Roma e Lanciano avanti tutta!!! E chi li ferma più?

Roma e Lanciano stanno marchiando a fuoco questo inizio di campionato, in serie A e in serie B, ma tutto lascia presupporre, specie alla luce di quanto dimostrato nelle gare di ieri – veri banchi di prove per entrambe, attese com’erano al varco di una fragorosa conferma – che il loro cammino non sarà destinato a fermarsi.
La Roma di Garcia schianta l’Inter nella partita tra le due rinate della massima serie, tra due grandi squadre restituite dopo tre anni di “magra” a una classifica dignitosa che lascia trasparire sogni di rinnovata grandezza. La squadra di Mazzarri ,a dire il vero, si presentava al via non in condizioni ottimali, mancando a livello di organico di gente come Campagnaro o l’esterno Jonathan, ormai titolare e con un Milito ancora a mezzo servizio; la Roma di Rudi Garcia invece poteva mettere in mostra tutta la sua argenteria al completo, col lusso pure di tenere in panca l’astro nascente Ljajic.

la freccia Gervinho, grande rivelazione di inizio satgione

la freccia Gervinho, grande rivelazione di inizio satgione

Fughiamo subito il campo da dubbi: il rigore che ha causato il parziale doppio vantaggio dei giallorossi non c’era assolutamente, essendo il fallo sulla freccia ivoriana Gervinho accaduto fuori area e inoltre se Guarin avesse centrato il “sette” con il suo tiro bomba, anziché far tremare il palo a De Sanctis largamente battuto quando quel gol poteva rappresentare un insperato pareggio, magari la partita sarebbe finita diversamente. Tuttavia, queste considerazioni posticce nel calcio lasciano il tempo che trovano ed è innegabile che la forza di Totti e compagni, capaci di espugnare San Siro con facilità quasi irrisoria, terminando la prima frazione di gioco in vantaggio di tre reti, sia emersa senza appello.

il gol di TOTTI, grande protagonista ieri a San Siro contro l'Inter

il gol di TOTTI, grande protagonista ieri a San Siro contro l’Inter

A questo punto, è tempo di sbilanciarsi, posto che dopo la sosta la Roma ospiterà all’Olimpico un’altra rivale storica, impegnata nella lotta al vertice, il Napoli di Benitez. Nel frattempo però gli uomini del pragmatico tecnico francese (che impatto Garcia!) hanno inanellato 7 vittorie consecutive nelle prime 7 giornate, segnando a raffica (20 reti e non ci vuole certo un genio della matematica per conteggiare che sono quasi 3 gol a gara!) e subendo il gol avversario in una sola occasione. Il gioco della Roma si dipana nel rettangolo verde in modo arioso, spettacolare quando occorre ma pure concreto, nelle ripartenze, con Totti a dirigere la trequarti da finto centravanti sempre nel vivo dell’azione, con possibilità di mandare in rete in maniera costante gli inaspettati (alla vigilia, perché ora più che mai bisogna farne i conti) Gervinho e Florenzi. Il primo, reduce dai chiaroscuri londinesi all’Arsenal, quando sembrava un incompiuto dribblomane, tornato al servizio del suo mentore, quando furoreggiava in Ligue 1 con il Lilla, sta stupendo tutti col suo gioco efficace e insospettabilmente concreto, il secondo, splendido prodotto di un fertilissimo vivaio, quello di casa, è un jolly vero e proprio – come dimostrato due anni fa nell’apprendistato di Crotone, quando fungeva indifferentemente da terzino, mediano, fantasista, capace di segnare ben 11 gol – che già con Zeman era stato tra i pochi a salvarsi da una stagione grigia, grazie al suo dinamismo e alla sua abnegazione. Benissimo anche la corposa e solida mediana, costituita da un rigenerato De Rossi (paiono lontanissimi i tempi dei mugugni zemaniani e delle avances straniere) da uno Strootman che gioca come un veterano e dal tecnico Pjanic, capace pure di mostrare numeri d’alta scuola. Non si può tralasciare di considerare la forza di una difesa bunker, nella quale De Sanctis ha portato esperienza e tanta personalità, la stessa clamorosamente mancata a Stekelenburg e Benatia si erge a baluardo pressoché insuperabile, grazie a doti non comune, specie nell’anticipo sugli avversari. Insomma, scommettitori, direi che la quota sulla vittoria finale giallorossa è assolutamente da rivedere.

