Mondiali 2014: l’Italia vince e convince!

Scrivo un post “da tifoso”, lo premetto subito, perché per le considerazioni giornalistiche, distaccate e quanto più obiettive possibili, ci sarà tutto il tempo, man mano che la manifestazione iridata andrà avanti.

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Ma un Mondiale lo si vive a 360 gradi, lo fanno (quasi) tutti, è un appuntamento che esula dal contesto quotidiano, che va a coinvolgere persone che abitualmente non guarderebbero mai nemmeno un’azione di gioco, e che va di pari a pari a sconvolgere quelle che sono attività ordinarie. Io però sono uno di quelli che il calcio, nel bene o nel male, lo seguono per tutto l’anno e, disperazione della partner (ma sto migliorando…) non solo circoscritto a questioni italiche, ma pure interessandomi di calcio internazionale, giovanile, locale, ecc.

Ieri giocava, esordiva l’Italia e, pur in un orario che la mia veneranda età ha faticato a sopportare (specie se la mattina precedente ti eri alzato alle 7 e mezza), l’attesa spasmodica aveva fatto diventare molti connazionali tifosi dei veri sonnambuli. C’era il rischio, oggettivo, che l’Italia esordisse in modo grigio, viste le brutture recenti, ma il tutto era detto con un filo di scaramanzia. In fondo, l’oggettivo timore era giustificato dal fatto che in effetti il nostro girone era (è, per carità, a proposito di scaramanzia!) uno di quelli tosti. Però, fare peggio di 4 anni fa in Sudafrica non si poteva. Era capitato anche alla Francia di venire inopinatamente eliminata nel 2002 al primo turno, dopo il boom del Mondiale precedente; è capitata la stessa cosa a noi col Lippi-bis (capiterà anche alla Spagna? Va beh, ammetto che questa è una gufata bella e buona!). Ieri la sensazione provata è che i ragazzi di Prandelli siano ripartiti direttamente dal brillante Euro 2012. Dimenticate le ultime prove incolori, indegne disputate nelle amichevoli, l’Italia è parsa un gruppo compatto, unito, solido e che gioca in maniera propositiva, o comunque “saggia”, grazie soprattutto alla presenza di Pirlo, in grado – e  non è certo una novità – di saper gestire la palla come nessun altro al mondo, di dettare i tempi della partita a suo piacimento, di scandire i ritmi. In modo graduale ma ci siamo rinnovati anche noi. E Balotelli, a tratti ancora avulso dal gioco, è sembrato “sul pezzo”, voglioso di dimostrare la sua forza, si è sbloccato e per lui era davvero importante farlo, affinchè si associasse il suo nome solo alle prodezze viste in campo. Neymar ha iniziato alla grande il suo Mondiale, ma a queste latitudini anche il nostro Mario è quotato quasi in egual modo, e credo che lui per primo sappia di avere tanti occhi puntati addosso. E’ reduce da un campionato double face ma che venisse qui a giocare in modo indolente mi sembrava un azzardo, sinceramente. La maglia azzurra va onorata sempre, figuriamoci, a maggior ragione se tu sei il simbolo della squadra. E’ confortante quindi alla prova del campo aver dimostrato coi fatti di “esserci”, non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Buonissima prova generale, ma una menzione la meritano due debuttanti, il portiere Sirigu, una sola incertezza nel contesto di una gara sicura e il laterale, stantuffo inesauribile, Matteo Darmian. Per chi non lo avesse visto giocare con questa intensità, questa determinazione e questa personalità per tutta la stagione nel Torino, potrebbe essersi trattato di una autentica rivelazione, ma appunto il buon Matteo, tra l’altro ragazzo d’oro, serio e disciplinato (e non sono frasi retoriche buttate a caso), da un anno macina chilometri e non sbaglia una prestazione che sia una. La sua caratteristica principale (e i meriti vanno certamente a Ventura che è riuscito a estrarre il meglio dalle sue qualità), oltre alla duttilità – partito centrale difensivo nelle giovanili del Milan, da professionista ha iniziato terzino destro a 4 per finire a fare l’esterno a centrocampo, persino con ottimi risultati a sinistra – è la capacità di lettura delle azioni di gioco, proprio da un punto di vista tattico. Sa quando sganciarsi, quando dettare il lancio, l’apertura sulla fascia, quando triangolare con la mezzala. Un grande debutto mondiale per lui, indubbiamente, così come per Candreva e per un Marchisio alla fine stremato ma tornato in condizioni ottimali dopo una tribolata stagione. Poco appariscente Verratti, da affinare l’intesa col suo (si spera per il futuro azzurro) alter ego Pirlo. Non si possono dire meraviglie invece di Paletta, ma eviterò quei commenti negativi che stanno imperversando su Internet in queste ore. A me l’italo argentino non ha mai convinto, è un rude difensore come forse in Italia non ne escono più, ma i meriti a mio avviso finiscono qui. E’ reduce da una buona stagione al Parma (come tutti gli interpreti di quella squadra, è giusto rimarcarlo) ma da un punto di vista puramente tecnico mi pare che palesi dei limiti evidenti. A gusto mio avrei tenuto Ranocchia, alle prese con una delicata scelta che influirà probabilmente sulla sua carriera (io gli consiglierei di passare alla Juve, dove troverebbe un tecnico come Conte che lo saprebbe valorizzare, avendolo “svezzato” e allenato per due ottime stagioni e il suo ex gemello barese Bonucci, ieri sacrificato in panchina…). In ogni caso, vincere era fondamentale, considerata la caratura degli avversari. Già, gli inglesi di mr. Hodgson, giunti tra lo scetticismo generale, partiti a fari spenti, stanno invece perseguendo una via di rinnovamento vera, con l’innesto di tanti talenti autentici. Ieri ne abbiamo avuto dimostrazione: tra la freccia Sterling (appena ventenne), il suo compagno al Liverpool Sturridge, i trequartisti Barkley e Lallana, con in panca un certo Shaw (protagonista del Southampton del ’95!), da tutti definito il nuovo Bale (quando ancora la stella gallese agiva da terzino) il futuro per i Leoni Indomabili sembra davvero roseo. Ma dovranno ripartire dall’Uruguay, ieri nel frattempo sono usciti sconfitti da un’Italia che ha assolutamente meritato, una Nazionale azzurra che ha vinto e convinto. Forza Italia! (va beh, questo è l’unico momento in cui posso comunque gridarlo, senza sentirmi a disagio.. per fortuna la politica non c’entra!)

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2 risposte a “Mondiali 2014: l’Italia vince e convince!

  1. Post in generale ampiamente condivisibile, magari un po’ troppo ottimistico… Non tutto è andato per il verso giusto stanotte, troppi momenti di sofferenza, troppo campo lasciato all’England, manovra troppo spesso sterile. Ma le basi sono buone e soprattutto, come ho scritto da me, si è vista palese la volontà di tornare alla filosofia di gioco del primo biennio prandelliano. Avanti con fiducia.

    • sì Carlo, hai ragione ma ha parlato il tifoso. Colui che comunque si gode la vittoria a caldo e che, essendo partito con animo non propriamente ottimista, si è reso conto poi che per lo meno la squadra è competitiva. Mi fermo qua, è troppo presto per ulteriori delucidazioni, e la cosa vale pure per tutte le altre squadre, fermo restando che restano in saccoccia 3 punti meritati. L’Inghilterra poi mi sembrava un avversario attendibile in quanto a forza e pericolosità, e per lo meno sul piano fisico abbiamo avuto la meglio ma direi pure da quello tecnico. Per il resto commento da te 🙂

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