L’Hellas Verona esce sconfitto dallo Juventus Stadium ma certamente non ridimensionato

L’Hellas Verona è uscito a testa altissima dal temibile scontro contro la favoritissima Juventus, a detta di chi scrive ancora la più seria candidata alla vittoria dello scudetto, quello che sarebbe il terzo consecutivo, nonostante la forza di gara in gara dimostrata da rivali come Napoli e le redivive Roma e Inter.

la gioia incontenibile di Cacciatore (qui festeggiato dall'ottimo Jorginho) dopo l'illusorio gol del vantaggio dell'Hellas contro la Juventus

la gioia incontenibile di Cacciatore (qui festeggiato dall’ottimo Jorginho) dopo l’illusorio gol del vantaggio dell’Hellas contro la Juventus

E’ stato sconfitto, quello sì, però con dignità, mettendo in serie difficoltà, almeno per un tempo, i campioni bianconeri. Poi la qualità nettamente superiore dei singoli ha avuto la meglio, ma di certo, detto obbiettivamente, non si è vista la miglior Juventus, imbrigliata dal gioco difensivo stile anni ’60/’70 impostato dal tecnico gialloblu Mandorlini.

Catenaccio, detta in maniera povera, spesso connotato di un significato negativo ma che alla resa dei conti stava pagando gli sforzi dei veronesi, specie con l’asfissiante marcatura del gioiello Jorginho su Pirlo, mai visto così abulico e in difficoltà, chiaramente a disagio e infine al momento della sostituzione, persino tardiva forse, arrabbiato al punto di non sedersi nemmeno in panca tra lo stupore e il disappunto del suo allenatore. Chiaro, il brasiliano dell’Hellas così facendo non ha potuto dare il suo contributo nel costruire il gioco ma qui allo Juventus Stadium, realisticamente, si è badato a distruggere, a impedire il gioco , solitamente sfavillante e assai incisivo degli avversari. Difesa a cinque, chiusa a bunker, palla sui piedi dei difensori Ogbonna, Barzagli e Bonucci, che ottimi nei loro ruoli, non lo sono altrettanto a costruire e a tirare in porta, specialità invece dei Pirlo, Vidal e Pogba, qui abilmente controllati e nel caso del regista azzurro, annullati come detto prima.

lì'incornata vincente dello spagnolo Llorente in anticipo sul greco Moras, sino a quell'episodio molto convincente in marcatura sul centravanti juventino

l’incornata vincente dello spagnolo Llorente in anticipo sul greco Moras, sino a quell’episodio molto convincente in marcatura sul centravanti juventino

Poi nel calcio succede che da un calcio da fermo ci può scappare il gol e così il terzino Cacciatore stava pure per diventare l’eroe del giorno col suo gol del vantaggio gialloblu. Qui però gli assi della Juve hanno iniziato a spingere maggiormente, creando pressione in area di rigore. Specie Tevez, che già sembrava tra i più in palla e propositivi, ha iniziato a prendere le misure a Rafael e a puntare con maggior decisione il giovane Bianchetti, un semi esordiente in serie A, con i suoi 20 anni.  L’azzurrino non  stava demeritando ma è chiaro che poteva pagare lo scotto dell’inesperienza e così l’Apache, sbilanciandolo lievemente con una bel movimento, prima di scagliare un forte e angolato tiro imprendibile per un pur attentissimo Rafael, alla fine lo ha “fregato”, siglando il pareggio dopo pochi minuti.

Il resto parla di una Juve sempre più in assalto dell’area del Verona, fino al bel gol in incornata dell’atteso Llorente, che forse per la prima volta è riuscito, nell’azione decisiva del gol juventino, ad anticipare un sin  lì impeccabile Moras, cambiando il corso della partita e probabilmente della sua stagione, visto che la mia sensazione è che, se non avesse fatto quel bel gol, Conte lo avrebbe sostituito.

Il Verona si è preso anche i complimenti di Conte, e c’è da dire che i 6 punti sin qui incamerati, a fronte di un calendario oggettivamente difficile (Milan, Roma, Sassuolo, Juventus) sono grasso che cola, ottenuti tra l’altro con buone prestazioni (se escludiamo forse quella con la Roma). Insomma, meglio averne 6 che 0 come il Sassuolo, alla vigilia da alcuni commentatori accreditato come compagine più completa dell’Hellas. Per carità, siamo ancora all’inizio, ma le mie sensazioni rimangono buone.

La rosa è ampia, completa, assortita, con scommesse stuzzicanti come Iturbe. Bisogna rimanere coi piedi per terra, perchè i punti si devono fare con le dirette concorrenti in lotta per salvarsi, obiettivo che deve rimanere bene in vista. E già a Torino non sarà semplice, vista la bella partenza dei granata. Tuttavia mi aspetto una gara più a viso aperto, propositiva da parte degli uomini di Mandorlini; se con la Juve la tattica stava per funzionare e a ben vedere probabilmente era l’unica possibile per provare a uscire indenni dalla sfida contro i Campioni d’Italia, già col Sassuolo l’atteggiamento remissivo era stato molto rischioso, e la partita si chiuse solo al novantesimo sul 2 a 0 dopo un assedio a vuoto dei nero verdi emiliani.

Vedremo dove potrò arrivare la squadra veronese in quello che, come da molti evidenziato, si prospetta davvero un torneo diviso a metà, con squadre d’alta classifica in lotta per traguardi europei e le altre a giocarsi la salvezza. Con squadre come Parma, Atalanta, Sampdoria e Catania partite così male, potrebbero esserci anche quest’anno, dopo l’esperienza del Palermo, delle sorprese eclatanti in zona retrocessione.

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