Recensioni del disco di Pivirama (il progetto di Raffaella Daino, giunta al terzo capitolo della sua storia musicale)e del debutto del giovane cantautore Alessandro Romeo

Dopo aver parlato di Davide Solfrini e il suo bell’album “Muda”, ecco che mi ritrovo a scrivere di altri artisti usciti sotto l’egida della “NEW MODEL LABEL, etichetta che si distingue per la grande eterogeneità dei prodotti lanciati nel mercato.

E’ il caso dell’accoppiata presa in esame: da una parte un rock di matrice americana, proposto dai Pivirama, band guidata dalla grintosa Raffaella Daino e giunta al terzo album in studio, dall’altra il cantautorato acustico e sghembo del giovane torinese Alessandro Romeo, che con la sua istrionica voce ci culla e ci dondola attraverso 8 canzoni leggere nei suoni ma capaci di intrattenere.

I Pivirama, dicevo, sono più esperti, avendo all’attivo un percorso più che decennale, se è vero che già nel 2003 il gruppo si ritrovò ad aprire una data di Robert Plant (la storica voce dei Led Zeppelin) in occasione di Palermo, SONICA) e che nel corso del decennio è stata protagonista della scena alternativa rock italiana, aprendo pure per Cristina Donà, Afterhours o Africa Unite, ma pure in contesti mainstream, come nel caso di un live della “ragazza del PIPER” Patty Pravo.

piv

Il terzo album giunto nei negozi si chiama “Fantasy Line” e non si discosta molto dai lavori precedenti, caratterizzandosi per un rock a volte ruvido, a volte più sfuggente, quasi psichedelico, nelle tracce più lunghe e dilatate, quali “Calling”, “Fantasy” – dove compare un efficace synth e “War”, dalle belle aperture melodiche. Altrove il sound si fa più diretto, come in “Sick” o nei brani in italiano: la pregevole “SonicaMente” e in “Difference”, nel quale fa capolino la voce del rapper Claudio “Leyo” Ognibene. Per il resto la band è quella che da anni sta a fianco della songwriter Raffaella Daino: Pietro Mammone (basso), Fabrizio Vivarelli (tastiere), Joe Nak (batteria) e Davide Roberto (percussioni), ma per questo disco la cantante si è avvalsa pure della preziosa collaborazione di Renz (piano, sintetizzatore e keyboards, Domenico Mistretta e Patrick Rotolo (chitarre), sotto la direzione di Tony Truncali. L’impressione è che a una vena e a un’attitudine prettamente rock faccia da contraltare una voce invero graffiante e ricca di sfumature ma anche dolce e sinuosa, in grado di garantire prospettive inedite in futuro, vedi una canzone efficace come la melodica e orecchiabile “I am mine”. La band dopo il buon riscontro di un concerto tenuto presso il carcere di Rebibbia, ha ottenuto altre soddisfazioni vincendo premi della critica in contesti come il FESTIVAL AUGUSTO DAOLIO, il festival “Io racconto” con Mogol e soprattutto il Music Think Tank; notevole anche la partecipazione a uno showcase unplugged organizzato da RADIO 1.

un bel primo piano di Raffaella Daino, voce e autrice dei Pivirana

un bel primo piano di Raffaella Daino, voce e autrice dei Pivirana

Totalmente differente il filone, l’ambito musicale nel quale si muove il ventottenne piemontese Alessandro Romeo che, dopo onorata gavetta in canoniche band rock locali, ha capito che era giunto il momento di calarsi in prima persona nei panni del cantautore, o meglio di “cantastorie”, visto il tenore dei suoi testi, ricchi di verve e di inventiva.

I primi approcci solistici riguardano tuttavia dei tentativi di unire la musica con altre forme artistiche: si ritrova così a scrivere musiche in funzioni di cortometraggi, spettacoli teatrali, finanche a sonorizzare varie manifestazioni.

Alessandro Romeo come appare nella copertina del suo debut album "Tesi di redenzione"

Alessandro Romeo come appare nella copertina del suo debut album “Tesi di redenzione”

Pur essendo cresciuto con la chitarra elettrica, passa con disinvoltura a quella acustica, sicuramente più adatta ad accompagnare le sue prime timide e soffuse composizioni. Una volta resosi consapevole delle proprie potenzialità e superato lo scoglio del mettersi in mostra, a nudo come vocalist, ecco per Romeo fioccare idee e narrazioni, le stesse che confluiscono nell’interessante – anche se inevitabilmente ancora acerbo – “TESI DI REDENZIONE”, in cui magari ingenuamente Alessandro mette in luce contraddizioni, inquietudini e malesseri malcelati della società, senza disdegnare l’arma dell’ironia in cui fa ricorso in brani come “Puzza di pesce” o “Karrina”, invero surreale, anche se delle 8 tracce edite a colpire è prima di tutte l’iniziale e obliqua “Amantide”, seguita dalla metaforica “La casona”. Un debutto bene a fuoco sul quale è possibile ipotizzare uno sviluppo e una maturazione, magari mediante i live che serviranno certamente da carburante per una proposta altrimenti a rischio di passare sotto silenzio, visti i tanti epigoni nel genere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...