Concerto dei Perturbazione a Verona: un tripudio di canzoni e forti emozioni

Ieri sera è ufficialmente partito il nuovo tour dei torinesi Perturbazione, il primo dopo il fortunato tour de force seguito al ciclone Sanremo. I 6 eterni ragazzi dell’indie pop italiano hanno subito fuorviato i dubbi sul fatto che fossero in qualche modo cambiati, ma per chi come me li segue praticamente da sempre, questa cosa era veramente assai improbabile. Anzi, io auguro di cuore al gruppo di potersi finalmente affermare a livello di popolarità e pubblico, visto quanto seminato e prodotto in questi anni ma sono sicuro che non perderanno mai di vista la loro storia, la loro origine e l’intenso live di ieri ne è una fragorosa conferma, addirittura “certificata” da una confessione del cantante Tommaso Cerasuolo, proprio prima del lancio de “L’Unica”, il loro successo del momento, il fortunato brano portato con successo  a Sanremo. Tommaso, tirando in ballo “la sindrome dell’imbroglione”, ha ammesso in pratica di aver capito proprio quando si è trovato a un passo da un traguardo magari da sempre auspicato e sognato da anni, come in realtà preferisse quasi non centrarlo ma rimanere in una dimensione più sua, più realistica secondo il suo stile di vita.

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Insomma, dopo tante parole, dopo tanta esposizione mediatica, finalmente a parlare è stata nuovamente la musica. Anticipato da una breve ma efficace presentazione pomeridiana presso la sede della Feltrinelli in centro città a Verona (peccato per le poche persone accorse, ma si sa, con una giornata così primaverile e i negozi di Via Mazzini tutti aperti, è difficile chiamare a raccolta tante persone ad ascoltarti), Tommaso e Gigi Giancursi, oltre a raccontarsi amabilmente, con la solita ironia, disponibilità e semplicità, hanno pure suonato in chiave acustica tre pezzi: oltre alla canzone sanremese, anche altri due estratti dal disco “Musica X”, la canzone eponima e la stupenda “I baci vietati”, che su cd è eseguita in duetto con Luca Carboni.

In serata, nella splendida e insolita cornice del Crowne Plaza Hotel (in pratica in una serra naturale adibita ad ampia sala per eventi, tra l’altro inaugurata proprio ieri per l’occasione) i Perturbazione sono stati anticipati da altre valide proposte. Dapprima Nadia & The Rabbits – sempre della florida scuderia Mescal (presente tra l’altro ieri per la “prima” del tour anche il “boss” Valerio Soave) – ieri in versione ristretta a due e poi la cantautrice veronese Veronica Marchi, accompagnata da una valida violinista. I primi mi hanno davvero colpito, li vedevo per la prima volta dal vivo e seppure abbiano giocoforza presentato pochi brani, hanno saputo ben dosare le atmosfere della loro performance, mostrando grande versatilità e maestria negli scarni – per l’occasione, solitamente salgono sul palco in 7 –  ma stupendi arrangiamenti acustici. Su di loro tornerò prossimamente con una ricca recensione del disco e magari con un sostanziale contributo dei protagonisti, visto che alla fine del loro set c’è stato modo di conoscerci e concordare una futura intervista. Anche la Marchi ha confermato nel suo breve set il suo talento, già ampiamente riconosciuto negli ambienti veronesi. Ha portato in scena i brani del suo ultimo lavoro di studio, ormai risalente a quasi 3 anni fa.

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E’ arrivata poi finalmente la volta dell’attrazione principale della serata: i Perturbazione. Nel frattempo la sala si era fatta più gremita e il calore del pubblico si è fatto sentire sin dalla prima canzone presentata, quella “Musica X” che intitola l’ultimo album di studio uscito a maggio dello scorso anno e arricchito con i due brani sanremesi nella recente versione aggiornata. La gente è pronta a scatenarsi sin dal secondo brano, ripescato dallo stupendo “Canzoni allo specchio”: è vero tripudio sin dalle note iniziali del singolo “Se mi scrivi”, cantato all’unisono col pubblico, a occhio e croce composto quasi esclusivamente da fedelissimi del gruppo, più che dai nuovi arrivati, incuriositi da Sanremo e che magari hanno conosciuto i ragazzi in quella occasione.

Il concerto prosegue alternando egregiamente brani dell’ultimo album (risultano assai efficaci la già citata “I baci vietati” e una trascinante “Chiticapisce” ma convincono anche l’apertura melodica di “La vita davanti” e “Questa è Sparta”, col suo ritmo cadenzato e minaccioso: per questo brano in studio si sono avvalsi della collaborazione di Niccolò Contessa, alias “i Cani”). Molto successo raccolgono ovviamente le canzoni più datate, entrate di diritto nel cuore dei fans, a partire ovviamente da quella “Agosto” che ha fatto da spartiacque nella carriera della band, essendo stata di fatto la prima song cantata in italiano a far emergere il gruppo dopo i primi album in lingua inglese. Una canzone malinconica, dolce – amara, che non perde nulla del suo languido fascino a distanza di anni e di tante riproposizioni. L’emozione di Tommaso e del pubblico in sala è un tutt’uno, davvero palpabile. Tripudio pure per “Nel mio scrigno”, d’altronde ha un significato molto profondo e paradigmatico del pensiero del cantante. Molto feedback positivo raccolgono meritatamente anche i due brani portati al Festival, non solo “L’Unica” ormai di diritto la loro canzone più “famosa” e fischiettata (anche dal figlioletto di Fazio, ormai è risaputo!) ma anche la più “classica” “L’Italia vista dal bar”.

