Nick Hornby non sbaglia un colpo: “Tutta un’altra musica” conferma come si tratti di uno scrittore unico nel suo genere

Nick Hornby è uno dei miei autori preferiti, non c’è dubbio e non l’ho mai nascosto. Non nego di averlo conosciuto con i suoi due libri cult, che a tutt’oggi sono i miei preferiti perché in qualche modo mi rispecchiano bene (soprattutto nelle mie passioni). Parlo ovviamente di “Febbre a 90°” e “Alta Fedeltà”. Del primo mi sono azzardato a vedere anche la trasposizione filmica, non eseguita alla lettera, ma comunque piuttosto fedele all’originale, con un convincente Colin Firth nei panni del professore inglese con la mania sfegatata dell’Arsenal. Il secondo invece mi sono limitato a leggerlo, traendone grande piacere! Da lì ho setacciato il suo catalogo, visto che poi lo scrittore inglese è pure molto prolifico in più campi legati alla scrittura, avendo nel frattempo maturato esperienze positive come sceneggiatore (davvero ottimo lo script per “An Education”, un film stupendo) e molti dei suoi libri finiscono quasi direttamente in sala cinematografica. E’ successo pure a “Un ragazzo”, il cui protagonista sembrava fatto su misura per l’attore Hugh Grant, all’epoca all’apice della sua fortunata carriera, e di recente con “Non buttiamoci giù” che però, avendo amato il romanzo, ho ancora qualche reticenza ad andare a vedere.

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Chissà se succederà pure a “Tutta un’altra musica”, altro libro che ho amato e che mi ha messo addosso un po’ di malinconia. Avrei voglia di condividere con voi le mie emozioni e muovere le mie critiche al riguardo (soprattutto su un finale che mi ha deluso, lasciandomi un po’ così… solitamente non mi faccio condizionare dai finali, mi interessa più l’intera storia o l’intreccio narrativo, ma cavoli… qui si rasentava la perfezione stilistica, l’evoluzione della trama e delle storie dei protagonisti era quasi giunta a compimento e poi… Va beh, evito di spoileare che poi qualcuno in passato mi ha “rimproverato” di averlo fatto con un libro della Sanchez. Anche se questa che sto scrivendo in fondo non sarebbe una recensione vera e propria e nel mio blog potrei parelare di cosa voglio, e come voglio, non devo mica spedire il mio pezzo a qualche redazione. Eppure va bene così, vi lascio in sospeso ma mi sento di consigliare a tutti i fans di Hornby questo libro che mi pare essere a torto considerato “minore” nella sua bibliografia.

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