Splendida affermazione del giovane Quinzi, vincitore del Wimbledon Juniores, 26 anni dopo Nargiso

Resterà nella memoria questa edizione di Wimbledon. Tra le donne ha vinto l’emergente Bartoli, che ha “approfittato” della dipartita di tutte le favorite della vigilia, a iniziare da quella Serena Williams, sconfitta proprio dall’altra finalista Lisicki, la mia favorita per la finale. Tra gli uomini invece finale doveva, o poteva essere tra Djokovic e Murray e così fu, con la vittoria, la prima in questo tempio dello sport, del britannico, nativo di Scozia, Andy Murray. Curioso che si ricordi sempre di rappresentare l’Inghilerra al termine di ogni torneo vinto. Mah, piuttosto incomprenibile.

E nonostante la debacle azzurra agli Ottavi di Finale (rimane però il dato storico e statistico d i4 interpreti azzurri mai così in alto contemporaneamente in una competizione simile.

quinzi

(Gianluigi Quinzi, classe ’96, grande speranza del tennis azzurro e mondiale)

(Soprattutto è da valorizzare e da applaudire la vittoria negli juniores del veneto d’origine ma marchigiano d’adozione Gianluigi Quinzi, sicura promessa non solo del tennis azzurro. Si deve rimanere cauti, mai come nel tennis il passaggio da junior e senior può compomettere risultati e ristabilire graduatorie e ridimensionare potenzialità. La storia di questo sport suggerisce di evitare di azzardare pronostici ma è indubbio che Quinzi possieda enormi qualità. Soprattutto tanto carattere e voglia di arrivare,di migliorarsi. Si è formato alla Bolletieri Academy, ha imparato cosa sia il sacrificio e la determinazione. Il suo idolo è Agassi  e non poteva essere altrimenti, la tempra e la voglia di stupire sono le stesse che contraddistinguevano il grande Andrè. L’ultimo italiano ad affermarsi in un torneo juniores a Wimbledon fu il talentuoso Nargiso, l’uomo dei servizi in volèè, ma era un altro tennis, ora già a 17 anni ci si allena in un certo modo e il divario fisico con i “grandi” pare meno evidente… Quinzi è 1,96 per dire e quanto in reattività e velocità di esecuzione sembra sulla strada giusta per non patire il gran salto.Nargiso era più un talento grezzo, Quinzi è più concreto, più determinato forse, anche nel non voler bruciare le tappe per ottenere qualche wild card. Un anno fa lessi con attenzione una sua lunga intervista su Sportweek e ne rimasi affascinato, così consapevole della propria forza e di dove voglia arrivare. In bocca al lupo Gianluigi, da troppo tempo nel tennis maschile italiano mancava un campioncino simile

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