Bilancio della serie A al giro di boa. Promossi, bocciati, top, flop e rivelazioni

Si è concluso ieri il girone di andata del campionato di serie A 2015/16 con il Napoli campione d’Inverno, come non gli accadeva dai tempi del suo ultimo scudetto. Che sia di buon auspicio? In questo caso sono leciti gli scongiuri da parte dei tifosi partenopei ma sembrano sussistere molte condizione affinchè questo avvenga nell’imminente futuro.

Higuain, straordinario cannoniere e vero trascinatore del Napoli Campione d'Inverno 2015/2016

Higuain, straordinario cannoniere e vero trascinatore del Napoli Campione d’Inverno 2015/2016

Primo fra tutti, il motivo principale di una possibile affermazione partenopea per lo scudetto è il bel gioco messo in mostra per lunghi tratti del torneo dai ragazzi di Sarri. L’ex tecnico dell’Empoli, accolto con parecchio scetticismo ma reduce da un sfavillante campionato in Toscana, ha presto smentito tutti, dopo il normale periodo di apprendistato. Il Napoli ha perso terreno sull’Inter solo due mesi fa ma la frenata dei nerazzurri e la conseguente ripresa degli azzurri, li aveva proiettati nuovamente in alto, fino al sorpasso giunto in extremis.

La stessa Inter però, a ragion veduta, può rappresentare una sorpresa, nel senso che non era pronosticata proprio come candidata principale al titolo. Non sempre le performance degli uomini di Mancini sono state entusiasmanti sul piano del gioco, ma i risultati arrivavano in serie e la difesa pareva irreprensibile. Non si spiega poi molto la doppia caduta consecutiva casalinga, contro Lazio e Sassuolo.

Ciò ha facilitato la lunga rincorsa dei detentori del titolo. La Juventus, attesa a un torneo interlocutorio, come sembrava testimoniare il complicato inizio di stagione, ha invece trovato gli ingranaggi giusti, risultando nuovamente vincente, oltre che rinnovata, spinta all’astro nascente di Dybala, uno degli uomini simbolo del campionato, assieme al “mostro” Higuain, capace di siglare ben 18 reti a metà campionato.

L'argentino Dybala, stella del torneo, sta riuscendo nell'impresa di non far rimpiangere Tevez alla Juventus

L’argentino Dybala, stella del torneo, sta riuscendo nell’impresa di non far rimpiangere Tevez alla Juventus

La Fiorentina, a lungo col fiato sul collo delle capolista, appare più debole negli interpreti (specie quando gli sono venuti a mancare i big della squadra Ilicic, Kalinic o Bernardeschi) e forse ancora troppo acerba a questi livelli. In fondo, eccezion fatta per la splendida affermazione a San Siro contro l’Inter, ha sempre fatto flop negli appuntamenti importanti, quando era chiamata al salto di qualità. Rimane comunque una delle rivelazioni del torneo, nonché una delle compagini che propongono un bel calcio, merito certamente anche dell’esordiente tecnico in serie A Paulo Sousa.

il giovane Bernardeschi, speranza viola e del calcio azzurro, una della rivelazioni della bella Fiorentina del girone d'andata

il giovane Bernardeschi, speranza viola e del calcio azzurro, una della rivelazioni della bella Fiorentina del girone d’andata

Chi ha deluso invece, senza se e senza ma, sono le due romane e il Milan.

Sulla Roma era lecito attendersi un campionato di vertice, sia per la qualità oggettiva dell’organico, sia per carenze altrui. I giallorossi però hanno inanellato una serie di prestazioni negative, sul piano della qualità del gioco come in quella dei risultati, rimanendo irrimediabilmente attardata in classifica. La Lazio ha alternato buone prestazioni, sulla falsariga dell’ottima passata stagione, ad altre disarmanti. Anche il Milan viaggia in un mare di problemi, con una società non più in grado di imporsi sul mercato, nonostante i tanti milioni (mal) spesi. Squadra spesso senza né capo, né coda, in cui anche il tecnico Mihajlovic, un po’ come accaduto a Garcia alla Roma, sembra in balia della situazione e incapace di trovare una dimensione tecnico/tattica alla rosa messagli a disposizione.

