Mondiali Under 17 al via: buon esordio per gli azzurri, in gol con Vido. Brasile e Uruguay a valanga!

E’ iniziato ieri il Mondiale Under 17 di calcio, che quest’anno vede impegnati negli Emirati Arabi Uniti anche l’Italia allenata da Zoratto, coadiuvato da Paolo Vanoli, attuale mister in carica dell’Under 16.
Dopo qualche giorno di suspence si apprende che le partite saranno visibili addirittura su due canali, quello satellitare di Eurosport, su piattaforma Sky e sul digitale terrestre, su Raisport 1. Ho l’imbarazzo della scelta, quindi, meglio di così!
Uno dei (pochi) vantaggi di una lunga convalescenza post-ospedaliera è che si ha indubbiamente tempo per guardare tante partite.. ovviamente è un vantaggio per gli appassionati di calcio, ci mancherebbe!

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In Rai sono certamente più “sul pezzo” e la telecronaca della gara Brasile – Slovacchia appare sin troppo monocorde, poco vivace; al contrario su Eurosport impazza quello Stefano Benzi, già protagonista per anni a Sportitalia quando, oltre al calcio, commentava con toni assai scanzonati una materia come il wrestling per quello che sostanzialmente è, cioè un gioco, e lo faceva rivolgendosi prevalentemente ad un pubblico di adolescenti. Peccato che i suoi toni siano gli stessi anche quando si ritrova a commentare una partita di calcio, di cui è sicuramente appassionato ed esperto ma a mio avviso – specie in una competizione giovanile – c’è bisogno, necessità, di mettere a fuoco i giocatori, e invece lui perde tempo in aneddoti improbabili, legge e chiacchiera virtualmente tramite twitter e facebook con i telespettatori e nel frattempo fioccano i gol, che lui spesso non commenta in diretta, perché appunto impegnato a interagire.
Poco male, nel giro di una trentina di minuti il fortissimo Brasile è già sopra di tre gol sulla malcapitata Slovacchia e ogni valenza tecnica ha perso il suo interesse, cosicchè opto per la telecronaca relax di Benzi, che pure mi sta simpatico, non dico di no.
Nel Brasile, che si permette il lusso di tenere in panca il suo miglior prospetto (a detta di chi scrive), vale a dire il fantasista della Fluminense Kenedy – che ha già esordito in prima squadra nel massimo campionato nazionale – si mettono presto in evidenza la potente e tecnica punta Mosquito e il fantasista Nathan (nel perentorio 6 a 1 finale mettono a rete rispettivamente 3 e 2 gol), oltre all’esterno Boschilia, il metronomo Danilo e il terzino Abner; una citazione d’obbligo anche per l’altro marcatore Caio, autore di uno splendido gol, di rara potenza e precisione, da fuori area e terminato all’incrocio dei pali del povero portiere avversario Junas.
In contemporanea l’Uruguay, finito nel girone dell’Italia si fa beffe della Nuova Zelanda, surclassandola con un netto 7 a 0. Certo, la consistenza degli oceanici era davvero scarsissima, ma la squadra sudamericana farà strada, ne siamo sicuri, visto il successo dell’intero movimento giovanile, come testimoniato dal recente secondo posto della “Celeste” al Mondiale Under 20, dietro solo alla Francia degli assi Pogba e Kondogbia.

l'11 di partenza dell'Italia ieri contro la Costa d'Avorio

l’11 di partenza dell’Italia ieri contro la Costa d’Avorio

E poi, finalmente l’Italia.. a dire il vero non ho avuto modo di vederla in diretta, perché nel tardo pomeriggio è passata a trovarmi, finito il proprio turno di lavoro, la mia ragazza. Solitamente mi porta sempre prelibatezze culinarie, provenienti dalla sua terra d’origine, la Puglia, ma sapendo bene che sono in ristrettezze a causa della terapia che sto seguendo, stavolta mi è andata peggio su quel versante, ma la sola sua presenza mi rincuora e mi stare meglio. La telecronaca, sempre su Eurosport fila via liscia, coinvolge e informa bene, anche se confido per il prossimo incontro che alla Rai il microfono venga affidato al bravo Marco Lollobrigida, esperto delle categorie inferiori e di calcio giovanile.
L’Italia affrontava un osso duro, la Costa d’Avorio, già vincitrice della Coppa d’Africa Under 17, un bel biglietto da visita, non c’è che dire. Dopo pochi minuti si capisce però subito che il livello generale della qualità dei nostri avversari non è certo quello di compagini africane che in altri tempi, nemmeno troppo lontani, seppero imporsi agevolmente come Nigeria o Ghana. Se vinciamo, abbiamo un piede già nella prossima fase, visto che passeranno le prime due di ogni girone e le migliori terze. Nel primo tempo la gara è tirata, soprattutto dal punto di vista fisico, con il capitano ivoriano Kessie a emergere imperiosamente, dapprima in difesa, quando non concede davvero nulla al nostro top player Cerri, e poi nel secondo tempo quando alla ricerca del pareggio si carica la squadra sulle spalle, diventando uomo a tutto campo: immagino che i taccuini di mezzo mondo si siano riempiti con il suo nome.

