Il difficile momento dell’Hellas Verona: occorre cambiare e mettere in campo ogni risorsa possibile per invertire questa pericolosa rotta

Amici gialloblu, è innegabile come definitivamente sia necessario voltare pagina e lasciar perdere la splendida stagione scorsa. Dobbiamo salvarci, e anche se io ho sempre sostenuto come la cosa sia assolutamente alla portata della nostra squadra, soprattutto per la scarsa qualità altrui (e per questo mio avventato e perentorio pronostico estivo stanno facendo settimanalmente gli scongiuri diversi miei amici dalla memoria lunga!), è giunto davvero il momento di guardare in faccia la mesta realtà dei fatti. Sarà dura raggiungere l’obiettivo, se il trend è questo. Non si vince più, nemmeno nella roccaforte del Bentegodi, in trasferta le buschiamo da tutti, comprese compagini certamente più pimpanti come il Sassuolo attuale ma invero alla portata dell’Hellas. Sorvolo sul fatto che in primis la società ci aveva illusi, e forse anche molta stampa locale, pronta a innalzare acquisti come il vecchio campione Rafa Marquez, reduce in effetti da un ottimo Mondiale, ma anche da stagioni in leghe minori e poco competitive rispetto a quando guidava da leader la retroguardia e la mediana del Barcellona. Non sono stati poi – lo dico da sempre – sostituiti in modo adeguato gente del calibro degli Iturbe, Romulo, Marquinho e Jorginho dell’anno scorso. Sì, forse a livello numerico la rosa è stata puntellata, ma sorvolerei sul fatto che sia effettivamente migliorata. Infine… Mandorlini, il nostro caro tecnico al quale dobbiamo la nostra rinascita nel calcio che conta, le nostre più recenti e vivide gioie, ma al quale ora più che mai si chiede di fare un passo indietro rispetto alle sue idee assolutamente scalfite nella pietra e mai messe da lui in discussione. L’idea che si fa sempre più spazio nella mente è che come minimo non stia riuscendo a valorizzare e sfruttare al meglio la rosa messa a sua disposizione. Ma se fior di allenatori hanno messo da parte dogmi e valori per riuscire a trovare la quadra della propria squadra, perchè non dovrebbe provarci anche lui, visto che è palese come l’atteggiamento in assoluto più rinunciatario dell’attuale campionato di serie A, il centrocampo clamorosamente meno creativo fra tutti, non stia portando chissà quali risultati. Urge cambiare in fretta, mentre noi tifosi dobbiamo ri-abituarci alla nostra dimensione “storica”, quella portatrice di sofferenza, dopo 3 anni vissuti vincendo e divertendoci. Ma questo non spaventa di certo il temprato e fedelissimo pubblico gialloblu, a noi basta raggiungere l’obiettivo lottando e mettendo in campo tutto l’ardore possibile. Forza Hellas Verona!

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2 risposte a “Il difficile momento dell’Hellas Verona: occorre cambiare e mettere in campo ogni risorsa possibile per invertire questa pericolosa rotta

  1. Difficile giudicare da fuori. Continuo a pensare che un Saviola maggiormente sul pezzo potrebbe dare una spinta poderosa a questo Verona, mentre su Marquez mi sono già espresso giorni fa qui da te. Si potrebbe aggiungere che, per una squadra “media”, sarebbe importante poter contare su un nucleo di calciatori italiani di lunga militanza, un gruppo storico indigeno che cementi lo spogliatoio e funga da “luce” nei momenti bui: è un mio vecchio pallino ma, senza andare troppo lontano da casa mia, il Genoa ha finalmente scoperto quest’anno cosa voglia dire non stravolgere il gruppo ogni estate. Ad ogni modo, dietro Juve e Roma c’è il caos: dieci squadre in sette punti, L’Hellas è leggermente più indietro, ma ha i margini per poter guadagnare terreno esistono, magari con qualche ritocco a gennaio.

    • mah, da fuori sembra che la situazione stia sfuggendo di mano non solo al tecnico ma anche alla società che forse ha azzardato troppo in estate, cedendo insieme troppi giocatori importanti e non sostituendoli adeguatamente, se non a livello di numero. La salvezza la ritengo obiettivo alla portata ma per il bel gioco e l’entusiasmo temo che si dovrà passare oltre. Questo è l’anno di altre belle realtà come le genovesi o il Sassuolo. La nostra dimensione storica è quella di soffrire, e di toglierci qualche soddisfazione ogni tanto contro le grandi 🙂 in bocca al lupo per il vostro campionato, sono curioso di vedere chi tra Samp e Genoa arriverà più in alto. (da fuori mi pare che Gasperini abbia una rosa ampia da far ruotare rispetto a Mihajlovic, che forse dalla sua in compenso ha un 11 base più modellato

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