Le vere rivelazioni della serie A sono Sassuolo ed Empoli. Gli emiliani, al terzo anno di A sono ormai una certezza, in grado di infilare risultati clamorosi in serie, di non sfigurare contro le (presunti) grandi e di competere sul mercato. Possono puntare all’Europa League e nessuno griderebbe allo scandalo, considerando la bontà dell’organico di Di Francesco.

Chi ha davvero stupito è l’Empoli del neo-tecnico Giampaolo, che sembrava ormai perso per il grande calcio. Invece, redivivo più che mai, sta facendo persino meglio del suo predecessore Sarri (che innegabilmente gli ha lasciato in dote una buona eredità), avendo di fatto già salvato la squadra dalla serie B. Oltretutto lo ha fatto dopo aver perso molti pezzi pregiati in estate (Valdifiori, Hysaj, Vecino, Rugani, Sepe), sostituendoli con giocatori giovani e sicure promesse come il trio di centrocampo Zielinski-ParedesBuchel o il portiere Skorupski, potendo però contare sull’eterno Maccarone, sulle fragorose conferme di gente come Tonelli, Laurini e Pucciarelli e sulla piena affermazione dei futuri uomini mercato Mario Rui e Saponara, la stella della squadra.

Ricky Saponara, rimanendo a Empoli, ha fatto la scelta e ora si sta consacrando come un fuoriclasse giusta. Rappresenta la ciliegina sulla torta della sorpresa Empoli

Ricky Saponara, rimanendo a Empoli, ha fatto la scelta giusta e ora si sta consacrando come un fuoriclasse. Rappresenta la ciliegina sulla torta della sorpresa Empoli.

Hanno alternato a prestazioni superbe, gagliarde, positive, altre scialbe, deludenti e talvolta incomprensibili, squadre come le due genovesi e il Torino, attese a un campionato più che tranquillo, dopo aver navigato in zona Europa per tutta la stagione scorsa.

La Sampdoria, precocemente eliminata in coppa, ha saputo rialzarsi in fretta, ottenendo nella prima parte di stagione una serie di ottime prestazioni, condite da valanghe di gol, compensate però da fragilità difensive dettate da mancanza di equilibrio tattico. Zenga, mai entrato in sintonia con l’ambiente, è stato esonerato e il suo successore Montella solo sul finale ha dato segni di poter risollevare la squadra, imperniandola soprattutto sul marcatore Eder e su un Cassano forse mai così maturo. Il Torino aveva iniziato con gran piglio, per poi squagliarsi a ¾ del cammino. Il Genoa a tratti è parsa sin troppo allo sbando per essere vera, e distratta forse in alcuni suoi uomini dalle ricorrenti voci di mercato, finendo pericolosamente appena sopra la zona retrocessione.

Atalanta, Udinese, Chievo, Bologna e Palermo stanno disputando un torneo più che sufficiente, se vogliamo persino da 7, nonostante non siano proprio continue a livello di risultati. La salvezza appare comunque molto alla portata.

Rimangono le due “cenerentole” annunciate, Carpi e Frosinone, effettivamente da sempre nella zona calda della classifica, con i ciociari in grado però di alzare la testa per vedere cosa ci sta sopra e di disputare delle buonissime partite, specie tra le mura amiche. Troppi però i gol presi. Il Carpi ha un gioco forse meno propositivo ma è dura a morire e ha costretto più volte avversari più quotati tecnicamente a sudare per averne la meglio. Tuttavia, non possiamo darle per spacciate, visto che con le unghie e con i denti, sono a stretto giro di posta dal quartultimo posto.

Chi non ha proprio attenuanti è il fanalino di coda Hellas Verona, cui nemmeno il sofferto cambio in panchina, con l’avvicendamento tra lo storico allenatore Mandorlini (che aveva riportato la squadra in serie A, prendendola in terza serie) e l’esperto Delneri, ha portato la sospirata svolta. Otto punti sono davvero pochissimi, un record negativo che difficilmente potrà essere sopperito da un buon girone di ritorno.

