Addio mia piccola Simba!

Non è facile in questo momento per me scrivere queste righe e so che già che il flusso di parole farà sì che ci saranno un sacco di strafalcioni, ma d’altronde quando si sta con le lacrime agli occhi è difficile mantenere la lucidità.

Oggi se ne è andata per sempre Simba, la mia cagnolina!

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Sapevo che questo giorno sarebbe arrivata, ormai aveva superato i 18 anni che, per una cagnetta della sua piccola taglia, rappresenta davvero un’enormità. Eppure, anche se ero preparato da qualche giorno al tristissimo evento, visto che da due giorni stava trascorrendo male le sue giornate, senza bere e mangiare, vomitando e stando male di notte, non ce l’ho fatta a trattenere le tante lacrime quando mia mamma mi ha contattato stamattina mentre ero al lavoro. L’avevano già accompagnata dal veterinario, il quale tuttavia ci disse che il quadro clinico, nell’ambito di una specie di alzheimer canino conclamato, era buono, per lo meno per quanto riguarda cuore –  fortissimo, a discapito di due pesanti interventi chirurgici subiti negli anni – e respiro. L’idea del medico era comunque di tenerla in osservazione per oggi e stanotte e nel frattempo alimentarla artificialmente con flebo. Però non c’è stato il tempo per rianimarla un pochino e stavolta dopo mille battaglie vinte, la mia piccola leonessa ha alzato bandiera banca. Questa la fredda cronaca di una mattinata funesta, vissuta tra una mera illusione che potesse andare avanti e la consapevolezza, soprattutto da parte di mia madre, che la accudiva da sola con i miei fratelli da quando io mi sono sposato a luglio e trasferito altrove, che non si poteva continuare a vederla soffrire a lungo in questo modo. I peggioramenti, causa avanzata età, erano in realtà iniziati all’incirca un paio d’anni fa, con un calo fisiologico delle facoltà. Insomma, ormai ci vedeva e sentiva poco, non abbaiava frequentemente –  a parte finchè ha condiviso gli spazi col nostro gatto, che ci ha lasciati molto prima rispetto a lei – e cosa peggiore faceva fatica ormai a orientarsi per casa.

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Tuttavia per noi era importante vederla di tanto in tanto muoversi allegramente, ritrovare qualche sprazzo della sua energia, della sua grinta, della sua voglia di giocare, anche se correva poco ormai e non riusciva più a fare le scale. La trattavamo con il rispetto e la riverenza che si danno agli anziani di casa, perché così era diventata allo stato attuale, dandole tutte le attenzioni e l’amore possibili, non fosse altro per provare a ricambiare tutto l’affetto incondizionato che lei ci ha regalato in questi lunghi 18 anni di vita trascorsi nella nostra famiglia, nella quale lei faceva parte a tutti gli effetti. Quando arrivò era il febbraio 1997, non aveva ancora 2 mesi, essendo nata il 23 dicembre 1996. Io ero un giovane studente di 19 anni, appena iscritto all’Università, pieno di sogni, di slanci ma anche di incertezze e qualche paura. Simba ha attraversato tutte le fasi cruciali della mia esistenza, il mio passaggio dall’adolescenza alla fase adulta, dalla condizione di studente a quella di lavoratore, ha incrociato davvero tutte le persone più importanti, quelle che hanno segnato, nel bene o nel male, la mia vita. Ha riempito le nostre giornate e i nostri cuori. Quanto era bella e vivace, non temeva proprio nulla, casa nostra era il suo territorio ed era difficile per gli esterni conquistare la sua fiducia, ne sanno qualcosa le fidanzate, gli amici, coloro che passavano qualche volta in visita. Una delle emozioni più forti che abbia mai provato fu quando, al termine di un delicatissimo intervento, con la rimozione dell’utero, io e mia sorella Mersia andammo a riprenderla. Era ovviamente molto provata, non si reggeva in piedi, aveva gli occhi lucidi, eppure non appena mi vide entrare nella sala operatoria, riuscì a sobbalzare, mi venne faticosamente incontro e provò ad arrampicarsi sulla mia spalla, in attesa di ritornare a casa. In quel caso fu la bravura e la prontezza dei medici a salvarla, e magari non ci immaginavamo che si sarebbe ripresa alla grande e sarebbe stata con noi ad allietare le nostre giornate per altri 6/7 anni. Mi mancherai tanto, tantissimo, ma dopo il forte dolore, so che avrai sempre uno spazio nel mio cuore e conserverò un’immagine bella, allegra della bellissima cagnolina che sei stata.

