LE PAGELLE DELLA SERIE A, alla fine del calciomercato, e relativi pronostici

Finalmente si è messa la parola “fine” al calciomercato ed è iniziato quello vero, cui forse è presto per fare bilanci.

VEDIAMO COME SI SONO COMPORTATE LE 20 PROTAGONISTE DI UNA SERIE A CHE SI SCOPRE PIU’ RICCA DI TALENTO GRAZIE A NUOVI STRANIERI DI PRIMA FASCIA E A UN MAGGIORE EQUILIBRIO, SIA DAVANTI CHE DIETRO.

ATALANTA  6

Sostanzialmente rimasta legata agli uomini base che hanno contribuito a farla rendere bene nelle ultime due stagioni, ha marcato d’esperienza la difesa con Yepes, trattenuto il gioiello Bonaventura, in attesa probabilmente di monetizzare meglio l’anno prossimo e davanti, a fianco a una certezza come Denis, ci si aspetta la consacrazione di un talento come Livaja, che deve però crescere professionalmente. Novità di queste prime due giornate è stata soprattutto la variabile del modulo di gioco, non più un rigido ma efficace 4-4-2  – storico marchio di Colantuono, ma un più elastico 4-3-3

BOLOGNA 5,5

A me pare indebolito rispetto all’anno scorso, senza Gila e Taider tra gli altri  e , se da una parte, Bianchi ha le credenziali per non far rimpiangere in termini di potenzialità offensiva la squadra, dall’altra si perde ulteriore fosforo e sostanza a centrocampo. Cercasi conferme o miglioramenti significativi da gente in rampa di lancio come Khrin e Christodoulopoulos, mentre davanti, perso Gabbiadini (ma si sapeva) dovranno fare gli straordinari Diamanti, a lungo corteggiato dalla Juventus e il greco Konè. Non convince la difesa, in special modo il portiere Curci. La partenza in campionato è stata di quelle shock, ma Pioli potrebbe rimettere in carreggiata la sua squadra, grazie a innate qualità da tecnico. Se poi Cristaldo si rivelasse forte come dicono, la salvezza potrebbe essere più che alla portata.

CAGLIARI 6,5

Voto più che altro al merito di aver resistito per l’ennesima volta alle lusinghe (leggi: soldi veri) che molte squadre, italiane ed estere erano pronte a versare sul piatto di Cellino per big come Astori e certezze collaudate come Nainggolan. Rimane il problema dello stadio, altrimenti direi tranquillamente che questo Cagliari, granitico in gente come Agazzi, Conti, Cossu e sospinto dal talento autentico di Sau e da quello in piena fase di esplosione di Ibarbo, non avrebbe problemi a salvarsi. Lopez uno dei migliori nuovi tecnici della serie A, alla prima stagione da “solista”, dopo l’anno con Pulga (anche se di fatto era lui a dirigere le operazioni)

CATANIA 5

Non inganni la partenza negativa, sfavorita pure da un calendario non semplicissimo. Il fatto è che sarà difficile sostituire in un colpo solo gente di livello come Marchese, che qui si è affemato, Lodi, uno dei migliori registi della serie A e il peperino Gomez davanti. Inoltre con la probabile prospettiva che anche il talentuoso Barrientos faccia le valigie a gennaio, dopo che sembrava già pronto a volare in Quatar, preferendo una valanga di soldi a un campionato competitivo, nel quale si stava affermando di stagione in stagione. I sostituti sono un po’ da scoprire, sinora la società raramente ha sbagliato ma è un rischio calcolato. In regia cerca il rilancio Tachtsidis dopo la deludente stagione romanista: è giovane e ha le qualità per tornare quello di Verona, fortemente voluto da Zeman in giallorosso

CHIEVO 5,5

Che poi magari Sannino riesca a far disputare l’ennesimo campionato relativamente tranquillo è un fatto assai probabile, viste le sue qualità e l’approccio manifestato nelle prime due gare (col Napoli onestamente nel secondo tempo la differenza tecnica si è fatta sentire tutta) ma a livello di calciomercato, si è sfiorato l’immobilismo, anche se promette assai bene la coppia d’attacco Thereau – se ripetesse l’ottima stagione scorsa – Paloschi, attaccante da potenziali 20 gol, se fosse sorretto ogni tanto da più fortuna a livello fisico.