I NOMI DEL CAMPIONATO squadra per squadra

Ovviamente non sempre top e flop corrispondono a un vero riconoscimento oggettivo o a una delusione effettiva. Laddove le squadre stanno primeggiando o giocando secondo aspettative, è difficile (e persino talvolta ingeneroso) indicarlo, così come nel caso di squadre in grave difficoltà risulta altresì arduo parlare di top o rivelazioni ma tant’è… eccovi i nomi che, nel bene o nel male, si sono contraddistinti in questa prima fase del campionato.

ATALANTA: TOP DE ROON, RIVELAZIONE GRASSI, FLOP DENIS

BOLOGNA: TOP GIACCHERINI, RIVELAZIONE DIAWARA, FLOP DESTRO

CARPI: TOP LETIZIA, RIVELAZIONE MATOS, FLOP MARRONE

CHIEVO: TOP MEGGIORINI, RIVELAZIONE INGLESE, FLOP MPOKU

FIORENTINA: TOP KALINIC, RIVELAZIONE BERNARDESCHI, FLOP MARIO SUAREZ

FROSINONE: TOP CIOFANI, RIVELAZIONE PAGANINI, FLOP ROSI

EMPOLI: TOP SAPONARA, RIVELAZIONE ZIELINSKI, FLOP ZAMBELLI

GENOA: TOP PAVOLETTI, RIVELAZIONE GAKPE, FLOP PEROTTI

INTER: TOP HANDANOVIC, RIVELAZIONE LJAJIC, FLOP KONDOGBIA

JUVENTUS: TOP DYBALA, RIVELAZIONE EVRA, FLOP CUADRADO

LAZIO: TOP BIGLIA, RIVELAZIONE HOEDT, FLOP MAURICIO

MILAN: TOP BONAVENTURA, RIVELAZIONE DONNARUMMA, FLOP BALOTELLI

NAPOLI: TOP HIGUAIN, RIVELAZIONE JORGINHO, FLOP CHIRICHES

PALERMO: TOP VAZQUEZ, RIVELAZIONE GOLDANIGA, FLOP DURDEVIC

ROMA: TOP PJANIC, RIVELAZIONE SADIQ, FLOP DZEKO

SAMPDORIA: TOP SORIANO, RIVELAZIONE IVAN, FLOP MURIEL

SASSUOLO: TOP BERARDI, RIVELAZIONE PELLEGRINI, FLOP DEFREL

TORINO: TOP BASELLI, RIVELAZIONE AVELAR, FLOP BELOTTI

UDINESE: TOP THEREAU, RIVELAZIONE LODI, FLOP DI NATALE

VERONA: TOP MORAS, RIVELAZIONE GOLLINI, FLOP PAZZINI

 

 

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2 risposte a “Bilancio della serie A al giro di boa. Promossi, bocciati, top, flop e rivelazioni

  1. Empoli sorpresa delle sorprese. Secondo me nemmeno i tifosi toscani si attendevano un campionato simile, dopo aver perso gente come Rugani, Vecino e il deus ex machina Sarri. E sono contento per Giampaolo, che mi è sempre parso abbia dato, in carriera, meno di quanto fosse nelle sue possibilità. Saponara da Nazionale, anche se aspetto di vederlo di nuovo alla prova del nove in una grande. Il Sassuolo lo attendo al varco da anni, anzi secondo me ci ha messo fin troppo a imporsi nell’alta classifica, per mezzi finanziari e tecnici. Come ti ho scritto ieri su FB, il suo ruolino contro le grandi parla da solo, e poi è una squadra italiana nel vero senso della parola. L’altra squadra a forte impronta tricolore è il Milan, che però sta stentando al di là di quelli che sono i suoi limiti qualitativi. Che non fosse un Diavolo da scudetto lo si sapeva, però cavoli, sarà perché li ho visti giocare per anni, ma elementi come Bertolacci (soprattutto) e Kucka sono buonissimi giocatori, un passo avanti enorme rispetto ai Birsa e ai Constant del recente passato. E poi ci sono ottime individualità come Bonaventura, da te giustamente elogiato, e Bacca. Secondo me, finora, le colpe del trainer sono state minimizzate dalla grande stampa… Concordo con larga parte delle tue valutazioni, sei stato forse troppo generoso con Udinese e Palermo, il cui torneo mi pare modestissimo (e in Sicilia sta succedendo di tutto, sentito ieri Sorrentino in tv), e troppo “cattivo” con Di Natale, che è probabilmente in parabola discendente, come anche Toni. Per il Verona impresa impossibile, credo (servirebbero a occhio e croce 30 punti, follia anche solo pensarlo), però rimane una mina vagante in grado di fare pur sempre qualche sgambetto, e il Genoa fra due settimane dovrà stare molto attento: ieri il gioco è stato di buon livello, ma c’è stata quella sfortuna emblematica delle classiche annate no. Peccato perché non è certo un Hellas da ultimo posto. Il cambio in panca è stato rinviato troppo.

