elitario come quello d’oggidì. Casomai, la rabbia può essere indotta dal paragone con la realtà italiana, dove invece, stando così le cose, non potrà esserci mai nessun Leicester. Non ce la fanno il Napoli e la Roma, figuriamoci quali possibilità avrebbero un Bologna, un Genoa, un Sassuolo pur con le sue notevoli potenzialità economiche. Troppe cose dovrebbero cambiare, ma ormai il sistema è insalvabile e destinato a implodere, se non interverrà qualche evento traumatico.

    • grazie del bellissimo contributo amico, che condivido appieno. Un amico ha twittato una cosa che mi è parsa simpatica e che non va a intaccare quello che ho scritto, anche se mi ha fatto in qualche modo riflettere: cioè che gli italiani che oggi stanno esultando per il Leicester sono del tutto simili a quelli che un paio d’anni fa si esaltò per la vittoria in Spagna di Podemos… ecco, credo che in effetti, siamo costretti a limitarci a vivere di riflesso certe imprese “irrealizzabili”, anche se spero davvero di venire smentito

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