FIORENTINA 7,5

Che dire? Avrò venduto anche due big ambitissimi come Jovetic e Ljajic ma se non altro non ha in teoria rafforzato le dirette pretendenti che li richiedevano a gran voce (Juve e Milan) ma ha nel contempo arricchito, oltre le casse, anche la qualità complessiva della rosa, con Gomez davanti – insieme a un ritrovato Rossi forma forse la coppia meglio assortita della serie A, Ambrosini in mezzo, in un reparto che ha mantenuto Pizarro, Aquilani e Borja Valero. A questi aggiungiamo che sono arrivati ottimi puntelli come teoriche riserve, vedi Joaquin, e soprattutto che Cuadrado ormai è una stella, uno dei migliori laterali offensivi del panorama mondiale. Dove possano arrivare i viola in campionato lo scopriremo solo vivendo ma le prime fragorose risposte che giungono dal campo paiono propendere per “molto in alto”

Super Mario Gomez, nuovo bomber dei viola

Super Mario Gomez, nuovo bomber dei viola

GENOA 5,5

Non ci siamo, e per fortuna che Conte all’ultimo si è imputato contro la cessione di Quagliarella che avrebbe provocato uno scossone nel via vai di punte che avrebbe coinvolto direttamente il Grifone che a quel punto si sarebbe privata di Gilardino (al quale va riconosciuto di aver preferito rimanere qui per giocare, segnare e provare l’ultimo aggancio per il Mondiale) per un ritorno comunque gradito di Borriello. Nel frattempo la squadra non si era mossa male in anticipo con gli acquisti di Lodi, passato un po’ in secondo piano ma invero giocatore di prim’ordine, il giovane terzino Vrsaljko e in aggiunta a un duo difensivo affidabile di suo, un altro esperto centrale come Gamberini. Alcune scommesse rimangono, vedremo l’impatto di Centurion… certo la partenza è stata da brividi.

INTER 6,5

In attesa dell’innesto ormai imminente di Tohir, sempre però che i Moratti possano incidere ancora – loro sono la storia del club – il mercato è stato piuttosto oculato, mirato più che altro a ridare convinzione e motivazione a un gruppo, magari logoro (e in questo senso vanno interpretati gli acquisti di alcuni giovani tra i più interessanti del campionato come le punte Icardi e Belfodil e il “tuttocampista” Taider, che si aggiungono a un Kovacic giunto a gennaio sul quale si punta giustamente tantissimo) e in questo senso l’acquisto migliore non poteva che essere quello di un tecnico come Mazzarri. Probabilmente sarà una stagione “di transizione” ma i 6 punti in due gare fanno intuire che la squadra nerazzurra non regalerà niente a nessuno: la difesa con Campagnaro ha guadagnato sicurezza e anche un talento come Ranocchia potrà finalmente ritrovarsi, l’attacco poggia per il momento su un super Palacio e, archiviato in fretta il sogno di un ritorno di Eto’o, ormai si spera di rivedere presto in campo bomber Milito. Da segnalare in questo primo scorcio di campionato i sensibili miglioramenti di gente come Jonathan e Alvarez.

JUVENTUS 8

Al di là del valore tecnico della squadra, ancora la migliore di tutte dal mio punto di vista, è migliorata sensibilmente nelle zone “migliorabili”, cioè in attacco dove invero sta bastando l’innesto di un leader nato come Tevez per far sembrare la squadra ancora più forte, decisa, grintosa, determinata. Più difficile l’inserimento di Llorente, poco consone al gioco di Conte e alla resa dei fatti, non poi così migliore di un Vucinic che pare motivatissimo. Saltato Zuniga, sul quale la Juve sta comunque continuando a pressare in vista di gennaio, rimane una rosa fortissima, specie in mediana, dove con campioni come Vidal e Pogba, anche Pirlo potrà concedersi qualche partita no o qualche fisiologico calo tecnico.

