Serie A sempre più in balia degli arbitri

Da qualche settimana ormai il campionato di calcio italiano sta segnando il passo. Scudetto quasi assegnato, posti per la Champions praticamente decisi, zona retrocessione sempre più limitata a una lotta fra tre squadre, di cui due di queste lasceranno la A per la B.

A mio avviso, si tratta di un quadro desolante e non mi sembra, andando a memoria, di sbagliarmi se affermo che si tratti di uno dei campionati più mediocri da un punto di vista della posta in palio, ormai già come detto ampiamente circoscritta.

Quello che più mi avvilisce è constatare lo stato di salute del sistema calcio italiano, più che la qualità in sè dei nostri calciatori. Per quella si va solitamente a cicli e alla fine siamo pur sempre reduci da un secondo posto negli ultimi Europei, disputati appena un anno fa. Si potrebbe, anzi si deve, ripartire da lì, da un ciclo di giovani sempre più protagonisti nei nostri campi. Poi, uno guarda il cammino europeo  e c’è poco da stare allegri: là dove un tempo ci ritrovavamo a disputare finali fratricide, ora si arriva al massimo ai quarti, per non parlare dell’Europa League, dove solo la Lazio sembra ambire a qualcosa di più di una partecipazione.

Posto che a mio avviso la Juventus ha ancora le carte in regola per passare il turno (ovviamente cambiando registro, se gioca come a Monaco o come contro il Pescara, meglio salutare subito la compagnia), l’impoverimento è lampante e sotto gli occhi di tutti.

Eppure, anche quest’anno è difficile considerare il campionato solo da un punto di vista tecnico e discutere ad esempio sul fatto che dal decimo posto in poi da ormai due mesi le squadre stanno facendo i loro calcoli e viaggiano a ritmi di un punticino a gara, così da raggiungere in piena tranquillità la salvifica soglia dei 40 punti.

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No, anche quest’anno a colpire sono gli errori arbitrali, dispensati a destra e a manca, contro big e piccole, sintomo nemmeno più di una palese sudditanza psicologica (che invero c’è sempre stata) ma di un bassissimo livello delle giacchette nere. Scarsi, inutile girarci attorno! Ho sempre anch’io pensato che i nostri arbitri fossero i migliori, ma forse davvero Collina faceva da guida, trascinava il gruppo, “obbligava” in un certo senso gli altri a mantenere uno standard perlomeno decoroso delle proprie prestazioni. Ormai invece assistiamo domenica dopo domenica allo sfascio totale e i giudici di linea, il quarto uomo ecc non hanno fatto altro che ingigantire il problema, tanto che ora si passano la patata bollente l’un con l’altro, nessuno sembra volere più assumersi le proprie responsabilità nei momenti difficili. Io direi che spetta comunque all’arbitro decidere se fischiare o no un rigore ecc… Ieri ho perso il conto degli errori arbitrali… a me hanno sempre dato nausea le trasmissioni che perdevano ore a parlare di arbitri, tecnologia, ma forse bisogna arrendersi all’evidenza: i campionati rischiano davvero di essere falsati, ma non per malafede, proprio per inettitudine, per incapacità, per lacune grosse come una casa da parte del settore arbitrale. Non mi va nemmeno di snocciolare gli episodi sbagliati di ieri, ripeto, contro o pro chiunque, perchè a rimetterci sono state il Milan come la Fiorentina, l’Inter come altre… vorrei solo che ci fosse gente che sa applicare bene il regolamento, senza farsi condizionare da nessuno. Utopia?

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2 risposte a “Serie A sempre più in balia degli arbitri

  1. Vieni dunque nel mio cantuccio, carissimo… E per il momento non parliamo di malafede, io non lo faccio mai nei miei articoli sul blog, perché per parlarne occorrono prove schiaccianti e inoppugnabili e chi lo fa, come oggi Moratti, secondo me sbaglia e non fa altro che invelenire ancor più gli animi con semplici illazioni.
    La sudditanza, quella sì, è innegabile e palese, e in effetti l’unico punto del tuo bel post su cui non concordo è quel “contro o pro chiunque”, perché alla fine i conti in rosso saranno solo e sempre per le squadre più deboli (quest’anno la vittima preferita, non lo dico per autocommiserazione ma perché è un dato di fatto, è stata il Genoa, ma negli anni passati è toccato ad altri, sempre comunque dal decimo posto in giù…): sì, ieri alla fine il Milan è stato danneggiato, ma ricordiamo che peso hanno avuto le sviste arbitrali (Genoa, Udinese…) nell’impetuosa risalita dei rossoneri…
    Ammiro gli inglesi, che alle direzioni arbitrali danno poco peso e così, perlomeno, si fanno meno sangue marcio di noi italiani. Altra mentalità che peraltro non condivido del tutto, non si possono ignorare certe decisioni quando falsano palesemente l’andamento di un match e di un intero campionato, non si possono paragonare alle papere dei portieri e agli errori sotto porta degli attaccanti, perché gli arbitri sono i giudici supremi del gioco, non semplici attori. Concludendo, e tornando per un attimo al discorso sulla malafede, va comunque ricordato come certi episodi del passato abbiano dimostrato che il mito della buona fede arbitrale era, appunto, un mito, ma falso. Questo per il passato. Oggi, ripeto, non so, spero tanto anch’io che sia semplice inadeguatezza tecnica di una generazione arbitrale poco talentuosa, impreparata e messa in difficoltà da un regolamento sempre più ingarbugliato.

    • lo so Carlo, ma io praticamente seguo la Premier come la Serie A, se non di più. E lo faccio da tantissimi anni, da ben prima che il campionato inglese diventasse il ritrovo di tutti i campioni (anzi, ti dirò di più… per tutti gli amanti del calcio inglese, quello vero, c’è sin troppa esterofilia adesso, con squadre snaturate rispetto alla loro storia)… e a me il clima degli stadi inglesi piace. E ti dirò, non solo per fair play, ci sono propri meno errori arbitrali, fidati. Sì, qualche rigore generoso, qualche espulsione in meno rispetto alla serie A, ma errori madornali è difficile vederne. Non credo sinceramente che mai negli ultimi 10/15 anni si sia potuto ipotizzare che il campionato sia falsato, come invece accade periodicamente da noi. Nemmeno quando sono arrivate a pari punti le due squadre di Manchester. Non so Carlo, lo sfacelo del calcio italiano ha radici lontane, la sudditanza è un discorso giustissimo, ma che tocca tanti punti della società italiana, non solo del calcio. Bisognerebbe cambiare mentalità, ma quella è ancora più radicata rispetto alla scarsa preparazione degli arbitri

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