Arriva nelle sale il film tratto dal romanzo d’esordio di Alessandro D’Avenia: “Bianca come il latte, rossa come il sangue”

Io e mia mamma in fatto di libri abbiamo spesso gli stessi gusti. Certo, differiamo in alcune scelte, ma in linea di massima se a lei un libro proprio non piace, è difficile che incontri il mio gusto. Ci sono però delle eccezioni. Tempo fa, verso Natale, le abbiamo regalato, io e i miei fratelli, molti libri di vario genere. Io optai per il secondo libro di uno degli scrittori italiani del momento: Alessandro D’Avenia. Ammetto che io per primo avevo un po’ di curiosità, visto che l’autore è un mio coetaneo, fa il prof di latino e greco in un liceo, è al suo secondo libro… insomma, mi interessava leggere qualcosa di suo, vedere se tutti questi attestati e riconoscimenti, tutte queste vendite (diciamo le cose come stanno!) avessero dei buoni motivi.

Beh, mia mamma non fu molto colpita da “Cose che nessuno sa”, trovandolo forse troppo artificioso, con tutti quei rimandi a Omero (tra l’altro lo scrittore si è specializzato nel dottorato proprio nelle opere di Omero), e poi in genere non va matta con i libri che hanno per protagonisti gli adolescenti. Io però sapevo che qui non c’entrava nulla Moccia ad esempio, col suo linguaggio gggiovane.

bia

Fatto sta che non avevo mai iniziato la lettura, visto che di libri in coda ne ho moltissimi. Poi, ricevetti in regalo da un’amica della mia ragazza il primo libro di D’Avenia “Bianca come il latte, rossa come il sangue” e lì per lì sinceramente non mi entusiasmò molto. Iniziai a leggerlo e mi resi conto di essere invece di fronte a un bell’esordio. A volte ci facciamo dei pregiudizi assurdi e ci precludiamo delle cose, senza conoscerle. Mi ha colpito la storia del giovane e innamorato Leo, della sua amica Silvia, del professore sognatore e della bella e sfortunata Beatrice, malata di leucemia. I temi del dramma ci sono tutti ma l’autore è bravo a non cadere mai nell’opprimente e nel lacrimevole, riuscendo a mantenere un giusto equilibrio, seguendo gli umori e i pensieri del giovane adolescente Leo. Tutto il libro è in prima persona, quasi sotto forma di diario, la narrazione procede veloce ma i personaggi sono comunque ben tratteggiati. Direi che mi ha colpito la sincerità dello scrittore, il suo modo di veicolare emozioni, come si evince dalla bella lettera di ringraziamenti alla fine del libro. Fatalità, appena terminata la lettura, scopro che a breve sarà negli schermi un film tratto dal libro e a questo punto la curiosità è tanta, visto pure il team di attori scelti, certo di prim’ordine. Vedremo all’opera nuovamente il promettente Filippo Scicchitano, dopo il suo convincente esordio con “Scialla!” nei panni del protagonista e un Luca Argentero alle prese con il ruolo del professore supplente, guida vera per i suoi alunni. Non so come sarà il film, ma certo il libro, pur non facendomi gridare al miracolo, mi è piaciuto e mi ha coinvolto. Non è poco, considerato come a volte si spacciano per buoni libri delle storie che fai letteralmente fatica a portare a termine.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...