Esami di maturità: tutti contro Claudio Magris, un grande autore poco conosciuto

Ho trovato curioso, anche se comprensibile – mettendomi dalla parte degli studenti – il moto di stupore, per non dire di insoddisfazione poi sfogato in una (talvolta) feroce ironia riversata nei social network da parte di molti studenti nel leggere la traccia del tema dedicata a Claudio Magris.

Che, detto per inciso, considero tra i migliori pensatori e autori italiani. Lo dico però con la consapevolezza e appunto la “maturità” che si spera abbia anch’io nel frattempo acquisito, ora che sto sui 36 anni!

In effetti, i contemporanei, specie di quello stile, non vengono affrontati, non dico approfonditi, dalla maggior parte dei piani di studi.. parlo per esperienza, ho insegnato per un anno proprio italiano alle scuole medie. Alle superiori poi, mettiamo in un Classico, anche di quelli “prestigiosi” dove posso aver studiato anch’io, dovrebbe essere quasi scontato, spontaneo. Ma sembra quasi di fare dei “torti” a qualcuno, penalizzando non so un D’Annunzio, un Boccaccio in luogo, chessò di un Verga o un Pavese, a mio avviso, ma parlo a livello personale ovviamente, poco studiati a dovere.

Mi fermo qui, era solo un appunto..

Forza ragazzi, che la vita vera, parlo con la saggezza presunta della mia fase adulta, è davvero fuori, ma prendete la maturità con il giusto piglio e la giusta concentrazione, riversando tutto voi stessi. E’ una piccola grande sfida, si superano le prime paure, ci si mette in gioco, prendetela con responsabilità. E sul serio, capita a tutti, fra 20,30, 40 anni vi ritroverete ancora a parlarne nelle rimpatriate, con un mix di nostalgia e tenerezza, ricordando anche perchè avevate odiato quell’autore 🙂

Piccola chicca… è un caso, ma nel mio romanzo d’esordio “Verrà il tempo per noi”, ogni capitolo era corredato da una citazione. Ho spaziato tanto, seguendo comunque il pensiero di artisti che stimo e che mi hanno trasmesso molto con le proprie opere. Tra questi poeti, scrittori, musicisti, filosofi, psicologi.. e proprio il primo capitolo, guarda un po’ te, si chiama “Finalmente Maturi”, perchè la storia che ho voluto raccontare nasce proprio dal “dopo MATURITA'” dei miei personaggi, ora alle prese davvero con la vita che verrà.

Quel capitolo, il primo del mio libro, è aperto proprio da un aforisma di CLAUDIO MAGRIS

 

“Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore
trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza
certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe
luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e
disperazione, tante pagine non sarebbero nate”
(C. Magris)

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