Serie B: nel Varese, pronto a ritagliarsi un ruolo da protagonista in campionato, occhio ai talenti Momentè e Lupoli, in cerca di rilancio

Nel Varese che per l’ennesima stagione sta stupendo in serie B, nonostante i cambi di formazione e di allenatori, il valore aggiunto è rappresentato da un parco attaccanti di prim’ordine, confermato dai gol già messi a segno dal neo acquisto Pavoletti, richiestissimo quest’estate e dall’ apporto del sempiterno Neto Pereira, ormai bandiera vera e propria dei biancorossi lombardi.

un giovanissimo ARTURO LUPOLI al suo esordio in PREMIER con la maglia dell'ARSENAL

un giovanissimo ARTURO LUPOLI al suo esordio in PREMIER con la maglia dell’ARSENAL

Come detto, cambiano i mister, i giocatori, i direttori sportivi, addirittura i presidenti, ma da queste parti ormai si sono abituati alle sorprese e a campionati di prim’ordine, nonostante i proclami di inizio stagione siano quasi sempre all’insegna di un (realistico) basso profilo. Tuttavia la serie cadetta ci ha sempre dimostrato che i valori in campo possono non essere rappresentativi del “peso” economico che una società si porta in dote. E poi Varese comincia a essere una buona tappa per molti protagonisti a venire del calcio italiano, una sorta di trampolino di lancio verso la serie A. 7

E allora perchè non provare quest’anno a fare il colpaccio? Sebbene si sia solo all’inizio di un torneo che si rivelerà lunghissimo ed estenuante come sempre, le squadre più blasonate paiono in seria difficoltà.

Tralasciando il Palermo che ha tutte le carte in regola per risalire (una volta riottenuto un certo “equilibrio” tra società e nuovo mister), le altre come Brescia, Reggina, Modena o Padova (ultimissima, addirittura!) non stanno rendendo come si attendeva e allora stanno emergendo compagini davvero poco accreditate alla vigilia, specie il Bari, il Lanciano o il Cesena.

Tra queste due eccezioni sono rappresentate dalla capolista Empoli, nel segno della continuità con quanto espresso l’anno scorso, e appunto il Varese del neo tecnico Stefano Sottili, ex discreto “libero” negli anni ’90 e subito pronto all’esordio in B, dopo proficua gavetta nelle serie minori, culminata l’anno scorso nella bellissima stagione veneziana.

Matteo Momentè con la maglia dell'Albinoleffe, in quella che finora è stata la sua migliore stagione da professionista

Matteo Momentè con la maglia dell’Albinoleffe, in quella che finora è stata la sua migliore stagione da professionista

Gli attaccanti del Varese dicevamo.. perso un totem come Ebagua, ma sostituito egregiamente dal già citato Pavoletti (l’ex sassolese che ci ha messo un attimo per diventare beniamino dei tifosi, togliendosi pure dei sassolini dalle scarpe nei confronti della sua squadra passata che una volta salita in serie A non gli ha concesso una chanche di dimostrare il proprio valore nella massima serie), in rosa ci stanno pure talenti grezzi ma che, sciolte le briglie e liberi da infortuni che finora li hanno funestati, potrebbero far fare un ulteriore salto di qualità: parlo di Scapuzzi, Momentè e Lupoli.

Se del trequartista ex Milan e Manchester City avevo già parlato diffusamente in un lungo post apposito, sugli altri due mi piace spendere qualche parola in questa circostanza.

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Entrambi classe ’87, sono ex talenti prodigi del calcio italiano. Matteo Momentè, veneziano di Jesolo, esordì prestissimo in serie A con la maglia nerazzurra dell’Inter. Da tempo il suo nome era segnato sui taccuini di tanti addetti ai lavori, trattandosi di un attaccante dalle grandi doti tecniche e fisiche.  Più che un centravanti, nonostante ne avrebbe la stazza, da giovane agiva soprattutto da seconda punta, di spalla a Germinale. Matteo anche da professionista bruciò in fretta le tappe, ma fu ben presto vittima di pesanti infortuni. Le esperienze migliori si registrarono all’Albinoleffe e proprio a Varese nella stagione 2009/’10, dove mise in mostra le sue doti di attaccante completo, col suo mancino in grado di innescare l’assist vincente e di concludere agevolmente in rete. Nel 2011, tornato a Varese dopo la felice parentesi bergamasca in Val Seriana, incappò in un pesante infortunio e l’anno dopo ripartì dalla Lega Pro, ingaggiato dall’ambiziosa Cremonese. I postumi dell’infortunio si fecero sentire, perse la stagione in pratica, prima di rientrare alla base quest’anno, alla vigilia del campionato 2013/’14, finalmente integro.

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Più singolare la storia calcistica di Arturo Lupoli, fenomeno acclamato di ogni rappresentativa giovanile azzurra, fin dall’Under 16, a fianco di gente come Acquafresca, Cerci o Giuseppe Rossi, giusto per citare i soli componenti della linea offensiva. Proprio con il viola Rossi, Lupoli si ritrovò a vivere stagioni magiche a Parma, conseguendo con grande merito uno straordinario scudetto Allievi (in un ciclo che comprendeva, oltre ai due bomber, anche lo sfortunato Filippo Savi, mediano grande promessa non mantenuta a causa di infortuni; attualmente milita in D, il laterale Dessena, il difensore Marco Rossi, attualmente squalificato per le vicende legate al calcioscommesse e il figlio d’arte Mandorlini.

Ma erano i due piccoletti funamboli là davanti a destare stupore e meraviglie tra gli spettatori, tanto che a 16 anni ci furono “scippati”: Rossi finì al Manchester United di sir Alex Ferguson, Lupoli all’Arsenal di Wenger. Carriere parallele fino a un certo punto, con Rossi che poi mantenne lo status di grande talento e attaccante, mentre Lupoli dopo l’esordio felice in Premier, si ritrovò la strada più in salita. Dopo una buona stagione in prestito in Championship (serie cadetta inglese), titolare nel Derby County, Arturo tornò in Italia nella matricola assoluta in serie A Treviso, dopo che la Fiorentina, una volta acquistatolo, non credette in lui per l’inserimento nella rosa dei suoi titolari. In una situazione obbiettivamente difficile, Lupoli non riuscì a contribuire efficacemente, siglando comunque in Veneto il suo primo – e finora unico – gol in serie A.  Tornò quindi in Inghilterra, dove godeva ancora di buon credito,  per due stagioni, al Norwich  prima e allo Sheffield Utd poi, dove fece intravedere buoni colpi, segnando in tutto sei rete.

Da lì il ritorno definitivo in Italia nel 2009. Le ultime quattro stagioni le ha vissute in contesti sportivi difficili, con Ascoli e Grosseto, società entrambe alle prese con problemi societari vari. Lupoli, pur non giocando titolare fisso, piace per l’applicazione, per l’impegno, per il fatto di non mollare mai, e anche per i suoi gol e la sua personalità. Certo, deve ancora rivelarsi quel fantastico fromboliere che era da giovanissimo, e magari non lo farò mai, ma da agile seconda punta, veloce e tecnico, sa farsi ancora valere. Tutto mancino, se sta bene fisicamente, potrebbe rivelarsi un valore aggiunto per l’ambizioso Varese: staremo a vedere se per il biondino napoletano, ma nativo di Brescia questo sarà, giunto all’età di 26 anni, l’anno della svolta.

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