Serie B: volano le neopromosse Avellino, Latina, Trapani e Carpi

Da appassionato della Lega Pro, l’anno scorso fui tra gli sbigottiti nel vedere sfumare la promozione della corazzata Lecce in favore di una piccola realtà di provincia come il Carpi, emanazione di un calcio, quello modenese, che solo poche settimane prima, aveva brindato a un’altra promozione storica, ancora più prestigiosa, quella del Sassuolo in serie A. Lecce che, partito a razzo, si era poi smarrito clamorosamente,  e quando nelle categorie inferiori, partendo da strafavorita, cominci a perdere la bussola, ecco che inevitabilmente il nome, il blasone e la storia finiscono col contare relativamente.

Si profilava quest’anno in B un roster di neopromosse particolare, con un ritrovato Avellino, la squadra con più esperienza di cadetteria e ben tre matricole assolute ai nastri di partenza: Latina, Trapani e, appunto, Carpi. Tradotto, tre incognite, anche se il recente caso del Lanciano, matricola l’anno prima e messosi in salvo al primo colpo in cadetteria lasciava ben sperare per le quattro compagni in questione, in quello che da sempre è considerato il torneo più imprevedibile e lungo del calcio italiano.

Pur con qualche inevitabile difficoltà, che ha portato ad esempio nel caso del Latina al precoce esonero del tecnico Auteri in favore di un lanciatissimo Breda, le quattro squadre si stanno dimostrando più che all’altezza, scambiandosi nell’immaginario degli sportivi, il ruolo di mina vagante, di outsider. Ruolo che, con l’allargamento della quota playoff, o meglio, la possibilità in base ai punteggi e alle relative distanze tra le posizioni in classifica, di accedere al treno giusto per la promozione, anche arrivando ottavi, potrebbe davvero essere appannaggio di una di loro, se non di più di una, visto l’attuale roulino di marcia.

L’Avellino, quella più blasonata, con molti tornei di A alle spalle, è a ridosso delle corazzate Empoli e Palermo, le vere favorite per la promozione diretta e della sorpresissima Lanciano. Squadra solida, concreta, forse poco spettacolare, quella allenata dal rampante Rastelli, ma capace di mettere in difficoltà chiunque, di impelagare nella sua tela tutte le squadre finora affrontate.

bomber Galabinov

bomber Galabinov

Galabinov e l’esperto Castaldo sono i terminali offensivi, nel contesto di una squadra solida e compatta, dove si stanno mettendo in luce, tra gli altri, il centrale difensivo Izzo e il mediano Arini, entrambi di scuola napoletana, che dopo anni di onorata gavetta, pur essendo ancora molto giovani, stanno dimostrando con i fatti di valere la cadetteria. Il fiore all’occhiello, già ammirato in Lega Pro e destinato a progredire ancora esponenzialmente è pero il terzino fluidificante Zappacosta, già perno della nuova Under 21 di Di Biagio. Corsa, personalità, grinta e buon piede le sue caratteristiche peculiari, ne sentiremo parlare presto ad alti livelli.

Al Trapani avevo già dedicato un post due stagioni fa, (https://giannivillegas.wordpress.com/2012/03/21/non-solo-barcellona-e-calcio-spettacolo-anche-quello-di-borussia-dortmund-swansea-e-trapani/ ) all’epoca della prima scintillante – e sfortunata, visto l’epilogo infausto, con sconfitta in extremis nella finale playoff, dopo aver condotto il girone da capolista per quasi tutta la stagione.

l'attaccante del Trapani Mancosu, uno dei migliori dell'intera cadetteria

l’attaccante del Trapani Mancosu, uno dei migliori dell’intera cadetteria

L’anno successivo però, con una forza e una determinazione encomiabile, i siciliani, guidati da Boscaglia, seppero reagire alla tremenda delusione, ripercorrendo le stesse tappe della precedente stagione, cambiando però in positivo l’epilogo, sospinti da un gioco favoloso e dai gol di un sorprendente Mancosu, giunto alla ribalta troppo tardi, dopo un lungo peregrinare nei campi infuocati del sud, a suon di gol. Il Trapani, a conti fatti, ha mantenuto l’ossatura delle ultime 3 stagioni vincenti, inserendo alcuni mirati elementi di categoria- come Iunco, o Terlizzi –  e buoni giocatori incontrati come avversari in questo biennio di Lega Pro, come il fantasista ex cremonese Nizzetto, che da tempo attendeva una chance dai piani superiori. Inserimenti che tuttavia non sono andati a minare l’equilibrio di una rosa dove gli interpreti si conoscono e giocano a memoria, e dove Mancosu si sta addirittura confermando bomber di razza e alla pari, come realizzazioni a cannonieri navigati come Tavano.  La squadra di Boscaglia anche in B non ha smarrito le sue qualità: manca di esperienza, talvolta ha pareggiato gare in cui aveva dominato ma ora il trend è tornato positivo e ci si aspetta un’ulteriore crescita.

il brasiliano Jonathas del Latina: coi suoi gol sta trascinando la squadra ai piani della classifica

il brasiliano Jonathas del Latina: coi suoi gol sta trascinando la squadra ai piani della classifica

Latina e Carpi francamente sono quelle che maggiormente mi hanno sorpreso, pur riaffermando quanto in B i valori siano davvero difficili da intravedere con certezza. Entrambe partite col freno a mano tirato, una volta partite, non si stanno più fermando. Emblematico il caso del Latina, che dopo l’avvicendamento in panchina tra Auteri e Breda – quest’ultimo reduce da una tristissima stagione al Vicenza, culminata con un’ignobile retrocessione – capace di stravincere addirittura contro il Palermo alla Favorita e di issarsi sempre più nei piani alti della classifica. Giocano benissimo i neroazzurri, sospinti dai gol stranieri di Jefferson e Jonathas, che dopo aver assaggiato la serie A si stanno rimettendo seriamente in gioco, a suon di gol, specie il bisonte ex Brescia e Torino.

Mbakogu del Carpi, attaccante da serie A

Mbakogu del Carpi, attaccante da serie A

E che dire del Carpi? Per molti critici, indicata come la squadra materasso del torneo, sta invece mostrando una forza e una maturità incredibile, una personalità – anche da parte di giocatori poco accreditati tecnicamente – fuori dal comune, in gente come Memushaj, Lollo, Concas, i giovani Letizia e Liviero, sorretti da gente di categoria già vincente come l’ex novarese Porcari o l’esperto difensore Pesoli. Su tutti, da qualche settimana è rientrato nei ranghi l’attaccante Mbakogu, uno con i mezzi da big. Ancora giovanissimo, classe ’92, ha tutte le carte in regola per sfondare ad alti livelli e confermare anche da professionista tutte le meraviglie mostrate da giovane, quando si era meritato l’epiteto di “piccolo Drogba”. Carpi allenato dal quarantaduenne Stefano Vecchi, per alcuni un azzardo alla vigilia, ma che dopo l’ottima stagione alla guida del Sud Tirol, si sta imponendo anche in B come uno degli allenatori più promettenti dell’intero panorama calcistico italiano.

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