Luca Vido, autore del gol-vittoria dell'Italia

Luca Vido, autore del gol-vittoria dell’Italia

L’Italia parte contratta e cerca lanci lunghi o sganci puntuali sulle fasce dove ben si disimpegnano a destra il laterale del Milan Calabria e a sinistra il giovanissimo (classe ’97) Dimarco, dal buon piede. In mezzo però manca la qualità, vista solo a sprazzi nel napoletano Romano, sorta di piccolo Gerrard, mentre l’interista Palazzi contrasta bene ma è troppo impreciso nell’impostazione. Gioca troppo arretrato invece il fantasista del Napoli Tutino, deludente sia a sinistra che a destra. Ottimo invece il moto perpetuo Pugliese, dell’Atalanta, tutto grinta, inserimenti e corsa. In difesa regaliamo pochissimo, grazie ai sicuri e affidabili De Santis (il milanista in extremis è stato preferito a Calabresi) e Capradossi, il fortissimo colored centrale della Roma, oltre al portiere udinese Scuffet, davvero attento. Davanti, come detto, la stella Cerri (del Parma, con cui ha esordito in serie A l’anno scorso a fine stagione), è fin troppo isolata, seppur coadiuvato dall’agile e tecnico Luca Vido, attaccante veneto in forza al Milan. Ed è proprio quest’ultimo, classe ’97, a infilare il portiere Diagabatè a pochi secondi dall’inizio della ripresa, approfittando di una dormita generale della difesa ivoriana. Nel secondo tempo Zoratto inserisce pure il clivense Steffè per dare quantità alla linea mediana, che appare in debito di ossigeno (il livello di umidità ci segnalano essere altino), il piccolo e velocissimo attaccante milanista Fabbro e il fantasista Parigini di proprietà del Torino, quest’anno in prestito alla Juve Stabia. A mio avviso il numero 10 azzurro Parigini meritava una chance da titolare, visto quello che ha fatto vedere in pochi minuti, ma l’idea è che sarà in perenne ballottaggio con Tutino, ieri come scritto in ombra ma comunque uno dei migliori della nostra spedizione. La strada per gli azzurri è partita bene, e ne sono felice, ma l’idea è che manchi qualcuno in mezzo al campo in grado di dirigere l’orchestra (in panchina è rimasto Tibolla, del Chievo, ma anche lui è più un mediano d’ordine, di piazzamento, più che un fine costruttore). Ci si potrebbe affidare a un 4-2-3-1 più offensivo, magari con Tutino e Parigini insieme a Vido a sostegno di Cerri, che per rendere al meglio ha bisogno di essere servito a dovere; ieri il parmense, pur stretto nella morsa dei centrali ivoriani, ha lottato come un leone in gabbia, facendo leva su un fisico da paura per essere solo un diciassettenne. Oppure si potrebbe lasciare più spazio in avanti a Romano, facendolo agire da trequartista, senza compiti di marcatura. In ogni caso l’importante era partire col piede giusto e gli azzurrini lo hanno fatto! Ora l’appuntamento è per domenica alle 18 contro la Nuova Zelanda e si spera ci sarà da divertirsi in zona gol. Ultima annotazione statistica, un dato che sorprende e che un po’ fa paura, sempre sperando che sia vero, perché purtroppo in passato troppe carte d’identità di giovani africani impegnati in kermesse giovanili si sono rivelate fasulle: ieri nel secondo tempo l’allenatore ivoriano Kamara ha gettato nella mischia al posto di un evanescente Keita, il giovanissimo Niangbo, addirittura classe 1999! 14 anni, pensa te, gli stessi che aveva Luis Miguel quando debuttò a Sanremo!

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2 risposte a “Mondiali Under 17 al via: buon esordio per gli azzurri, in gol con Vido. Brasile e Uruguay a valanga!

  1. Sulla carta d’identità di questo Niangbo non metto proprio la mano sul fuoco, ma se l’età fosse vera sarebbe qualcosa di scandaloso: dai, c’è un limite a tutto, ma far giocare un ragazzino di 14 anni in un Mondiale Under 17 non esiste, un po’ come Alina che partecipò a Sanremo a 12 anni, visto che siamo in vena di citazioni festivaliere.. 😉 C’è un tempo per tutto, insomma… Per il resto, premetto che non sono molto appassionato di questi tornei ultragiovanili in quanto troppo aleatori circa le reali prospettive dei giovani che vi si esibiscono (diciamo che dagli Under 20 in poi è possibile cominciare a fare previsioni un tantino più fondate, in questo senso), tuttavia mi riprometto di darci un occhio in fase più avanzata. Su Benzi, posso dire di averne visto i primi passi nel mondo del giornalismo in una emittente privata genovese, di cui era uno degli inviati di punta e vero tuttofare, ma onestamente penso si sia un po’… guastato col crescere. Già in un suo ritorno in Liguria, ad anni Duemila inoltrati, alla conduzione di una trasmissione calcistica, mi era parso un po’ troppo sopra le righe, un po’ gigione.

    • beh, Carlo, quello che dici è in parte vero, ma il bello di queste competizioni è che si vede ancora – come dire – il talento del ragazzo allo “stato brado”. In teoria siamo nella categoria “ALLIEVI”,che comprende una fase della crescita ancora in divenire dei giocatori, sia a livello fisico che tecnico. Giunti in Primavera, al di là che ormai già imperano procuratori e agenti, il ragazzo è già smaliziato, sveglio.. mentre per un Under 17 contano aspetti più prettamente tecnici. Non tutti, anzi, la maggior parte, non lascerà impronte nel calcio internazionale futuro, non raggiungerà livelli da campione, ma girando il discorso è anche vero che i Messi, i Del Piero, gli Aguero, andando indietro nel tempo persino i Maradona, sono passati – e spesso hanno furoreggiato- da qui. Sul baby ivoriano sono molto scettico, ma si sa come vanno queste cose, ci dovrebbe essere maggior controllo, ma vedi già a livello politico come sia alquanto complicato regolamentare certi documenti. Alina? La ricordo, ma ho voluto citare Miguel, un po’ più “vintage”… altrimenti, se volevo abbassare l’età come termine di paragone, andavo direttamente ai… Gazosa! 🙂

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