il nuovo numero 10 juventino ha avuto un impatto positivo, 3 gol nelle prime tre partite ufficiali dei bianconeri, che anche grazie a lui rimangono i favoriti per lo scudetto

il nuovo numero 10 juventino ha avuto un impatto positivo, 3 gol nelle prime tre partite ufficiali dei bianconeri, che anche grazie a lui rimangono i favoriti per lo scudetto

LAZIO 5,5

Non tengo conto della classifica, ma di una certa staticità generale, di gioco, di mercato, di uomini, il che non significa che la squadra non sia valida, ma che forse avrebbe avuto bisogno quanto meno di rimpolparsi. Troppo evidente lo scarto tra quegli 11 o 12 giocatori che rientrano tra le prime scelte e i rincalzi che troppo spesso non paiono all’altezza. Grava molto l’assenza di un attaccante di valore da affiancare all’eterno Klose. Si è inseguito a lungo il turco Ylmaz, forse era meglio tenersi in caldo qualche alternativa in più.

LIVORNO 5,5

Nicola ha sorpreso tutti vincendo a mani basse alla seconda giornata, per di più in trasferta, e la sua mano, il suo entusiasmo e le sue qualità da predestinato saranno i maggiori indizi che potranno consentire al Livorno di raggiungere una salvezza che su carta sembra complicata, nonostante gli acquisti di Greco e Biagianti che regalano esperienza in mediana, il talento di Siligardi atteso a una conferma in serie A e reduce da un grave infortunio, la conferma di un richiestissimo Paulinho, anch’egli splendido, oltre che decisivo per la promozione ma tutto da verificare a questi livelli e l’acquisto “last minute” della freccia Emeghara, già a segno nel debutto.

MILAN 6,5

Il ritorno di Kakà ha smosso gli animi e soprattutto i cuori di tantissimi tifosi, reduce del campione ammirato per lunghe e intense stagioni, le ultime trionfali per i rossoneri, ma che è rimasto di quel giocatore? Troverà stimoli giusti e ritroverà fiducia e certezze oppure farà la comparsa di sé stesso come successe con altri celebri rientri milanisti (Gullit e Shevchenko)? Per il resto la squadra sembra meno quotata rispetto a Juventus e Napoli, nonostante un Balotelli già inserito e sempre più convincente come leader offensivo (a scapito di un El Shaarawy che col cambio di modulo tanto auspicato, quello col famoso trequartista, rischia di scendere nelle gerarchie di Allegri, soprattutto dopo l’acquisto di uno dei suoi pupilli, quell’Alessandro Matri, preso per sopperire all’assenza di Pazzini) e una mediana rinfrescata da Poli e irrobustita dal ritorno prepotente di De Jong. L’anello debole rimane la difesa, eccezion fatta per l’astro nascente De Sciglio, che pare un predestinato.

NAPOLI 8

De Laurentiis e la dirigenza tutta hanno allestito uno squadrone, tenendo conto di come hanno reinvestito l’ingente somma ricavata dall’inevitabile cessione del Matador Cavani: Higuain, Callejon (che debutto, 2 gol in altrettante gare!), il nazionale spagnolo Albiol e il meno citato ma assai talentuoso Mertens. Ok, magari ci si aspettava pure un’altra punta di peso, ma in rosa ci sono comunque un redivivo Pandev e un Insigne sempre più smanioso di diventare simbolo di questa squadra. Non parliamo di Hamsik, poi, uno dei migliori centrocampisti del mondo. Insomma, Benitez, che aveva un difficile compito sulla carta, sembra l’uomo giusto, senza nulla togliere allo splendido operato di Mazzarri, per far ulteriormente alzare l’asticella delle ambizioni napoletane, il che vorrebbe dire una sola cosa, che qui manca dai tempi di Re Diego.