la giovane e affascinante Valentina Maio, da anni alla presidenza del club abruzzese del LANCIANO

la giovane e affascinante Valentina Maio, da anni alla presidenza del club abruzzese del LANCIANO

In B il Lanciano, magari con meno spettacolarità ma con medesimo spirito garibaldino, efficacia e regolarità sta mettendo in fila risultati su risultati, lasciandosi alle spalle, partita dopo partita, ogni avversario. E ieri incontrava il Novara, mica l’ultima della classe, ma bensì una seria candidata alla promozione. Il 3 a 0 con cui la squadra abruzzese ha regolato la compagine di Aglietti è significativo di una forza e di una consapevolezza dei propri mezzi che va accrescendosi di sabato in sabato. Stesso risultato della Roma sull’Inter, ottenuto mostrando piglio da grande, personalità e grande maturità, certamente acquisita dopo l’anno vissuto da matricola assoluta nella passata stagione ma arricchita dalle nozioni del nuovo tecnico Baroni, catapultato dalle giovanili juventine, dopo poche esperienze tra i pro, ma subito in grado di dare la sua impronta, conferendo alla squadra un maggior equilibrio tra i reparti rispetto al pur valido Gautieri che l’anno precedente ottenne una storica salvezza al primo colpo in B con un gioco magari più spettacolare e sbarazzino.
Gli uomini del Lanciano, gestito a livello familiare e presieduto dalla giovanissima Valentina Maio in maniera assai oculata sull’onda di esempi concreti come quello del Cittadella ma che a molti ricorda il primo Chievo di Campedelli, sono in pratica gli stessi di 12 mesi fa, con poche e mirate aggiunte in un telaio già presente e vincente in terza serie, ma quest’anno sono esaltati dalla forza dei risultati e da una fiducia e autostima che si rafforza ad ogni traguardo conseguito… e qui saggiamente si parla di “mettere fieno in cascina in ottica salvezza”. Ci mancherebbe, non bisogna perdere il senso della realtà, ma la B ci ha insegnato dalla notte dei tempi che exploit simili si possono perpetrare fino al termine del campionato, e allora non si parlerebbe più di sorpresa.

giocatori del LANCIANO in festa dopo un gol

giocatori del LANCIANO in festa dopo un gol

Capitan Mammarella è una della bandiere, sempre positivo e propositivo, una vera guida per i più giovani compagni, un po’ come il difensore Amenta (scopertosi pure insolito goleador!) o l’esperto attaccante Turchi, compagno della Presidentessa. Un caso certo anomalo nei campi di calcio, ma che non va minimamente a inficiare sul rendimento e sugli equilibri interni della squadra. Ad alzare il tasso tecnico dell’ 11 abruzzese ci pensano soprattutto l’agile Piccolo, classe ’88 e dai tempi degli esordi piacentini in rampa di lancio, Falcinelli, da cui si aspettano pesanti gol, il giovane di scuola atalantina Nadir Minotti, rivelazione stagionale al pari del terzino di proprietà Hellas Verona Filippo De Col, arrembante in appoggio al laterale destro e validissimo nella linea difensiva; a centrocampo inoltre è sceso di categoria dal Bologna il mediano Casarini, a conferire ulteriore qualità a un reparto che già vantava due registi dai piedi buoni come Paghera, ex Brescia che ricorda Corini, e l’austriaco Buchel che dopo gli anni con la Primavera della Juventus è pronto a breve a calcare palcoscenici importanti, magari proprio con il Lanciano, visto che – anche se nessuno tra i tifosi e tra i 35.000 abitanti e poco più lo dice – ai sogni non si può certo rinunciare e, anzi, non è detto che alcuni non possano pure realizzarsi prima o poi.

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