“Io sto con la sposa”, un docu-film sul tema mai risolto dell’immigrazione. Proviamo per una volta a guardare la realtà con gli occhi di questa gente che non si ritrova più nulla se non la voglia di iniziare una nuova vita

“Io sto con la sposa”, docu-film diretto da Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Solimani Al Nassiry, e finanziato grazie a un progetto di crowdfunding, tratta in maniera molto delicata, schietta e naturale il tema dell’immigrazione. Dopo il successo riscosso al Festival di Venezia, quasi inaspettatamente stanno giungendo anche buoni consensi di pubblico e il perchè è presto detto. Risulta impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle storie, dai drammi, dai sogni e dalla voglia di libertà e vita nuova del gruppo di profughi siriani e palestinesi ripresi per l’occasione.

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Sulla storia in sè non voglio svelare troppo, se non che, essendo di fatto un documentario, non ci sono attori “reali”, i protagonisti sono quelle stesse persone che eroicamente o forse incoscientemente stanno fuggendo dalla loro amata Terra, una terra che però non è Stato, non ti può rappresentare come cittadino del tuo Paese, per tentare di risollevarsi altrove, nonostante pericoli, rischi concreti di veder frantumarsi i loro propositi da un attimo all’altro.

Coadiuvati da un giornalista italiano, da un ambasciatore e dalla collaborazione di amici italiani, francesi e tedeschi pronti a scomodarsi, a rischiare sulla propria pelle per accompagnare il gruppo in quella che pare una vera e propria Odissea, raggiungere l’Oasi Felice rappresentata dalla Svezia, simulando un corteo di nozze, narrano le loro paure, le loro aspettative e ci descrivono i loro drammi interiori.

Un film che tutti dovrebbero vedere, specialmente quella parte più intollerante del nostro Paese, quella che fa di tutta erba un fascio, che non sa distinguere dove c’è il marcio da dove c’è l’onesto. Per forza di cose quindi, magari inconsapevolmente, il film assume anche una forte connotazione politica, oltre che sociale, visto che il tema è attualissimo, lo svolgimento del film è avvenuto tra il 2013 e il 2014 e le ultime notizie che ci vengono date, come aggiornamento, sulle vicende di coloro che ben presto cominceremo a sostenere col cuore, risalgono al recente agosto. Su tutti colpisce la vicenda del giovanissimo rapper in pectore Mc Manar.

Un film che inevitabilmente ti porta a riflettere, a confrontarti su un tema dove troppe volte ci si va a scontrare senza nemmeno verificare per bene le informazioni, che spesso vengono veicolate in malo modo, come succede a tanti immigrati alla vigilia del loro lungo viaggio.

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