Higuain, l'uomo giusto per sostituire El Matador Cavani, è già un idolo del San Paolo

Higuain, l’uomo giusto per sostituire El Matador Cavani, è già un idolo del San Paolo

PARMA 7

Non si può certo dire che Ghirardi sia rimasto con le mani in tasca: molti gli arrivi, alcuni eccellenti come quello di Cassano, davvero giunto all’ultima chance importante di carriera dopo tanti buoni propositi (riusciti a metà) di “redimersi”. Se in proporzione gli riuscisse di fare il “Baggio” degli anni di Brescia, allora per i ducali si prospetterebbe un anno interessante, visti pure gli innesti del guerriero Gargano, di un giocatore da rilanciare come Cassani  – fino a un paio di anni fa tra i migliori terzini italiani – e il ritorno, visto che da giovanissimo partì da qui per approdare all’Inter, di Obi.  Poi è rimasto Paletta, leader della difesa e carismatico anche nello spogliatoio. Donadoni per le mani ha una squadra che potrebbe ambire a qualcosa di più di una comoda salvezza, ma ormai da tanti, troppi anni, l’obiettivo minimo, solitamente raggiunto già nelle prime giornate di ritorno, va poi a influire negativamente sulle prestazioni, come se le motivazioni svanissero di colpo. Bisogna cambiare mentalità.

ROMA 7

Ammetto che solo pochi giorni fa, su questo stesso blog, ero stato piuttosto severo (o quantomeno perplesso) sulle strategie di mercato della Roma, considerate le cessioni eccellenti di Marquinhos, Osvaldo e infine Lamela, ma alla resa dei conti, gli acquisti vanno a compensare, visto l’arrivo in simultanea alla cessione dell’argentino del talento ex viola Ljaijc, che va ad aggiungersi alla roccia Benatia in difesa (uno dei migliori centrali difensivi della serie A) e al centrocampista poliedrico Strootman, giovane “vecchio” nel senso che in campo pare proprio un veterano. Forse manca un centravanti di peso, di spessore, ma in fondo Garcia (ottimo impatto davvero, serietà, umiltà e cultura del lavoro,  con  poche chiacchiere – a parte quelle con cui è stato pizzicato in panchina con cellulare! – e tanti fatti), sa far esprimere un gioco corale e a Lilla ha vinto con un centravanti finito addirittura capocannoniere e non si trattava certo di un top player (Moussa Sow). Anche qui, come all’Inter l’aspetto principale su cui lavorare era far riprendere fiducia e coraggio a giocatori di indubbio talento e in tal senso la conferma di De Rossi, tornato a livelli ottimali di rendimento, unita al fatto che Totti è sempre al centro del progetto, i passi in avanti (confermati dal primo posto in classifica a punteggio pieno) sono più che confortanti.

SAMPDORIA  6

Squadra tutto sommato invariata rispetto all’anno scorso, intende procedere sul solco tracciato da Delio Rossi, magari migliorando in continuità, senza rischiare di impelagarsi pericolosamente nelle sabbie mobili della lotta per la salvezza. Via un giovane di talento come Icardi, si continua con la linea verde, grazie a Gabbiadini che invero pare ancora più efficace e promettente. Ma in rosa ci sono anche altri giovani che sono alla prova d’appello verso la definitiva maturazione, come Obiang e Krsticic , mentre possono rivelarsi bene anche in serie A il cavallo di ritorno Regini, dopo la splendida stagione empolese in serie B e il centravanti armadio Petagna, che nel Milan Primavera faceva spesso la differenza

SASSUOLO 6

Al di là dello scotto iniziale con la massima categoria, 0 punti su 6, al cospetto di un calendario non proprio proibitivo, la sensazione è che dietro ci sia un progetto ben solido, evidenziato dagli anni di miglioramenti in serie, di consolidamento economico e di struttura societaria. Certo, la serie A è un’altra cosa ma potrebbe diventare un nuovo Chievo. Manca la componente d’esperienza in molti reparti, ma ci sono talenti fulgidi da tenere d’occhio come Berardi, un predestinato, e Zaza, mentre la ciliegina sulla torta, arrivata in extremis è rappresentata dall’innesto del regista, ma anche difensore centrale alla bisogna, Marrone, inseguito da mezza Italia e giunto qui per accumulare la necessaria esperienza. Visti i buoni rapporti con la Juve alla fine ha scelto Sassuolo e le qualità per emergere ci sono tutte, soprattutto se sarà supportato a dovere da un Missiroli cui la serie B stava davvero strettina.

