Recensione de “Gli imbecilli? Stanno tutti bene”, opera prima del trevigiano Giuseppe Cagnato. Un esordio davvero brillante e originale

Quando si dice “divertirsi mentre si legge un libro”! Mi è capitato spesso con le spassose opere di Benni, con qualcosa di Pennac e di Vitali, e lo stesso lo posso ben affermare nel caso di Giuseppe Cagnato, autore trevigiano giunto con “Gli imbecilli? Stanno tutti bene” (edito da Nulla die) al suo esordio letterario.

Chiarisco subito, a scanso di equivoci, che il fatto che entrambi siamo autori di questa casa editrice siciliana non incide minimamente col mio giudizio che, per quanto soggettivo, cerca sempre di mantenere le caratteristiche di una recensione, con tutti quei criteri che da sempre, si parli di musica, di cinema, di teatro o di letture, mi sono prefissato, e cioè prima di tutto l’onestà intellettuale nei confronti di chi mi legge, ma anche in fondo dell’artista stesso, si tratti pure di un vero amico, come nel caso di Giuseppe.

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E allora, lasciati da parte i preamboli, occorre ammettere quanto la storia dei condomini, una vera “manica di imbecilli” sia davvero spassosa, realistica pur nei suoi paradossi e nei suoi estremismi che, lungi dal renderla grottesca, finisce invece per presentarcela sin troppo veritiera ai nostri occhi. Il condominio come specchio fedele della società attuale, con le sue nevrosi e i suoi picchi di aggressività, di volgarità, di volubilità, di pensiero e di azioni, al punto da non capire più con chi abbiamo a che fare.

Il condominio come metafora quindi, visto che potrebbe essere il nostro luogo di lavoro, un ritrovo con vecchi compagni di scuola, una cena con parenti che manco conosci: insomma, tutte quelle circostanze in cui ti ritrovi magari forzatamente a dover interagire con gente di tutti i tipi, di tutti i colori. Tratto saliente della penna dello scrittore trevigiano è senz’altro quello dell’ironia, del sarcasmo, che traspare sia nella descrizione delle azioni degli sciagurati personaggi, una galleria davvero variopinta dell’animo umano, sia nei pensieri del protagonista/narratore, l’insolito custode Umberto che, suo malgrado, si ritroverà in un vortice emotivo dal quale farà non poca fatica a districarsi.

Non svelo nulla della trama, soprattutto del finale a sorpresa, e invito caldamente tutti gli amanti delle buone letture ad accostarsi a questa gradevole, promettente opera prima di Cagnato.

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