In extremis la mia top 10 dei dischi del 2014

Va beh, anche per il 2014 che ormai sta per venire non mi sottraggo al giochino della top 10 dei dischi dell’anno!

Ci ho pensato a lungo se divulgarla o meno, in fondo sono tutte scelte personali e non credo l’obiettività sia di questo mondo, men che meno di quello musicale, dove tutti siamo critici e ascoltatori. Una volta queste cose mi prendevano un sacco, ero un curioso di natura e mi divertivo a fare il conto di quante segnalazioni un tal disco avesse preso nelle riviste specializzate migliori (cioè… quelle che leggevo avidamente io!). Ora è faccenda sin troppo complicata o forse del tutto aleatoria, visto l’ingente numero, sempre maggiore di anno in anno, di pubblicazioni, mi verrebbe da dire “ufficiali” o meno. Aumenta il ricorso all’autoproduzione ma in fondo è giusto così. C’ è solo che l’imbarazzo della scelta e a tenere orecchie ben aperte di musica buona in giro se ne trova. Confesso che mi è capitato in modo molto superficiale di leggere i pareri autorevoli di molti amici o persone dell’ambiente che stimo e di aver trovato sì qualche riscontro con i miei gusti ma anche molte differenze. Siccome non mi sono mai nascosto vado a dire le mie impressioni, senza però tralasciare un aneddoto personale. In uno scambio recente di mail con l’amico e collega giornalista del Guerin Sportivo, il mitico Alec Cordolcini, non solo impeccabile conoscitore del calcio internazionale, specie quello nordico ma pure raffinato ascoltatore di buona musica, oltre agli immancabili auguri è comparsa la sua interessante graduatoria (che ovviamente terrò per me) e una sua richiesta riguardo la mia.

A lui ho già scritto ma visto che comunque ogni anno i miei resoconti diventano quasi sempre pubblici, inseriti ad esempio nel sito di yastaradio, dove collaboro, ecco che ho pensato fosse l’occasione buona per condividerla.

E’ stato un 2014 non avaro di buoni dischi, sicuramente; tuttavia, averne ascoltati tantissimi anche per recensioni, segnalazioni ecc, mi ha fatto quasi perdere il conto di quanti ve ne fossero di buoni e quanti meno. Devo dire che io, solitamente buon apprezzatore della musica nostrana, non sono stato così entusiasta dei prodotti nostrani. Ho salutato con interesse e curiosità i ritorni di due assi indipendenti come Paolo Benvegnù. il cui ultimo disco tuttavia non reputo fra i suoi migliori lavori, e Edda, che invece mi ha colpito maggiormente con il suo ritorno a musiche più viscerali, “da band”. Interessante anche l’esperimento dei tre cantautori Fabi-Silvestri-Gazzè che, presi singolarmente mi piacciono molto e che insieme hanno retto tutto la lunghezza di un disco. Il miglior disco italiano a mio avviso è però senza dubbio quello di Riccardo Sinigallia, nonostante il Sanremo dolce e amaro. Tanti stranieri soprattutto nella mia top ten ma non ho inserito i mostri sacri. Meglio i Pink Floyd, anche se sembra un disco del compianto Wright in fondo più di Gilmour. E in ogni caso si tratta di outtake del periodo di Division Bell, non propriamente dei nuovi. Malino il Boss, malissimo invece gli U2.  Tanti nomi però mi hanno emozionato, ecco qui di seguito la mia definitiva graduatoria, fermo restando che per puro piacere la musica che ho maggiormente ascoltato in questo mio personale 2014 è quella dei grandi vecchi, roba anni ’60/’70/’80, col recupero di grandi band di cui ho arricchito la mia collezione.

10 – Lana del Rey  “Ultraviolence”  (non ci posso fare niente, io la adoro, è troppo magnetica!)
9- Caribou “Our Love” (ipnotici)
8- The War on drugs “Lost in the dream” (pop bello, basta come definizione?)
7-Run the jewels “Run the jewels 2” (sperimentali, travolgenti)
6- Damon Albarn “Everyday robots” (Damon è sempre Damon, album minimale, acustico, sognante, profondo)
5-Black Keys “Turn blue” (la classe non è acqua)
4- Riccardo Sinigallia “Per tutti” (un grande cantautore, si merita tutti i riconoscimenti possibili)
3-Todd Terje “Its album time” (grandi atmosfere!)
2- St Vincent – omonimo – molto discusso e controverso ma a me lei piace e il disco lo trovo quasi senza punti deboli
1- swans “to be kind”    (non sbagliano un colpo, peccato solo non averli visti live)
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