“I più grandi di tutti”: bellissimo film di Carlo Virzì

“I più grandi di tutti” del regista Carlo Virzì, fratello del celebre Paolo con cui da sempre collabora (specie curando le colonne sonore alla guida del suo interessante gruppo musicale Snaporaz) è un bellissimo affresco della musica ma direi più ad ampio raggio, della società italiana negli anni ’90, attraverso il riesumo della band immaginaria dei Pluto, alfieri di un rock alternativo, genere molto in voga in quel decennio, che avrebbe prodotto negli anni a venire band poi destinate ad esplodere e a diventare davvero “grandi”.

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I Pluto invece si ritrovarono ad abbandonare sogni di gloria e così il regista ce li mostra dapprima ai giorni nostri, alle prese con problemi assortiti e lontanissimi da ogni logica di rientro nelle scene musicali, se escludiamo il personaggio di Maurillo, interpretato da un convincente Marco Bocci, calatosi perfettamente nella parte del rocker maledetto, lui che oltre ad essere apprezzato attore e conduttore, è pure da più di un decennio frontman dei Malfunk, guarda caso band rock emersa nei ’90s.

Poi accade che quando meno se lo aspettano  i nostri protagonisti (oltre al citato Cocci, un convincente Alessandro Roja, già molto apprezzato nella serie “Romanzo Criminale”, qui nei panni di un papà di famiglia  disoccupato ed ex batterista dei Pluto; una eccessiva Claudia Pandolfi, ex bassista della band e ora convertitasi a una vita “normale” per non dire agiata col facoltoso fidanzato e Dario Cappanera, l’unico musicista professionista del set, metallaro doc, che qui appare come il più restio a rimettersi a suonare con gli ex compagni) ricevono uno strano invito da parte di un giornalista/fan (lo straordinario Corrado Fortuna, di film in film sempre più bravo, dai tempi del suo esordio con “My name is Tanino”, quando fu diretto da Paolo Virzi al più recente “Si può fare l’amore vestiti?”) il quale intende a mo’ di sincero omaggio rilanciare le quotazioni dei suoi antichi eroi giovanili, realizzando un documentario sulla loro storia e, perchè no, facendo rientrare nel progetto l’inserimento della band in alcuni eventi live..

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Insomma, l’idea sarebbe quella di una vera reùnion, che però dapprima incontra il disappunto dei componenti del gruppo, troppo alle prese con beghe personali ma che alla fine si rivelerà, nel bene e nel male, un modo per far sciogliere certi nodi al pettine e soprattutto per analizzare la propria vita, rimettendosi in gioco. Un film che rimane nell’ambito della commedia ma che sa toccare le corde più sensibili dell’anima dello spettatore, con vette di profondità inaspettate. Un film consigliatissimo, specie per chi ha condiviso, vissuto, sognato le stesse cose dei Pluto!

IL BRAVISSIMO CORRADO FORTUNA

IL BRAVISSIMO CORRADO FORTUNA

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