    • grazie amico per il tuo commento. Inizio da Udinese e Palermo, di certo non accomunabili ad Atalanta e Chievo per gioco e risultati espressi ma per una certa discontinuità e alternanza di risultati sì. Che poi le due siano squadre modestissime a livello tecnico, concordo assolutamente con te nel dirlo ma in fondo anche il Palermo, prima del tracollo che portò Iachini all’esonero, non stava demeritando, anzi. L’ambiente è quello che è: ieri Sorrentino poteva stare zitto e limitarsi a fare il suo mestiere (purtroppo per noi dell’Hellas ieri lo ha fatto egregiamente).L’Udinese, classifica alla mano, non è mai stata pericolante, perdendo sì gare come quella contro il Carpi, ma vincendo pure all’esordio a Torino e ogni tanto espugnando altri campi sulla carta non molto alla portata. Genoa, Sampdoria e Torino mi hanno deluso perchè le consideravo pronte come minimo per ripetere la stagione scorsa. L’Empoli gioca benissimo, in fondo nemmeno contro l’Inter avrebbe meritato di perdere. Qui ho preso un grosso abbaglio a inizio torneo, pronosticandola inesorabilmente fra le retrocesse. Non credevo Giampaolo potesse riaffermarsi dopo anni di oblio, nè che Saponara potesse completare il processo di crescita con una squadra (in teoria) indebolita. Invece a quanto pare Paredes – gran talento paragonato a Riquelme quando fu acquistato dalla Roma e transitato al Chievo – vale come minimo il Valdifiori dell’anno scorso, così come il polacco Zielinski non è peggio di Vecino. Il Sassuolo, come dici tu, non dovrebbe stupire più di tanto, ma credevo che sarebbe stato difficile collocarsi sin da oggi in zona Europa. Evidentemente ho considerato degne della propria storia le varie Milan e Lazio. I rossoneri non vanno certo male per Bertolacci e Kucka, ci mancherebbe, ma peccano in organizzazione di gioco, in personalità – lontanissima da quella che si richiede a una grande squadra – e in talento in reparti come la difesa e la trequarti. Sull’Hellas già mi perdo in discussioni nei vari forum gialloblu. E’ inspiegabile fino a un certo punto il tracollo. Certo, nessuno si aspettava un girone d’andata sulla falsariga dell’Ancona 2003/04 che chiuse a 5 punti il torneo di mezzo (a 18 squadre però). Quella però si può definire a posteriori la peggior squadra mai apparsa in serie A, roba che Carpi e Frosinone al confronto sono di un’altra categoria. Ti pare quindi che il Verona lo sia? La risposta per tutti è no, ma allora molte cose non sono andate, al di là del fatto che almeno il baricentro della squadra si sia alzato un po’ con Delneri. Rimane però un roulino disastroso: 2 pt in 5 gare, con ben 2 sconfitte interne, Empoli e Palermo. Ieri non si meritava certo la sconfitta, ma per una ragione o per l’altra la squadra non riesce a sbloccarsi e in città si teme che la società (già praticamente assente e freddina ai tempi dei recenti fasti) si voglia disimpegnare, con il rischio di vederci ripiombare negli inferi. Ovviamente mi attendo una reazione. Ieri ero allo stadio, alla fine standing ovation dei nostri tifosi… lodevole per carità, ma io un po’ di contestazione l’avrei fatta…

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