PELLEeCALAMAIO ospita con piacere la cantautrice Sabrina Di Stefano

DSC_4301

“Ciao Sabrina, mi fa molto piacere ospitarti nel mio blog. Ti conobbi qualche anno fa, quando vidi per caso un tuo video di una canzone davvero graziosa che ebbe la capacità di entrarmi in testa, e quasi di rilassarmi, come avesse delle proprietà terapeutiche: alludo a “Mi hanno detto che ero nata per essere felice”. Mi parli un po’ dei tuoi esordi. Immagino la passione per la musica e per il bel canto sia nata molto prima”

Sono figlia degli anni ’70. Anni dove succedevano moltissime cose a livello politico, sociale e culturale. Ero piccola e crescevo dentro quel vortice di cambiamento: gli anni di piombo, la guerra fredda, gli scontri in Irlanda del Nord, l’avanguardia femminista, l’arte contemporanea, le radio libere la musica punk, il rock e l’R&B e più avanti anche la disco music. La musica è stata la colonna sonora della mia infanzia, ne ascoltavo molta seguendo mia sorella e i miei cugini già adolescenti e cantavo insieme a loro canzoni di protesta. In realtà, solo qualche anno più tardi compresi il significato di quei brani e di tutto il resto, mio malgrado ero stata “contaminata” da passione vera.

“Nel tuo caso mi sembra che si sposino perfettamente sonorità e atmosfere jazz addolcite da melodie squisitamente pop, senza dimenticare la tua capacità naturale di re-interpretare grandi classici della musica italiana e brasiliana. La tua indole naturale dove ti porterebbe?”

Sono una cantautrice perché mi piace mettere in gioco i miei pensieri e farli viaggiare in musica. Gli artisti che ho amato di più sono James Taylor, Carly Simon, Carole King, John Denver, Eagles, America, Chicago e cantautori italiani come Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Paolo Conte, Gianmaria Testa, per citarne alcuni.  Nel tempo mi sono avvicinata al jazz e me ne sono innamorata, in particolare quello brasiliano di Jobim, Joao Gilberto, Vinicius de Moraes e poi al gipsy jazz di Django Reinhardt. Questo è quello che porto con me fino ad oggi, ma non escluderei altre strade, mi piace sperimentare.

IMG_3685

“Pur partendo da presupposti diversi ed essendo diverse in genere, più o meno nello stesso periodo mi sembra siano emerse sempre di più cantanti in grado di recuperare certe sonorità del passato, attualizzandole, mi vengono in mente Simona Molinari o Nina Zilli, che mi pare anch’esse influenzate da musiche e sonorità che hanno radici antiche Tu che a differenza loro, hai un background che mischia anche la grande tradizione cantautorale italiana, che ne pensi della rivalutazione di sonorità legate al jazz, allo swing, allargando il discorso anche ad altre figure emerse in questi anni sulla scia di questo fenomeno, mi viene in mente anche Caro Emerald.”

Penso che un’artista possa cantare bene ciò che conosce perché l’ha ascoltato molto, l’ha sperimentato e poi ha sentito dentro che quel genere gli appartiene. Quando è così, certe sonorità diventano proprie e qualsiasi ne sia l’origine mi arrivano delle belle cose di carattere e personalità. Altre volte sento solo delle esecuzioni perfette.

“Quali sono le tue maggiori influenze, i tuoi ascolti preferiti? Quale ruolo riveste la musica nella tua vita, qual è la molla che ti induce a comunicare emozioni ancora oggi con la tua voce?”

Mi piace ascoltare giovani artisti. Ce ne sono molti di talento con delle idee veramente belle.  Per quel che mi riguarda non c’è stato un giorno in cui ho deciso di fare la cantante, semplicemente mi piace farlo.  Piuttosto, credo che la vera sfida stia nel darsi la possibilità di seguire la propria vocazione.

DSC_4334

“Per chiudere qual è stato per il momento più esaltante e più emozionante che ti ha regalato questa attività e i tuoi progetti per l’imminente futuro? Io nel frattempo ne approfitto per farti un grosso in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti, di vita e professionali.”

L’emozione più grande la provo quando emerge l’idea. Non arriva mai dall’alto, dalla testa. Salta su dalla pancia e quando è quella giusta, quella da seguire, lo sento perché è come se fosse più grande dei miei stessi pensieri.

Da qualche tempo stò facendo spettacoli in casa. Ci sono molte persone disponibili ad offrire la propria trasformandola per una sera in uno spazio indefinito dove ascoltare musica. E’ una dimensione molto particolare, le persone sono piene di calore perché arrivano proprio per ascoltare te. Si crea un’energia veramente molto intima, molto coinvolgente. Lo spettacolo che propongo quest’anno si chiama “L’Elasticone” ed è anche il titolo di un mio brano. Racconta della velocità con cui si usa, consuma e getta una relazione di coppia per passare ad altro che avrà più o meno lo stesso percorso ed esito. Per fortuna questo non sempre accade, ma ho notato che l’argomento suscita una non indifferente identificazione del pubblico con quanto accade in scena. Nello spettacolo sono al mio fianco due bravissime attrici, Nadia Perciabosco e Laura De Marchi le quali, con i loro interventi comico-ironici rendono lo spettacolo drammaticamente esilerante. Angelo Pelini, pianista dei Tetes de Bois storico gruppo romano, ci accompagna al piano ed arrangia i miei brani e le cover di questa divertente avventura.

Grazie Gianni per la squisita opportunità di questa intervista

Sabrina

(Gianni Gardon – PELLEeCALAMAIO blog, http://www.yastaradio.com)

 

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...