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TI VOGLIO TANTO BENE SIMBA, spero che in questa vita siamo riusciti a darti tutto l’amore che ti meritavi. Ce l’abbiamo messa tutta, io, mia mamma, i miei fratelli, mia sorella, tante persone amiche che ti volevano bene. Veramente tutti ti ricordano, persone che non vedevo da anni si meravigliavano quando, mentre si parlava, saltava fuori il tuo nome. Pareva impossibile, ad esempio ad alcuni amici dell’Università ritrovati negli anni, che tu fossi ancora con noi dopo tanto tempo. Ahi voglia, dicevo io, Simba è una roccia,  è sempre uguale. Poi con l’età ti sei ammalata ma hai tirato avanti, anche “accettando” che qualche altro bell’animale occupasse un po’ dei tuoi spazi, prima il gatto, poi le incursioni di Bella, la cagnolina di Mersia e mio cognato Luca, infine la convivenza pacifica con Lady, che mio fratello Jonathan ha portato con sé a casa. Lady che aveva tanto rispetto per la “vecchietta” di casa, quasi soggezione! Ora probabilmente le sembrerà strano non averti più vicina, a mangiare, dormire, gironzolare per la casa. Buon viaggio piccola mia, non ti dimenticherò mai! Grazie per tutto, per esserci stata vicina tutti questi anni, fedelissima, davvero, non è un modo di dire! Solo chi ama veramente gli animali può comprendere come ci si sente alla loro perdita e può provare quanto amore e affetto incondizionato ci possono dare!

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4 risposte a “Addio mia piccola Simba!

  1. Non ho mai avuto animali, mi sono ripromesso di prendermi un cagnetto quando sarò in età un po’ più avanzata, perché adesso non avrei, per tutta una serie di motivi, né il tempo né i mezzi per potermici dedicare. Non avendo mai avuto il contatto diretto posso solo immaginare quanto sia appagante dare e ricevere affetto da loro, quanto possano diventare davvero membri a tutti gli effetti della nostra famiglia, parte fondamentale delle nostre esistenze, esserini da accudire, pienamente partecipi di ciò che di bello e di brutto ci accade.
    Sei stato fortunato a poterti godere Simba per così tanto tempo, ed è stata fortunata lei a poter avere te e i tuoi cari come compagni di viaggio (ti dirò, il termine “padroni” non mi ha mai ispirato). In questo post hai raccontato una fetta significativa del tuo cammino, della tua crescita, e lei c’è sempre stata: questa presenza, questa partecipazione continua è il ricordo più bello che potesse lasciarvi. Una simpaticissima “nonnina”, con una fibra che le ha consentito di prolungare fino all’estremo limite la sua esistenza terrena, e che credo si sia spenta nella consapevolezza di essere stata amata sempre, fino all’ultimo. So che per gli animali si usa l’espressione “ponte dell’arcobaleno” per indicare l’aldilà, e so che Simba su quel ponte già corre leggera e spensierata. Un abbraccio.

    • grazie Carlo! Sì, io e la mia famiglia abbiamo sempre avuto, da che ricordi, degli animali in casa, ma fu con me piccolo che i miei decisero per la prima volta di accogliere una cagnolina, che chiamammo Lilli. Avevo 7 anni ma purtroppo un maldestro automobilista me l’ha tirata sotto davanti ai miei occhi. Non correva ma non la vide proprio, perchè era vicino a dei cespugli, aveva solo 9 mesi. Dopo il piccolo trauma i miei decisero di riprovarci, e tramite amici accogliemmo un’altra Lilli, molto diversa caratterialmente, che durò ben 14 anni. Abitavamo ancora con mia nonna e un mio giovane zio, fratello di mio padre. Quando ci trasferimmo nel 90 Lilli rimase con la nonna ma noi eravamo ancora relativamente piccoli, il figlio più grande ero io, di 13 anni, i miei fratelli andavano ancora alle elementari e per non scombussolare troppo il loro cammino, i miei decisero che avrebbero terminato le scuole nel paese d’origine, per cui in pratica stavamo spesso là fino a che i miei rientravano da lavoro, anche se io spesso li tenevo da soli a casa… (eravamo maturi, almeno così mi dicono i miei ex vicini quando li rincontro! 🙂 ). Finì che nel ’96 cominciammo a sentire l’esigenza di avere anche noi un cagnolino per casa tutto il giorno, e così giunse a inizio 97, quando aveva appena 1 mese e mezzo Simba. I miei genitori l’avevano vista dai parenti, la più bella di una cucciolata. Insomma, Simba ci ha davvero accompagnati lungo un cammino durato 18 anni, tanto per un animale di piccola taglia, quale era lei e sono contento di leggere le tue sincere parole sull’amore che ci possono dare. Non aggiunto altro a ciò che ho scritto, lascio che sia tu un domani, quando avrai modo, di sperimentare, o meglio, di vivere in prima persona tutto il bene che un cagnolino ti può regalare. Grazie ancora amico della vicinanza!

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