Focus Basket Italiano: Milano vs Siena, continua la sfida. E in NBA vola Belinelli

Prosegue in chiaro scuro la stagione NBA dei 4 atleti italiani qui impegnati da quest’anno: numero mai raggiunto prima d’ora e destinato ad aumentare se davvero anche il talentuoso Gentile prenderà parte dal prossimo Draft, con buone possibilità – a detta di tutti – di attraversare l’Oceano. D’altronde per il ventunenne Alessandro, che già può vantare di essere transitato dalle migliori compagini italiane (Virtus Bologna, Treviso e da tre anni a questa parte Milano), le doti tecniche sono lampanti e ora che nel capoluogo meneghino è approdato pure l’altro super talento di casa nostra, l’ex senese Hackett, che sia davvero l’anno buono per un ritorno al tricolore dopo il dominio della Montepaschi?

l'ex senese Hackett in azione con la nuova maglia di Milano

l’ex senese Hackett in azione con la nuova maglia di Milano

Proprio con Siena comunque, più di tutti, più della (ormai non più) rivelazione Brindisi o con l’ostica Sassari o con la rivale storica Cantù, il sestetto di Banchi (ex, proprio come Hackett) dovrà fare i conti Milano se vorrà vincere, e la cosa non appare così scontata, nonostante l’evidente rafforzamento della squadra, a fronte delle cessioni sempre più copiose dell’altra. L’anno scorso proprio Banchi, che aveva raccolto il timone di Pianigiani, con una squadra molto ridimensionata, era riuscito nel colpaccio di riportare il tricolore – o meglio mantenerlo – in Toscana, da qui la prestigiosa chiamata di Milano; ora il “miracolo”, la conferma pare di nuovo alla portata, in una sorta di “dittatura” sportiva di Siena che non conosce eguali nella storia del basket italiano.

E questo nonostante appunto il campione di casa Hackett abbia rinunciato a lusinghe straniere – non solo la Turchia, che pareva più alla portata, ma soprattutto il “sogno” NBA, possibile se pensiamo alla sua condizione futura di “free agent”. E invece, probabilmente, si è messo la parola “fine” a quel sogno, visto che l’italo- americano va comunque per i 27 anni e nelle gerarchie potrebbe essere stato scavalcato proprio dall’amico Gentile. Guarderemo poi con curiosità e vicinanza anche alla nuova esperienza professionale dell’altro nazionale azzurro Poeta, da poco approdato in Spagna e subito protagonista in Euro Lega. Insomma, seppur spezzettato, il movimento italiano della pallacanestro sembra procedere con rinnovata fiducia, anche se importante, fondamentale sarà non perdere la giusta coesione, far garantire la necessaria amalgama tra giocatori esperti (Cusin, ottimo negli ultimi Europei, o Diener), emergenti del campionato (Melli, lo stesso Gentile), certezze quali Aradori o Cinciarini, affermati dai quali si attende una conferma ad alti livelli (Poeta, Bargnani e il neo NBA Datome, sperando che riesca ad accumulare qualche minuto in più) e campioni come Belinelli e Gallinari.

Sui 4 giocatori “americani”, abbiamo sotto gli occhi la sinora disastrosa stagione dei Nicks dove, suo malgrado, è incappato il nostro Andrea Bargnani. Il Mago alterna, come tutta la squadra newyorchese, prestazioni buone ad altre insufficienti. Titolare indiscusso nel quintetto base, raramente riesce a trascinare i compagni, sempre più in balia delle prestazioni altalenanti del big Carmelo Anthony che mai come quest’anno pare essere l’artefice dei destini della squadra. Ancora non giudicabile il rendimento di Datome, ultimo MVP del campionato italiano, trascinatore di Roma nella passata stagione ma ancora sotto utilizzato a Detroit. Il tempo è dalla sua parte. Gallinari, probabilmente il più “in vista” e quotato dei 4, almeno per i media americani, è perennemente ai box e solo confidando che i Nuggets anche senza  il suo prezioso apporto possano raggiungere i playoff, potrà dare un buon contributo alla causa. Resta da dire di Belinelli, e qui apriamo finalmente una parentesi positiva. Il bolognese, approdato quest’estate in una big (la franchigia di Sant Antonio, alla corte degli Spurs di Tony Parker, Duncan e Ginobili) sta dimostrando appieno, non solo di poterci stare in mezzo a tanti campioni, ma di poter fungere da valore aggiunto, soprattutto con i suoi micidiali tiri da tre, dei quali è indiscusso leader di tutto il campionato, uno dei migliori realizzatori in assoluto. Un exploit eccezionale per lui, che non si limita solo a questo, essendo cresciuto moltissimo pure sul piano tattico e fisico. Insieme al giovane Leonard, che si sta confermando dopo l’ottimo finale di stagione scorso, proprio Belinelli potrebbe rappresentare quel “quid” in più affinchè i “vecchi” Spurs possano ambire con ulteriore legittimità all’Anello dei vincitori.

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