Bella prova, a tratti, del Verona contro l’Inter ma si poteva osare di più!

Finalmente ieri sera l’Hellas Verona è tornato, almeno a tratti, a dimostrare di essere una squadra “vera”, in grado di lottare, di giocare bene, di mettere in seria difficoltà anche un’avversaria (sulla carta) più dotata. Già, perchè l’Inter di ieri rispetto alle versioni trionfali di Mourinho ha mantenuto solamente il nome, ma è parsa invero lontana parente dello squadrone degno di lottare per grandi traguardi. E da qui il grande rammarico! Ok, venivamo da gare sottotono e io per primo ho elogiato i miglioramenti messi in mostra durante la gara, ma viene pure da pensare che si sarebbe potuto osare di più. E’ una questione annosa, che già vigeva in minor parte, anche nella stagione precedente, quella della mentalità difensiva e quasi sparagnina, ma che, venuti mancare elementi cruciali come Iturbe e Romulo, Marquinho e prima ancora Jorginho, in grado di elevare il gioco con la loro tecnica e imprevedibilità, si è fatta più marcata ed evidente quest’anno. Anche ieri sera, come contro il Napoli, il Verona ben presto è passato in vantaggio, dopo essere stato pericoloso sin dai primissimi minuti con il solito Toni, ieri parso finalmente recuperato, in primis mentalmente dal periodo grigio senza reti su azione, ma anche fisico.

Nico Lopez, decisivo ieri sera, assieme a Saviola, nel pareggio del Verona contro l'Inter

Nico Lopez, decisivo ieri sera, assieme a Saviola, nel pareggio del Verona contro l’Inter

Bene finalmente anche Lazaros, molto considerato dal tecnico per la sua duttilità ma che finora non aveva mai brillato in gialloblu, nonostante fosse reduce da un buon mondiale da protagonista con la sua Grecia. Ma il punto focale di tutto rimane il solito. Come mai una volta in vantaggio, che sia il primo minuto del primo tempo o l’ultimo di recupero del secondo, si smette letteralmente di giocare, ci si arrocca davanti al portiere (ieri per quasi tutto il primo tempo si è giocato con 6 giocatori sulla linea di difesa, talmente schiacciati all’indietro erano i due esterni offensivi) fino all’inevitabile gol dell’avversario? E fortuna che non è finita come a Napoli, per evidente scarsa qualità complessiva di una dimessa Inter, poi rimasta pure inopinatamente in dieci uomini per la giusta espulsione occorsa a Medel. Gli innesti tardivi degli attaccanti Nico Lopez, al terzo gol stagionale, giocando a singhiozzi, e di Saviola (che pure sarà stagionato, ma rimane un campione a queste latitudini, in grado di fare ancora la differenza, come dimostrato ieri nell’azione cruciale dell’incontro, con uno splendido e decisivo assist di tacco per il compagno di reparto, anch’egli subentrato) hanno se non altro evitato una cocente e immeritata sconfitta, ma perchè non inserirli prima, non provare addirittura a vincere? Certo, si dirà… abbiamo pure sbagliato un rigore (super parata del migliore al mondo in questa specialità, Handanovic, ai danni del nostro centravanti Toni) e preso un palo con Lazaros (ma pure gli interisti avrebbero potuto ammazzare la gara prima con quel palo clamoroso di Kuzmanovic). La verità quindi è che il pareggio può considerarsi giusto ma avremmo potuto fare di più, la vittoria a San Siro (mai centrata in tanti anni di storia gialloblu) mai come in quest’occasione era a portata di mano. Speriamo almeno che mister Mandorlini abbia tratto degli insegnamenti e delle indicazioni ulteriori da questa partita, alfine di far rendere al meglio il suo organico!

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2 risposte a “Bella prova, a tratti, del Verona contro l’Inter ma si poteva osare di più!

  1. Saviola, in questo campionato italiano, non può non trovare spazio e dire la sua. Ieri ha in pratica risolto da solo la partita, con una di quelle giocate diventate rare sui nostri palcoscenici, ben più preziosa del gol di Tevez “alla Maradona”, realizzato contro una difesa modesta e allo sbando: Dieguito potrebbe pure querelare… Sono sicuro che qualche altra perla il vostro Javier la regalerà. Il Verona è più o meno in linea di galleggiamento, per fare il salto di qualità finora sono mancati l’argentino e soprattutto Rafa Marquez, che non può limitarsi a fare il difensore “normale”, oltretutto con qualche amnesia: dovrebbe essere leader e trascinatore, uno in grado di infondere sicurezza a tutta la squadra e non solo al suo reparto. Capisco però che l’età cominci a pesare.

    • noi sostenitori gialloblu stiamo diventando “matti” ormai a sostenere questa tesi. E non solo riguardo Saviola, che detto fra noi, ha ancora tanto da dare e lo ha dimostrato ieri con quella perla (e mi fa troppo piacere che un parere neutrale e “autorevole” come il tuo ne abbia riconosciuto il valore e i meriti, più ancora di quello di Tevez). Anche Nico Lopez non so cosa debba fare per dimostrare cosa vale: 3 gol in spezzoni di gare e l’unico in grado di saltare l’uomo, di provare a creare gioco. Non ho nominato nel pezzo il giovane Campanharo, che fu buon protagonista con la Primavera viola due anni fa, ma anche lui meriterebbe di giocare di più, è tecnico, si inserisce bene, verticalizza.. non sarà Jorginho ma Mandorlini vorrebbe impostarlo alla sua maniera. Su Marquez la piazza è divisa. Tecnicamente è ancora valido, legge bene le situazioni, è tempista ed è un buon leader di reparto ma preso in spazi larghi, infilato in velocità, patisce clamorosamente! E’ sempre stato lento e abituato a un calcio diverso dal nostro, ora che va per i 36, questi diventano difetti veri e propri

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