Italia – Giappone 4 a 3: per fortuna mancavano all’appello Holly e Benji

Chissà che deve aver pensato Yoichi Takahashi, creatore del manga Capitan Tsubasa (poi tramutato nell’immortale cartone Holly e Benji), lui che iniziò a disegnare fumetti calcistici, con l’ambizione che un giorno, magari nemmeno troppo lontano, i suoi connazionali nippponici sarebbero riusciti a tener testa alle big mondiali.

Da tanti anni, ormai, il calcio giapponese ha assunto una dimensione quanto meno di dignità internazionale, basti vedere le numerose partecipazioni alla rassegna mondiale, e di eccellenza nell’ambito della zona asiatica,specie da quando si è insediato il “nostro” Zac.

Ieri ho notato come in molti ironizzassero sul fatto che alla squadra schierata contro gli azzurri di Prandelli mancassero i veri big: Holly Hutton, Mark Landers, Tom Baker o Benji Price. Beh, aggiungo io, da assoluto fanatico del cartone (lo seguivo con una passione degna di un campionato di serie A quando ero più piccino!), non ci sarebbe stata storia.

Il fatto però è che questi funamboli ieri sembravano essersi incarnati in Kagawa, Honda e compagnia, al punto da mettere in serio imbarazzo una nazionale azzurra davvero svagata e abulica per essere vera, specie nel primo tempo. I migliori alla fine sono stati, oltre a un De Rossi ritrovatosi dopo la sua peggior stagione della carriera, i spesso vituperati Giaccherini e Giovinco, i due nanetti bianconeri che hanno cambiato la gara.

Ora ci si giocherà la semifinale della Confederations Cup contro il Brasile di Neymar, ieri in gran spolvero e occorrerà cambiare registro.

Nel frattempo, nella notte abbiamo assistito a una gara divertente, ma sinceramente, più che appellarsi alla storica Italia – Germania del 70, identica nel punteggio, mi viene in mente la girandola di gol con cui la New Team di Holly battè la squadra gialloverde dell’Hirado rimontando dallo 0 a 3.

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9 risposte a “Italia – Giappone 4 a 3: per fortuna mancavano all’appello Holly e Benji

  1. Forse te l’avevo già detto, quando Holly e Benji arrivarono in Italia la mia passione per gli anime jap si stava raffreddando (si sarebbe riaccesa, alla grande, solo una decina di anni più tardi), e perciò quel cartone, mito per molti miei coetanei, non figura affatto nel mio immaginario. Il mio cartone giapponese di calcio rimane “Arrivano i superboys” (ma a Genova passò anche col titolo “Soccer boy”), che fra l’altro giunse in Italia nell’estate 1982, poco dopo i Mondiali… E la sigla di quel cartone, ma lo scoprii solo molti anni dopo, era,nientemeno, la canzone ufficiale degli Europei 1980 svoltisi in Italia! Al di là di questo, e passando al calcio vero, progressi enormi del football giapponese, e non da oggi, ma la vera Italia mai avrebbe subìto una lezione di calcio come quella di questa notte.

    • sì, me ne avevi accennato.. io invece potrei essere il biografo di Holly. Perdono tutte le bizzarrie e le fantastiche invenzioni… il cartone è assolutamente supido

  2. Ti prego, dimmi che Tom Baker è un tuo refuso e il nome corretto è Tom Becker… Perché altrimenti potrei subire un trauma enorme… Non ho il coraggio di cercarlo su Google… Nico (amico di Carlo)

  3. Su Hutton ero preparato, mentre il dilemma Baker-Becker, Wikipedia lo risolve a mio favore (e mi sento già un po’ meglio): comunque condivido l’amore eterno nei confronti di Holly&Benji…

    • ah ah ah.. 🙂
      dobbiamo assolutamente “educare” il mitico Carlo allora.. uno come lui non può non innamorarsi di un cartone simile. Il creatore non ha solo scritto un plot sul calcio, ma direi un intero mondo, con un sottobosco di storie e una precisione, anche nelle carriere e nelle evoluzioni tattiche sorprendenti..
      mi sa che quando passerò a Genova gli porterò la collezione completa dei dvd della serie uscita per la Gazzetta… ero tentato a farla, ma poi avrei fatto impazzire ulteriormente la mia compagna. Tra poco ci sposiamo e già sa che dovrò far traslocare intere collezioni di libri, dvd, dischi ecc

      ps.. già che siamo, in breve ti faccio alcune considerazioni a latere, poi mi fermo altrimenti dovrò valutare l’idea di aprire un blog apposito sui manga

      – ok, Holly e Mark come Messi e Ronaldo (seppure io, da passatista quale sono li paragonerei ad altri)
      – il migliore, il più completo tuttavia è sempre stato Julian Ross
      – trovo immedesimazione nei campioni che stanno nelle retrovie, e Tom BECKER e Denny Mellow lo erano
      – la mia squadra preferita in assoluta, eterna sconfitta è la mitica Flynet del grande Philipp Callaghan
      – Poca considerazione mediatica per uno dei miei idoli, da sempre tuttavia in nazionale, Paul Diamond, mentre Johnny Mason se la tira col 9 ed è una pippa
      – preferisco Ed Warner a Benji, sempre infortunato
      – Inno a Bruce, partito dalla gavetta e col sacrifico assurto a grande difensore Spocchioso ma incompiuto Jack Morris,
      – Peggiore portiere della storia Alan Crocker
      – ps la nazionale giovanile giapponese, corsi e ricorsi del destino, visto che ora la maggiore è allenata da Zac, considerato da tutti l’inventore del 3-4-3 già adottava un modulo assai simile… se ci pensi…

      il tutto col sorriso ovviamente
      ciao

  4. Chi sei, Nico, Davide? Comunque cercate di capire… Ho qualche anno in più di voi, e avendo visto pochi anni prima I Superboys sono rimasto indissolubilmente legato a quel cartone. I vari Shingo Tamai e Kamioka Go sono nomi che dicono tantissimo ai miei coetanei, ve lo assicuro. E la vicenda era molto ben articolata, c’era pure un simil Pelè (Santos, mi pare si chiamasse). Poi, l’ho detto, subentrò ad un certo punto un notevole distacco dal mondo anime: prima media, avevo altro per la testa, però ricordo un pomeriggio a casa mia con alcuni compagni di classe, studiavamo insieme ma ad un certo punto fecero il diavolo a quattro perché volevano vedere Holly e Benji, così aprimmo la televisione e intravidi qualche scena… Era il 1986.

    • che io sia più giovane è risaputo 🙂 comunque avrai tutto il tempo per recuperare,poi non esci più dal tunnell 🙂

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