Il gruppo è parso davvero coeso come non mai, con Cristiano e Elena impeccabili nella loro eleganza, maestri di stile e dalla classe innata, Alex intenso e presissimo anche nei numerosi cori, Rossano come sempre concentrato, sul pezzo, motore centrale del gruppo, ma allo stesso tempo “perso” nella sua performance, come fosse a tratti in stato di trance; infine Gigi e Tommaso la cui intesa sul palco è ormai assodata e prevarica quei luoghi per rispecchiarsi nella vita di tutti i giorni. E’ davvero sorprendente rendersi conto di come questi sei ragazzi si trovino a meraviglia, nonostante i tanti anni passati a suonare assieme, gli scazzi inevitabili che ci possono essere stati e che ancora ci sono e ci saranno, le gioie finalmente riconosciute ma anche quelle più piccole e custodite gelosamente nel cuore e i dolori, le frustrazioni, la gavetta, la nuova consapevolezza, la maturità raggiunta, le responsabilità, la nostalgia che talvolta ancora va ad attanagliare le loro anime da artisti. Grande gruppo davvero i Perturbazione e la cosa che più mi fa piacere constatare è che a differenza di tanti altri gruppi coevi, non hanno ancora il bisogno di tributare sé stessi, di rifarsi a stilemi consolidati, ma anzi, appaiono all’apice della forma artistica e umana e pronti a migliorarsi sempre di più, forti di una freschezza e di una creatività ancora intatte e ben rappresentate.

A livello personale poi, è stato bellissimo ritrovare i ragazzi dopo diversi anni che non li vedevo dal vivo (dal tour di “Canzoni allo Specchio”) e di ritrovarli uguali, solo un po’ “invecchiati” – come il sottoscritto ovviamente! Ma sempre belli carichi, passionali come non mai, intensi e disponibili, sin dal pomeriggio in libreria. Ho conosciuto finalmente di persona anche il loro discografico, il giovane Paolo Pastorino, uno degli ultimi ingressi in casa Mescal, ma che ha saputo prendere in mano le redini al momento giusto, coadiuvato ovviamente dalle figure storiche di quella che si può considerare un’isola felice nell’abito delle etichette indipendenti, con una passione per la musica e il suo lavoro che gli si leggono negli occhi. Negli ultimi mesi lo staff Mescal è stato molto disponibile con me, fornendomi tanto materiale utile ai fini del mio saggio sulla musica italiana degli anni ’90 che tra non molto sarà finalmente disponibile nelle librerie. Un progetto a cui tengo molto e che tra l’altro riuscirò a presentare anche alla Feltrinelli della mia città, probabilmente a fine maggio.

Infine, chiudendo con gli autobiografismi, sono stato molto felice di aver condiviso tutta la bella giornata di ieri con la mia ragazza, Mary, a cui avevo fatto una testa così sui Perturbazione! Il concerto le è piaciuto molto, ma direi proprio tutto il contesto, è stata colpita molto dalla semplicità, dalla simpatia e dalla carica dei ragazzi. Le canzoni, poi, le sono già entrate nel cuore. Peccato solo non essere riuscita a farla parlare in foggiano con i suoi concittadini Cristiano e Rossano Lo Mele, ma sarà per un’altra volta! 🙂

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2 risposte a “Concerto dei Perturbazione a Verona: un tripudio di canzoni e forti emozioni

  1. Ottima rece! Fornisci due belle notizie: il gruppo è in stato di grazie creativa e interpretativa, e nel contempo non si è fatto cambiare dalla popolarità sanremese, com’è giusto che sia per persone mature e con la testa sulle spalle. Una curiosità: i Perturbazione sono stati ospiti ieri sera a “Che tempo che fa”, e si sono presentati con una bizzarra coreografia di ragazze danzanti. Che tu sappia, è stata una scelta loro o imposta? Lo fanno in altre performance? Perché mi è sembrata innaturale, lontana dalla loro essenza, ma magari mi sbaglio, non conoscendoli a fondo. https://www.youtube.com/watch?v=e2cAn3UxVlI

    • ciao Carlo, in effetti i Perturbazione non sono per nulla cambiati: avevano tremendamente voglia di tornare sui palchi e la stanno vivendo bene. Ovvio, non hanno mai avuto una promozione così massiccia: nota di merito a chi li segue, persone davvero capaci e appassionati come pochi altri nell’ambiente. Non ho chiesto della coreografia ma sapevo che c’era sta cosa per il programma di Fazio.. mah, onestamente non credo sia partita da loro l’idea – anche se non sono pronto a scommetterci – si tratta dello stesso corpo di ballo presente nel video de “L’Unica”… poi però bisogna anche rimarcare che nel corso di qualche intervista (compresa quella a cui ho assistito e partecipato io a Verona) hanno ammesso di essersi un po’ “alleggeriti” con gli anni, di essere passati da “giovani vecchi” a “vecchi giovani” 🙂 insomma, io li avverto in un bel momento di grazia artistica, più freschi… pop lo sono sempre stati, ma ora hanno provato a battere nuove strade (quella di un’elettronica poco effettata e piuttosto funzionale al progetto) senza perdere la loro attitudine. Se capitano dalle parti di Genova vale la pena che tu li possa ascoltare dal vivo, la loro dimensione ideale… e poi loro sono troppo simpatici ed empatici col pubblico 🙂

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