TORINO 5,5

Bene all’inizio con le acquisizioni di Ciro Immobile, già beniamino dei tifosi ma che è chiamato a una stagione in cui far fiorire le bellissime promesse, e sostituire un’istituzione come Rolando Bianchi non sarà facile, dei giovani dai piedi buoni El Kaddouri e Bellomo, entrambi inesperti per la A ma con le potenzialità giuste per emergere in un simile contesto. Ventura si affida a un nuovo modulo che pare sin troppo sparagnino, non da lui, insomma, che ci aveva abituato col suo vero 4-2-4, visto che mancano in pratica esterni in grado di fare la doppia fase. La rosa pare troppo corta e con poca qualità, eccezion fatta per Cerci, ormai da Nazionale. L’assenza di un portiere di livello poi potrebbe incidere parecchio. Si prevede un campionato non semplice per i granata.

UDINESE 5

Mercato praticamente fermo in entrata, con innesti di tanti stranieri provenienti da ogni parte del globo, di cui alcuni poi si dimostreranno bravissimi, se non campioni (vedi Sanchez, Isla, Basta, Benatia, e i recentissimi Allan e Pereyra e altri inevitabilmente finiranno a riempire le fila delle varie squadre satellite dei Pozzo). Un azzardo insomma, però l’intelaiatura è ottima, a partire dalla coppia d’attacco, una delle meglio assortite della serie A con il sempre eterno Di Natale, che vuole cogliere l’ultimo treno per il Mondiale 2014 e il nuovo “Fenomeno” Muriel. Al resto contribuirà come sempre “mastro” Guidolin.

VERONA 6,5

La meritatissima ed esaltante vittoria casalinga alla prima contro una big come il Milan è stato vissuto come un risanamento dei tanti anni passati in categorie minori ma poi la Roma ha pensato di ridimensionare le cose. Ma d’altronde deve essere la salvezza l’unico obiettivo di un Hellas che, rosa alla mano,pare competitivo per una simile impresa. Ci sono anzi quasi due giocatori per ruolo, e di pari livello tra titolari e panchinari. Innesti come quelli di Toni, che garantisce esperienza, carisma ma soprattutto gol come ai vecchi tempi, Jankovic (cercasi continuità di rendimento da associare all’indubbio talento), Donati e Romulo testimoniano di una appurata dose di miglioramento a livello qualitativo. Al resto penseranno gli uomini di maggior talento a far emergere la squadra, gente come Jorginho e Martinho, sui quali sono puntati diversi occhi, e le scommesse Cirigliano e Iturbe, uno su cui si dicono meraviglie da quando aveva 15 anni e presentato da molta stampa nazionale come altro campione giunto in questo calcio mercato.

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2 risposte a “LE PAGELLE DELLA SERIE A, alla fine del calciomercato, e relativi pronostici

  1. In buona sostanza d’accordo con te. Io sono stato più generoso nei confronti del Genoa, non tanto per fede (cerco nei limiti del possibile di non farmi condizionare da essa nei miei giudizi) quanto per la realtà oggettiva di una rosa che presenta diversi elementi ricchi di qualità tecnica, personalità, curriculum e prospettive, e addirittura un paio di nazionali azzurri. Poi, chiaro, trasformare in squadra vera un gruppo di buoni giocatori è altra cosa, e in questo senso la scelta di Liverani è stata un vero azzardo, come anche le prime giornate hanno confermato, ma io resto fiducioso… Dai, non può sempre andare male a noi e bene agli altri quando si lanciano in certe scommesse (Montella, e ancor di più Lopez al Cagliari, per fare due esempi). Giusto il rilievo sullo squilibrio della rosa della Lazio, un gruppo troppo ristretto di buoni / ottimi titolari con ricambi non all’altezza.

    • in realtà non nutro poche speranze per il GENOA – a proposito, tantissimi auguri di buon compleanno al vecchio e mitico Grifo – per l’organico in sè, ma per difficoltà oggettive che negli ultimi due anni si sono ripetuti.. e la partenza a rilento non aiuta di certo per il morale. Ma la bella intervista letta proprio stamattina sulla Gazzetta dovrebbe aver fatto chiarezza che attorno al giovane e interessante tecnico Liverani c’è fiducia.

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